ott 29 2008
Polo logistico Auchan - Sma il Sindaco parla d’altro
Pubblichiamo di seguito l’interrogazione presentata al Sindaco dal nostro capogruppo avente per oggetto il polo logistico Auchan - Sma:
Proposta per Castelcovati
Gruppo consiliare
Alla cortese attenzione
del Signor Sindaco
di Castelcovati
Oggetto: interrogazione circa insediamento polo logistico a Chiari, a ridosso del nostro confine comunale
Chiedo che la seguente interrogazione venga posta all’ordine del giorno nel primo Consiglio comunale convocato, dando lettura sia del presente testo che della relativa risposta.
Da un articolo pubblicato sul quotidiano Bresciaoggi domenica 7 settembre si è appreso dell’avvio della procedura per la realizzazione di un grande polo logistico nel territorio del Comune di Chiari, a ridosso del confine ovest di Castelcovati.
Il gruppo di Proposta per Castelcovati chiede all’Amministrazione di quali elementi conoscitivi disponga rispetto a questa vicenda e come intenda muoversi per tutelare gli interessi della nostra comunità, quanto meno al fine di limitare l’impatto negativo in termini di traffico veicolare e inquinamento che un insediamento di tali dimensioni riverserebbe su Castelcovati.
Ringrazio per la cortese risposta che vorrà dare.
Distinti saluti.
Castelcovati, 18 settembre 2008
Paolo Olivini
capogruppo
La risposta del Sindaco:
Prot. N. 9961/I.8 Castelcovati, 15/10/08
Egr. Consigliere Comunale
Paolo Olivini
del gruppo”Proposta per Castelcovati”
OGGETTO: Risposta ad interrogazione circa l’insediamento del polo logistico a Chiari
In riferimento alla nota del 18.09 u.s., acclarata a Protozoo comunale n. 8826, si forniscono di seguito le informazioni richieste:
Nel mese di maggio 2008 la società Logimea S.r.l. ha presentato al Comune di Chiari proposta preliminare di sportello unico per la realizzazione di un nuovo polo logistico individuato nella zona ricompressa tra la S.P. 18 e la S.P. 72; detta area è stata ritenuta idonea ad accogliere una nuova struttura produttiva in quanto localizzata in una zona strategica sotto il profilo dei collegamenti viari.
Detta area ricade completametne sul territorio di chiari; pur tuttavia, stante la portata dell’iniziativa e l’importanza della stessa per l’intero territorio, in data 22/09/2008 e 10/10/2008 hanno avuto luogo gli incontri fra i Comuni di Chiari, Rudiano, Roccafranca e Castelcovati, che hanno fatto seguito a diverse riunioni informali tempestivamente organizzate dal Sindaco di Chiari. In occasione di tali incontri è stato presentato il progetto avanzato dalla ditta SMA-AUCHAN - soggetto privato che intende realizzare nell’area un importante centro servizi-polo logistico.
Tutti i comuni intervenuti hanno valutato positivamente l’iniziativa e imposto, quale condizione imprescindibile, che tutte le realtà pubbliche coinvolte possano sinergicamente contribuire alla creazione di un progetto complessivo viabilistico - ambientale che tenga conte delle esigenze di sviluppo dei singoli Comuni.
Nel caso specifico il Comune di Castelcovati, favorevole all’iniziativa, ha specificatamente richiesto che il progetto venga “costruito” in modo da creare un’alternativa viabilistica a Via De Gasperi, affinché venga limitato significativamente il traffico pesante nel centro del paese ed utilizzata una porzione minima del territorio comunale.
Resta inteso che è intendimento dell’attuale Amministrazione comunale di Castelcovati prestare la massima attenzione a tutti gli sviluppi dell’iniziativa, anche alla luce delle emergenti possibilità occupazionali che potranno costituire, anche per la cittadinanza castelcovatese, un’importante opportunità di crescita.
Il progetto è di grandi dimensioni con un giro d’affari notevole e questo, sicuramente, potrebbe suscitare l’interesse e l’invidia di chi opera nel settore; l’attuazione dell’intervento sotto l’egida delle pubbliche amministrazioni coinvolte garantirà l’assoluta tutela ed integrità degli interessi collettivi, a costi zero per il Comune di Castelcovati.
In linea generale si può comunque ritenere che l’impatto ambientale generato dal nuovo centro logistico rispetto al territorio di Castelcovati sarà limitato: il traffico da e per il nuovo polo verrà principalmente “smaltito” tramite la S.S. 11bis, la nuova autostrada, e in direzione Orzinuovi, per il tramite della Montichiari - San Zeno; i mezzi in direzione Brescia non transiteranno di certo per Castelcovati.
Si esprime apprezzamento per le preoccupazioni avanzate dal gruppo consiliare “Proposta per Castelcovati” circa l’impatto ambientale connesso alla realizzazione del nuovo polo logistico. Pur tuttavia un interrogativo sorge spontaneo: perché “Proposta per Castelcovati”, durante il periodo di amministrazione in maggioranza, non ha avanzato analoghe questioni sll’impatto ambientale dei lavori per la nuova autostrada e l’alta velocità? Si tratta sicuramente di lavori maggiormente impattanti eppure si rileva con rammarico che, nonostante le ripetute conferenze di servizio fra i diversi “attori”, il Comune di Castelcovati non ha avanzato richieste. Chi si farà carico di tali disagi, sicuramente maggiori rispetto a quelli indotti dal nuovo polo logistico? Perché l’allora Amministrazione di Castelcovati non si è legittimamente attivata per ottenere opere aggiuntive ed infrastrutture tali da limitare l’impatto socio-ambientale degli interventi per T.A.V. e BRE.BE.MI.?
Si confida di aver fornito delucidazioni esaustive e qualche spunto di riflessione e, con l’occasione, si porgono distinti saluti.
IL SINDACO
Camilla Gritti
La nostra replica durate il Consiglio comunale del 28 ottobre 2008
Intervento sul punto 2 dell’o.d.g.
La sua risposta conferma quanto sostenuto dal gruppo di Proposta per Castelcovati sull’argomento. Infatti, dalla cronistoria da lei tracciata si evince che, nonostante - come lei dice - “la portata dell’iniziativa e l’importanza della stessa per l’intero territorio” e nonostante l’operazione abbia avuto il suo inizio ad aprile 2008,
- questa vicenda è emersa solo a seguito della pubblicazione di un articolo su Bresciaoggi il 7 settembre u.s., altrimenti avrebbe proseguito il proprio corso seguendo una via sotterranea;
- il Sindaco di Chiari ha informato i sindaci dei paesi vicini solo a fine settembre (dopo quasi 5 mesi dall’inizio, e lei ha il coraggio di parlare di “riunioni informali tempestivamente organizzate”!), evidenziando la volontà, certamente non casuale, di preparare un piatto precotto da servire ormai freddo sulle tavole degli altri comuni;
- lei ne ha informato, con poche parole, il Consiglio comunale di Castelcovati solo nella seduta del 23 settembre u.s.;
- senza questa mia interrogazione il Consiglio comunale non avrebbe avuto nessun elemento conoscitivo ulteriore.
Nella sua risposta lei sostiene che, come “tutti i Comuni intervenuti”, Castelcovati “è favorevole all’iniziativa”, dimenticando che lei non è il Comune di Castelcovati. Ha già deciso tutto lei, per tutti? Ritengo che rispetto ad una vicenda tanto impattante sul nostro territorio, in termini di traffico veicolare o di creazione di viabilità alternativa, non possa che essere il Consiglio comunale l’organo competente politicamente e giuridicamente ad esprimere un parere: solo dopo una approfondita discussione in questa sede, che la invito a voler mettere all’o.d.g. al più presto, si potrà conoscere la posizione del nostro Comune, portandola in sedi sovracomunali.
Si nota, poi, una contraddizione nelle sue parole: in un passaggio sostiene che il traffico che investirà Castelcovati “sarà limitato”; altrove dice che sarà necessario “creare un’alternativa viabilistica a Via De Gasperi, affinché venga limitato significativamente il traffico pesante nel centro del paese”. La domanda sorge spontanea: prevede molto o poco traffico aggiuntivo sulle nostre strade?
Rispetto all’idea di creare una sorta di tangenziale a nord del paese, credo che sarebbe rispondere ad un primo errore (cioè la creazione - considerata come un elemento immutabile - del polo logistico in una zona del tutto inidonea) con un altro errore, che consumerebbe territorio castelcovatese (e ciò non è “a costi zero” per il nostro paese, ma significa un danno ambientale e minori potenzialità di utilizzo futuro) non per rispondere alle esigenze dei nostri concittadini, ma solo per assecondare la volontà del Comune di Chiari di realizzare ad ogni costo questo progetto.
Lei parla di “intervento sotto l’egida delle pubbliche amministrazioni”. In realtà questa operazione affaristica ha avuto origine con una lettera del Gruppo immobiliare Cavalli al Sindaco di Chiari in data 29 aprile 2008, ed è proseguita in totale riservatezza come questione interna fra gli operatori privati coinvolti e la Giunta clarense, senza informazioni ai cittadini e ai consiglieri di Chiari, né ai comuni vicini.
Ma c’è un elemento che aggrava la sua posizione per non aver informato almeno quattro mesi fa il nostro Consiglio comunale. Infatti, lei non poteva non essere a conoscenza dell’intera vicenda, dato che siede nel Cda della benemerita Fondazione Bertinotti-Formenti, proprietaria di parte delle aree interessate dall’insediamento.
Dirò di più. Il 26 maggio u.s. il privato che venderà la maggior parte dell’area necessaria al polo logistico ha firmato un preliminare che prevede un prezzo di vendita di 30 € al metro quadro. Il 27 maggio, la Fondazione, del cui Consiglio lei fa parte, sottoscriveva un preliminare a 25 € al metro quadro, nonostante firmasse il giorno dopo rispetto al privato e nonostante si impegnasse a cedere una porzione che va a regolarizzare il lotto necessario all’operazione. Eppure, invece di prendere di più, la Fondazione si è impegnata a vendere a 5 € al metro in meno. In tal modo l’istituzione benefica ha perso oltre 135.000 €. Se questo è il modo in cui lei tutela gli interessi degli enti a lei affidati, ho seri timori su come possa garantire gli interessi di Castelcovati rispetto a vicende come quella in oggetto, che ci vorrebbero imporre amministrazioni e gruppi economici che certo non hanno alcun rispetto per il nostro paese.
Spiace che nella parte conclusiva della risposta lei cerchi di deviare il discorso, assumendo un tono ed un argomentare poco consono ad una risposta ad un’interrogazione posta legittimamente da un consigliere che desidera che tutto il Consiglio comunale e i cittadini tutti vengano messi a conoscenza di una vicenda, finora gestita come un affare privato clarense, che li riguarda.
Le vorrei ricordare che, negli scorsi anni, mentre lei era in altre faccende affaccendata, Castelcovati già esisteva e sviluppava una forte tradizione di difesa degli interessi generali contro aggressioni al suo territorio. Molte persone si sono interessate alle problematiche da lei citate e ad altri pericoli ambientali, e Proposta per Castelcovati è sempre stata in prima linea, sia quando era al governo che all’opposizione.
Basti ricordare, durante il mandato del prof. Onger, la lotta vittoriosa contro la discarica di rifiuti speciali nella cava Manganina e la richiesta, assecondata, di uno svincolo della SS 11 bis sulla SP 72 per evitare il riversarsi del traffico pesante su Castelcovati. Quindi la mobilitazione contro l’ipotesi di discarica di amianto. Anche contro la TAV e la BREBEMI Proposta si è mossa. Il dott. Orlandi coordinava un comitato che raccoglieva comuni, agricoltori, gruppi spontanei e ambientalisti che andavano da Travagliato a Melzo. Proposta per Castelcovati c’era. Ma lei dov’era?
Lei limita le possibili azioni che un comune può intraprendere in simili frangenti al solo “ottenere opere aggiuntive ed infrastrutture”. Ma i problemi vanno affrontati a monte, mettendo in discussione e non prendendo per indiscutibile un progetto che, calato dall’esterno della nostra realtà locale, crea molti problemi senza offrire vantaggi certi.
E’ necessario costruire un’alternativa a questa operazione, facendo prevalere, su quelli dei privati, gli interessi di tutti i comuni della zona, coinvolgendo anche la Provincia.
Chiudo con le parole dell’Assessore al Territorio della Provincia di Brescia in una lettera pubblicata su Bresciaoggi il 26 ottobre u.s. “La Provincia, il mio Assessorato hanno l’obbligo normativo di coordinare tutti quegli interventi che hanno una valenza sovracomunale con l’obiettivo di favorire uno sviluppo del territorio il più omogeneo possibile. [...] Come non ritengo utile che l’Assessorato abbia un ruolo prevalentemente prescrittivo nei confronti delle scelte effettuate dai Comuni [...], altrettanto dannoso credo sia intendere la Provincia come organo certificatore di decisioni già prese”.
Per questa serie di considerazioni, non posso dichiararmi soddisfatto della sua risposta.
Paolo Olivini
