lug 12 2008

Panchine via dalla piazza

scritto da: Proposta per Castelcovati alle 11:14

Panchine via dalla piazza
di Massimiliano Magli

«Razzista e antidemocratica, oltre che offensiva per tutta la cittadinanza». A Castelcovati l’opposizione consiliare si è scatenata contro i provvedimenti promossi dall’Amministrazione comunale nel centro storico. Il primo intervento è di ordine viabilistico e ha visto l’abolizione della zona a traffico limitato prevista per il sabato e la domenica e applicata dal 1996. Una scelta che ha lasciato perplessi anche molti cittadini del centro, abituati a maggiore tranquillità e a una piazza Martiri della Libertà che è un bel salotto.
«Con questo intervento – ha spiegato Paolo Olivini di Proposta per Castelcovati – si va a snaturare una dimensione ormai storica della nostra cittadina, che aveva riportato la piazza al luogo vitale che è sempre stata in passato». L’intervento voluto dal sindaco Camilla Marini Gritti non era inserito nel programma elettorale, ma secondo gli amministratori dovrebbe favorire una maggiore frequentazione delle botteghe e dei negozi del centro da parte di chi dell’auto non può proprio farne a meno. Soddisfatti alcuni commercianti, ma il disappunto di diversi residenti è forte.
Ma l’attacco più duro è stato rivolto alla rimozione di alcune panchine poste sul «giro» della torre, la zona più elegante del centro storico, che era stata ribattezzata «Largo Tirana» per la frequente presenza di immigrati albanesi..
piazza castelcovatiLuciano Onger, candidato sindaco per Proposta alle ultime elezioni, ha parlato di una «clamorosa smentita del programma elettorale. Invece di coltivare una politica contro i clandestini vanno a perseguitare onesti cittadini, sparando nel mucchio. I tanti albanesi regolari iscritti all’anagrafe danno lavoro alla nostra comunità, prestano manodopera nelle nostre aziende e investono nel nostro territorio. Inoltre, togliere le panchine è un gesto che offende e penalizza tutti i covatesi».
Il vice sindaco Luca Salvoni ha replicato respingendo questa interpretazione: «Semplicemente – ha detto – abbiamo fatto buon viso a cattiva sorte, poiché vista la grave penuria di liquidità dopo il commissariamento abbiamo pensato bene di spostare quelle panchine nel complesso parchivo di Casa Cadei e della casa di riposo. Certo, dovendo scegliere – ha ammesso – abbiamo preferito quelle meno utilizzate dai covatesi, per evitare la formazione di una sorta di ghetto». Per il vice sindaco, insomma, si trattava più di una questione economica e di opportunità estetica. «La questione così come esposta dall’opposizione – spiega – è presa per i capelli. Noi abbiamo cercato semplicemente di fare la scelta migliore in una situazione di oggettiva difficoltà economica». La vicenda ha spinto l’opposizione a sollevare critiche anche rispetto «alla trasparenza dell’operato di questi primi cento giorni della Giunta: per ogni intervento promosso – dice Olivini – mancano motivazioni e spiegazioni, quasi che tutto debba essere accettato e subito nella più assoluta ignoranza».

Fonte: Bresciaoggi 12/07/2008

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