gen 14 2009

Giornale di Brescia dell’ 11 gennaio su Casa Cadei

Tag , , scritto da: Proposta per Castelcovati alle 22:04

Giornale di Brescia del 11 gennaio 2009

Castelcovati La casa dei gruppi
L’ex rustico Cadei ristrutturato ospiterà tutte le realtà associative operanti nel paese Acquistato nel 2004 per 600mila euro ha richiesto quasi 2 milioni di interventi. L’ex Casa Cadei acquistata dal Comune nel 2004 e ristrutturataospiterà ora tutte le realtà associative operanti a Castelcovati

di Barbara Bertocchi

pensionati-esternoCASTELCOVATILe associazioni del paese si apprestano a preparare i bagagli. Una nuova casa le attende tutte insieme. «La fine del 2008 - rivela il primo cittadino Camilla Gritti - è infatti coincisa con la conclusione dei lavori di ristrutturazione della ex Casa Cadei, il rustico situato nei pressi della casa di riposo «Spazzini Fabeni» e della chiesetta intitolata a Sant’Alberto che ospiterà presto molte realtà associative di Castelcovati».
Acquistata dal Comune nel 2004 con la spesa di 600mila euro, l’ex Casa Cadei ha subìto in questi anni un intervento di risanamento edilizio del valore pari a 1milione 741mila euro, promosso dall’Amministrazione del sindaco Roberto Orlandi e concluso dall’Amministrazione oggi in carica. Due sono gli immobili che compongono questa nuova casa delle associazioni dalla superficie complessiva pari a 580 mq. Il primo edificio ospiterà al pian terreno la sede dell’associazione Pensionati servita da un bar, una sala biliardo e uno spazio di ritrovo che verrà utilizzato anche come sala civica; i locali al primo piano verranno invece assegnati alle sezioni locali di Avis (il cui trasferimento permetterà l’allargamento della biblioteca), Combattenti e reduci e circolo fotografico «L’iride».
L’altro edificio verrà occupato al pian terreno dai volontari del gruppo ambulanza e dalla sede della sezione locale dell’Aido; mentre al primo piano troveranno una sistemazione l’Associazione commercianti, ad oggi sprovvista di una sede, e la nascente associazione «Castelcovati donna è». «Quest’ultima - ha spiegato la Gritti - che sta per essere ufficialmente costituita riunirà le donne del paese che hanno intenzione di operare in vari ambiti: dal volontariato alla cultura, dall’hobbystica allo sport». Un piazzale per manifestazioni divide i due immobili che compongono l’ex Casa Cadei. Due sono gli accessi agli stessi: quello tradizionale da viale S. Antonio e quello ricavato di recente da via dell’Isola in prossimità di un parcheggio provvisorio da una quindicina di posti auto che è stato completato da poco. «Dopo l’approvazione dei regolamenti di utilizzo degli immobili - spiega il sindaco - in programma nel Consiglio comunale di mercoledì prossimo le associazioni del paese potranno trasferirsi in questa nuova casa. L’inaugurazione ufficiale del complesso non avverrà però subito, ma posticipata al termine dei lavori nel parco».
In parallelo alla conclusione della ristrutturazione dell’ex Casa Cadei, è stato completato l’intervento alla vicina casa di riposo «Spazzini Fabeni» che ha visto «la creazione - rivela la Gritti - di cinque nuovi posti di sollievo per brevi o lunghe degenze che saranno operativi dalla fine di gennaio e l’allacciamento della struttura al sistema fognario in quanto prima essa scaricava le acque reflue in un canale».

Una risposta a “Giornale di Brescia dell’ 11 gennaio su Casa Cadei”

  1. Alessia Festa ha scritto:

    La scelta del Sindaco di assegnare un bene pubblico, stravolgendone la destinazione, quale sede ad un’associazione a lei vicina, in fase nascente e che nulla ha fatto per la nostra comunità, è una mancanza di rispetto nei confronti di tutte le associazioni di cui Castelcovati è fortunatamente ricca.
    Associazioni che operano nei più svariati ambiti, fondate sul volontariato che con il loro operato sono diventate presenze importanti nella realtà del nostro paese.

    Castelcovati non è nato lo scorso aprile, ha una sua storia, una sua cultura, e una sua vita amministrativa che va rispettata.
    Ritengo che un buon amministratore abbia il dovere migliorare ciò che è stato realizzato da chi lo ha preceduto, e non stravolgere l’esistente solo perché fatto da altri.

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