dic 16 2008
Moreno, lavoratore Sma e delegato Cisl a Padova
Riceviamo e molto volentieri pubblichiamo questo intervento sulla vicenda del polo logistico Auchan Sma, inquadrata dal punto di vista dei lavoratori che vedono il loro posto a rischio. Crediamo offra molti spunti di riflessione.
“Sono compiaciuto dell’interesse, pongo la questione in termini di occupazione. il primo articolo della costituzione dichiara che l’Italia e una repubblica fondata sul lavoro, con questo ho già detto tutto, ma sono pignolo e ora entro nei particolari.
Sono un dipendente del centro distribuzione merci di Padova da 20 anni, da 20 anni anche delegato sindacale, nonché membro del direttivo Cisl di Padova e provincia, quanto basta per essere bene informato sul progetto. La Sma e Auchan sono due aziende separate, della Auchan so poco non è la mia azienda, ma della Sma, mia azienda, posso dare qualche notizia. La Sma è presente nel nord con due depositi di movimento merci, uno a Padova e uno a Milano, un deposito ad Agnadello per il no-food e uno per prodotti freschi ad Alfianello. Il totale dei dipendenti regolarmente assunti dall’azienda e di circa un 150. L’azienda da un pò affida mansioni di movimento merci a ditte terze con dipendenti propri, azione molto in voga nel comparto del commercio. Serve ad abbattere i costi di manodopera: maggior flessibilità contratti solo ed esclusivamente a termine al massimo 6 mesi, morale ” zero diritti dei lavoratori”. Veniamo al dunque: il polo in questione al momento dell’apertura con molte probabilità assorbirà i centri di Milano, Padova, Alfianello, Agnadello lasciando a casa i dipendenti che in maggior parte sono in forza da una media di 15/20 anni e con un’anzianità di 35/45 anni. Non è certo il massimo per trovare un buon lavoro, visto il periodo nero. Vedo nei miei colleghi la preoccupazione del caso di giorno in giorno aumentare, la direzione aziendale da noi interpellata e stata molto evasiva nel dare risposte. Il sindacato non ha risposte in merito e in attesa, i politici, e qui me lo lasci dire, una bella domanda da porre al signor sindacodi Chiari leghista che del suo movimento politico per 20 anni si vantano di difendere i diritti dei cittadini Italiani onesti, per degli ideali poco puri lasciano incuranti cittadini-lavoratori Italiani senza occupazione, e danno ampio consenso ad un operazione che porterà in quel di Chiari posti di lavoro per 250/300 persone di una qualunque ditta che opera conto terzi con dipendenti di norma, (ma lo posso assicurare) sono Egiziani-Marocchini -Albanesi-Rumeni con contratti a termine e ampia flessibilità di orario, certo quei paesi diventeranno multirazziali lo dica ai suoi concittadiniprima delle prossime elezioni.
Spero ci sia la voglia e il coraggio di portare questa mia relazione a conoscenza dell’ opinione pubblica, ci sia il coraggio di aprire un’ inchiesta giornalistica che tanto manca a questo paese. Qualora sarò in possesso di informazioni più precise le condividerò in rete.
Buon Natale Moreno”

20 dicembre 2008, ore 0:07
Finora la questione del polo logistico si muoveva su di un piano prettamente locale, le evidenze poste entravano nel merito di conseguenze a livello di degrado ambientale, di traffico, di inquinamento, di convenienze economiche e sociali, etc.
Ma ora Moreno irrompe sulla scena con tutto il peso di una questione che non è secondaria, rendendoci partecipi delle preoccupazioni di centinaia di persone e di tutte le famiglie che ci stanno dietro, tanto più drammatiche se calate nel contesto dell’attuale crisi occupazionale.
Ci rende coscienti degli esiti della globalizzazione, che per alcuni ha effetti esaltanti (grandi aziende, imprese multinazionali), mentre per altri – piccole imprese, operai, impiegati…- ha effetti perversi.
Qualcuno, per spiegare la globalizzazione, ha detto che si tratta di un fenomeno per cui il soffio del battito d’ali di una farfalla in un paese europeo, scatena un uragano in estremo oriente. Questa immagine ci evocava la feroce competizione che giunge da paesi lontani, come la Cina, che fanno produzione a costi per noi impossibili.
L’allarme di Moreno, invece, ci racconta di quanto la globalizzazione sia anche in mezzo a noi; ci spiega che le multinazionali non ragionano in termini di “operai”, ma di “forza-lavoro”, perchè c’è bisogno di spersonalizzare questa figura, per rendersi impermeabili a suggestioni e sentimenti.
Nella loro lista di valori, l’operaio è molto indietro, al primo posto ci sono gli azionisti e il mercato, e nel loro nome diventa possibile avviare senza tanti scrupoli operazioni come questa, che consente di aprire un nuovo polo logistico per chiuderne di altri; di colonizzare nuovi territori per abbandonarne di altri, lasciando dietro di sé disoccupazione e problemi sociali.
Ha ragione Moreno, e c’è parecchio da riflettere se guardiamo anche oltre la porta di casa
29 dicembre 2008, ore 23:28
Nel leggere quanto scritto da Moreno, non si può far altro che aprire un nuovo scenario sul famoso
“Polo logistico”. Abbiamo affrontato varie problematiche sul tema: viabilità, impatto ambientale, procedure poco chiare in materia di “sportello unico”, etc. Argomenti che – in una prospettiva rivolta alle comunità interessate - non si possono che valutare negativamente.
L’aspetto occupazionale sembrava fra questi l’unico degno di attenzione.
Noi, in realtà l’avevamo ritenuto già dall’inizio poco rilevante, avendo già fiutato il ricorso a mano d’opera non qualificata, in prevalenza extracomunitaria.
Ma le amministrazioni interessate, a partire ovviamente da Chiari per proseguire poi con tutte quelle coinvolte per prossimità di territorio, hanno dato parere favorevole all’operazione.
Mi sembra obbiettivamente poco probabile, se non impossibile, trovare altri argomenti vantaggiosi a riguardo, oltre al modesto apporto di occupazione; oltretutto, prevedibilmente, in prevalenza straniera.
Si parla di costruzione di un nuovo “Polo”, ma non si è mai fatto cenno alla conseguenza di questo fatto, cioè la chiusura o dismissione di altri siti analoghi.
Moreno ha fatto un chiaro riferimento a Padova, Alfianello, Agnadello; qui ci sono lavoratori che da tempo (20- 30anni) vi svolgono le varie loro mansioni con dignità e impegno, ma che ora, proprio a causa dell’arrivo del nuovo polo logistico, hanno il fondato timore di infilarsi nel tunnel che porta alla disoccupazione.
Ed è qui che si ha il cambio di “scena”: analizzare la questione anche dal versante di chi sta rischiando di perdere il lavoro.
Non è infatti pensabile che l’insediamento, abbia il compiacente benestare degli amministratori locali, senza prima affrontare e risolvere tale problematica.
Non è forse il caso di invitare le due ditte a risolvere prima la questione riguardante i loro attuali dipendenti, dando garanzie accettabili e concordate, pena la bocciatura del “progetto”?
Mi vergognerei dal essere rappresentato, da chi non prendesse in seria considerazione tale eventuale possibilità.
La S.M.A.o AUCHAN che sia, (insieme a Mazzatorta e compagnia bella) come può sbandierare laute prospettive occupazionali se nel frattempo si disinteressa degli attuali dipendenti? Ed oltretutto, non degnandosi nemmeno di metterli al corrente di probabili decisioni già prese a livello dirigenziale.
Tra qualche anno, potrebbero fare altrettanto qui da noi; nessun accordo terrebbe se invocassero la (causa forza maggiore) procedura che in alternativa al fallimento le consentirebbe di fare di tutto in quell’area, magari accorpare anche un bel “centro commerciale”, perché poi una cosa tira l’altra. (Ovvero: come passare dal grano coltivato, al “commerciale” risparmiando parecchi soldini!)
No questo non può passare sulla pelle degli attuali lavoratori, così come se niente fosse.
Spero che, alla luce di questo, gli amministratori locali cambino il loro parere, dato in fretta e furia e senza la benché minima informazione al riguardo
Noi di “Proposta” (stai sicuro Moreno) terremo per quanto possiamo alta “l’attenzione”del caso, col nostro sito, giornalino, etc-, dando notizie e aggiornamenti in modo veloce e continuo.
A tutti un felice Anno Nuovo,
in particolare a Moreno , a tutti i suoi colleghi e rispettive famiglie, con l’augurio che si risolva tutto positivamente.
4 gennaio 2009, ore 10:52
Ciao, mi ha incuriosito questo articolo di oggi sul quotidiano bresciaoggi, una vicenda simile a quella del nostro futuro polo logistico. Che sia in qualche modo collegato? mettendo insieme anche le informazioni di Moreno……mah!?! forse non è cosi…però…
Sabato 3 Gennaio 2009
IL CASO. Ma il mega-centro di smistamento di prodotti alimentari destinati alla grande distribuzione fa già discutere
Il polo logistico di Azzano «sfamerà» mezzo Nord
L’operazione da 150 milioni si svilupperà su 390 mila mq Il Comune prende tempo ma teme l’impatto sul traffico
Il progetto è solo all’inizio ma potrebbe garantire 400 posti di lavoro
FRANCO GASPARI
SINDACO DI AZZANO MELLA
Pietro Gorlani
La pianura bresciana torna nel mirino di una grande operazione immobiliare. Stavolta si parla di un polo logistico da 390 mila metri quadri, nella campagna di Azzano, di fronte la sp IX Quinzanese, all’altezza dell’incrocio per Mairano.
UN’OPERAZIONE DA OLTRE 150milioni di euro, che porterebbe nel cuore della Bassa uno dei più grandi centri di stoccaggio di prodotti alimentari di tutto il nord Italia. I dettagli del maxi-intervento sono contenuti nella richiesta avanzata al Comune di Azzano dall’impresa Safer per conto di una committenza al momento ancora sconosciuta. La richiesta di acquistare 123 piò di fertile terreno agricolo (oltre 95 di proprietà della famiglia Stabiumi) sta creando non poche tensioni nei paesi confinanti e soprattutto nei sette enti locali che fanno parte dell’associazione Terre Basse, organismo di tutela e promozione del territorio sovracomunale che oltre ad Azzano affilia Barbariga, Brandico, Dello, Longhena, Corzano e Mairano.
IL SINDACO FRANCO GASPARI ha presentato nella massima trasparenza le linee dell’operazione. «In verità - premette il primo cittadino -, al momento c’è solo la richiesta dell’impresa e l’iter autorizzativo non ha ancora compiuto alcun passo. Non appena è arrivata in Comune abbiamo subito convocato i sindaci dei paesi confinanti per confrontarci. I nostri dubbi riguardano l’aspetto viabilistico, visto il previsto incremento di traffico pesante. Ma il problema si dovrebbe risolvere in parte con la realizzazione nel prossimo anno della bretella che da Pontegatello porterà direttamente sulla strada provinciale 19, la corda molle, risparmiando dal traffico il centro abitato di Fenili».
IL SINDACO GASPARI sembra meno preoccupato dell’impatto ambientale dell’opera. «Va subito precisato che a fronte di 120 mila metri quadri di capannoni sono previsti ben 90 mila di fascia verde di rispetto - spiega il primo cittadino -. Il progetto, all’avanguardia dal punto di vista della tutela ambientale, prevede l’installazione di decine di pannelli solari e il recupero delle acque piovane da utilizzare a fini irrigui. Non dimentichiamoci poi dell’aspetto occupazionale, visto che il polo logistico offrirà oltre 400 nuovi posti di lavoro». Per ora l’Amministrazione civica si è limitata a cambiare destinazione d’uso all’intera area, in vista del futuro Piano di governo del territorio, lo strumento urbanistico destinato a guidare lo sviluppo edilizio del paese.
«I passi da fare saranno poi molti, a partire dalla valutazione ambientale stragica» aggiuge il primo cittadino, che nega un possibile cambio di destinazione d’uso, come prevederebbe la convenzione di dodici anni. Ma tornando alla concertazione con i paesi confinanti, il loro coinvolgimento resta un mero atto di cortesia.
La controversa legge regionale Moneta (la 12 del 2005) prevede che un Comune possa decidere da solo il futuro del suo territorio.
5 gennaio 2009, ore 11:42
Compare, in fondo all’articolo - dove si parla di “valutazione ambientale stragica”- quello che è certo un lapsus o un refuso, ma che in questo caso, considerata la mole dell’operazione in oggetto, assume anche l’aspetto di una premonizione nefasta sul destino delle campagne bresciane. Al peggio non c’è mai fine.