ott 21 2008

I cittadini non devono pagare i debiti politici del Sindaco !! 2

Tag , , scritto da: Proposta per Castelcovati alle 18:31

In questi prime sei mesi l’operato della nuova amministrazione leghista è stato caratterizzato da un singolare parallelismo, in alcuni casi persino troppo evidente ed imbarazzante, con l’attività amministrativa dei nostri vicini clarensi.

Sul versante sicurezza, l’amministrazione Gritti Marini ha prontamente deciso la chiusura dello sportello stranieri, determinando la chiusura definitiva in tutta la zona di un’iniziativa rivolta non certo a portare ulteriore immigrazione, ma che ha rappresentato un utile strumento per conoscerne la realtà e favorire l’integrazione.   

Nel mese di luglio abbiamo assistito anche a Castelcovati prima alla rimozione delle panchine, quelle meno utilizzate dai covatesi, dalla piazza, poi alla chiusura del parco dell’asilo per motivi di sicurezza, che potevano anche sussistere (il parco necessitava di manutenzione), ma che, a distanza di più di tre mesi, non si sono rivelati un puro pretesto, in quanto sarebbero bastati pochi giorni di chiusura per lavori e nemmeno diecimila euro per la sistemazione, ed il parco si sarebbe prontamente potuto riaprire ai bambini e anziani, di Castelcovati e non, che numerosi lo hanno sempre frequentato.

Abbiamo aderito al patto di sicurezza ma alla luce dei fatti si è trattato di una pura formalità, i furti sembrano addirittura aumentati!

Sono interventi che hanno affrontato la questione sicurezza solo in modo spettacolare, basti pensare all’assembramento dei cinesi clandestini nel centro civico, ma che di concreto poco o nulla hanno contribuito alla risoluzione del vero problema sicurezza, anzi forse hanno aggravato i contrasti, perché non può esistere sicurezza senza integrazione.

Anche l’intervento sulle rette della scuola materna, con l’introduzione dei corsi obbligatori per genitori, più passa il tempo e più si rivela un modo per colpire le famiglie più disagiate, in particolare quelle straniere, dimenticando che la vera integrazione si fa a partire dalla scuola.

Ma un altro aspetto, forse meno evidente, di questo legame con i nostri vicini clarensi ci preoccupa ancor di più: la silenziosa e costante sudditanza nei confronti di Chiari, che porta il nostro Sindaco a non prender nessuna posizione in difesa degli interessi del nostro Comune, anche quando è palese che le scelte del Senatore clarense ricadono pesantemente ed in modo negativo anche sui cittadini di Castelcovati.

Così è avvenuto quando, senza battere ciglio, abbiamo regalato al Comune di Chiari circa 42 mila euro per la costruzione di una caserma già finanziata e della quale non saremo mai proprietari della quota versata.

Ma non mancavano i soldi per il parco? E questi soldi non avremmo potuto utilizzarli per Castelcovati?

Come se non bastasse questo Sindaco, senza mai investire del problema il Consiglio Comunale, avalla senza nessun approfondimento conoscitivo, senza  nessun dibattito costruttivo, un insediamento logistico della Auchan a ridosso del nostro Comune di dimensioni rilevanti e le cui conseguenze ricadranno su i noi.

D’altronde non possiamo disturbare i manovratori: il progetto, promosso dall’amico e agente immobiliare leghista (ex candidato sindaco), ha già ottenuto l’approvazione preventiva dello sponsor “senatur” Mazzatorta, e se va bene a loro…..

La sudditanza diventa addirittura “imbarazzante” quando non si tutelano gli interessi degli enti che si è chiamati ad amministrare, come è avvenuto con la vendita di parte delle aree interessate dall’operazione Auchan da parte di una fondazione, nel cui Consiglio siede il nostro Sindaco. Ma di questo parleremo nella prossima puntata……

La nostra preoccupazione aumenta al pensiero che è alle porte la stesura del Piano di Governo del Territorio, che sostituirà il vecchio Piano Regolatore: non vorremmo che, dopo aver imperversato a Chiari, questa sorta di “Compagnia delle Opere” targata Lega avesse la pretesa di estendere la propria devastante influenza anche sulle aree edificabili di Castelcovati, con il nostro Sindaco, nella parte che gli riesce meglio, silenzioso ed asservito a stendere…..tappeti rossi ai nuovi padroni!

Tutto avrebbero immaginato i cittadini di Castelcovati e gli elettori della Lega, ma non certo di essere comandati dal Sindaco di Chiari…….

Riportiamo di seguito un articolo pubblicato sull’edizione odierna del Bresciaoggi

IL CASO. Le opposizioni attaccano le scelte in «fotocopia» del sindaco
«La Giunta di Castelcovati è il feudo del sindaco di Chiari»

di Massimiliano Magli

«Un’esecutivo che si sta involvendo più che evolvendo, subendo passivamente l’ombra del Comune di Chiari che detta la linea sulle scelte politiche e amministrative».
Dopo oltre cento giorni di governo della Giunta leghista guidata dal sindaco Camilla Marini Gritti, l’opposizione di Castelcovati si sente quasi priva di un avversario.
La lista di Proposta per Castelcovati accusa la maggioranza di subire l’influenza e il carisma dell’Amministrazione comunale di Chiari, «La Giunta di Castelcovati - sottolinea il consigliere di opposizione Paolo Olivini -, sta ripercorrendo talvolta in modo imbarazzante il discutibile e discusso percorso amministrativo intrapreso dal sindaco clarense Sandro Mazzatorta». Ma quali sono le scelte che accomunano le due amministrazioni del Carroccio? «La chiusura dello sportello immigrati - spiega Olivini -, la rimozione di diverse panchine dal centro storico per evitare che gli immigrati possano stazionarvi come pure i diversi contatti con il Comune confinante su temi delicati come quelli urbanistici». Olivini punta il dito in particolare sulla decisione dell’Amministrazione civica di aver «cancellato un servizio utile come quello per gli immigrati, che consentiva a cittadini regolari e lavoratori di non perdere ore per doversi recare in questura né di farle perdere ai propri datori di lavoro». Nel mirino anche la questione sicurezza, poiché l’adesione al Patto di pubblica sicurezza da parte di Castelcovati secondo l’opposizione «obbedirebbe più a una passiva accettazione di un invito che non a un’attenta e meditata valutazione».

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