dic 05 2008
Dote scuola: una nuova presa in giro per le famiglie
Alcuni nostri lettori ci hanno segnalato l’ennesima bizzarria della Giunta leghista, che stavolta ha per oggetto la Dote Scuola.
Ma procediamo con ordine. La Regione Lombardia, con l’intento di sostenere la permanenza nel sistema dell’istruzione dei figli, ha istituito per l’anno scolastico 2008/2009 un aiuto economico a favore delle famiglie meno abbienti con figli in età scolare e degli studenti meritevoli, denominato appunto “Dote scuola”.
L’erogazione della Dote Scuola avviene sotto forma di titoli di accesso ai servizi (ad esempio voucher), consegnati direttamente al beneficiario da parte del Comune di residenza. Questi buoni potranno essere spesi per l’acquisto, presso enti o negozi convenzionati, di beni e servizi destinati ad agevolare la frequenza delle scuole dalle primarie alle superiori. Nel periodo di crisi come quello che stiamo attraversando questo contributo costituisce certamente una bella boccata d’ossigeno per le famiglie sui cui bilanci la voce scuola (libri di testo, spese per trasporto, mensa) costituisce una voce considerevole.
E proprio in questi giorni i preziosi voucher sono stati distribuiti dai comuni alle famiglie, che, avendo i requisiti necessari, ne hanno fatto richiesta.
Purtroppo siamo ai primi giorni del mese di dicembre e le spese più consistenti d’inizio anno scolastico, i libri di testo ed il corredo vario, cartella, quaderni, biro, sono già stati affrontati; questi buoni possono però essere utili per sostenere le spese ordinarie non meno onerose quali il trasporto e la mensa.
Ma oltre il danno ora arriva anche la beffa: se per la maggior parte delle famiglie esistono delle reali difficoltà nell’utilizzare questi buoni, essendo veramente limitati gli esercizi che li accettano, per un genitore di Castelcovati risulta veramente impossibile!!
La Cast che ha in affido il servizio mensa comunale non ha aderito alla convenzione e quindi non è possibile usufruire di questi voucher per acquistare i buoni mensa. Anche le società di trasporto che servono il nostro comune non hanno aderito alla convenzione, e nemmeno i rivenditori degli abbonamenti.
Il nostro Comune che si è attivato a fornire assistenza alle famiglie per l’ottenimento del contributo non si è però preoccupato di come renderlo poi utilizzabile nemmeno per l’acquisto dei servizi per gli studenti erogati dal comune stesso.
Ora le famiglie che hanno ottenuto i buoni rischiano di doversi inventare come e dove spenderli, purtroppo non certo per soddisfare la necessità di garantire un’adeguata istruzione ai propri figli che ha spinto a produrre una montagna di documenti, aver messo a nudo la propria situazione economica, compilato una domanda online.
Cosa aspettano i nostri amministratori a darsi una mossa e tutelare i loro cittadini?

10 dicembre 2008, ore 20:34
Un nostro attento lettore ci segna che in fondo bastava proprio poco per attivarsi e mettere i cittadini di Castelcovati nelle condizioni di poter utilizzare i buoni dote scuole per l’acquisto dei servizi a cui erano destinati.
Sul sito della “Padana” Regione Lombardia vi è infatti una sezione espressamente dedica ai Comuni, con le istruzioni e la modulistica necessaria affinché ci si possa convenzionare per l’incasso di tali buoni per qualsiasi tipo di servizio accessorio offerto agli studenti. E’ inoltre specificato come la convenzione con i Comuni sia destinata anche ai servizi dati in appalto. Il comune di Castelcovati avrebbe quindi potuto attivarsi per poter rimborsare anche il servizio mensa gestito dalla Cast.
Il nostro attento lettore ci segnala inoltre gli esercizi convenzionati che potete trovare al seguente indirizzo: http://www.accor-services.it/Documents/Dote%20Scuola.pdf
Notiamo inoltre che comuni a noi vicini quali Comezzano-Cizzago, Trenzano, Urago D’Oglio, Rovato, ed anche Chiari, si sono prontamente attivati a fornire questo servizio ai loro cittadini.
Cosa aspettano i nostri amministratori a darsi una mossa?
O anche per questo la colpa è di qualcun altro, magari della precedente amministrazione?
11 dicembre 2008, ore 20:48
Ripensando al provvedimento chiamato impropriamente dal governo “social card”,mi viene più naturale l’aggettivo “elemosina in formato elettronico”partorita dall’attuale esecutivo per alleviare i disagi della crisi delle fasce più deboli della popolazione, mi sembra più che altro un provvedimento stolto e offensivo per “lavoratori famiglie e pensionati” che un vero e proprio aiuto.
Se sono convinti che questa “social card” diminuisca i problemi degli italiani,mi viene allora da pensare che questi non “ci facciano”, ma “ci sono” proprio.
Infatti non ci vuole una laurea in economia per capire che il provvedimento non aiuterà, se non solo in pochissimi, casi chi ha veramente bisogno.
Basta fare due conti, per accedere al “servizio” bisogna avere i seguenti requisiti: pensionati o famiglie con un reddito inferiore ai 20 mila euro, che si supera facilmente con due stipendi di ottocento euro al mese . Facile prevedere che il provvedimento andrà a beneficio dei soliti profittatori, gli evasori totali che nel nostro paese sono centinaia di migliaia. Che si accaparrano ingiustamente già parecchi privilegi.
Ricordiamoci che nel resto del mondo gli aiuti vanno veramente nelle tasche di chi ha effettivo bisogno.
Non ci sono soldi dice il governo, nel frattempo si regala Alitalia a sedici “AMICONI”
mentre i debiti restano sul groppone di noi italiani, si aiutano le banche con moneta sonante
ma nessuno aiuta le centinaia di migliaia di famiglie che hanno contratto mutui capestro.
Mi chiedo, non si poteva fare di meglio che partorire un simile obbrobrio, qualche euro
dati così, come per dire avete “avuto la vostra elemosina adesso non rompeteci i MARONI che noi abbiamo da fare.”? (vedi lodo Alfano etc…) Ma allora dov’è finito il potere d”acquisto degli italiani? Beh, c’è chi lavora e chi investe. Poi ci sono i consumi. Guarda caso sono diminuiti i consumi primari, sono invece aumentati quelli milionari (barche,ville,gioielli,auto,) rigorosamente di lusso. 1+1 torna a fare 2.
In coerenza a tutto questo la nostra amministrazione locale ha deciso di non dare niente a nessuno, niente adesione a sportello affitti e bonus scuola. Perché, ha motivato il sindaco, si rischia di dare a chi non ha bisogno,a quelli col macchinone ha ribadito. E chi quel bisogno ce l’ha davvero, beh, si arrangi.
Non era più facile controllare se i citati macchinoni c’erano oppure no? Forse non era più semplice ma sicuramente più “GIUSTO”.