lug 29 2008

Il parco di via Indipendenza…

Tag , scritto da: Proposta per Castelcovati alle 13:55

Realizzato nei primi anni ottanta dall’allora Sindaco Giuseppe Morandini su di un’area avuta in dono dalle ACLI di Castelcovati, il parco di Via Indipendenza, nonostante le ridotte dimensioni, è da sempre il più frequentato, potendo contare su di una posizione centrale e di facile accesso, di fronte alla scuola materna e nelle vicinanze della scuola elementare. 

Nel 1995, Sindaco Aldo Onger, è stato oggetto di un radicale intervento di sistemazione, con la messa a dimora di panchine, tavoli e numerosi giochi, tutti collocati su piastre realizzate in materiale anticaduta. Questo intervento ne ha ulteriormente aumentata la fruizione, che avveniva nel periodo primavera autunno ( d’inverno veniva chiuso e sottoposto a manutenzione ), in orari diurni (un gruppo di pensionate, frequentatrici del parco, si era fatto carico di apertura e chiusura quotidiana, ad evitare fenomeni di vandalismo notturno).

Dal 1 Gennaio 2005 e fino al 31 Dicembre 2009 la Giunta Orlandi ne ha affidato la gestione alla municipalizzata CAST srl, insieme a tutti gli altri parchi, al taglio del verde ed all’arredo urbano. La Cast ha eseguito numerosi interventi sui vari parchi ed in piazza, sostituendo panchine, riparando giochi,  posizionandone di nuovi in base ad un contratto di servizio che le affida “la manutenzione, il rinnovo, il potenziamento, l’estendimento dell’arredo urbano esistente e delle aree a verde pubblico attrezzato”, attività che devono essere svolte osservando ” tutte le norme ed i regolamenti vigenti in materia di lavori pubblici, di sicurezza, di salvaguardia dell’ambiente..”.

Non esiste pertanto un problema di disponibilità finanziaria, che fa capo alla CAST, il cui contratto è previsto e finanziato nel Bilancio predisposto dal commissario per 80.000 €, che ne impedisca la messa in ordine e neppure un problemadi competenza, non essendo la Cast stata oggetto di commissariamento.
Esiste purtroppo una precisa volontà politica della maggioranza leghista, che già ha prodotto la riapertura domenicale della Piazza, la rimozione delle panchine ed ora la chiusura del parco per motivi di sicurezza.
Non essendo in grado concretamente di fare nulla, preferiscono togliere il problema degli immigrati dalla vista dei cittadini, in modo che si abbia una percezione di ordine, un po’ come facevano certe casalinghe che nascondevano la spazzatura sotto i tappeti buoni.
Poi ovviamente si inventano la scusa della scarsità di risorse e della poca sicurezza, per tentare di far ricadere la colpa sugli altri.

8 risposte a “Il parco di via Indipendenza…”

  1. Luciano Onger ha scritto:

    Apprendo da un messaggio di Paolo che da ieri, per motivi di sicurezza, è stato chiuso il parco giochi di fronte all’asilo. Io speravo che per motivi di sicurezza chiudessero il Sunset!
    In attesa di notizie più approfondite mi limito a constatare che mentre nell’Italia del terzo millennio si prendono le impronte ai bimbi rom, nella Castelcovati della Lega si chiudono tutte i luoghi di incontro delle comunità di immigrati. A quando la dichiarazione di guerra all’Albania?
    Forse è necessario che si levino altre voci, oltre alla nostra. La Chiesa, gli altri gruppi di minoranza perchè altrimenti….
    «Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento, perché rubacchiavano.
    Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto, perché mi stavano antipatici.
    Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.
    Poi vennero a prendere i comunisti, e io non dissi niente, perché non ero comunista.
    Un giorno vennero a prendere me, e non c’era rimasto nessuno a protestare»

    Bertolt Brecht, 1931

  2. roberto ha scritto:

    L’attuale amministrazione sta attuando una serie di provvedimenti di cui davvero si fatica a riconoscervi una pubblica utilità.
    Il primo è stato preso verso l’inizio di Giugno, allorché si è deciso di riaprire la piazza al normale traffico auto anche di domenica, giorno in cui – da un 10 /12 anni a questa parte – Piazza Martiri si trasformava in isola pedonale, salotto buono della nostra comunità. Quale disegno sottende a questo provvedimento? Boh, non si sa , nessuna spiegazione è stata fornita al proposito.
    Il disegno comincia a delinearsi meglio in un secondo momento, quando nella seconda settimana di Luglio l’amministrazione ordina agli operai del comune di rimuovere un buon numero di panchine che erano parte dell’arredo urbano della stessa piazza. Casualmente le panchine rimosse sono quelle più frequentate dagli stranieri, ciò non toglie che anche i Castelcovatesi doc le potessero usare con soddisfazione.
    La spiegazione fornita a fronte delle rimostranze per queste rimozioni è che – a loro giudizio – di panchine in piazza ce n’è già anche troppe, mentre alcune servirebbero invece nel costituendo nuovo parco della casa di riposo e, siccome le finanze comunali languono, si trova rimedio alle ristrettezze spostando una parte delle panchine dalla piazza al citato futuro parco.
    Mah, mi sembra una scusa un po’ tartufesca, anche perché mi pare che da qualche parte sia stato certificato un avanzo di bilancio di 600,000 e passa euro; qualche soldino da levarci per le panchine si poteva trovare. Insomma, la faccenda comincia a puzzare un po’.
    E a confortare questo dubbio arriva - ultimo solo in ordine di tempo – la disposizione di chiusura del parchetto attiguo alla scuola materna. A giustificazione di questo provvedimento si adducono dei non meglio precisati motivi di sicurezza.
    Forse un giorno ce la spiegheranno meglio, ma intanto, invece, pare delinearsi una certa strategia: la piazza è frequentata da stranieri, sulle panchine siedono anche immigrati, il parchetto dell’asilo è molto frequentato – oltre che dai nostri bambini - anche dai bambini di stranieri immigrati e dalle loro mamme. In campagna elettorale la Lega ha battuto forte sul tasto “immigrati = rischio sicurezza”, creando la percezione di un paese in trincea e lasciando capire alla gente che , con loro al potere, si vedrebbe in breve diminuire la presenza di stranieri.
    Ora, che sia o non sia questa la vera priorità del nostro paese, una promessa è stata fatta, ma non è certo facile mantenerla in breve tempo. Ecco allora un sistema semplice ed efficace che, se anche non diminuisce il numero di immigrati in paese, ne riduce almeno la percezione, la loro visibilità. Voglio dire: se riapro la piazza al traffico e al parcheggio domenicale, si noteranno di meno gli stranieri , poiché non potranno più stazionare in mezzo alla piazza e si confonderanno dietro le auto parcheggiate; se rimuovo le panchine non vi vedrò più stranieri seduti sopra, impegnati nei loro incomprensibili conciliaboli; se chiudo il parchetto finalmente non vedrò più bambini di stranieri che si arrampicano sui giochi mentre le loro mamme che se la contano comodamente assise sulle panchine del parco.
    In questo modo loro cercano di dare una risposta al tema immigrazione, non certo studiando modalità di integrazione e di conoscenza reciproca, ma limitando e levando uno a uno i luoghi e gli strumenti deputati all’incontro, alla comunicazione, alla socializzazione. Forse, però, non si accorgono che le stesse limitazioni che colpiscono gli stranieri, colpiscono anche noi Castelcovatesi. O forse proprio per questo vogliono mostrare quanto sono invece imparziali? Una imparzialità pelosa, mi sa.
    Resta comunque che loro hanno bisogno di ridurre, se non il numero, almeno la percezione della presenza di stranieri, di celarne la visibilità. E ci stanno provando adottando il sistema usato da alcune massaie quando sono colte dalla fretta per l’arrivo di una visita imprevista: quello di nascondere la polvere sotto i tappeti.

  3. Alessia Festa ha scritto:

    Ieri pomeriggio ho appreso della chiusura del parco di fronte all’asilo che ricordo come uno tra i luoghi a Castelcovati di convivenza civile ed integrazione tra i covatesi e non, sempre affollato nelle sere d’estate, frequentato da anziani, mamme e bambini. Mossa da curiosità dopo cena sono andata a farci un giretto, ho trovato appesi alla cinta parecchi messaggi di mamme, disegni di bambini che chiedevano la riapertura del parco. Non ero sola, vi erano diversi abituali frequentatori del parco, nonne e famiglie con bimbi, che arrivati li per passare alcune ore se ne sono andati amareggiati. Me ne stavo andando pure io quando il Sindaco e consorte sono sopraggiunti, ed evidentemente alterati hanno iniziato a gridare, non richieste, giustificazioni in merito alla chiusura: “questo parco è insicuro,…… un bimbo potrebbe farsi male e io Sindaco ci vado in galera….. io non rischio per quello che voi non avete fatto prima” . Ho lasciato perdere queste basse insinuazioni, ho volutamente dimenticato per un attimo che questo provvedimento seguiva quello della rimozione delle panchine in piazza, e ho solo espresso la speranza di rivedere quel parco riaperto nel più breve tempo possibile, e qui altro fiume agitato di parole : “ … per sistemare servono i soldi ….. “ ( certo nessuna fa nulla per niente). Allora ricordo al Sindaco che la Cast è incaricata della gestione e manutenzione del verde pubblico e dell’arredo urbano oltre che del ripristino di eventuali rotture. Ma pure qui il Sindaco evidentemente agitato ha negato quello che affermavo… e la mia speranza di rivedere riaperto quel parco è morta del tutto.
    Oggi il parco versa in condizioni di relativo degrado e necessita effettivamente di un intervento, ogni anno infatti, prima della sua riapertura usualmente prevista per la fine del mese di aprile, venivano effettuate le manutenzioni, aggiustando quello che si era rotto, che non necessariamente è imputabile agli stranieri.
    Cosa che non e’ stata fatta né lo scorso anno con il commissario ma nemmeno durante la nuova giunta Gritti.
    Se la sicurezza, come recita l’avviso esposto ai cancelli, e lo stato in cui versa sono le reali motivazioni che hanno portato a questa chiusura mi auguro di rivedere presto il parco riaperto.
    La falsa scusa della mancanza di soldi, che abitualmente questi nuovi amministratori utilizzano per non risolvere le questioni, qui non può essere usata, la Cast Srl dal 2005 è incaricata della gestione e manutenzione del verde pubblico, dell’arredo urbano oltre che del ripristino di eventuali rotture, quindi sono già stanziati nel bilancio dal commissario i soldi per questa sistemazione, come dimostra il fatto che il verde viene tagliato! Serve solo la volontà di sistemare e riaprire. Oppure i reali motivi sono proprio altri e dobbiamo leggere questo provvedimento con quello della rimozione delle panchine in piazza come una dichiarazione di guerra a tutti gli stranieri, che vivono numerosi a Castelcovati, lavorano nelle nostre fabbriche e sui nostri cantieri, fanno acquisti nei nostri negozi, pagano affitti ai nostri proprietari di case. Ma così temo proprio non si vada da nessuna parte!

  4. orietta ha scritto:

    Passando per il parco, oggetto di chisura, ieri alle 17,00 ho notato anch’io tutti i vari disegni e msg delle mamme e dei bambini……..peccato che mezz’ora dopo siano stati rimossi non so da chi, ma posso immaginarlo; è questa la democrazia? il confronto corretto coi cittadini? il saper ascoltare dando modo di poter esprimere il proprio parere?. Vorrei ricordare all’attuale amministrazione che a Castelcovati c’è un edificio scolastico (quindi pubblico come il parco)dove le norme di sicurezza fanno acqua da tutte le parti…….altro che una giostra rotta….visto che ci si prende tanto a cuore la sicurezza come mai in quell’ambito non vengono presi provvedimenti? L’ Amministrazione precedente è caduta proprio su questo tema, ma su una cosa erano concordi tutti, minoranza e maggioranza, e cioè che le scuole avevano dei seri problemi che andavo affrontati al più presto. Allora mi chiedo si sta pensando qualcosa al riguardo o facciamo come al parco, a settembre mettiamo una bella catena con lucchetto al cancello delle elementari ed affiggiamo un bel cartello con scritto:” Per motivi si sicurezza la scuola resterà chiusa. Ci scusiamo con gli alunni e il personale per i disagi e i disguidi provocati.”

  5. roberto ha scritto:

    I disegni e i messaggi dei bambini sono stati rimossi alla svelta non certo per un deficit di democrazia, ma perché, probabilmente, rappresentano un ulteriore problema di sicurezza.
    La sicurezza che, lasciandoli appesi, la voce si diffonda in fretta e la gente cominci a farsi delle domande.

  6. Roberta ha scritto:

    Non sono un’assidua frequentatrice di quel parco ma spesso ci ho portato lì le mie bimbe a giocare con i loro compagni d’asilo, con amarezza, oltre che un poco di rabbia, ho appreso della sua chiusura. Io ho la fortuna di avere un giardino ma non per tutti è cosi e quello per molti bimbi e’ l’unico spazio per poter stare a giocare all’aperto. Se la vera preoccupazione del Sindaco quando ha deciso di chiudere il parco sono stati i bambini, mi auguro che ora non se ne dimentichi, e al più presto tolga i lucchetti a quel cancello.
    Ma vedendo quello che succede, leggendo quello che e’ stato pubblicato sui giornali in questi giorni e sull’informazione che giunge ad un normale cittadino attraverso giornalini, volantini o consultando questo sito qualche domanda me la sono fatta:

    - perché dover chiudere un parco giochi destinato ai nostri piccoli senza precise motivazioni senza informare sui tempi, se non usando la parola “sicurezza”, che va tanto di moda, solo per giustificarsi nei confronti dei cittadini?

    - sono passati oramai alcuni giorni e, a parte le intenzioni espresse, non vedo iniziare alcun lavoro; oramai è agosto e le ditte chiudono, a quando i lavori?? Quando potremo tornare a giocare li? Se siamo fortunati a settembre?

    - perché i disegni e le richieste di riapertura del parco hanno dato così fastidio da toglierle? Non vi ho letto niente di offensivo ma solo legittime richieste oltre che disegni fatti dai bambini.

    - se mancano i soldi per delle panchine al parco degli anziani tanto da doverne togliere “di tutta fretta” alcune dalla piazza, i nostri amministratori ritengono quindi che la situazione sia così grave, da dover risparmiare anche pochi spiccioli a discapito dei cittadini di Castelcovati. Ma se così fosse perché si permettono di “regalare” una cifra rilevante dei nostri soldi al comune di Chiari? E sottolineo al comune di Chiari che resterà il proprietario della caserma e non ai Vigili del Fuoco che svolgono un ruolo indispensabile !!!!

    Mi sembra che i nuovi amministratori usino la scusa, (perchè mi sono informata ed ho capito che problemi particolari di soldi non ci sono) della mancanza di liquidità solo per giustificare le proprie azioni, e si sentano autorizzati in nome della parola “sicurezza” a prendere provvedimenti che poco sanno di lotta alla legalità ma piuttosto lotta allo straniero senza alcuna distinzione tra buoni e cattivi.
    Roberta

  7. Eugenio Galli ha scritto:

    Se ho ben capito il parco esiste da quasi trent’anni.
    Quindi da quasi trent’anni i bambini di Castelcovati erano esposti ai pericoli che un parco “non in sicurezza” può provocare.
    Ora mi chiedo: Chi ha adottato questo “eroico”provvedimento dov’è vissuto fin’ora? Mi risulta che abiti a non più di 200 metri di distanza, possibile che abbia avuto bisogno dell’elezione a Sindaco per accorgersi di uno stato di cose pericoloso per ciò che c’è di più sacro, vale a dire i bambini,e oltretutto dopo tre mesi e più dall’insediamento.
    Non si è mai sentito in dovere,in trent’anni!, come persona responsabile, con a cuore la propria comunità, di evidenziare a chi di dovere che sussistevano pericoli?
    Insomma, per farla breve, questa giunta nei suoi “primi cento giorni” ha tolto due panchine dalla piazza e chiuso il parco giochi dove giocavano magari i figli degli stessi che sedevano sulle panchine della piazza.
    Un po poco? Direi proprio di si, ma daltronde in campagna elettorale avevano forse promesso di piu?
    Mi viene in mente il buon Andreotti(sic!)che con il suo arguto sarcasmo aveva a dire –”Non cè di meglio per portare un cesto pieno che riempirlo di zucche vuote” –
    E se lo diceva lui…..

  8. Eugenio Galli ha scritto:

    Scusate, dimenticavo: Passando tutti i giorni nei pressi del parco(abito a 100 metri),negli ultimi tempi mi capitava di notare, verso sera, due persono “non italiane”, e non giovani, sedute sull’erba in un angolo una di frote all’altro con un libretto tra le mani.
    La cosa mi è stata confermata anche da un gruppo di signore anziane (non ci sono solo i bambini…)Castelcovatesi che erano solite ritrovarsi per passare in compagnia la serata, magari accompagnandoci i propri nipotini, i quali non avevano problemi a giocare con quelli che, a quanto sembra, erano i nipotini dei due personaggi seduti in terra in un’angolo del parco, dal momento che quando questi si alzavano andandosene li seguivano.
    Ora, credo non ci voglia molto per desumere che il libretto fosse probabilmente il Corano e che i due “non italiani” stessero probabilmente pregando. E allora? Allora ecco che la “non sicurezza” non vista in trent’anni con ostentata miopia, la si nota in un’attimo. Ma come giustificare la chiusura del parco non avendo le p….per enunclarne i veri motivi? Semplice! ricorrendo all’amena scusa dell’adeguamento dello stesso alla normativa sulla sicurezza!!! Provvedimento da “zucche vuote”?, certo, ma all’occorrenza le zucche si possono anche riempire: Di bugie!!!

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