ago 07 2008

Preferiscono parlare d’altro

Tag , , scritto da: Proposta per Castelcovati alle 18:15

I cento giorni trascorsi dall’insediamento ed i quattro consigli comunali sin qui tenuti non consentono di esprimere un giudizio definitivo sulla nuova amministrazione leghista a guida Gritti Marini.
Certamente però sono già emersi comportamenti e tendenze che danno il senso di un modo di amministrare e che pertanto meritano di essere analizzati.

  • I consigli comunali sono stati investiti prevalentemente di questioni marginali, se escludiamo un piano di recupero, fonte di polemiche estive, una variazione al Bilancio, quasi completamente inutile, se non addirittura dannosa per le casse comunali, ed una elargizione di 42.500 € a fondo perduto alla amministrazione leghista di Chiari, al cui sindaco evidentemente il nostro sindaco è debitore. Delle grandi questioni, quali il futuro della società comunale Cast, l’edilizia scolastica, il completamento del polo della terza età con la costruzione dei nuovi alloggi per anziani in centro al paese, le problematiche urbanistiche urgenti e l’incombente Piano di Governo del Territorio, nemmeno l’ombra;
  • Si sono palesate da parte della maggioranza allergie nei confronti dei tradizionali strumenti della democrazia partecipata, quali l’istituzione delle commissioni, che consentono di coinvolgere maggiormente i gruppi consiliari ed i cittadini, e la necessaria informazione sui provvedimenti adottati. Il risultato è che molto spesso i consiglieri, compresi quelli di maggioranza, non conoscono a sufficienza le delibere in approvazione ed ai gruppi di minoranza non è consentito un agevole controllo sugli atti di competenza della Giunta e dei responsabili degli uffici. Per cogliere quanto la situazione sia paradossale basta pensare che in altri comuni a guida leghista esistono le commissioni e delibere e determine vengono addirittura pubblicate sul sito internet del comune!
  • Il Sindaco utilizza le proprie comunicazioni al Consiglio come strumento di lotta politica e non certo per trasferire ai consiglieri informazioni obbligatorie o utili per lo svolgimento del proprio mandato. In queste comunicazioni si alternano accenni da libro Cuore (il Sindaco e l’assessore che fanno pulizia alla casa di riposo) ad attacchi feroci agli amministratori precedenti, colpevoli a suo dire di tutte le nefandezze possibili, e a polemiche indirette con persone non presenti in consiglio comunale e pertanto non in grado di replicare, cosa che non ci pare degna di un paese civile;
  • Sui temi della legalità e della sicurezza, cavalli di battaglia in campagna elettorale, l’amministrazione si è quasi esclusivamente limitata a provvedimenti inefficaci, ma di evidente impatto visivo, quali la riapertura della piazza al traffico domenicale, la rimozione di panchine, usate in gran parte da cittadini stranieri, e la chiusura del parco di via Indipendenza. Nulla di organico è stato avviato per quanto riguarda il controllo sui contratti di affitto e di lavoro, una nuova normativa edilizia che eviti la costruzioni di alloggi ghetto, l’assunzione di iniziative volte a favorire la conoscenza reciproca e l’integrazione delle molte brave persone, di diversa nazionalità, che vivono e lavorano nel nostro paese;
  • Il Sindaco in modo particolare si è profuso in continue lamentale sulla presunta scarsità di risorse finanziarie del nostro comune, a giustificazione dell’immobilismo della sua Giunta. Si tratta di una bugia certificata dal Collegio dei Revisori, organo ufficiale di controllo dei conti del Comune, che ha evidenziato un avanzo di amministrazione ( soldi in casa disponibili da subito ) di oltre 600.000 €. In aggiunta vi sono altri 700.000 € depositati nelle casse della Cast. Non problemi di risorse quindi ma piuttosto problemi nell’utilizzo di queste somme, derivanti dalla necessità di rispettare il patto di stabilità. Ma questi si possono facilmente superare con un poco di impegno e utilizzando al meglio le potenzialità della Cast;
  • Ma la cosa più stucchevole è la continua enfasi che il Sindaco, sbarcato dalla luna, pone sugli errori delle precedenti amministrazioni. A parte l’amnesia relativa al lungo periodo di commissariamento, alle responsabilità del segretario e a quelle dei capi ufficio, che è evidentemente strumentale, è evidente anche agli sciocchi che solo chi fa le cose può anche sbagliare, mentre chi si limita alle chiacchiere non corre questo rischio. E’ normale trovare errori o cose realizzate in modo non confacente al proprio modo di intendere l’amministrare: è capitato a tutte le amministrazioni che si sono succedute. L’unica differenza è che tutte le precedenti amministrazioni si sono rimboccate le maniche ed hanno affrontato e risolto questioni anche gravi; l’attuale a guida leghista continua ad abbaiare alla luna. Dovrebbero ricordarsi che i cittadini li hanno eletti per fare.

Da tutte queste considerazioni emerge a nostro parere una situazione di difficoltà della nuova amministrazione, inesperta, incapace di muoversi in modo autonomo e troppo spesso pilotata dall’esterno, difficoltà che il Sindaco cerca di nascondere elevando il livello dello scontro, creando nemici che non ci sono, per tenere insieme una maggioranza che altrimenti rischia di porsi troppe domande.

Noi non intendiamo prestarci a questo gioco. Non vogliamo che si continui a parlare d’altro. Pertanto dal prossimo consiglio comunale, che si terrà l’11 agosto, presenteremo e faremo iscrivere all’ordine del giorno alcune interrogazioni, perché vengano messi in discussione argomenti veri, che stanno a cuore ai cittadini ed alla intera comunità.
Le prime che abbiamo presentato attraverso il nostro consigliere Paolo Olivini sono consultabili di seguito e riguardano:

Vi terremo informati sulle risposte e sulle nostre ulteriori iniziative.
Intanto, a tutti i frequentatori del sito
Buone vacanze!

3 risposte a “Preferiscono parlare d’altro”

  1. Simone Pedretti ha scritto:

    Sono quattro mesi ormai che sto viaggiando per l’Australia e ho voluto sapere un po’ cosa succedeva al mio paese. Vi devo dire che ci sono rimasto di stucco quando ho scoperto che la nuova amministrazione comunale chiude il parco giochi e toglie panchine in piazza. Propio qui sto apprezzando tantissimo i parchi. Mi fermo sempre a riposare in questi splendidi posti verdi frequentati da famiglie, viaggiatori, bambini, giovani e anziani e di diverse origini, si perchè in Australia convive gente da ogni parte del mondo!!!!

  2. Daniele C. ha scritto:

    Ciao Simone! Non ci conosciamo, ma ho scoperto in questi mesi che abbiamo più di un amicizia in comune, voglio comunque ringraziarti per esserti “preso la briga” di vedere cosa succede da queste parti e aver scelto per questo il nostro sito. Se un domani, al tuo ritorno, avrai voglia di passare a trovarci credo che il racconto di queste tue esperienze potrà essere molto istruttivo, la porta è sempre aperta! Resta sintonizzato e intanto… buona Australia!
    Ciao
    Daniele

  3. roberto ha scritto:

    La pratica in cui finora si è più distinta l’attuale maggioranza, è quella della polemica e della lamentela continua per la situazione ereditata dalle precedenti amministrazioni.
    Questa attitudine alle lagnanze è dovuta al tentativo di coprire delle mancanze o nasconde una strategia particolare?
    Alcuni atteggiamenti sembrano venir mutuati dall’attuale governo nazionale, riproponendo la stessa modalità di comunicazione. E qui si entra nel filone delle lamentele per la supposta disastrosa situazione avuta in dote, per cui ogni cosa che non va veste la responsabilità di chi c’era prima.
    Per la nazione la colpa va a Prodi, per il nostro comune la sciagura viene imputata a tutti quelli che li hanno preceduti, partendo dall’amministrazione Orlandi e via via risalendo (dimenticando, chissà perché, l’anno di commissariamento), tutti additati a esempio di leggerezza e pressappochismo, gente che è andata avanti per decenni nella sistematica inosservanza delle regole.
    Ma ora la musica cambia, perché col loro avvento si cominciano ad applicare regole che prima, secondo loro, venivano costantemente disattese. È fondamentale, perché la corretta applicazione e il rispetto delle regole sono essenziali a convivere in una comunità in modo civile e in sicurezza. Tutti d’accordo su questo, ci mancherebbe altro. Eccoli quindi alle prese con articoli, commi, codici e codicilli, nella inconsueta veste di scafati legulei, dedicarsi – indefessi - alla rigida applicazione di regole che, nell’intenzione, dovrebbero anche essere funzionali a una sicurezza tout-court; nozione questa - a loro dire - sconosciuta ai predecessori tutti.
    OK, tutto bene, dalle regole non si può prescindere, già detto.
    Ma il fatto è che sembra essere diventata una ossessione; di sicuro non è nelle loro intenzioni, ma c’è la sensazione che ci si impegni allo spasimo per scovare regole per non fare.
    Fra una interpretazione e l’altra sull’applicazione dell’ennesima regola si ha l’impressione che, senza rendersene conto, si vada verso una amministrazione ingessata, ostaggio di un sistema che si pensava lontano dal loro modo di pensare e di agire, di” uomini del fare” che hanno sempre avuto in uggia i lacci e i lacciuoli di leggi subite con fastidio: quello di una burocrazia asfissiante, che trae alimento proprio da un ginepraio di leggi e regole che ci immaginiamo rigide, mentre invece sono spesso fluide, contraddittorie, perciò altrettanto spesso “addomesticabili”, se mi si passa il termine, grazie a esperienza e volontà.
    In uno degli ultimi consigli ho sentito Aldo Onger dire delle cose condivisibili, quantomeno realistiche a proposito di questa ossessione: diceva che leggi e regole stanno in un quadro che non è solo bianco o nero, di questo quadro fanno parte anche diverse tonalità di grigio. L’amministratore deve spesso farne conto e imparare a muoversi - certo in modo accorto - in queste zone grigie. Questo, suppongo, per fare in modo che la giusta, necessaria attenzione alle regole, non si trasformi in paranoia.
    La sicurezza è un altro filone che accomuna l’azione della nostra amministrazione con l’azione del governo nazionale. Emergenza sicurezza è stato (ancora lo è) il cavallo di battaglia del centro destra, la Lega ci ha aggiunto anche l’emergenza immigrati.
    Su questi temi hanno vinto le elezioni, ora su questi devono lavorare. E se a livello nazionale si batte la grancassa sulla schedatura dei Rom, sulle impronte da rilevare ai loro bambini, sullo stato di emergenza per gli sbarchi allargato alla nazione, su un pacchetto sicurezza che aumenta i poteri dei sindaci su tale materia fino al punto che potrebbero entrare in conflitto di competenza coi prefetti, o su un’emergenza che spinge allo schieramento dell’esercito nelle principali città (in un numero tale di uomini che se anche non risolverà niente, contribuirà comunque a mantenere alta la tensione e un senso di paura non meglio identificabile); anche da noi bisogna trovare qualcosa su cui battere, qualche emergenza nostrana.
    Non avendo però particolari emergenze in tema sicurezza, bisogna arrangiarsi a scovarne qualcuna partendo da casi non certo rilevanti e pacatamente gestibili. Esce così un lungo elenco, con terribili emergenze economiche nonostante un bilancio certificato in sostanzioso attivo (“ma c’è il patto di stabilità…”); emergenze nella gestione di alcune strutture comunali tipo casa di riposo (precedente gestione irresponsabile); degli uffici comunali (troppo lassismo favorito dai predecessori), emergenza nella gestione della partecipata cast (sospetto di affidamenti illegittimi, scarsa funzionalità, e alla fine non capiscono bene quali vantaggi possa dare il mantenimento di tale società); emergenza traffico (affrontata con la riapertura domenicale della piazza per un miglior scorrimento del traffico e aumento della pressione nell’azione di controllo dei vigili - ritenuta in precedenza troppo lasca - con multe a raffica per rendere più sicura la circolazione); emergenza economico –sociale (a cui si da risposta rimuovendo sette panchine dalla piazza per ottenere un duplice risultato: 1)- risparmiare soldi destinando le panchine rimosse al rinnovato parco della casa di riposo e di Casa Cadei (nuova sede associazioni); 2) - evitare la formazione di un ghetto, visto che le panchine rimosse sono normalmente usate da cittadini stranieri (acuto provvedimento a valenza sociale). Da ultimo emergenza giochi, con la chiusura a tempo indeterminato (ma con promessa di riaprire il prima possibile, per carità…) del parco giochi di via Indipendenza - frequentato anche da molti piccoli di etnie diverse - per la presenza di alcuni giochi non più conformi alle nuove normative.
    A chi fa notare che i giochi si possono anche far adeguare alle nuove norme si risponde che, come al solito, non ci sono soldi per lo scopo.
    In gran parte sono emergenze cucinate ad arte con un po’ di …diciamo così… affermazioni creative; che mi pare rappresentino un’altro segno di questo primo periodo.
    Emblematico di ciò è un fatto, un istruttivo siparietto a cui assistemmo durante una nostra assemblea pubblica cui era presente anche un rappresentante dell’attuale giunta. A margine di questo incontro si denunciava di come, nonostante le elezioni fossero ormai concluse da tempo - e da loro vinte - ancora elementi legati alla lista vincente si dilettassero a diffondere false notizie, atteggiamento non più ammissibile da parte di chi ora sta in comune e ha pieno accesso a tutta la situazione.
    Questo signore, si mostrava abbastanza divertito di questa nostra osservazione, e per niente preoccupato perchè, a suo parere, una buona dose di bugie è fisiologica in ogni gruppo, non c’è da meravigliarsi. Tutto normale, nel più puro stile “il fine giustifica i mezzi”. Alle nostre osservazioni rispose con una scrollatina di spalle e un sorriso birichino, forse perché davvero convinto che in tutti c’è malafede e che in fondo tutti si assomiglino.
    Così, alla fine, con queste convinzioni può sembrare normale inventare scuse per giustificare alcuni strani provvedimenti (piazza, panchine, parco), scuse che sembrano messe lì apposta per non dire chiaro e tondo il vero significato di certi provvedimenti, colto comunque dai cittadini più attenti, nonostante le reticenze: dare soddisfazione a chi chiede durezza con gli stranieri, senza guardare in faccia nessuno, né brava gente, né gaglioffi (anzi, questi ultimi alla fine sono sempre quelli che se la cavano meglio…), con provvedimenti di nessuna efficacia ma di sicura visibilità e a costo zero. Dopo tanti proclami, qualcosa bisognava pur mostrare. E poco importa se questi provvedimenti danneggiano anche cittadini nostrani. Anzi, forse questo dà un’ulteriore aura di imparzialità.
    Stesse reticenze per le commissioni, reclamate a gran voce da tutte, ma proprio tutte le liste.
    Sulle commissioni son nate diverse diatribe sul fatto se si debbano avere o meno. Loro vanno a spulciare tutti i regolamenti per dimostrare che non sono obbligati a farle; di più, si vuol far passare l’idea che tutte le amministrazioni precedenti erano in fallo su questo argomento.
    È più probabile, invece, che chi è venuto prima ( e son state diverse amministrazioni…) fosse aperto all’istituzione di commissioni non perché ignorante in regolamenti, ma perché aveva una concezione più alta di democrazia.
    Così si invocano a pretesto regolamenti bollati come obsoleti o contradditori per non dire chiaro e tondo ciò che a questo punto non è più una questione di regolamenti, ma una precisa scelta politica: loro le commissioni non le vogliono proprio fare, non ne hanno la volontà.
    Di più: le ritengono una perdita di tempo, un inutile intralcio all’attività amministrativa. E spiace che sia così: un gruppo di estrazione tanto popolare come quello della Lega, si pensava fosse meglio disposto verso meccanismi che sono espressione di democrazia partecipata .
    Democrazia è un concetto affascinante, ma anche impegnativo nella sua piena pratica.
    È riconoscimento della maggioranza eletta dal popolo, ma anche rispetto verso le opinioni di chi al momento è minoranza.
    Sulle varie opinioni, condivise o meno, ci si confronta in consiglio comunale secondo una liturgia che prevede serietà e, appunto, rispetto dei ruoli.
    Finora si deve notare che questo rispetto rimane tale fintanto che la parola rimane al Sindaco, mentre viene spesso ignorato allorchè sono le opposizioni a prendere la parola.
    In questi frangenti accade, non di rado, che invece di prestare ascolto alcuni consiglieri si mettano a parlottare fra di loro, quando non addirittura ad assumere atteggiamenti irridenti verso chi espone le proprie ragioni.
    E nell’ultimo consiglio, a seguito di un episodio del genere, il nostro consigliere non ha mancato di sollecitare il Sindaco, come capo dell’assemblea, a richiamare all’ordine alcuni consiglieri di maggioranza.
    Si spera che questa fase venga in fretta lasciata alle spalle, ma finora ha funzionato così: se si pone una questione si cerca la polemica per spostare l’argomento da un’altra parte; se si portano ragioni c’è chi risponde con lo sghignazzo, che in fondo non dispiace a certa tifoseria.
    Sembra proprio così, che vogliano parlare d’altro. Per non parlar di cosa?

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