nov 11 2008
Si torna a parlare di scuola
Riportiamo di seguito l’articolo apparso sul Giornale di Brescia di Domenica 9 novembre, che riporta al centro dell’attenzione il tema dell’edilizia scolastica.
Riteniamo che la questione meriti un ulteriore approfondimento, sia per quanto riguarda l’origine che per le prospettive.
Ci ripromettiamo di farlo nei prossimi giorni.
CASTELCOVATI: LA SCUOLA PUO’ ATTENDERE
Archiviato il progetto del nuovo Polo, l’Amministrazione deve decidere gli interventi
Di Barbara Bertocchi
CASTELCOVATI Il progetto del nuovo Polo scolastico è finito in… archivio. Il tema (la sistemazione delle scuole) che aveva portato alla caduta dell’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Roberto Orlandi (e quindi alle elezioni anticipate con la vittoria della Lega Nord) è scomparso, per ora, dall’agenda politica. L’argomento non è ancora stato esaminato dall’attuale maggioranza. «Non abbiamo ancora analizzato la questione e quindi preso delle decisioni», conferma il sindaco Camilla Gritti che non vuole sbilanciarsi. La sua lista si era presentata alle elezioni amministrative con queste intenzioni: «Per l’edilizia scolastica - si leggeva nel programma - sarà nostra cura verificare, con l’ausilio dei responsabili della scuola, le esigenze didattiche, le previsioni demografiche, lo stato attuale delle strutture e la disponibilità finanziaria. In seguito, un gruppo di studio elaborerà alcune proposte da sottoporre alla cittadinanza tramite la forma referendaria». È possibile che l’Amministrazione prenda decisioni sulla questione dopo l’approvazione del Programma triennale delle Opere pubbliche.
Come dicevamo, la proposta dell’ex sindaco Orlandi di realizzare un Polo scolastico da 10 milioni di euro comprensivo di scuola elementare e media nell’area comunale periferica attigua agli impianti sportivi aveva scatenato polemiche e contrasti. Non riuscendo ad approvare in Consiglio comunale il Bilancio di previsione, al quale è annesso il Programma triennale delle Opere pubbliche, Orlandi aveva dovuto abbandonare la carica, lasciando spazio ad un periodo di commissariamento. Partendo «dall’eccessivo costo di sistemazione delle attuali sedi scolastiche che si presentano in condizioni critiche» (così era stato spiegato l’intervento), il progetto di Orlandi, da realizzare ricorrendo alla procedura di project financing, consisteva nella creazione di un unico immobile da 9mila mq sviluppato su due piani e composto dalle scuole elementare e media, che avrebbero dovuto prendere forma in due complessi indipendenti, con in comune la sala mensa, l’aula magna da 400 posti a sedere e la segreteria.
- un' aula piccola
- il laboratorio di creta
- l'aula di pittura
Per avere informazioni sullo stato in cui si trovano gli edifici scolastici covatesi abbiamo interpellato il dirigente scolastico Aldo Onger, ex sindaco e consigliere comunale di minoranza (lista civica «Impegno per Castelcovati»). «L’attuale struttura della scuola media - dice il preside Onger - è composta da spazi ampi e luminosi, i suoi impianti sono a norma, le sue aule capienti e la sua palestra è tra le più funzionali delle nostra provincia. Unica pecca è la dispersione termica. Sarebbe un peccato dover abbandonare questo immobile, della fine degli anni Settanta e ancora in buono stato, per realizzare un Polo scolastico. Un discorso simile si può fare per la struttura della scuola elementare che necessita solo di essere ampliata. Non penso - aggiunge il dirigente scolastico - che l’attuale Amministrazione condivida il progetto di Polo scolastico, anche perché, attraverso una recente variazione di Bilancio approvata in Consiglio comunale, ha già stanziato 100mila euro da investire in interventi alla scuola media».




12 novembre 2008, ore 23:24
Non so da dove esca questo articolo, ma aiuta poco a capire ciò che è successo attorno alla questione “polo scolastico”; quindi è certo necessario un approfondimento su un tema che tanto ha agitato il paese.
L’articolo ha però il merito di riportare l’attenzione su una questione che davvero pareva archiviata, tranne che per “Proposta…” (l’edilizia scolastica aveva trovato ampio spazio sul primo numero de “L’altra campana”). Ci sarebbero tante cose da dire sulle scuole, ma limitandomi a quanto riportato nell’articolo, non posso che constatare la scarsa considerazione di cui esse godono.
A tutt’ora, infatti, l’unica cosa certa è lo stanziamento di 100.000 euro per le medie, una cifra esigua per i bisogni dell’edificio e che oltretutto è stata messa a disposizione così, senza un indirizzo d’uso, senza spiegare a quale intervento è destinata.
Molto ci sarebbe da dire anche sul progetto dell’amministrazione Orlandi: si continua a parlare di un progetto da 10 milioni, di una certa dimensione e di una certa ubicazione, senza spiegare che nel tempo questo progetto è stato più volte modificato, riducendo il tipo di intervento e di conseguenza il suo costo (si è passati da un complesso medie-elementari a una soluzione con le sole elementari) e identificando anche una nuova ubicazione (a ridosso delle medie). Si è giunti anche all’estrema proposta di sospendere il tutto e riesaminare la questione – tramite apposita commissione - anche alla luce di uno studio di fattibilità circa la ristrutturazione e ampliamento delle esistenti elementari. Un percorso a tappe che ha cercato di avvicinare le ragioni dell’amministrazione a quelle di opposizione e comitati, e che smentiva nei fatti le accuse di atteggiamento arrogante e antidemocratico. Ma ogni proposta è stata vana, e la vicenda è finita nel modo peggiore.
Ci sarebbe poi tanto da dire a proposito delle condizioni degli attuali edifici. Per le medie, qui si parla solo di dispersione termica, ma si dovrebbe parlare anche di un generale, diffuso stato di degrado della struttura, che denuncia più dei suoi anni effettivi, forse perché costruita al risparmio; con seri problemi di insonorizzazione e infiltrazioni di acqua dal tetto.
Ma soprattutto si omette di parlare dei problemi delle elementari, che sono principalmente problemi di sicurezza strutturale, in quanto l’edificio non risponde alle normative antisismiche ( siamo in una zona a rischio sismico analogo a quello della zona di Salò, terremotata in data 24/11/2004), quindi è bisognoso di una profonda ristrutturazione.
Se poi vogliamo parlare di ampliamento, ci sarebbe da capire come ancora si possa ampliare una struttura situata in un’area già abbastanza satura e se ce ne sia la convenienza. In teoria tutto è possibile, ma per capirlo ci vorrebbe un serio studio di fattibilità e poi ragionarci sopra. Da non scordare , inoltre, il documento emesso dal consiglio di interclasse docenti del plesso elementari redatto nel febbraio 2007, che espone una minuziosa lista di necessità e di problematiche.
Sarebbe interessante capire se e come l’amministrazione vuol porre mano a questi problemi.
Che, contrariamente a quanto lascia intendere l’articolo e le dichiarazioni in esso contenute, sono di grande importanza e di reale urgenza. La scuola non può attendere in eterno.