set 24 2008
E hanno anche il coraggio di chiamarlo “diritto allo studio”
Riceviamo e volentieri pubblichiamo l’intervento di una nostra lettrice.
A Proposta per Castelcovati
Sono una mamma vostra lettrice, ho due figlie che frequentano la scuola materna di Castelcovati, e negli anni passati ho usufruito della riduzione della retta per la frequenza riconosciuta ai fratelli oltre che dell’abbattimento riconosciuto dal comune a tutti i bambini in base alla fascia di reddito. Nei mesi scorsi ho chiesto informazioni sull’importo delle rette e sul contributo del comune in quanto la voce “retta asilo” ha il suo peso nel bilancio della mia famiglia, ma tutto è stato rimandato a settembre con l’approvazione del piano al diritto allo studio.
Oggi vengo a sapere che la retta è praticamente invariata, le riduzioni ci sono si, ma posso usufruirne solo se partecipo ad un corso rivolto ai genitori, altrimenti devo pagare la retta piena senza nessun abbattimento quindi circa 170,00 euro per ogni bimba.
Mi sono informata presso gli uffici comunali ma non sono riuscita ad avere alcuna informazione su questi corsi. Di cosa si tratta? Quanto durano? Quando vengono fatti? chi li tiene? che tema hanno? che obbligo di frequenza ci sia?
E’ mai possibile che il diritto allo studio delle mie bambine venga subordinato alla mia partecipazione a corsi fantasma?
E’ legittimo subordinare il diritto allo studio di un bambino ai comportamenti dei genitori?
Partecipare ad un corso, per due genitori che lavorano e con due figli, non è certamente una cosa semplice.
Inoltre alla domanda “ma quanto devo pagare il prossimo mese?” la risposta è stata: paghi l’importo della retta ridotta, qundi con il contributo comunale poi durante l’anno verrà informata sui corsi !!!
Potranno sembrare domande banali ma se non si riesce a partecipare a questi corsi la voce retta asilo diventa incerta oltre che molto più pesante, al punto che sono portata a prendere in considerazioni altre alternative.
Ma questo piano diritto allo studio non ha come fine quello di aiutare economicamente le famiglie affinché a tutti i bambini, indistintamente, possa essere garantito il diritto all’istruzione?
Ritengo non sia solo un mio problema ma di tante famiglie di Castelcovati, cosa ne pensate? avete altre informazioni più precise da darmi?
Speravo inoltre che a settembre l’apertura dell’asilo potesse coincidere con la riapertura del parco, sempre molto frequentato da mamme e bambini soprattutto all’uscita dalle aule, ma evidentemente mi sono illusa.
Una mamma
Come risposta pubblichiamo un resoconto sulla vicenda redatto dal nostro capogruppo Paolo Olivini.
Complessivamente il piano ricalca quelli degli anni precedenti e riporta la cifra prevista a sostegno del diritto allo studio al livello dell’ultimo piano predisposto dalla Giunta Orlandi (dopo una lieve flessione avvenuta con il commissariamento).
Purtroppo è stato introdotto un “nota bene” che impone ai genitori dei bambini della scuola dell’infanzia di partecipare a dei corsi per poter usufruire dell’abbattimento della retta di frequenza dei figli. Tutti e tre i gruppi di minoranza hanno invitato la maggioranza a togliere questa clausola, ritenendola del tutto negativa. Io ho fatto due serie di considerazioni.
Da un lato, come consigliere non potevo votare un documento che subordina l’attuazione di un punto fondamentale quale l’abbattimento rette ad una vaga enunciazione su dei corsi non meglio definiti. Ho chiesto chi li avrebbe tenuti (specialisti o volontari), dove, quando, con che fondi - visto che non ne sono previsti da nessuna parte - come sarebbero stai gestiti degli incontri con potenziali 400 genitori… Il Sindaco ha risposto che, dato il livello culturale molto basso del nostro paese (questa è per tutti i cittadini castelcovatesi, molti dei quali l’hanno votata: in pratica ci ha dato degli ignoranti!), è volontà dell’Amministrazione coinvolgerli in incontri formativi (ma non ha detto nulla sul loro contenuto), ma anche come spettatori di recite, spettacoli, festicciole, ecc. Però, saranno obbligati a parteciparvi se vorranno avere lo sconto sulla retta… Per la serie: “Voi non sapete cosa è meglio per voi; ci penseremo noi ad elevare il vostro livello culturale e di partecipazione!”.
Altre mie considerazioni sono entrate, poi, nel merito della proposta. Il piano diritto allo studio dovrebbe favorire la frequenza di tutti i piccoli cittadini, anche alla scuola dell’infanzia, non obbligatoria, ma – come si legge nell’introduzione al documento posto in votazione – “da tempo considerata esperienza fondamentale per la crescita dei bambini, sia sul piano cognitivo che sociale e relazionale”. Bene, allora perché introdurre una norma capestro che metterebbe in seria difficoltà molte famiglie? Penso alle famiglie dove entrambi i genitori lavorano, o a quelle straniere che, per via della lingua, faticherebbero a seguire delle lezioni pedagogiche.
Credo anche che le famiglie abbiano il diritto di stare un po’ in casa propria per stare vicino ai propri figli almeno il sabato e la domenica. Inutile aggiungere che i cittadini hanno il diritto di scegliere cosa fare del proprio tempo libero e di partecipare o meno a lezioni piuttosto che a spettacoli.
E perché questa norma è stata introdotta qui, e non, ad esempio, sul trasporto alunni, o sulle borse di studio, oppure sul buono mensa? Forse perché sull’abbattimento rette sono in gioco molti euro che l’Amministrazione potrebbe risparmiare se molte famiglie disertassero i corsi? [Che tristezza!] E magari saranno proprio le famiglie straniere? [E poi parlano, nello stesso documento, di integrazione degli stranieri a partire dalle scuole…]
E’ assurdo spingere le famiglie alla scelta se mandare o meno i propri figli alla scuola dell’infanzia, sulla base della possibilità di pagare l’intera retta di 172 euro mensili.
Se poi passa questo principio, allora in futuro potrebbero essere imposti corsi vari per avere sconti sulle diverse tariffe (corsi di giardinaggio per abbattere la tariffa rifiuti o di economia domestica per lo sconto sull’ICI).
Ho ricordato in Consiglio che l’Amministrazione Orlandi aveva promosso corsi di formazione per i genitori di tutte le scuole locali, ma li aveva proposti (con informazione e pubblicità capillare), non imposti.
Lodevole l’intento di fornire ai genitori opportunità formative e aggregative, ma la modalità “O mangi questa minestra, o salti dalla finestra” puzza…
(E mi piacerebbe tanto sapere chi ha avuto questa geniale pensata…)
“Proposta per Castelcovati” condivide le preoccupazioni delle famiglie rispetto a questo tema. Faremo tutto quanto è nelle nostre possibilità perché questa bizzarra novità venga rivista.

25 settembre 2008, ore 21:22
Questa lettera - bella , tempestiva e circostanziata - mette in evidenza problemi, limiti e contraddizioni di quanto emerso nell’ultimo consiglio comunale durante la discussione sul piano di interventi per il diritto allo studio anno 2008/2009.
Succede che, nel capitolo che riguarda la Scuola Materna, a un certo punto si dà conto del costo della retta (172,00 €) e della somma stanziata dal comune per il suo contenimento (72.590 €). Con tale somma si attua un abbattimento delle rette, determinando un costo finale che si ripartisce sulle tre fasce di reddito in questo modo: prima fascia = 122 €; seconda fascia = 130 €; terza fascia = 138 €.
Tutto questo vale, ovviamente, solo per chi è residente; per chi invece non ha residenza nel nostro comune non è previsto alcun intervento in abbattimento e deve quindi pagare la retta intera.
Fino qui tutto normale, nulla di nuovo. Se non che, in fondo al documento, appare una postilla che ha fatto insorgere le opposizioni tutte, alle cui rimostranze il sindaco non ha saputo dare una risposta soddisfacente, se non trincerandosi dietro la generica affermazione che, siccome a Castelcovati c’è un livello culturale basso, tale provvedimento intende dare un contributo a una elevazione del livello medesimo…
Cito testualmente il contenuto di tale postilla:
“N.B.: Il riconoscimento del contributo per il contenimento delle rette è subordinato alla frequenza, da parte dei genitori degli alunni, di appositi corsi di formazione, che avranno ad oggetto l’approfondimento delle problematiche educative.
A questo proposito, verrà fornita indicazione alla Scuola Materna dei corsi la cui frequenza sarà ritenuta, da parte del comune, obbligatoria.”
Personalmente ritengo questa cosa incomprensibile; e comunque si sente puzza di discriminazione lontano un miglio.
Infatti, anche se saranno indigesti a tutti, si può agevolmente intuire quali saranno le fasce di utenza più in difficoltà nel frequentare questi fantomatici corsi (la scuola è aperta da un mese e solo ora si viene a sapere di questa trovata), non vorrei che la loro istituzione rappresentasse l’ennesimo tentativo di creare nuove difficoltà ai soliti noti; dopo essersi sbizzarriti con piazze, panchine e parchi, ora si cerca di incidere direttamente e in modo arbitrario sui bambini e sul bilancio della famiglia.
I corsi possono anche andar bene, ma la loro frequentazione deve essere libera, non vincolata al ricatto della retta.
25 settembre 2008, ore 22:22
Come già accaduto, anche stavolta è difficile credere alle motivazioni del Sindaco.
Tolgono le panchine dalla piazza e dicono che lo fanno per risparmiare.
Chiudono il parco dell’asilo e sostengono che lo fanno per motivi di sicurezza.
Utilizzano il centro civico per identificare alcuni immigrati ed invocano l’emergenza.
Ora impongono l’obbligo di frequenza dei genitori ai corsi per elevare il livello culturale, come si faceva nella Cina comunista con i campi di rieducazione.
Sento una gran puzza di razzismo in tutte queste iniziative, tanto clamorose quanto inutili.
Ed intanto per la sicurezza, quella vera non si fa nulla.
Nelle case si continua a rubare, più di prima, non certo per colpa della Lega, ma sono loro ad aver impostato tutto sulla sicurezza, quindi….
Le famiglie con figli alla scuola materna non sanno con certezza quale sarà la retta: anche questa è insicurezza e qui certamente la colpa è della Lega!
Perchè le minoranze, che hanno votato in modo compatto contro questo assurdo provvedimento, probabilmente illegittimo e contrario ai principi della Costituzione Italiana, non mettono da parte le divisioni, che favoriscono la Lega, e non assumono iniziative comuni?
28 settembre 2008, ore 21:14
Le motivazioni portate dal Sindaco a giustificazione di questo bizzarro provvedimento mi hanno sconcertato oltre che offeso!!
La cultura è un valore che non si può imporre.
La partecipazione forzata ad un corso, ad uno spettacolo non creano cultura.
La cultura in tutte le sue forme può essere solo stimolata, incentivando tutte le occasioni che possono arricchire l’animo delle persone.
Se questo Sindaco e la sua amministrazione hanno veramente l’intenzione di promuovere la cultura, possono concretamente farlo:
- sostenendo i gruppi e le associazioni, ricco patrimonio di Castelcovati;
- facendosi promotore di iniziative come in passato è stato fatto con le rassegne estive, la festa dello sport …;
- impegnandosi affinché le tradizioni che fanno parte della storia di Castelcovati non vadano perse;
- potenziando la biblioteca e sostenendone le iniziative;
ma nulla di questo può essere imposto!!!
29 settembre 2008, ore 20:25
In questo periodo sto leggendo molte notizie che riguardano Castelcovati, direttamente o indirettamente, e sono cose che proprio non riesco a capire e condividere su cui ho fatto delle riflessioni. In questo contesto vedo, da una parte un ‘amministrazione che afferma (seguendo il trend nazionale) con forza il principio del non-dialogo e del non-ascolto, mentre dall’altra dei cittadini che tacciono quasi rassegnati, forse delusi o apatici… non so trovare l’aggettivo adatto, e sicuramente questo giova molto alla controparte. Non vedo iniziative di nessun genere, nulla…a parte chi è direttamente coinvolto nella vita politica del paese, e allora mi chiedo :” Dove sono i vari comitati e comizi che all’epoca dello scontro sul polo scolastico sono sorti come funghi? che urlavano ai quattro venti sulla centralità del paese, sull’inquinamento delle fabbriche troppo vicine alla nuova scuola, sul traffico pesante dei camion, sulla viabilità, sulla sicurezza……..sanno cosa succederà con la costruzione del polo logistico a ridosso dei nostri confini? si rendono conto del disastroso impatto ambientale, di sicurezza, di viabilità e d’inquinamento che questo comporterà, e per assurdo proprio sulle nostre scuole tanto difese “perchè rimanessero dove sono”? Si rendono conto che cosa succederà alla scuola dei loro figli se verrà attuata la riforma Gelmini? (non è un argomento pertinente lo so, ma indirettamente riguarda tutte le nostre scuole); non s’indignano sentendo il primo cittadino parlare di “basso livello di cultura”? non pensano che forse ci vogliono proprio cosi,senza idee proprie,senza libertà di scegliere se farsi una cultura o starsene a casa sul divano?”. Tutte queste imposizioni forse, e dico forse, avrebbero un senso se dietro ci stesse un disegno educativo, un progetto d’innovazione, di miglioramento…invece non c’è nulla o ben poco, l’unica finalità è la filosofia del risparmio, ovvero tagliare tagliare, tagliare!! Certo è un periodo di vacche magre, d’accordo bisogna risparmiare, ma non bisogna tagliare tutto e tutti indistintamente, bisogna salvaguardare ciò che di buono c’è non fare di tutta un erba un fascio, lasciando seccare completamente ogni cosa. Al riguardo, dopo una conversazione,con una persona di cui ho la massima stima, su tutti questi argomenti, mi è venuto in mente un paragone , che seppur molto semplicistico, può rendere bene l’idea: quando si potano gli alberi,si tolgono i rami secchi o malati per far si che non sottraggano linfa vitale a quelli sani e robusti, facendo cosi l’albero ne giova e noi otteniamo i nostri risultati, cioè frutti sani anche se in minor quantità. Se si tagliasse in modo radicale e senza una specifica direttiva otteremmo solo un tronco avvizito che non darebbe più nulla. Lo so è un esempio molto molto banale, ma per far capire il concetto che si è giusto tagliare ed evitare gli sprechi, ma dietro ci vuole un progetto, un miglioramento, una salvaguardia per quel poco di buono che resta. Scusate se mi sono dilungata eccessivamente ed ho saltato un pò di palo in frasca, ma non so mettere bene per iscritto tutto ciò che penso….mi sa che ha ragione il primo cittadino: devo farmi un pò di cultura……
1 ottobre 2008, ore 19:45
Sono completamente d’accordo su ciò che ha scritto Orietta, che non fa certo confusione, ma anzi come al solito si distingue per una esposizione chiara, energica e incisiva. E soprattutto appassionata.
E mi piace anche l’esempio dell’albero da “potare”, mi piace l’uso di questo verbo che sta diventando ormai desueto, gli si preferisce il verbo “tagliare”, più sbrigativo e alla portata di tutti, più predisposto per un uso indiscriminato.
“Potare” non è da tutti, presuppone una cultura appropriata, paziente , attenta ai particolari e consapevole delle conseguenze, una cultura che richiama ad altri verbi sempre più trascurati: seminare, coltivare, sostenere, vegliare (sul buon andamento della crescita), e alla fine raccogliere i frutti del proprio lavoro. Termini che ormai sembrano fuori dal nostro tempo, da contadini, anche loro nascosti sotto la definizione di “operatore agricolo”.
Fanno più presa parole come tagliare, razziare, spartire, azzerare e fare terra bruciata. Soprattutto intorno alla memoria e alla cultura
3 ottobre 2008, ore 21:02
Ho letto la bozza di delibera del Consiglio Comunale, votata dalla sola Lega con il voto contrario di tutte le minoranze, e non posso che evidenziare numerose contraddizioni.
1. Si richiamano in premessa i diritti all’istruzione sanciti dalla Costituzione Italiana e dallo Statuto della Regione Lombardia e poi li si nega in modo palese nel Piano per il diritto allo studio;
2. si lega un diritto soggettivo del bambino all’istruzione alla partecipazione obbligatoria di genitori a corsi non ancora definiti, senza rendersi conto che così facendo non solo si commette una palese illegittimità, ma soprattutto si finisce col danneggiare quei bambini, appartenenti a famiglie con minore reddito o con problemi di integrazione di vario genere, per i quali il diritto allo studio dovrebbe essere ancora più sacrosanto;
3. si mette in difficoltà la Scuola Materna che, solo a consuntivo della partecipazione ai corsi obbligatori per i genitori, potrà avere certezza sull’entità del concorso comunale per l’abbattimento delle rette; la scuola sarà in difficoltà di cassa per molti mesi e, alla fine, dovrà chiedere sostanziosi conguagli alle famiglie, che probabilmente non aderiranno alla richiesta, dando inizio ad un contenzioso dall’esito molto dubbio;
4. si interferisce con la libertà e l’autonomia della Scuola Materna nel momento in cui si dice che sarà il comune a stabilire quali saranno i corsi obbligatori.
Ma su questi punti il Consiglio della Scuola Materna non ha nulla da dire?
Quanto alle finalità dichiarate della norma, cioè elevare il livello culturale del paese, mi pare paradossale, contraddittoria e persino ridicola. La rieducazione obbligatoria la si faceva in Cina ai tempi della cosidetta “rivoluzione culturale”: la storia ci ha insegnato come è finita in tragedia quell’esperienza forzata. Forse anche il livello culturale dei nostri amministratori/semplificatori…ha bisogno di essere elevato!
4 ottobre 2008, ore 22:32
Sono senza parole!!!
Ritengo che nulla sia più importante dei nostri bambini e che è compito di OGNI adulto, e quindi della nostra società civile, impegnarsi a difenderli perchè loro sono il nostro futuro.
Da questa “novità” introdotta dai nostri amministratori e con le motivazioni portate a suo sostegno, emerge questo:
il diritto di un bambino, indifeso e incapace di decidere per il suo bene
PUO ESSERE SACRIFICATO
in nome dell’intento, lodevole, di acculturare un adulto che è in grado, da solo, avendo capacità, possibilità, strumenti e le più svariate occasioni di accrescere il suo livello culturale.
I diritti dei nostri figli non devono MAI essere calpestati per nessun motivo anche se questo fosse il più nobile.
Di questo passo dove andremo a finire?