gen 19 2009

Bresciaoggi sull’apertura del centro pensionati

Tag , scritto da: Proposta per Castelcovati alle 20:10

lunedì 19 gennaio 2009 provincia pag. 19

CASTELCOVATI. Il taglio del nastro della ex «Casa Cadei» dedicata a pensionati e associazioni

Uno spazio di incontro tra tutte le generazioni

di Massimiliano Magli

il-salone1È difficile dire se la soddisfazione sia più grande tra i nuovi amministratori o tra quelli che due anni fa hanno dovuto chiudere con un commissariamento la loro esperienza politica. Già, perchè se l’apertura della ex «Casa Cadei», avvenuta ieri a Castelcovati, è avvenuta sotto le insegne dell’attuale giunta comunale leghista, la sua realizzazione e soprattutto il «salvataggio» del cantiere sono opera della precedente.
Resta il fatto che, una tantum, a dispetto della distanza che divide le due amministrazioni, ieri entrambe erano unite dalla soddisfazione di vedere i pensionati del paese occupare la nuova struttura, nel centro storico del paese, così come tutto (o quasi) l’associazionismo locale covatese che man mano si trasferirà qui.
Non va dimenticato che nella primavera del 2007, il cantiere di trasformazione della ex Casa Cadei stava per saltare a causa del fallimento della ditta appaltataria. Soltanto un intervento in extremis della giunta in via di commissariamento consentì di riassegnare l’incarico alla ditta classificatasi seconda in graduatoria, così da far proseguire le opere fino alla conclusione avvenuta poche settimane fa.
Da ieri, dunque, i pensionati di Castelcovati hanno una sede nuovissima, neppure paragonabile a quella su via Chiari dalla quale sono stati sfrattati la scorsa estate. E sempre ieri, con questa apertura (l’inaugurazione ufficiale è in programma più avanti) si sono concluse le celebrazioni in onore di Sant’Antonio, per la prima volta all’insegna del…casoncello bresciano.
«È stato un successo - ha commentato la sindaca Camilla Marini Gritti -, la comunità, dopo tanti anni, si è ritrovata grazie al collante della tradizione gastronomica, e anche nelle famiglie è stata rispolverata questa tradizione». Ma perchè «canunsèl» anziché «casunsè»: «È una variante linguisticamente più dura - spiega la Gritti - tipica più della Bergamasca, ma anche del nostro paese, che ha un dialetto più ruvido del resto dell’Ovest».

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