dic 29 2008
Bresciaoggi del 29 dicembre su “dote scuola”
lunedì 29 dicembre 2008 provincia pag. 19
CASTELCOVATI. Polemica famiglie-Comune
«La dote scuola? È arrivata tardi e serve a poco»
di Massimiliano Magli
Rappresenta una importante «boccata d’ossigeno» per molte famiglie titolari di redditi medi e bassi (oggi purtroppo sono sempre più numerose) che possono così alleggerire significativamente il proprio impegno finanziario per il mantenimento dei figli a scuola. Si tratta della «dote scuola», liquidata dalla Regione a migliaia di famiglie lombarde. Ebbene, tra i tanti comuni del Bresciano che beneficiano di questo aiuto, quello di Castelcovati è sicuramente tra quelli in cui la dote scuola serve meno.
Il motivo? La prima spiegazione è che la «dote» è arrivata solo alcuni giorni fa, in notevole ritardo, dunque sui tempi dell’acquisto dei libri di testo; ma se questo disguido si è verificato anche in molte altre realtà comunali, a Castelcovati la situazione che si è creata è davvero paradossale, perchè in questo paese i genitori non possono indirizzare i mini assegni per affrontare i costi della mensa scolastica, e neppure per ripagarsi del servizio di trasporto.
A denunciare questa situazione sono stati diversi genitori covatesi, ma anche il gruppo di minoranza consiliare «Proposta per Castelcovati», che ha duramente attaccato l’amministrazione comunale leghista «colpevole di non aver accettato la riscossione dei buoni per conto della municipalizzata Cast che gestisce la mensa». Il risultato è che i pasti saranno interamente a carico delle famiglie, ma lo stesso succederà per il trasporto scolastico, poiché la Saia, la società che gestisce gran parte delle linee pubbliche della zona, non accetta questa «moneta».
«È strano - spiega Paolo Olivini - che proprio una società che si regge sui contributi di enti pubblici come Regione e Provincia non accetti il pagamento con la stessa moneta, ossia con strumenti di assoluta sicurezza e solvibilità. Ma è ancora più grave che il Comune, assieme alle altre amministrazioni della zona, non pressi questa realtà del trasporto pubblico affinché cambi atteggiamento».
Il risultato, per ora, è che molte famiglie hanno dirottato i buoni di provenienza regionale a spese per così dire voluttuarie, acquistando una piccola libreria domestica con testi non strettamente finalizzati allo studio dei figli, oppure a spese di cancelleria evidentemente già sostenute all’inizio dell’anno scolastico.
