mar 08 2009

Salvaguardiamo il nostro territorio

Tag , scritto da: Proposta per Castelcovati alle 16:50

Il nostro paese nella morsa di BREBEMI

 TAV, Polo logistico e “bretella nord”  

Il 21 maggio 2008 la LOGIMEA srl presentava al Comune di Chiari una proposta preliminare di Sportello unico per le attività produttive, in variante al Piano regolatore, su un’area posta lungo la SP 18 (Castelcovati-Urago d’Oglio), a ridosso della Roggia Castellana, dietro la cascina Fenile Novo.
La Giunta di Chiari, con delibera n. 109 dell’8 settembre 2008 esprimeva un parere preventivo favorevole a tale operazione, trattando la vicenda come un “affare interno”.

Il 7 settembre un articolo del Bresciaoggi informava l’opinione pubblica che aveva preso avvio la procedura per realizzare, su un’area agricola di circa 164.000 mq, a poche centinaia di metri dal confine ovest di Castelcovati, un polo di smistamento merci della Auchan-Sma.
Il Sindaco di Chiari non aveva ritenuto necessario, né opportuno, coinvolgere i comuni limitrofi per studiare un piano zonale per nuovi insediamenti produttivi, chiaramente allo scopo di ricavare dall’operazione tutti i benefici, scaricando su altri i problemi generati dall’intervento.

E’ evidente come l’insediamento ipotizzato sull’area scelta dall’operatore privato costituisca uno sfregio ulteriore alla nostra campagna, che a breve sarà già colpita dal passaggio della BREBEMI e della TAV.
Tra l’altro, il Piano paesistico del Comune di Chiari (del novembre 2006) definisce la fascia a ridosso della roggia zona ad alta sensibilità ambientale.

Altro nodo critico è rappresentato dalla viabilità: lo sbocco dell’insediamento sulla SP 18, strada dalla carreggiata ridotta, lungo la quale sono frequenti gli incidenti, anche mortali, riverserà il traffico sui centri abitati di Castelcovati e Urago d’Oglio.

Il 26 ottobre l’Assessore provinciale al Territorio, in una lettera pubblicata sul Bresciaoggi, richiamando il Piano territoriale di coordinamento provinciale, metteva in evidenza che:
- insediamenti a carattere sovracomunale devono essere posti “in poche e ben ubicate aree in situazioni ottimali dal punto di vista trasportistico ed ambientale, in ciò minimizzando la compromissione di suolo agricolo e l’impatto paesistico”;
- “tali zone sono sempre di rilevanza sovralocale e come tali soggette a pianificazione intermedia oltre che a valutazione di impatto ambientale”;
- questo tipo di insediamenti devono essere “oggetto di intesa tra la Provincia e il Comune o i Comuni interessati”.
E concludeva sottolineando che la Provincia non può essere “organo certificatore di decisioni già prese” da altri.

 

Questo intervento ha spinto il Sindaco Mazzatorta ad accelerare nel coinvolgimento dei sindaci confinanti, per rivestire di sovracomunalità quella che avrebbe preferito rimanesse una questione fra pochi “intimi”.
E’ così sbucato, come dal cilindro di un prestigiatore, a gennaio 2009, il “Piano delle strategie d’area vasta Ovest Bresciano - Valle dell’Oglio”, che coinvolge i soli comuni di Chiari, Castelcovati, Rudiano, Urago d’Oglio e Roccafranca.

Scopo ufficiale e “nobile” di questo studio è la definizione di potenzialità e criticità del nostro territorio, sfruttando l’opportunità del passaggio della BREBEMI, nell’ottica di un futuro lancio turistico della zona, senza però indicare i tempi di realizzazione e le fonti di finanziamento. Vengono anche enunciati principi importanti, come il rispetto delle aree verdi ed agricole, la valorizzazione delle rogge e delle cascine.

Tra le prime azioni da attuare, tutte di natura teorica, l’unica certa e “concreta” è la realizzazione del polo logistico, che ora viene presentato come un’area produttiva di interesse sovracomunale, la cui superficie è più che raddoppiata, interessando 360.000 mq. Appare chiaro come la stesura del Piano strategico non sia altro che il paravento messo in piedi a posteriori per dare una parvenza di dignità alla smania di realizzare lo sportello unico relativo al polo logistico.

Finora non sono state date sufficienti garanzie riguardo al tipo di occupazione che verrà creata (nella logistica prevalgono i contratti atipici e a termine, ed è massiccia la presenza di extracomunitari), e quindi non c’è certezza di impiego per lavoratori locali.

Circa i benefici economici generati dalla costruzione dei capannoni (oneri, ICI, ecc.) non sembrano concrete le promesse di una ripartizione fra i comuni coinvolti.

Infine, il Piano strategico propone una serie di opere viabilistiche, tra le quali tratti di circonvallazione attorno ad alcuni paesi. Ma non si capisce come sarà possibile realizzare così numerosi interventi sulla viabilità con le sole risorse derivanti dal polo logistico.

In particolare, per Castelcovati viene ipotizzata una bretella che congiunga direttamente la SP 17 e la SP 72, passando immediatamente a sud dell’acquedotto Kennedy e della cascina Tagliata, per portarsi al nuovo casello autostradale di Chiari.
Il nostro Sindaco l’ha presentata come un grande beneficio per il paese, ma in realtà non se ne comprende l’utilità, soprattutto se raffrontata con lo spreco di territorio necessario e i costi di realizzazione (a carico di chi?).
La costruzione di questa strada apre, poi, scenari inquietanti per il futuro di questa zona agricola, perché la sola logica di questa bretella sembra quella di favorire l’insediamento di capannoni industriali nell’estremo sud del territorio clarense, pericolosamente vicino alle case di Castelcovati.

Non possiamo subire passivamente un assalto al nostro territorio,
deciso da altri per assecondare interessi che non ci riguardano,
anzi che ci danneggiano!

ASSEMBLEA PUBBLICA

” Uniti per la salvaguardia del nostro territorio e del nostro ambiente”

Giovedi 12 marzo 2009 ore 20,45

presso il centro civico di Via Marconi

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