feb 26 2009
Bresciaoggi del 26 febbraio sul polo logistico
giovedì 26 febbraio 2009 provincia pag. 21
CASTELCOVATI. Si allarga a Urago, Rudiano e Castrezzato il fronte del «no» all’operazione promossa a Chiari
Parte la doppia offensiva contro il polo logistico
di Massimiliano Magli
Da battaglia politica a mobilitazione popolare il passo è stato davvero breve. Da Castelcovati è partita l’altra sera un’offensiva comprensoriale contro il polo logistico che il gruppo Sma vorrebbe realizzare nel territorio di Chiari.
NEL MIRINO CI SONO soprattutto le opere infrastrutturali annesse all’operazione che avranno fisiologiche ricadute sui paesi confinanti. La strategia di azione è stata messa a punto nel corso dell’incontro promosso dalle liste civiche d’opposizione «Proposta per Castelcovati» e «Impegno Per Castelcovati». Significativa la presenza all’assemblea di alcuni consiglieri della maggioranza locale (leghista come quella di Chiari) e di esponenti delle amministrazioni di Rudiano, Urago e Castrezzato. Folta la rappresentanza di Chiari: da Ermanno Pederzoli, consigliere dell’Italia dei valori ai colleghi di opposizione del Pd Federico Lorini, Maurizio Libretti e Giuseppe Delfrate. La prima mossa sarà una raccolta di firme che si aprirà nei prossimi giorni. Nel frattempo una delegazione di consiglieri dei Comuni coinvolti a vario titolo dal progetto, chiederanno un incontro urgente con la Provincia.
LA SERATA HA REGALATO AGLI agricoltori presenti un’amara sorpresa. «Analizzando il Piano di governo del territorio di Chiari - ha spiegato Paolo Olivini consigliere di Castelcovati che ha coordinato l’incontro -, abbiamo scoperto che ci sono ben due Sportelli unici di impresa. Oltre a quello della Sma, è aperta una procedura d’insediamento di 370 mila metri quadrati. All’assessore provinciale Francesco Mazzoli faremo presente nel giro di sette mesi il sindaco di Chiari Sandro Mazzatorta ha confezionato un vestito urbanistico inaccettabile a un’operazione condotta nel solo interesse di privati, immobiliaristi e aziende commerciali. Alla critica dell’assessore Mazzoli che definiva inaccettabili gli Sportelli impresa locali che finiscono per impattare su un territorio vastissimo, il sindaco di Chiari ha risposto inventandosi in pochi giorni un Piano di area vasta a dir poco improbabile».
Diversi interventi hanno contestato la Giunta locale che «non ha fatto altro che accettare passivamente le volontà di Chiari». L’assemblea ha bocciato anche il progetto di una bretella di 1700 metri quadrati per circa 4 milioni di euro, a nord di Castelcovati. «Sarebbe inutile - spiega Olivini - perché non darebbe alcun beneficio rispetto alla viabilità esistente. Piuttosto sospettiamo che un simile intervento sia realizzato in vista della trasformazione di un’area logistica in una vera e propria area industriale clarense di cui Castelcovati subirebbe tutte le ricadute».
Il Pgt di Chiari infatti indivuda due aree d’insediamento produttive equivalenti alla superficie dell’area artigianale esistente in paese. La nuova bretella richiederebbe la cancellazione di 50 mila metri quadrati di terra agricola e taglierebbe circa 200 piò di campagna, con gravi danni alla rete irrigua. «Di fronte a progetti di simile impatto ambientale - ha osservato l’esponente del Pd Nino Di Bernardo -, la Provincia deve imporre un approccio intercomunale». Pederzoli ha attaccato la Giunta di Chiari: «In quattro anni ha redatto un piano regolatore parallelo e fuori dalle regole a colpi di piani integrati e sportelli impresa». Insieme alla petizione scatterà una campagna di informazione per spiegare ai cittadini «come potrebbe gravemente peggiorare la loro qualità della vita se sarà realizzato il polo logistico».
