gen 14 2009
Dal Giornale di Brescia sull’Associazione Pensionati
Castelcovati Nuova sede per i pensionati
Domenica inaugurazione dei locali nell’ex casa Cadei. Polemica sull’alloggio del custode
di Barbara Bertocchi
CASTELCOVATI Dopo diversi mesi di chiusura riapre in una nuova sede il Centro pensionati di Castelcovati. L’appuntamento è domenica 18, alle 9, al pianterreno della ex casa Cadei, il rustico di via Sant’Antonio che, dopo un intervento di restauro promosso dall’Amministrazione Orlandi e concluso dall’Amministrazione in carica, si appresta ad ospitare numerose realtà associative del paese.
In questi nuovi spazi l’associazione, reduce da un periodo di crisi legato al commissariamento del Comune, riprenderà ad essere quotidianamente attiva. A sua disposizione ci sono un grande salone con bar, una stanza con biliardo e un ufficio segreteria. Presente ufficiosamente dal 1989 e costituita formalmente nel 1992, l’associazione presieduta da Rosa Mambretti - prima operativa in un locale di piazza Martiri della Libertà e poi in un altro in via Chiari - ha svolto nel tempo numerosi servizi a favore degli anziani del paese. «Oltre a gestire il centro con apertura quotidiana dalle 13.30 alle 18.30 - racconta la presidente - ha organizzato corsi di ginnastica per anziani, brevi viaggi e soggiorni climatici con la collaborazione dell’Amministrazione comunale, iniziative di animazione e attività di patronato gratuito con la collaborazione di Spi Cgil ed ha spesso collaborato con altre associazioni all’organizzazione di manifestazioni come la Settimana dell’anziano». Cospicuo è già ora il numero di iscritti all’anno 2009: «Le adesioni hanno raggiunto le trecento unità».
Intanto, però, c’è polemica sul rustico ex Cadei. L’Amministrazione vuole assegnare un piano del complesso, acquistato dal Comune nel 2004 e oggetto di una ristrutturazione conclusa di recente, all’associazione commercianti, ad oggi sprovvista di una sede, e alla nascente associazione «Castelcovati donna è», rinunciando così a realizzare l’alloggio del custode prevista nel progetto iniziale. Luciano Onger, leader della lista «Proposta per Castelcovati» e vicesindaco ai tempi dell’Amministrazione Orlandi, non è d’accordo. «In origine - spiega - avevamo deciso di inserire in questo complesso le associazioni le cui sedi si trovavano in immobili pubblici e le associazioni il cui affitto delle sedi veniva pagato dal Comune. Cosa c’entrano queste due realtà? Ci sono altre associazioni che meriterebbero più di loro spazio in questa nuova casa. Ma soprattutto, per quanto concerne “Castelcovati donna è”, non ho mai visto un’associazione che dispone di una sede prima ancora di nascere e non mi sembra giusto che venga riservato un trattamento speciale alle amiche del sindaco. In più non mi pareva una cattiva idea quella di inserire nel complesso l’appartamento di un custode».
Onger fa alcune precisazioni sul valore dell’intervento che ha interessato i due immobili del rustico ex Cadei quale futura casa di molte associazioni: «Per l’acquisto e la ristrutturazione degli edifici sono stati spesi 1,450 milioni. Considerando una superficie commerciale di 900 mq il costo della ristrutturazione è di 1.700 euro/mq e non di 3mila euro/mq come dice un volantino distribuito dall’Amministrazione».
