gen 27 2009
La verità ti fa male, lo so
La verità non va mai taciuta e le informazioni devono avere sempre libera circolazione. Fedeli a questi principi abbiamo immediatamente pubblicato l’articolo di Bresciaoggi di domenica 25 gennaio che dava la notizia cha il TAR aveva respinto il ricorso presentato da alcuni genitori e dai consiglieri comunali dei tre gruppi di minoranza per l’annullamento, previa sospensione, della delibera del Consiglio Comunale e di alcuni provvedimenti successivi, che avevano introdotto l’obbligo, per i genitori della scuola materna, di frequenza a corsi per ottenere l’abbattimento delle rette.
Nel nostro breve commento prendevamo atto di quello che pareva essere la decisione del TAR con riserva di leggere le motivazioni e sostenendo il permanere della nostra contrarietà alla scelta dell’amministrazione, che avevamo giudicato dannosa e inefficace.
Immaginate la nostra sorpresa nel leggere questa mattina l’ordinanza del TAR che riportiamo di seguito.
Infatti tale ordinanza accoglie la domanda di sospensione dell’efficacia di tutti i provvedimenti impugnati.
Non solo ma motiva in maniera inequivocabile che “l’esclusione dal contributo comunale di quanti non vogliono partecipare è potenzialmente idonea a ledere gli altri due principi. Viene infatti introdotto un aggravio che disincentiva all’iscrizione alla scuola materna e penalizza in modo indiscriminato soggetti appartenenti a una categoria troppo ampia (reddito ISEE oltre € 8.000) per costituire un sicuro indice di benessere economico.”
Aggiungendo: “Non sembra quindi consentito escludere direttamente dal contributo comunale tutti i soggetti della fascia III non interessati ai corsi di formazione”
Il nostro commento:
- siamo riconoscenti a quei genitori che, nonostante il pesante clima di intimidazione di Sindaco e accoliti, hanno trovato la forza di ricorrere al TAR, non tanto in difesa dei propri interessi, quanto in difesa del principio di legalità, che la giunta leghista aveva calpestato: in buona sostanza genitori obbligati a partecipare ai corsi per poter elevare il proprio livello culturale hanno dato una lezione di cultura amministrativa al Sindaco.
- Il fatto successo ieri è ancora più grave in quanto la notizia della presa di posizione del TAR non era fonte di fantasia o cattiva interpretazione del giornalista, ma era quanto contenuto in un comunicato stampa che il Sindaco di Castelcovati, che sprizzava felicità da tutti i pori per il successo, aveva inviato ai corrispondenti dei quotidiani locali. Il Sindaco ha già dimostrato in più occasioni di essere un incompetente, ma adesso dimostra anche di mentire sapendo di mentire.
- Siamo sempre stati convinti che i corsi possano essere momenti utili di incontro per i genitori essendo la nostra contrarietà riferita al fatto che la partecipazione fosse obbligatoria per ottenere il diritto allo studio sancito dalla Costituzione.
Ci permettiamo di suggerire ai consiglieri del gruppo di maggioranza di farsi consegnare una copia dell’ordinanza e di leggerla: il linguaggio è tecnico, ma la frase finale “il TAR Brescia accoglie la domanda cautelare” è semplice e non passibile di interpretazioni. E magari comincino a chiedersi se le “verità” che la loro guida ha presentato o proporrà loro su altri temi siano altrettanto certe, ben fondate ed incontrovertibili (perché, come questa vicenda dimostra, il Sindaco vuol sempre avere ragione, ma non è detto che ce l’abbia davvero…).
Ci auguriamo infine che il Sindaco, in un sussulto di buon senso, la smetta con l’arroganza nei confronti dei cittadini e dei consiglieri, ed imbocchi la strada del dialogo, che appartiene alla democrazia.
Non può infatti pensare di continuare a gestire il comune come se avesse preso il potere una volta per tutte e di sprecare soldi dei cittadini ….. per fare causa ai cittadini.

26 gennaio 2009, ore 23:08
Domenica sera ho letto su questo sito l’articolo del Bresciaoggi e sinceramente sono rimasto scioccato. Ho passato una notte a “urtulù”, non riuscivo a farmene una ragione. Come poteva il TAR dare legittimità a una tale , chiara discriminazione? Come poteva avallare una tale intrusione nella libertà personale attraverso un palese ricatto?
Mi pareva incredibile, eppure era tutto lì scritto davanti a me , nero su bianco. E Magli non è certo uno che scrive in modo equivoco.
Il lunedì già di per sè è una giornata dura, ma oggi ho passato davvero una giornata di m…a. Tutto il giorno a “smacchinare” di testa per capire, per trovare una motivazione plausibile alla certificazione di questa stortura. Quindi, morale sotto i piedi.
Poi stasera ecco il colpo di scena: era tutta una bufala, ennesimo scherzo di dubbio gusto che ci ha graziosamente voluto fare il nostro Sindaco.
Voglio pensare che si tratti di un incidente, di una magari errata interpretazione del testo, non di bugia, chè sarebbe davvero grave. Anche se non sarebbe comunque meno grave la mala interpretazione, perchè registrerebbe una palese incompetenza nella lettura degli atti, nella loro interpretazione, che è uno dei primi requisiti richiesti a chi riveste certe cariche. Ma se c’è una inadeguatezza in tal senso, ci si potrebbe comunque rivolgere a degli esperti, prima di diffondere notizie inesatte.
Comunque, tutto è bene quel che finisce bene; sono contento per tutti coloro che hanno sostenuto questa causa, cominciando dai genitori coraggiosi (e bisogna proprio sottolinearlo questo coraggio, visto il clima di totale intimidazione che si era instaurato) che l’hanno sottoscritta, e andando poi avanti fino alle liste di minoranza, che sino alla fine si sono opposte - con meritato successo - a questo obbrobrio. E credo che il loro agire uniti sia stato determinante per il successo ottenuto.
La sentenza ha rimesso le cose a posto, dimostrando che c’è ancora giustizia a questo pese. Per chi abbia la voglia o il coraggio di andarla a cercare.
27 gennaio 2009, ore 17:34
Anch’io sono rimasta soddisfatta quando ho letto la notizia del ricorso vinto dai genitori, non per la sconfitta del comune, ma perchè una volta ogni tanto anche i cittadini hanno potuto esprimere e far valere una propria idea. Ripensando a tutta la vicenda mi sono venute spontanee delle riflessioni: Ci sono davvero dei vinti e dei vincitori in tutto ciò? Chi sono? Il Comune che con testardaggine ed arroganza ha portato avanti il proprio progetto fino alla fine, incurante della voce dei cittadini, o i genitori che per dialogare e farsi sentire dai propri amministratori hanno dovuto ricorrere ad uno strumento amministrativo di “forza” come il TAR?
Lo so che posso sembrare la solita idealista, ma non riesco a capacitarmi di questa continua lotta fra cittadini ed amministrazioni, su certe prese di posizioni forti e gratuite che non fanno bene a nessuno, amministrazioni comprese. Dove sono finite la fiducia, il dialogo e soprattutto il confronto costruttivo? Sono sparite lungo la strada per far posto a strumenti poco democratici ma per qualcuno considerati vincenti? In fondo i nostri Amministratori (e non solo quelli di Castelcovati) ricoprono quelle cariche perchè i cittadini li hanno votati, gli hanno dato fiducia e li hanno considerati le persone più adatte a rappresentarli consegnandogli anche l’ amministrazione del bene pubblico ( ovvero i nostri soldi ed interessi); allora perchè questo continuo accanirsi, questo rifiuto totale al dialogo, all’apertura, alla critica gratuita ? Non è cosi che si fa il bene collettivo, si creano solo inutili e sterili polemiche che non producono nulla, e non permettono di lavorare al meglio.Comunque , come dice Roberto, tutto è bene ciò che finisce bene, sperando che questa vicenda abbia prodotto degli insegnamenti utili a tutti.
27 gennaio 2009, ore 23:02
Se con piacere ho letto dell’esito positivo del ricorso al TAR presentato da alcuni “genitori coraggiosi”, che voglio ringraziare essendo pure io genitore della materna, grande è stata la soddisfazione nel leggere le motivazioni riportate nell’ordinanza.
Il Tribunale non mette in discussione i corsi, ma l’obbligo di frequenza ed il legame al contributo economico; le medesime motivazioni della vostra contrarietà a quella delibera, ma anche quelle di numerosi visitatori del forum del Comune, che come la sottoscritta, proprio sul quel tema si sono scontrati con l’arroganza di un Moderatore per nulla moderatore.
Forse bastava solo ascoltare e cercare di capire le ragioni di chi ha più esperienza, e non saremmo arrivati a questo punto, noi genitori non avremmo passato mesi nell’incertezza più totale, partecipato a corsi solo per far quadrare il bilancio famigliare, e non si sarebbero spesi soldi per un ricorso.
I corsi sono finiti e con la prossima retta dovrebbero partire i conguagli per chi non ha partecipato ad almeno tre incontri; ma ora che la richiesta di annullamento è stata accolta, vorrei sapere, se possibile, questo cosa comporta? Concretamente cosa succede? Possiamo noi genitori continuare a pagare le rette ridotte del contributo comunale?
27 gennaio 2009, ore 23:29
Il 22 gennaio il TAR accoglie il ricorso presentato da un gruppo di genitori di Castelcovati e dalle opposizioni, coalizzatesi per l’occasione, dichiarando illegittima la scelta operata dall’amministrazione leghista di subordinare l’abbattimento delle rette dell’asilo alla frequentazione obbligatoria dei cosiddetti corsi di formazione per genitori.
Oggi, a distanza di pochi giorni, il Tribunale del Lavoro di Brescia boccia la norma tanto propagandata e fortemente voluta dalla Lega di Brescia, e cioè il famoso bonus bebè da erogare alle famiglie residenti a Brescia, ma solo se di origine italiana. A questo provvedimento, che discrimina i cittadini stranieri regolarmente residenti e contribuenti, si erano opposte fra gli altri la CGIL e la Caritas, che alla fine hanno avuto ragione.
Io non sono una grande esperta, ma mi sembra di vedere, pur con le dovute proporzioni, un filo comune che lega le due cose: la naturale attitudine delle amministrazioni leghiste a produrre norme e provvedimenti discriminanti per le fasce più deboli.
Spero che questo uno-due, questo rovescio ai danni della loro sicumera li induca a riflettere un po’ di più prima di prendere certe decisioni.