ott 12 2008
Polo logistico Auchan - Sma : crescono i dissensi !!
Quando, il 7 settembre scorso, abbiamo appreso dal Bresciaoggi dell’imminente costruzione del polo logistico Auchan-Sma, siamo stati tra i primi a prendere posizione. A un mese di distanza fa piacere constatare che la palla di neve che noi abbiamo lanciato si è progressivamente ingrossata, e, se non è ancora una valanga, ha buone probabilità di diventarla. Infatti, dopo le iniziali posizioni critiche dei Sindaci di Rudiano e Urago d’Oglio, si sono registrate le posizioni contrarie dei gruppi consiliari dell’Italia dei Valori e del Partito Democratico di Chiari.
La contrarietà non è riferita tanto al fatto che un’importante gruppo internazionale realizzi un polo logistico nella nostra zona, per meglio organizzare l’approvvigionamento dei propri punti vendita del nord Italia, quanto al dove e al come.
La foto aerea di seguito riportata evidenzia il dove, una zona agricola di pregio, compresa tra i comuni di Castelcovati e Urago d’Oglio, a ridosso della Roggia Castellana, della Cascina Fenile Novo e della Strada Provinciale 18, nei pressi dell’intersezione con la SP72.
- Vista dall' alto
- La Roggia Castellana
- La cascina Fenil Novo
- La Roggia Castellana
- La cascina Fenil Novo
- La SP 18
- Incontro tra giganti
- La sp 18
- La Roggia Castellana
Pur nella diversità delle motivazioni e dei ruoli, riteniamo siano comuni proccupazioni ed obiettivi rispetto alle seguenti questioni:
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L’area, che non è stata scelta in base a criteri di programazione urbanistica, ma esclusivamente assecondando i desideri del richiedente, è definita dal piano paesistico del comune di Chiari, approvato nel novembre 2006, quale zona ad alta sensibilità ambientale, che, per la rilevanza paesistica, ambientale, storica e culturale, è soggetta a prescrizioni che ne limitano fortemente le possibilità di utilizzo edificatorio.
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La viabilità di supporto è assolutamente carente; il fatto poi che la conformazione dell’area, come si vede dall’immagine aerea, abbia affaccio solo sulla provinciale 18, di carreggiata ridotta e prospicente la Roggia Castellana, fa si che anche l’impatto viabilistico rischi di diventare devastante soprattutto per i comuni sprovvisti di tangenziali quali Castelcovati e Urago d’Oglio, i cui centri abitati verranno pesantemente investiti dal transito dei camion. Anche l’intersezione tra la SP72 e la SP20 in comune di Roccafranca, località San Fermo, attualmente regolata da semaforo, rischia di essere devastata dall’incremento del traffico pesante.
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Quanto alle possibili presunte ricadute positive in termini occupazionali ed economici, in assenza di accordi chiari e sottoscritti fra tutti i soggetti interessati, vi è il serio rischio che l’incremento occupazionale risulti irrilevante e non in grado di assorbire le problematiche già presenti nei nostri territori, e che i benefici economici (oneri di urbanizzazione, ICI, standard di qualità), ammontanti a parecchi milioni di euro, rimangano tutti al comune di Chiari, che, disponendo di un territorio molto vasto, può fare in modo che i danni ricadano tutti sui comuni vicini.
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Solo un approccio sovra comunale può consentire di localizzare correttamente insediamenti di tale portata, limitare i danni ambientali, destinare tutte le risorse in gioco al potenziamento della viabilità e alla creazione di percorsi ciclabili tra gli abitati e di barriere verdi a protezione dell’insediamento e degli elementi caratteristici del territorio quali le rogge.
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Ci auguriamo che i Sindaci dei comuni vicini di Roccafranca, Rudiano e Urago d’Oglio, sappiano farsi interpreti anche della nostra proccupazione, tutelando così in maniera adeguata non solo le loro comunità ma un intero territorio.
Riportiamo di seguito l’articolo pubblicato in data odierna sul Bresciaoggi
CHIARI. «Senza vincoli urbanistici la struttura dell’Auchan potrebbe diventare commerciale»
Fuoco incrociato
sul futuro polo logistico
di Massimiliano Magli
Quaranta nuovi posti di lavoro a fronte dei 250 annunciati per un insediamento autorizzato «senza alcuna programmazione urbanistica né un confronto con le commissioni e la minoranza consiliare».
Il progetto del polo logistico a sud di Chiari promosso dall’Auchan sembra assumere in questi giorni contorni più definiti. Ma è proprio sulla scorta dei dettagli che il Pd attacca l’operazione: «È stata gestita malissimo - afferma la forza di minoranza - lasciando che i privati dettassero l’agenda al Comune e non viceversa».
L’INTERVENTO NON È mai stato presentato ufficialmente, ma semplicemente captato nei corridoi dalla minoranza di Chiari e dagli amministratori dei Comuni confinanti che si sono detti scandalizzati dalla «incomprensibile riserbo in cui si muove il progetto». Il sindaco Sandro Mazzatorta è corso ai ripari calendarizzando una serie di conferenze dei servizi che presto coinvolgeranno i Comuni di Rudiano, Roccafranca, Castelcovati e Urago.
MA PER IL PD DI CHIARI si tratta di fumo negli occhi. «Il cattivo modo di operare dell’esecutivo leghista - ha spiegato ieri il consigliere Maurizio Libretti nel corso di una conferenza stampa - si evince dal fatto che hanno approvato politicamente l’intera operazione senza prima inserirla in uno studio urbanistico adeguato. La maggioranza ha sbandierato la possibilità di compensare gli esuberi della Nk, quando in realtà negli accordi con il gruppo Auchan non ci sono che accenni generici a questo aspetto, senza alcun riferimento al cotonificio né tanto meno alle modalità di riutilizzo di personale licenziato che per lo più sarà femminile e quindi poco adatto a lavorare nel polo logistico». E proprio sulla potenziale offerta occupazionale, il Pd ha presentato uno studio su strutture analoghe per dimensioni e peculiarità: «Nella migliore delle ipotesi - ha commentato il consigliere Federico Lorini - si può ipotizzare una pianta organica fra i 40 a 70 dipendenti. Inoltre è evidente il rischio che la struttura, in assenza di precisi vincoli urbanistici, si trasformi in centro commerciale».
Anche l’Italia dei valori di Chiari, con il consigliere Ermanno Pederzoli scende in campo attraverso un «gemellaggio» con la lista Proposta per Castelcovati guidata da Paolo Olivini. «La documentazione allegata al progetto e il parere favorevole della Giunta di Chiari sono troppo generici. Non viene preso in considerazione l’impatto ambientale di un complesso che aprirà in modo casuale ed illogico, gravando la sp 18, una strada dal calibro ridotto e costeggiata da una roggia». Nel mirino anche l’assenza di una concertazione con i paesi confinanti. «La logica intercomunale - concludono Olivini e Pederzoli - è l’unica in grado di distribuire benefici e diluire impatti, arginando peraltro certe cieche volontà di distruzione del territorio».










12 ottobre 2008, ore 19:47
Ma il nostro Sindaco dove è?
Perchè questo silenzio su una questione così importante per Castelcovati ?
Nessun confronto su come è questa opera? Che conseguenze avrà per Castelcovati? Che vantaggi e che svantaggi ci porterà?
Non dice nulla, e gli riserva lo spazio di una scarna comunicazione al termine di un Consiglio Comunale!!
E si che avere informazioni attendibili dall’amministrazione di Chiari, affine politicamente, non dovrebbe essere difficile per il Sindaco!!
Visto poi che siede nel consiglio di amministrazione della Fondazione, proprietaria di parte delle aree interessate all’operazione, non poteva non conoscere questo progetto!
Dobbiamo proprio augurarci che, in mancanza di qualcuno che tuteli Castelcovati, siano i Sindaci nostri vicini a tutelare questo territorio Castelcovati compreso!!
14 ottobre 2008, ore 6:15
Come Mario, sono impressionato dall’assordante silenzio della nostra amministrazione su questo progetto; anche alla persona meno esperta in questa materia è evidente che un insediamento di tali dimensioni, a nemmeno 500 metri in linea d’aria dal nostro confine, avrà ricadute pesanti sul nostro Comune.
Non ci si può nascondere dietro la scusa che tutto non si svolge in casa nostra e che quindi non abbiamo possibilità di intervenire, la storia amministrativa più recente del nostro comune ci insegna che le amministrazioni che si sono succedute sono state capaci in più casi di difendere gli interessi Castelcovati da scelte effettuate da altri, ma con ricadute dirette su di noi.
In due occasioni si è impedito che la discarica in località Manganina, sempre in comune di Chiari ma a ridosso del nostro comune, diventasse in un caso deposito di rifiuti speciali, nell’altro il luogo dove smaltire amianto. Nel 1997 l’amministrazione di Castelcovati, ha ottenuto, d’intesa con le altre della zona. la realizzazione dello svincolo sulla statale 11 bis, in corrispondenza dell’intersezione con la sp 72, evitando che il traffico diretto verso sud attraversasse Castelcovati.
Inoltre il Consiglio Comunale ha competenza esclusiva in materia di urbanistica: una buona amministrazione deve tenere gli occhi aperti anche in quello che succede appena fuori casa nostra ma che le cui conseguenze si faranno sentire pure qui.
Perchè quindi limitarsi a scarne e tardive comunicazioni e non coinvolgerlo invece in una riflessione preventiva e costruttiva su questo argomento, in maniera che si possano definire richieste e vincoli affinché il nostro territorio venga al meglio tutelato?
Che sia vero che il Sindaco, legato politicamente all’amministrazione clarense, deve pagare il sostegno avuto in campagna elettorale e quindi deve subire? O forse non capisce le gravi ricadute che scelte di tale natura possono avere sul nostro territorio?
In ogni caso alla luce di questa evidente sudditanza nei confronti della vicina amministrazione e della scarsa sensibilità urbanistica una cosa mi preoccupa ancora di più: come verrà realizzato il Piano di Governo del Territorio? Terrà realmente conto delle esigenze di Castelcovati, o verrà pilotato dall’esterno dai soliti quattro boss della Lega di Chiari?
Altro che necessità di elevare il livello culturale dei cittadini, qui c’è da preoccuparsi, e molto, della scarsa cultura amministrativa di Sindaco e Giunta!
12 dicembre 2008, ore 0:26
Non vi siete chiesti se sma e auchan non si proprietaria di altri poli nel nord con dipendenti che attualmente lavorano alle sue dipendenze. e precisamente a milano padova alfianello agnadello, con numerosi dipendenti che si troveranno senza lavoro al momento dell’apertura del nuovo poli qui in questione.
Se per creare posti di lavoro nel nuovo polo, si lasciano a casa centinaia di lavoratori italiani con famiglie per far posto ad lavoratori di cooperative quasi sempre extracomunitari,cosi lavorano
le grandi multinazionali per ridurre il costo manodopera al minimo contrattuale , penso proprio
che l’opinione pubblica debba essere al corrente di questo poco solidale progetto.
14 dicembre 2008, ore 14:10
Moreno, presumo tu sia un lavoratore che a Milano, piuttosto che a Padova, Alfianello o Agnadello, si guadagna onestamente il salario alle dipendenze di Auchan. Se così fosse ti invito a comunicarci le tue riflessioni, quelle dei tuoi compagni di lavoro, dei sindacati e dei partiti politici che si stanno preoccupando per quanto potrebbe succedere nei prossimi mesi. Saremo ben lieti di darvi spazio sul nostro sito, che in piccolo cerca di tenere alta l’attenzione su un tema dalle numerose ricadute.
Ti ringrazio dell’intervento perchè hai messo al centro dell’attenzione il tema del lavoro, del diritto delle famiglie al reddito e a una vita dignitosa, tema che altrimenti sarebbe rimasto in secondo piano. Mentre invece è il tema più importante. Come è possibile infatti che gli interessi di una multinazionale e di qualche procacciatore d’affari locale possano trionfare a scapito dei diritti dei cittadini, nel quasi totale silenzio? Milano, Padova, Alfianello e Agnadello sono in Padania, come Chiari! Come mai un Sindaco Leghista (Chiari, Castelcovati) non si preoccupa di posti di lavoratori italiani che vanno persi, a vantaggi di lavoratori stranieri e precari e degli interessi economici della Auchan? Cosa dicono i sindacati, cosa dicono i partiti? Silenzio assordante!
Perchè non ci diamo una mano e cominciamo a fare rumore?
Il momento potrebbe essere propizio, in fondo la crisi gravissima che stiamo attraversando impone di ripensare il nostro modo di vivere, il nostro modello di sviluppo. Perchè non cominciare da qui?!