gen 05 2009
Giornale di Brescia del 04 gennaio su Cast Srl
Castelcovati La Cast verso la chiusura Scoppia la polemica
Il passivo della società di servizi pubblici è quasi pari al capitale Proposta di rilancio della Civica. Ma la maggioranza è contraria
di Barbara Bertocchi
CASTELCOVATI. Le sorti della Cast al centro del dibattito politico covatese. La società a responsabilità limitata costituita dal Comune, ad oggi unico socio, nel 2002 per la gestione di servizi pubblici locali (legati per esempio al ciclo idrico integrato) le cui competenze si sono nel tempo spostate in altri campi quali le opere pubbliche sembra non godere di buona salute. L’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Camilla Gritti intende proporre la sua chiusura e la minoranza appare spaccata di fronte a questa opportunità.
«Riteniamo - dichiara il primo cittadino - che non vi siano più i presupposti giuridici ed economici perché questa società gestisca i servizi che le sono stati affidati. Servizi che a nostro avviso possono essere più efficientemente forniti direttamente dal Comune».
Allarmata di fronte a questa possibilità di chiusura appare la lista civica «Proposta per Castelcovati», rappresentata in Consiglio comunale da Paolo Olivini, che ha sempre ritenuto la Cast una «risorsa preziosa» per il paese.
«Sfruttando - si legge in un comunicato pubblicato sul sito internet della lista - i vantaggi della snellezza operativa, della facile accessibilità al credito e del recupero integrale dell’Iva insiti nella natura societaria della Cast, il nostro Comune è riuscito a realizzare negli anni per mezzo della stessa importanti interventi quali il piano di lottizzazione di via Fermi, la rotatoria all’ingresso sud dell’abitato, gli alloggi per le giovani coppie e la riqualificazione di via San Martino, oltre ad opere di asfaltatura e alla gestione del verde. Il tutto senza incorrere nelle forche caudine del patto di stabilità».
Per questi motivi, ora che la società ha accumulato pesanti perdite, «che al settembre 2008 ammontavano a 149mila euro a fronte di un capitale pari a 157mila euro», rivela Olivini, «riteniamo sia il caso di rilanciare la società». La lista avanza così una proposta di soluzione del problema che passa dalla «riduzione - continua - del canone che la Cast versa annualmente al Comune per la gestione della rete metano», al quale si aggiungono «il conferimento alla Cast di nuovo patrimonio in natura, come un terreno di via Sant’Alberto sul quale costruire nuovi alloggi per giovani coppie e famiglie monoreddito, e l’affidamento di vari interventi, come la riqualificazione di via De Gasperi; oltre all’assegnazione del servizio di gestione e ampliamento del cimitero, alla definizione di accordi con la Provincia per l’affidamento dei lavori sulla Sp 17. Ricordo infatti che questa società è ferma da circa un anno e mezzo».
Contraria a un rilancio in questi o in altri termini è però l’Amministrazione comunale: «Poiché - ha spiegato la Gritti - la situazione deficitaria della società è legata a cause strutturali, la riduzione del canone che la Cast versa al Comune non risolverebbe il problema». Bocciata anche l’opzione dei nuovi affidamenti: «Normativamente - ha continuato - tale soluzione non risulta possibile». La via della chiusura pare quindi all’Amministrazione «l’unica soluzione - ci conferma anche l’assessore al Bilancio, Luca Salvoni - da mettere in atto al più presto al fine di evitare che le ripercussioni per il Comune siano ancora più pesanti». Dello stesso parere sembra anche la lista di minoranza «Impegno per Castelcovati»: «Non vedo possibilità di business - afferma il consigliere comunale Alessandro Bertocchi -. Non mi sembra ci siano le condizioni perché la società possa rimanere in vita». Non si esprime invece l’altra lista d’opposizione «Castelcovati al centro»: «Siamo - spiega Marco Bertoldi - ancora in una fase di analisi dei documenti. Conclusa la stessa, potremo prendere una posizione».
