set 28 2008

Da una seggiolina molto scomoda… (ma solo per loro)

Tag , scritto da: Proposta per Castelcovati alle 17:49

Ovvero un resoconto “di parte” della seduta del Consiglio comunale

Seduta di martedì 23 settembre 2008

1) Lettura ed approvazione verbali sedute precedenti.

Ho fatto presente una dettagliata serie di omissioni e inesattezze presenti nei verbali delle due sedute precedenti, chiedendo che in sede di approvazione venissero integrate le mie osservazioni. Ovviamente non una è stata accolta! Sono rimasto molto deluso da questo atteggiamento, perché i verbali contenevano,… no anzi, non contenevano molte affermazioni gravi fatte dal Sindaco, spesso contro persone non presenti in Consiglio. Non riesco a capire come siano stati stesi detti verbali, se con poca attenzione oppure, al contrario, con scrupoloso impegno, volto a censurare frasi pronunciate in sede istituzionale per fare colpo sul proprio gruppo consiliare e sul pubblico, ma che si è preferito non restassero agli atti. E’ ancora più stupefacente ciò, se si considera che quegli interventi erano stati letti dal Sindaco, quindi erano scritti, e non possono essere stati dimenticati per caso. Clamorose, ad esempio, le scomparse da interventi scritti di una intera comunicazione del Sindaco e di alcune cifre riportate dal Sindaco rispetto alle contravvenzioni emesse dai vigili e non riportate a verbale. Ma quante altre frasi “scomode” sono state omesse! E loro hanno approvato i verbali senza battere ciglio. Eppure tutti avevano udito i precedenti consigli, anche numeroso pubblico, e tutti quindi sanno come davvero si sono svolte le discussioni. Ma così va il mondo oggi…
VOTO CONTRARIO a quasi tutti i verbali

2) Interrogazioni

Avevo presentato 2 interrogazioni, per avere maggiori informazioni su due questioni. La prima sul futuro della biblioteca: voci riferivano di drastici tagli già programmati per il bilancio 2009. Il Sindaco, in sostanza, ha risposto: che su voci non si costruisce una interrogazione; che anche a loro sta a cuore il settore culturale; che quando sarà presentato il bilancio 2009 sapremo cosa ne sarà dei fondi per la biblioteca. Grazie!
La seconda interrogazione era relativa alla richiesta delle squadre di calcio dell’oratorio di poter utilizzare per questa stagione calcistica il campo comunale. Il Sindaco ha risposto mettendo in evidenza i ritardi del Gruppo Sportivo Oratorio, che inizialmente aveva fatto presente questa necessità solo informalmente e, poi sollecitato a presentare domanda scritta, la produceva solo verso la fine di agosto. Da un punto di vista formale ciò è vero, ma secondo me l’Amministrazione poteva e doveva fare di più. Non basta dichiarare nelle proprie linee programmatiche che parrocchia e oratorio sono “realtà di indiscusso valore sociale e culturale del nostro paese [che] cercheremo comunque di sostenerli, avendo un sereno e costruttivo dialogo, e di costruire assieme le basi per lo sviluppo socio-culturale di Castelcovati”. E ancora: “L’Amministrazione comunale incentiverà la pratica sportiva sul proprio territorio, dedicando sempre maggior attenzione a tutte le attività non a carattere sportivo-aziendale o sportivo-lucrativo ma prettamente a quelle a carattere sportivo-sociale e sportivo-giovanile con un occhio di riguardo a quelle associazioni che tra le loro fila daranno ampio spazio ai giovani del nostro paese”. Oltre le parole ci vogliono i fatti! Lasciare poi che detto gruppo andasse a trattare con l’U.C. Castelcovati ad armi impari non è stato bello. E sia ben chiaro che non ce l’ho con l’U.C., che ha fatto semplicemente presenti le spese di gestione che avrebbe dovuto affrontare nel caso di un “prestito” del campo per alcune ore. Toccava all’Amministrazione ritagliare gli spazi per le squadre oratoriane. Ma ancora adesso potrebbe intervenire, visto che queste ultime utilizzeranno per gli allenamenti la palestra e il campetto sintetico comunali, con le relative spese da sostenere. Il Sindaco ha inoltre lasciate inevase le domande sui contributi che verranno riconosciuti all’U.C. e alle squadre dell’oratorio. Ah, sia ben chiaro che l’interrogazione è stata una mia spontanea iniziativa, condivisa con il mio gruppo politico: nessuno dalla parrocchia o dall’oratorio mi ha spinto, anzi non sapevano nemmeno che l’avrei presentata (questo a scanso di equivoci…).

3) Piano diritto allo studio 2008-2009

Complessivamente il piano ricalca quelli degli anni precedenti e riporta la cifra prevista a sostegno del diritto allo studio al livello dell’ultimo piano predisposto dalla Giunta Orlandi (dopo una lieve flessione avvenuta con il commissariamento). Purtroppo è stato introdotto un “nota bene” che impone ai genitori dei bambini della scuola dell’infanzia di partecipare a dei corsi per poter usufruire dell’abbattimento della retta di frequenza dei figli. Tutti e tre i gruppi di minoranza hanno invitato la maggioranza a togliere questa clausola, ritenendola del tutto negativa. Io ho fatto due serie di considerazioni. Da un lato, come consigliere non potevo votare un documento che subordina l’attuazione di un punto fondamentale quale l’abbattimento rette ad una vaga enunciazione su dei corsi non meglio definiti. Ho chiesto chi li avrebbe tenuti (specialisti o volontari), dove, quando, con che fondi - visto che non ne sono previsti da nessuna parte - come sarebbero stai gestiti degli incontri con potenziali 400 genitori… Il Sindaco ha risposto che, dato il livello culturale molto basso del nostro paese (questa è per tutti i cittadini castelcovatesi, molti dei quali l’hanno votata: in pratica ci ha dato degli ignoranti!), è volontà dell’Amministrazione coinvolgerli in incontri formativi (ma non ha detto nulla sul loro contenuto), ma anche come spettatori di recite, spettacoli, festicciole, ecc. Però, saranno obbligati a parteciparvi se vorranno avere lo sconto sulla retta… Per la serie: “Voi non sapete cosa è meglio per voi; ci penseremo noi ad elevare il vostro livello culturale e di partecipazione!”. Altre mie considerazioni sono entrate, poi, nel merito della proposta. Il piano diritto allo studio dovrebbe favorire la frequenza di tutti i piccoli cittadini, anche alla scuola dell’infanzia, non obbligatoria, ma - come si legge nell’introduzione al documento posto in votazione - “da tempo considerata esperienza fondamentale per la crescita dei bambini, sia sul piano cognitivo che sociale e relazionale”. Bene, allora perché introdurre una norma capestro che metterebbe in seria difficoltà molte famiglie? Penso alle famiglie dove entrambi i genitori lavorano, o a quelle straniere che, per via della lingua, faticherebbero a seguire delle lezioni pedagogiche. Credo anche che le famiglie abbiano il diritto di stare un po’ in casa propria per stare vicino ai propri figli almeno il sabato e la domenica. Inutile aggiungere che i cittadini hanno il diritto di scegliere cosa fare del proprio tempo libero e di partecipare o meno a lezioni piuttosto che a spettacoli. E perché questa norma è stata introdotta qui, e non, ad esempio, sul trasporto alunni, o sulle borse di studio, oppure sul buono mensa? Forse perché sull’abbattimento rette sono in gioco molti euro che l’Amministrazione potrebbe risparmiare se molte famiglie disertassero i corsi? [Che tristezza!] E magari saranno proprio le famiglie straniere? [E poi parlano, nello stesso documento, di integrazione degli stranieri a partire dalle scuole...] E’ assurdo spingere le famiglie alla scelta se mandare o meno i propri figli alla scuola dell’infanzia, sulla base della possibilità di pagare l’intera retta di 172 euro mensili. Se poi passa questo principio, allora in futuro potrebbero essere imposti corsi vari per avere sconti sulle diverse tariffe (corsi di giardinaggio per abbattere la tariffa rifiuti o di economia domestica per lo sconto sull’ICI). Ho ricordato in Consiglio che l’Amministrazione Orlandi aveva promosso corsi di formazione per i genitori di tutte le scuole locali, ma li aveva proposti (con informazione e pubblicità capillare), non imposti. Lodevole l’intento di fornire ai genitori opportunità formative e aggregative, ma la modalità “O mangi questa minestra, o salti dalla finestra” puzza… (E mi piacerebbe tanto sapere chi ha avuto questa geniale pensata…)
VOTO CONTRARIO

4) Equilibri di bilancio e stato di attuazione dei programmi

Interminabile lettura delle relazioni relative ai vari uffici comunali: capisco esporre come procedono i lavori pubblici, l’urbanistica o dati significativi circa i servizi sociali, ma cosa fanno anagrafe, ragioneria, ecc. lo sanno tutti i cittadini… Comunque, ho ricordato che, se dal punto di vista formale il bilancio non può che essere in equilibrio, già a giugno avevamo segnalato alcune criticità che andranno affrontate: le conseguenze della soppressione dell’ICI sulle prime case (che significa consistenti minori entrate per le casse comunali), i canoni che la CAST deve versare al Comune per “l’affitto” della rete del metano, troppo elevati per essere pagati dalla società e le perdite che la stessa CAST continua ad accumulare, dato che viene tenuta inoperosa. Qui ho ribadito che la CAST potrebbe appaltare i lavori di via De Gasperi, se solo avesse l’input dall’Amministrazione, dato che il nullaosta al progetto è stato dato dalla Provincia già da marzo! Non l’avessi mai detto! Sindaco e Giunta a negare questo fatto. Io a citare un documento a protocollo CAST: l’hanno voluto vedere perché dicevano di non averlo mai visto prima! Però, hanno osservato, io avevo solo la prima pagina: secondo loro nella pagina successiva si direbbe che detto nullaosta è condizionato all’approvazione di un accordo di programma che coinvolge anche Comezzano-Cizzago, che loro si stanno impegnando a portare a casa perché anche loro vogliono ardentemente appaltare i lavori… Abbiamo concordato di verificare il contenuto dell’intero documento, ma ho ricordato che stavamo parlando di via De Gasperi, non della SP 17, per cui progetto e fondi necessari ai lavori la CAST li ha, indipendentemente dall’accordo, che probabilmente riguarda la concessione di un finanziamento, che per intervenire su via De Gasperi non ci serve.
ASTENUTO

5) Variazioni di bilancio

Nulla di particolare, se non la posta di 110.000 euro per far redigere il Piano di governo del territorio (P.G.T.), che sostituirà il vecchio P.R.G.
ASTENUTO

6) Accettazione donazione per la Casa di riposo (500 euro)

VOTO FAVOREVOLE

7) Convenzione per la segreteria comunale fra Castelcovati, Longhena e Barbariga

In pratica, condivideremo il Segretario comunale, dottoressa Maria del Rosario Visconti, con altri due comuni. Da noi sarà presente 20 ore a settimana. Buon lavoro!
FAVOREVOLE

8 ) Comunicazioni del Sindaco (dulcis in fundo)

Oltre a due avvisi di manifestazioni, il Sindaco ha comunicato che lunedì 22-9-2008 si è tenuto un incontro tra i sindaci di Chiari, Castelcovati, Rudiano, Urago d’Oglio e Roccafranca avente per oggetto l’insediamento di un polo logistico a sud di Chiari, al confine con il nostro paese. Sostanzialmente i sindaci sarebbero favorevoli a questo insediamento e il nostro ha dichiarato che vigilerà perché le possibili ricadute negative su Castelcovati, soprattutto in termini di traffico veicolare, siano ridotte e se sarà necessario realizzare un strada che eviti il passaggio dei camion su via De Gasperi ciò avvenga con il minor spreco di territorio possibile (ci mancherebbe anche il contrario!). Non sono intervenuto in quel momento, anche se ci sarebbe stato molto da dire, soprattutto sul comportamento del Sindaco di Chiari che per mesi ha tenuto gli altri comuni all’oscuro della vicenda (iniziata il 29 aprile scorso) e solo ora che la notizia è emersa li coinvolge, ma mettendoli davanti ad una “decisione precotta”, che dovrebbe risultare piuttosto indigesta a tutte le comunità interessate… Ma la vicenda non era ignota al nostro Sindaco (sedendo nel consiglio di amministrazione della fondazione proprietaria di parte delle aree dove sorgerà il mega-capannone, terreni oggetto di un contratto preliminare di vendita datato 27 maggio 2008), che però - nonostante oggi lasci intendere di essere così attenta e vigile sulla vicenda - non ha ritenuto di informare il Consiglio comunale, se non il 23 settembre! Il nostro Sindaco ha anche aggiunto che precedentemente si erano tenuti incontri tra il Sindaco di Chiari e i singoli sindaci degli altri comuni. Ma quanto “precedentemente”? Nelle ultime ore? Leggendo le dichiarazioni dei sindaci di Rudiano e Urago d’Oglio sul Bresciaoggi del 7 settembre pare proprio che all’epoca l’informazione e il coinvolgimento fossero ancora a livello zero! Praticamente è in atto un tentativo di salvare un’operazione già definita nei minimi dettagli, coinvolgendo le altre comunità, ma a… camion ormai in corsa! Certamente noi, piccoli ma svegli, non ci sposteremo dalla traiettoria, ma non saremo travolti (spero…).
Segnalo di aver presentato su questo argomento un’interrogazione, alla quale sarà data risposta solo nel prossimo consiglio comunale.

Paolo Olivini
Consigliere solitario di “Proposta per Castelcovati”

Una risposta a “Da una seggiolina molto scomoda… (ma solo per loro)”

  1. roberto ha scritto:

    Davvero gustoso il resoconto di Paolo; sembra persino che si diverta a stare in Consiglio!
    E in realtà lui svolge il suo compito splendidamente, con impegno, precisione e solerzia. E passione.
    Solo, come un piccolo Davide contro Golia, incalza la maggioranza senza timori reverenziali sugli argomenti più scottanti, ma anche su quelli che solo apparentemente paiono marginali, prendendoli spesso in castagna.
    E sempre con quel tono garbato, educato; raramente si altera. E ce ne sarebbe motivo. Non solo per come vengono liquidati in fretta anche i punti più controversi (su la mano e pedalare, questi consiglieri non si possono permettere il lusso del dubbio); vedi ad esempio il punto relativo all’approvazione dei verbali, dove le omissioni da eccezione diventano regola.
    Dopodichè proprio loro si riempiono la bocca di norme e regole, giusto? Però, evidentemente, solo di quelle che tornano utili a loro, per le altre (regole) a quanto pare vige il “chissenefrega!”. Allucinante.
    Ma ancora più emblematico di questo allineamento muto, ubbidiente e compatto agli ordini di scuderia, è il caso dei corsi obbligatori per fruire dell’abbattimento della retta della Materna.
    È una cosa surreale, incomprensibile, si fatica a credere che una clausola del genere sia stata condivisa da tutta la maggioranza, che a nessuno sia sorto un dubbio circa la carica discriminatoria che contiene.
    Nel loro gruppo ci sono molte donne e mamme, nemmeno loro sono riuscite a vedere quale stortura si andava a introdurre e a metterla in discussione? Viene persino il dubbio che non abbiano letto con attenzione il documento. Oppure portano il paraocchi. E, comunque, sudditanza totale.
    Quella che non ha certo il nostro Paolo, che pone le sue istanze con olimpionica disinvoltura, mentre altri paiono spesso sulla graticola, si agitano sulle sedie come se avessero le spine sotto il sedere.
    Ed è proprio questa la cifra stilistica che distingue il “nostro” dalla maggioranza.
    Mentre lui mostra sempre un atteggiamento pacato, loro sembrano sempre lì pronti per difendersi da chissà cosa, preoccupati solo di trovare la battuta ad effetto, a inscenare inutili dispute condite con toni a tratti enfatici e spesso irridenti per coprire le loro inadeguatezze, in quello che spesso sembra più un clima da bar, piuttosto che di evento istituzionale.
    E sembra che il loro seguito gradisca, non perde occasione per applaudire i propri beniamini quando arriva la battuta giusta, forse convinto di assistere all’ennesimo talk show da tv spazzatura. Applausi, o altre forme di manifestazione di consenso o dissenso, non fanno parte della liturgia del Consiglio. Ma loro se ne compiacciono, non trovano nulla di strano nel fomentare questa deriva da ultras.
    E forse ne hanno addirittura bisogno, si nutrono di questi umori; perché sotto sotto - nonostante pose sprezzanti - si nota una certa tensione nel loro atteggiamento. Quasi da stato di emergenza.
    Che il nostro “borgomastro” cerca di temperare con i toni ora enfatici, ora ostentatamente monocorde dei suoi interventi.

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