set 20 2008
Sulla vicenda Auchan il Sindaco continua a fare… le 3 scimmiette
Abbiamo presentato al Sindaco un’interrogazione per conoscere la sua posizione in merito al mega polo logistico dell’ Auchan-Sma, che grazie alla complicità dell’amministrazione leghista di Chiari rischia di stravolgere le nostra zona e il nostro Comune. Pensavamo e pensiamo che l’argomento fosse talmente importante da meritare una risposta già nel prossimo Consiglio Comunale. Purtroppo così non sarà, in quanto evidentemente il nostro Sindaco non ritiene l’argomento né importante né urgente. Noi siamo di tutt’ altro parere e pertanto continuiamo ad informare sull’argomento riservandoci di intraprendere se necessario anche iniziative legali. Aggiorniamo pertanto i visitatori del sito attraverso una cronistoria puntuale della vicenda cosi come siamo riusciti a costruirla attraverso i documenti in nostro possesso ( delibere del Consiglio Comunale e della Giunta di Chiari che abbiamo potuto consultare su internet a differenza di quelle di Castelcovati che neppure vengono fornite).
La cronistoria:
- la vicenda prende le mosse il 29/04/2008 con una lettera, senza protocollo, al Sindaco di Chiari del Gruppo Immobiliare Cavalli che, in nome e per conto di un importante gruppo internazionale comunica, di aver individuato in comune di Chiari in Via Roccafranca la zona ideale per l’ubicazione di un grosso insediamento logistico dal cui insediamento “il suo Comune ed i Comuni circostanti trarranno sicuramente un grande beneficio…. la società è disponibile da subito ad effettuare alcuni lavori urbanistici, rotonde, piste ciclabili, e quant’altro si rendesse necessario per agevolare il flusso del personale verso l’insediamento”.
- Il 21/05/2008 prot. 14259 la LOGIMEA SRL presenta una proposta preliminare di Sportello Unico in variante al PRG interessante i mappali 23 - 55 - 56 - 60 - 61 - 62 - 63 - 21 parte - 22 parte - 32 parte foglio 44 più volte integrata (22-28-30 maggio, 5-20 giugno, 28 luglio).
- La Giunta comunale di Chiari, con delibera 109 del 08/09/2008, esprime parere favorevole alla proposta preliminare di Sportello Unico in variante al PRG.
- l’ubicazione prevista per l’insediamento non è a ridosso del comune di Roccafranca, ma del Comune di Castelcovati, in quanto si affaccia sulla Sp18 in prossimità della intersezione della SP 72 lato nord, cioè dietro la cascina storica Fenile Novo, con intersezione prevista sulla SP 18 e non sulla SP 72.
Le nostre critiche
nel metodo:
- è estremamente scorretto che una vicenda che ha evidenti ricadute sovra comunali, iniziata a fine aprile, non sia mai stata portata a conoscenza del Consiglio Comunale di Chiari e dei Comuni confinanti, in particolare Castelcovati e Urago d’Oglio. Solo ora che è emersa attraverso la stampa forse il Sindaco di Chiari si deciderà a coinvolgere il proprio Consiglio comunale e i Comuni interessati. Con un dettaglio da evidenziare, che costituisce un’aggravante: il comune di Chiari ha già espresso parere favorevole tramite una delibera di Giunta, che, in deroga alla procedura prevista dalla legge per lo sportello unico delle imprese, nei fatti approva l’insediamento, espropriando delle proprie competenze il responsabile del procedimento ed il Consiglio Comunale di Chiari;
- Il Sindaco di Castelcovati non poteva non essere a conoscenza di questa operazione, in quanto siede nel CDA della Fondazione proprietaria di parte delle aree interessate. Non ha colto le problematiche e le ricadute sui suoi cittadini? Non ritiene corretto investire il Consiglio Comunale della questione? Oppure, per una sorta di cameratismo con l’amministrazione clarense ha preferito fare in modo che la vicenda proseguisse senza troppo clamore?
nel merito:
- l’operazione ha evidenti ricadute molto negative sulla viabilità del comune di Castelcovati, essendo l’area individuata immediatamente a ridosso del confine ovest del nostro paese, tra l’altro senza uno sbocco sulla sp 72. Ciò comporterà che l’enorme traffico pesante previsto graverà sulla sp 18, che attraversa il nostro paese, che non è adeguatamente dimensionata.
- Ricadute altrettanto negative si avranno anche a livello di impatto sull’ambiente, degradando ulteriormente la nostra campagna. Sarebbe perciò preferibile trovare una collocazione che già possiede i requisiti idonei ad un’ insediamento industriale, onde evitare il rischio che questa operazione costituisca un precedente per cui saranno giustificati ulteriori insediamenti in aperta campagna.
- Le prospettate opportunità occupazionali rischiano di costituire uno specchietto per le allodole: nella logistica, come tutti dovrebbero sapere, prevalgono i contratti atipici e la presenza di manodopera non qualificata, costituita prevalentemente da extracomunitari. Ma la tolleranza zero e la lotta all’immigrazione non erano punti fermi del programma amministrativo delle giunte leghist
nelle prospettive:
- Riteniamo che insediamenti produttivi di tale portata possano essere inquadrati solo a livello consortile, valutando costi e ricadute positive su una scala più larga, effettivamente corrispondente ai territori interessati.
Proposta per Castelcovati

21 settembre 2008, ore 16:50
Dalla ricostruzione dei fatti sopra esposta si apprende che la gestazione di questo affare ha origini che vanno ben più in là dell’uscita dell’articolo di “Bresciaoggi”.
Appare perciò poco probabile, visto il rapporto di stretta collaborazione e di appartenenza politica che li accomuna, che il nostro Sindaco non fosse al corrente - tramite Mazzatorta – di questa operazione, che comporta particolari disagi per il nostro comune in termini di incremento del volume di transiti di veicoli pesanti, con relativo aumento dei rischi connessi alla sicurezza della circolazione stradale e relative conseguenze sul tasso di inquinamento.
Destinataria di buona parte di questo traffico è la SP 18, che poi diventa la nostra via De Gasperi, già ora abbastanza trafficata; su di essa insistono la scuola elementare e la scuola materna.
Proprio per questo – a suo tempo - qualcuno ammoniva del pericolo insito nella eventuale costruzione di una nuova COOP nella zona a ridosso del vecchio bocciodromo, evidenziando i rischi dovuti al transito di veicoli pesanti preposti al rifornimento di tale esercizio, che non superano comunque le quattro o cinque unità per settimana.
Secondo il citato articolo, il volume di traffico generato dal polo logistico è stimato invece in 300 grossi camion al giorno, in entrata e in uscita. Se solo un quarto di questi veicoli avesse a passare su questa via, vi rendete conto quali condizioni di traffico si prefigurano?
Altro che i quattro camion settimanali della COOP! Eppure nessuno di chi nutriva preoccupazioni per l’operazione coop ha ancora detto nulla sulla vicenda polo logistico. Speriamo si palesi a breve anche un loro interesse.
C’è poi chi in questa storia preferisce evidenziare le ricadute economiche sul territorio, la creazione di nuovi posti di lavoro, che certo non contano poco.
Io invece continuo a pensare che non abbiamo bisogno di questa cosa, che farei volentieri a meno di azioni di saccheggio del territorio. Di solito queste operazioni non rimangono isolate, una tira l’altra, come le ciliegie. Avvelenate.
A Chiari vi sono zone di insediamento industriale ben attrezzate, anche vicino allo svincolo della tangenziale. Se lo facciano lì, il loro polo.
Ritornando ai posti di lavoro, è vera l’osservazione riportata nell’articolo del sito: la stragrande maggioranza delle persone impiegate in queste strutture è composta da stranieri precari e mal pagati; non esattamente il tipo di collocazione gradito ai nostri, pur in tempo di vacche magre.
Quindi ci si troverebbe pure con un bel malloppo di stranieri che gravita intorno al nostro territorio, che abbisogna di alloggi e che potrebbe trovare sistemazioni più convenienti nei molti appartamenti ancora sfitti qui da noi, piuttosto che a Chiari.
Io non ce l’ho con gli stranieri, dico solo che vedo poca coerenza.
Perché, alla faccia di promesse elettorali non scritte ma efficacemente veicolate, abbiamo chi da una parte si erge a sentinella del territorio, della sua identità e di una sicurezza a 360 gradi; mentre dall’altra si consente tacitamente che un più illustre vicino dia via libera a operazioni immobiliari - localizzate ai nostri confini – che vanno invece nel segno di un rischio di degrado del territorio, pesanti problemi inerenti all’aumento di traffico sulle nostre strade e inquinamento; nonché alla sicurezza e al concreto rischio di un cospicuo aumento di presenze straniere in paese.
Altro che segare via le panchine!