nov 30 2008
Bresciaoggi del 30/11 su Cast srl
Bresciaoggi del 30 novembre
CASTELCOVATI. Le minoranze all’attacco
Adesso l’azienda municipalizzata rischia di sparire
Cast, la maggioranza boccia ogni ipotesi di salvataggio
di Masimiliano Magli
La municipalizzata Cast rischia il tracollo finanziario. A certificarlo è stata l’ultimo Consiglio comunale di Castelcovati. Una seduta animata da un rovente dibattito innescato dalle opposizioni che hanno lanciato una serie di proposte per salvare la Cast, che fino al commissariamento dello scorso anno, aveva realizzato opere per 3,5 milioni di euro, segnalandosi come una delle migliori società del settore.
Ma dal Sindaco leghista Camilla Marini Gritti è arrivato un secco no al «salvagente» ipotizzato dalle minoranze. A questo punto da Proposta per Castelcovati è stata avanzata provocatoriamente la richiesta di mettere in liquidazione la società. «Il Codice civile non offre che questa alternativa al salvataggio - spiega il consigliere della civica Paolo Olivini -. E se questo vuole davvero la Giunta, finirebbe per creare seri problemi al bilancio comunale, che si troverebbe improvvisamente caricato del mutuo contratto dalla Cast, con ulteriore riduzione delle possibilità operative della società».
In aula si è discusso anche dell’ipotesi di ridurre il canone richiesto alla Cast per la gestione della distribuzione del gas metano. «Attualmente la municipalizzata percepisce 180 mila euro di canone dalla Cogeme - sottolinea Olivini -, ma deve girare automaticamente la somma al Comune, salvo poi doversi accollare i costi di gestione della rete».
La richiesta era di ridurre di almeno 75 mila euro il canone, offrendo una boccata di liquidità per la società che ha già perso durante il commissariamento circa 63 mila euro e, se tutto andrà come pare, ne perderà altri 150 mila a fine anno. Un deficit di 213 mila euro che, senza interventi, significherà la fine di Cast. In fibrillazione anche il Consiglio di amministrazione della multiutility presieduto da Erminio Drera che insieme al consigliere Giuseppe Morandini sta mettendo a punto un piano di salvataggio.
«Persino il Commissario prefettizio - osserva Olivini - si era reso conto che la somma pretesa dal Comune era eccessiva e aveva ridotto a 130 mila euro il canone a carico della Cast. Ora abbiamo la netta sensazione che l’eutanasia della municipalizzata faccia parte di un disegno della Giunta per aprire la strada a un nuovo soggetto».
Ad aggravare la situazione è il fatto che la Cast non è stata più incaricata di alcuna opera in ambito residenziale, settore in cui aveva già operato con successo. Non solo, anche i lavori per la sistemazione di via De Gasperi, per i quali erano arrivati i tanto attesi 600 mila euro, sono stati congelati e presi in carico dal Comune. «La Giunta - conclude Olivini - non sa che così facendo perderà 150 mila euro di Iva, visto che il Comune non può recuperare l’imposta. Si rischia inoltre di attivare un contenzioso per un contratto di servizio tra Cast e Amministrazione civica che non può essere disatteso».
Dall’opposizione si è levata anche la denuncia Marco Bertoldi di Castelcovati al centro.
Il rischio è quello di una gravissima ricaduta finanziaria anche sul Comune, visto che la Cast era stata rinforzata dalla precedente Amministrazione civica con un finanziamento ventennale di 100 mila euro all’anno. E anche il servizio di distribuzione del gas potrebbe andare incontro a gravi ripercussioni con notevoli disagi per gli utenti.
