nov 22 2008
Dossier polo logistico
Cronistoria
Da un articolo pubblicato sul Bresciaoggi di domenica 7 settembre abbiamo appreso che a poche centinaia di metri dal confine ovest di Castelcovati, sul territorio del comune di Chiari, è stata avviata la procedura che porterà alla realizzazione, su un’area di circa 160.000 metri quadrati, attualmente a destinazione agricola, di un polo logistico di rilevanti dimensioni, che servirà i centri di distribuzione della Auchan-Sma di tutto il nord Italia.
L’intervento edilizio prevede la costruzione di due depositi, l’uno di 46.000 mq e l’altro di circa 20.000 mq, destinati allo stoccaggio di beni confezionati alimentari e non, con adiacenti locali di servizio aventi destinazioni diverse quali uffici, servizi per il personale e per la custodia, oltre che un’area destinata a parcheggio per circa un centinaio di TIR.
L’ubicazione prevista per l’insediamento, a ridosso della Roggia Castellana, si affaccia sulla Sp18, la strada che da Castelcovati porta ad Urago d’Oglio in prossimità della intersezione con la SP 72 lato nord, cioè dietro la cascina storica Fenile Novo, con uscita mezzi pesanti prevista a raso sulla SP 18 e non sulla SP 72, più larga e dove si può realizzare un innesto a rotatoria.
- Inquadramento
- C.na Fenil Novo
- La Roggia
- La sp 18
- Incontro di TIR
- Tir su sp18
La vicenda prende le mosse il 29 aprile 2008 con una lettera, senza protocollo, al Sindaco di Chiari del Gruppo Immobiliare Cavalli che, in nome e per conto di un importante gruppo internazionale, comunica di aver individuato in comune di Chiari, in Via Roccafranca la zona ideale per l’ubicazione di un grosso insediamento logistico dal quale “il suo Comune ed i Comuni circostanti trarranno sicuramente un grande beneficio…. la società è disponibile da subito ad effettuare alcuni lavori urbanistici, rotonde, piste ciclabili, e quanto altro si rendesse necessario per agevolare il flusso del personale verso l’insediamento”.
Il 21 maggio 2008 la LOGIMEA Srl presenta una proposta preliminare di Sportello Unico per le Attività Produttive (SUAP) in variante al Piano Regolatore Generale, su di un’area diversa, e dopo un complicato iter costellato di molte richieste di integrazione di documenti, la Giunta comunale di Chiari, con delibera n. 109 del 08 settembre 2008, esprime parere favorevole.
Il comune di Chiari, in modo estremamente scorretto, ha quindi espresso un parere favorevole che, in deroga alla procedura prevista dalla legge per lo sportello unico delle imprese, nei fatti approva l’insediamento, espropriando delle proprie competenze il responsabile del procedimento ed il Consiglio Comunale di Chiari. Ovviamente senza sentire la necessità di interpellare i comuni vicini, nonostante questi fossero citati addirittura nell’istanza iniziale.
E’ chiaro a tutti che l’ubicazione e le dimensioni di questo intervento sono tali che, nonostante si trovi fisicamente nel comune di Chiari, i comuni interessati dalle ricadute prevalentemente negative saranno quelli confinanti ed in particolare quelli di Castelcovati e Urago d’Oglio, mentre i benefici economici ed occupazionali interesseranno quasi esclusivamente il comune di Chiari.
E’ pertanto assolutamente censurabile che l’amministrazione comunale di Chiari abbia ritenuto di esprimere un parere favorevole preventivo e solo successivamente si sia sentita in dovere di coinvolgere i comuni limitrofi. Il dubbio è che si sia voluto mettere gli altri comuni di fronte al fatto compiuto, salvo poi coinvolgerli a partire dal 22 settembre 2008, quando l’operazione cominciava a suscitare molte perplessità in zona e persino quelle dell’assessore provinciale al territorio, per nulla disponibile ad assumere il ruolo di “certificatore di decisioni già prese”.
I limiti della proposta
Abbiamo analizzato con attenzione la documentazione a corredo della delibera della Giunta Comunale di Chiari ed abbiamo rilevato numerosi elementi di criticità:
- Siamo stati sorpresi della assoluta genericità della documentazione e del come sia stato possibile esprimere parere favorevole su di una ipotesi di Sportello Unico totalmente estranea alle esigenze del territorio, non corredata da valutazioni serie relative all’impatto ambientale e viabilistico, ubicata in modo casuale ed illogico, insistendo su una strada provinciale, la 18, dal calibro molto ridotto e costeggiata da una roggia.
- L’area, che non è stata scelta in base a criteri di programmazione urbanistica, ma esclusivamente assecondando i desideri del richiedente, è definita dal piano paesistico del comune di Chiari, approvato nel novembre 2006, quale zona ad alta sensibilità ambientale, che, per la rilevanza paesistica, ambientale, storica e culturale, è soggetta a prescrizioni che ne limitano fortemente le possibilità di utilizzo edificatorio.
- La viabilità di supporto è assolutamente carente; il fatto poi che la conformazione dell’area abbia affaccio solo sulla provinciale 18, di carreggiata ridotta e prospiciente la Roggia Castellana, fa si che anche l’impatto viabilistico rischi di diventare devastante soprattutto per i comuni sprovvisti di tangenziali quali Castelcovati e Urago d’Oglio, i cui centri abitati verranno pesantemente investiti dal transito dei camion. Anche l’intersezione tra la SP72 e la SP20 in comune di Roccafranca, località San Fermo, attualmente regolata da semaforo, rischia di essere devastata dall’incremento del traffico pesante.
- Ricadute altrettanto negative si avranno anche a livello di impatto sull’ambiente, degradando ulteriormente la nostra campagna. Sarebbe stato perciò preferibile che il comune di Chiari proponesse in alternativa una collocazione concordata con i comuni vicini e che già possedesse i requisiti idonei ad un insediamento industriale, onde evitare il rischio che questa operazione costituisca un precedente, col quale giustificare ulteriori devastazioni della campagna.
- Quanto alle possibili presunte ricadute positive in termini occupazionali ed economici, in assenza di accordi chiari e sottoscritti fra tutti i soggetti interessati, vi è il serio rischio che l’incremento occupazionale risulti irrilevante e non in grado di assorbire le problematiche già presenti nei nostri territori: nella logistica infatti, come tutti dovrebbero sapere, prevalgono i contratti atipici e la presenza di manodopera non qualificata, costituita prevalentemente da lavoratori extracomunitari.
- Quanto ai benefici economici (oneri di urbanizzazione, ICI, standard di qualità), ammontanti a parecchi milioni di euro, in mancanza di un coinvolgimento dei comuni limitrofi, rimangano quasi tutti al comune di Chiari, che, disponendo di un territorio molto vasto, può fare in modo che i danni ricadano tutti sui comuni vicini.
- Non esiste nessuno studio sulla adeguatezza della viabilità: i tempi prevedibili di realizzazione della BREBEMI, la cui vicinanza è richiamata a giustificazione della localizzazione, sono incompatibili con quelli di realizzazione ed esercizio del nuovo polo logistico dichiarati nella proposta ( fine lavori marzo 2010 ! ), il che determina la situazione assurda per cui un’autostrada molto controversa, ma che doveva almeno risolvere i problemi della viabilità della nostra zona da e per Milano, finisce col costituire il pretesto per il quale la stessa viabilità viene gravemente peggiorata.
Le prospettive
Riteniamo che il fatto che un’azienda come Auchan decida di insediare il proprio polo logistico nella nostra zona, investendo risorse e creando occupazione, sia sicuramente un elemento positivo, che merita di essere attentamente valutato, ed alla luce delle considerazioni sin qui effettuate, pensiamo sia necessario porre alcuni punti fermi.
- Proprio per la serietà delle intenzioni è necessario ottenere direttamente da Auchan garanzie in ordine ad entità e tipologia dell’occupazione ed alla continuità della destinazione a polo logistico senza stravolgimenti futuri.
- E’ inoltre necessario che Auchan, consapevole delle ricadute viabilistiche e ambientali che potrebbero modificare in termini negativi il territorio, metta a disposizione dell’insieme somme superiori e mirate ad interventi di tutela ambientale, mentre la parte di potenziamento della viabilità deve rimanere a totale carico di Auchan.
- Su queste basi i Comuni interessati, unitamente alla Provincia di Brescia, che si è dimostrata molto sensibile al tema della tutela del territorio, possono sedersi attorno ad un tavolo e condividere sin dal nuovo inizio il progetto.
- E’ evidente quindi come si debba ripartire da zero, lasciando perdere l’infelice ubicazione che operatori locali, non certo l’Auchan, hanno scelto in funzione delle proprie convenienze economiche, tralasciando l’interesse generale dei nostri territori.
- La gestione deve essere assunta dal Consorzio dei comuni interessati, rimanendo al comune di Chiari la sola competenza urbanistica. Infatti solo un approccio sovra comunale può consentire di localizzare correttamente insediamenti di tale portata, limitare i danni ambientali, destinare tutte le risorse in gioco al potenziamento della viabilità e alla creazione di percorsi ciclabili tra gli abitati e di barriere verdi a protezione dell’insediamento e degli elementi caratteristici del territorio, ripartire equamente costi e benefici.
Confidiamo che questo possa avvenire a breve e che di questo problema si facciano carico i comuni di Castelcovati e Urago d’Oglio, maggiormente interessati in termini negativi dalla posizione scelta.
Purtroppo temiamo di trovarci di fronte ad un pacco preconfezionato, nel quale l’unico punto fermo del Sindaco di Chiari Mazzatorta e dei promotori sia l’ubicazione, inamovibile e neppure parzialmente modificabile, almeno per quanto riguarda l’uscita.
Se così fosse i danni per i nostri territori saranno notevoli e gli amministratori dovranno rendere conto anche in futuro dei loro atteggiamenti compiacenti.
Le ambiguità della nostra amministrazione
Se l’atteggiamento tenuto dal Sindaco di Chiari in questa vicenda pecca indubbiamente in democrazia, non meno grave è il comportamento della nostra amministrazione, che ha taciuto del progetto ed ancora oggi lo sottrae alla conoscenza ed alla discussione in Consiglio Comunale.
E’ difficile credere che la nostra amministrazione fosse completamente all’oscuro di questa iniziativa, promossa dall’amministrazione leghista clarense, particolarmente vicina alla nostra, e considerando poi che il nostro Sindaco siede nel consiglio di amministrazione della fondazione, che ha svenduto parte dei terreni sul quale dovrebbe sorgere il nuovo polo.
E proprio la vendita dei terreni getta un impietoso velo di luce sull’intera vicenda.
Infatti il 26 maggio 2008 un privato sottoscrive un contratto preliminare di compravendita per 136.922 metri quadri di area interessata dal polo logistico al prezzo di 30,00 euro al mq. Il giorno successivo la Fondazione Bertinotti Formenti onlus, nel cui consiglio di amministrazione siede il nostro Sindaco, sottoscrive analogo contratto per 27.109 metri quadri.
Chiunque abbia un minimo di conoscenza dei meccanismi che regolano le compravendite sa che chi vende dopo una porzione più piccola, regolarizzando un perimetro altrui e tagliando in due i propri mappali, ha un potere contrattuale enormemente superiore e quindi è in grado di spuntare prezzi maggiori.Sono le regole del mercato, bellezza!
Risulta pertanto incomprensibile che la Fondazione in queste condizioni di vantaggio contrattuale abbia percepito solo 25 euro al metro quadro, meno di quanto ha preso il privato.
Vogliamo essere estremamente chiari: siamo assolutamente certi dell’onestà del nostro Sindaco, ma siamo molto preoccupati della sua sudditanza e della poca indipendenza di giudizio, in presenza di operazioni che hanno la benedizione, quando non sono addirittura state costruite dai suoi referenti politici.
Chi fa il sindaco si trova spesso ad esaminare vicende che hanno ricadute anche sui comuni vicini e non è accettabile che questo avvenga tenendo il cappello in mano, perché ogni eccesso di disponibilità nei confronti altrui si traduce in danno per la propria comunità.
Forse anche per questo il Consiglio comunale di Castelcovati è stato informato sull’argomento con poche parole solo al termine della seduta del 23 settembre; la nostra interrogazione in merito al polo logistico del 18 settembre ha avuto risposta dal Sindaco solo in data 15 ottobre ed è stata portata a conoscenza del Consiglio solo nella seduta del 28 ottobre, e mai vi sono stati un approfondimento ed una discussione che abbiano portato il Consiglio a esprimere la posizione del Comune di Castelcovati, introducendo eventuali richieste migliorative sul piano viabilistico, ambientale ed economico, o garanzie in ordine all’occupazione ed alla permanenza nel tempo della destinazione originaria.
Riteniamo infatti che rispetto ad una vicenda con tante ricadute sul nostro territorio in termini di traffico veicolare, è previsto infatti il transito di circa 300 camion al giorno che, in attesa della realizzazione della Bre.Be.Mi., transiterà sulle nostre strade, o di creazione di viabilità alternativa non possa che essere il Consiglio comunale l’organo competente ad esprimere un parere.
Ma i fatti dimostrano che non è della stessa opinione il nostro Sindaco che agli incontri ufficiali, promossi dal Sindaco di Chiari ormai a fatti già avvenuti, ha espresso parere favorevole all’iniziativa, dimenticando di essere solo il Sindaco e non anche il Consiglio Comunale.
Dalla risposta alla nostra interrogazione emergono inoltre idee confuse: se da una parte si minimizza l’impatto viabilistico, giudicando limitato il traffico che investirà Castelcovati, dall’altra si ipotizza la realizzazione di una tangenziale a nord dell’abitato di Castelcovati, affinché venga limitato significativamente il traffico pesante su Via De Gasperi, rattoppando così alla meno peggio, con una tangenziale di cui nessuno avverte la necessità, che servirà solo al polo logistico, che devasterà altro territorio agricolo e che convoglierà traffico sulla rotatoria di Via Chiari.
Vorremmo sommessamente ricordare al nostro Sindaco che è stato eletto per tutelare gli interessi di Castelcovati e non per assecondare con il suo silenzio le scelte degli amici di Chiari, amministratori o immobiliaristi che siano, e che nel suo programma elettorale non vi era neppure lontanamente traccia di questa iniziativa!






