ott 29 2008
Dalla stampa: le rette della Materna e corsi obbligatori
Di seguito pubblichiamo gli aricoli apparsi sulla stampa relativi alle rette della Materna ed i corsi obbligatori.
BRESCIAOGGI sabato 25 ottobre 2008 - pag. 30 DALLA BASSA
CASTELCOVATI. Il parziale dietrofront del sindaco fa infuriare le minoranze: «La toppa è addirittura peggio del buco»
Scatta la petizione contro i corsi educativi obbligatori
di Massimigliano Magli
Hanno preso carta e penna per scrivere al sindaco di Castelcovati e bocciare senza appello il regolamento che vincola gli sgravi delle rette per la scuola materna alla frequenza di un corso di educazione.
SI TRATTA DI QUARANTA famiglie che hanno deciso di uscire allo scoperto e attaccare una misura ritenuta «anticostituzionale. I corsi di formazione - si legge nel documento - sono sempre stati promossi ma renderli obbligatori cozza clamorosamente contro le finalità del Piano per il diritto allo studio che deve favorire l’accesso alle istituzioni scolastiche». La lettera suona come un ultimatum: «Se il sindaco non ci ascolta ci riserviamo di tutelare le nostre ragioni nelle sedi più opportune». Che tradotto significa un ricorso al Tar.
Ancora più grave, secondo il consigliere comunale Paolo Olivini di Proposta per Castelcovati, la decisione del sindaco di «non ritirare il provvedimento ma di effettuare una clamorosa retromarcia parziale, che finisce per creare più confusione tra le famiglie e maggiore instabilità finanziaria per la scuola materna».
Il provvedimento inizialmente rivolto a tutte le famiglie è stato limitato ai nuclei ad alto reddito: solo questi genitori insomma, rischiano di vedersi negare il contributo alla retta. Il sindaco ha introdotto anche una moratoria: l’obbligo scatterà solo l’anno prossimo.
«PER NOI - SPIEGA OLIVINI - questi emendamenti sono già una vittoria ma resta comunque grave che la Giunta non ammetta l’errore politico. A farne le spese sono state proprio le famiglie italiane, quasi tutte in terza fascia, che per un goffo tentativo dell’Amministrazione comunale di infierire dapprima sugli immigrati, sono poi finite per essere il capro espiatorio. Parliamo di famiglie di operai e impiegati per i quali una retta più leggera è comunque un sollievo».
ANCHE IL PRESIDENTE della materna Domenico Venturi ha smentito qualsiasi accordo didattico con la Giunta, sottolineando anzi le difficoltà economiche provocate alla scuola dai corsi. I capigruppo di minoranza Marco Bertoldi, Aldo Onger Paolo Olivini si sono riuniti nei giorni scorsi per concordare una linea comune contro la decisione della Giunta. Alla fase tecnica dell’incontro. ovvero quando sono stati illustrati i contenuti del provvedimento comunale, hanno partecipato anche alcuni genitori. Una presenza - hanno tenuto a precisare - senza fini politici.
GIORNALE DI BRESCIA mercoledì 29 ottobre 2008 - pag. 15 BASSA BRESCIANA
CASTELCOVATI
Retta scontata se i genitori vanno al corso
di Barbara Bertocchi
CASTELCOVATI Non piace alle minoranze covatesi lo sconto alle rette della scuola dell’infanzia introdotto nel piano di diritto allo studio approvato dal Consiglio comunale a fine settembre. O meglio: le tre forze di opposizione (”Impegno per Castelcovati”, “Castelcovati al centro” e “Proposta per Castelcovati”) contestano che la concessione di detrazioni alle rette dell’asilo sia stata prevista solo previa partecipazione dei genitori a un corso sulle problematiche giovanili e sull’educazione.
Il principio è fortemente contestato: “Si tratta - scrivono in un comunicato - di un vincolo francamente inammissibile per una società democratica e moderna. Non possiamo tollerare che il Sindaco imponga l’indottrinamento dei genitori attraverso una propria linea pedagogica, che si possa invadere l’autonomia dell’istituzione con il ricatto del mancato contributo all’utente, che le regole vengano cambiate ad anno inoltrato”. In particolare Aldo Onger, consigliere di “Impegno per Castelcovati” nonché preside delle scuole del paese, ammette di condividere l’utilità di questo tipo di corsi, ma contesta il modo in cui sono stati proposti dall’Amministrazione in carica: “Non sono d’accordo circa il fatto che vengano imposti”. Oggetto delle imposizioni, secondo l’opposizione non è infatti solo la frequenza dei genitori al corso, ma anche la scelta dei relatori e la definizione del calendario di incontri “senza aver preventivamente contattato la scuola e gli utenti”.
Ferma rimane sulla questione la posizione del sindaco: “A fronte - replica Camilla Gritti - delle numerose situazioni di disagio giovanile legato a forme di dipendenza da alcol e droghe che caratterizzano Castelcovati, abbiamo proposto la partecipazione a un corso vincolata all’ottenimento di una riduzione di 34 euro al mese su tutte le fasce della scuola dell’infanzia, salvaguardando comunque gli sconti previsti per le fasce più deboli. Una riduzione che i genitori potranno ottenere seguendo almeno tre degli otto incontri in programma, al primo dei quali ha già preso parte oltre un centinaio di persone. Un buon risultato visto che i bambini iscritti sono circa 200. Mi spiace che la questione sia stata strumentalizzata dalle minoranze.”

15 dicembre 2008, ore 10:36
Ci sono corsi e corsi. C’è quello di informatica, di lingue, ce ne sono di varia natura. Poi ci sono quelli confezionati dalla nostra amministrazione.
I famosi corsi per genitori degli alunni della scuola materna, che periodicamente, si tengono in tale sede. Cosa dire di tali corsi, sono andati benissimo!
Ci si sente dire quando si parla di tale argomento: “la partecipazione è sempre
stata vicina al cento per cento, tanto è vero che tutti hanno ottenuto finora l’abbattimento delle rette!”. Questa cosa mi ha fatto pensare, anche al tempo dei balilla tutti con la loro bella camicia nera, andavano ai campi scuola, non mancava nessuno, mancare voleva dire niente tessera del pane per la loro famiglia. Ora la pagnotta ce l’hanno tutti (per adesso) ma l’abbattimento delle rette fa comodo a tutti, per alcuni è una necessità irrinunciabile. Non ce l’ho con i corsi anzi li ritengo utilissimi sicuramente da riproporre, non mi va quell’ultimo aggettivo “obbligatori”.
Hanno avuto successo dicono, penso che con corsi facoltativi, con la probabile metà di genitori
si sarebbe potuto parlare di tali andati bene.
Perchè alla fine noi genitori la scuola dell’obbligo l’abbiamo finita da un pezzo, mentre qualcun’altro dovrebbe frequentare un altro tipo di scuola… dove danno corsi di “democrazia”.