mar 14 2009
Polo logistico Auchan - Sma: occasione o imbroglio?
Da mesi si sta ventilando l’ipotesi che il gruppo Auchan - Sma possa realizzare nella nostra zona un grosso polo logistico per lo smistamento delle merci presso i propri punti vendita del nord Italia.
Vediamone le caratteristiche principali
UBICAZIONE: in comune di Chiari, sul confine con Castelcovati, con affaccio sulla provinciale 18 per Urago d’Oglio, a ridosso della Roggia Castellana.
AREA INTERESSATA: terreni agricoli per una superficie complessiva di oltre 160.000 mq
DIMENSIONE DEGLI STABILIMENTI: verranno realizzati due capannoni, il primo per il secco di 310 x 140 m pari a 43.400 mq, il secondo per il freddo di 110 x 211 m pari a 23.210 mq. A servizio degli stabilimenti verranno realizzati due parcheggi per 100 camion e 293 autovetture
ADDETTI: è previsto l’impiego di 144 addetti, di cui 20 impiegati e 124 operai, distribuiti su 3 turni
TRAFFICO INDOTTO: è previsto il transito giornaliero di 300 camion in entrata e di 300 camion in uscita
- la cascina Fenil Novo
- incontro di camion sulla sp 18
- la sp18 tra Roggia e Cascine
- ortofoto
- BREBEMI bretella e polo
- il progetto del polo
- acquedotto kennedy
- cascina le tagliate
- la statale 11 bis
LE NOSTRE CRITICHE
Fin dal settembre scorso, non appena venuti a conoscenza dell’operazione, abbiamo espresso le nostre preoccupazioni, con riferimento a :
UBICAZIONE: l’area, scelta non sulla base di una programmazione urbanistica, è ubicata in aperta campagna, a ridosso di una cascina storica, della Roggia Castellana e con accesso da una strada assolutamente insufficiente, pericolosa e non facilmente adeguabile. Inoltre la zona è identificata dal piano paesistico di Chiari quale zona ad alta sensibilità ambientale;
VIABILITA’: la scelta dell’ubicazione è giustificata dal fatto che in futuro questa zona sarà servita da infrastrutture, quali la BREBEMI. In attesa che si realizzi, e ci vorranno almeno 5 anni, dove transiteranno tutti i mezzi pesanti da e per il polo logistico?
ASSENZA DI SERVIZI : l’area si presenta completamente sprovvista degli impianti a rete, quali fogne, acquedotto, metano e elettricità.
DESTINAZIONE FINALE : non esistono certezze su cosa diventerà questo enorme stabilimento quando l’Auchan deciderà di andarsene.
I VANTAGGI TEORICI
A difesa dell’iniziativa si fa presente che potrebbero esserci ricadute positive per il nostro territorio in termini occupazionali ed economici. Non vogliamo sottovalutare questi aspetti, che in ogni caso potrebbero essere ottenuti anche con una ubicazione diversa, meno invasiva e pericolosa, più rispettosa dell’ambiente.
Ma anche sulle teoriche ricadute positive è necessario si sappia che:
OCCUPAZIONE : la stessa ditta richiedente, che quando si tratta di imbonire gli amministratori parla di 250 addetti e di ricollocazione del personale delle nostre aziende in crisi, quando chiede l’autorizzazione all’ ASL parla di 144 addetti divisi su tre turni. Chi conosce la logistica sa che l’occupazione che si determina è precaria, inquadrata con contratti atipici, che non garantiscono tutele, e costituita quasi esclusivamente da lavoratori extracomunitari: ma non è la Lega ad aver fatto del contrasto alla immigrazione il proprio cavallo di battaglia?
RICADUTE ECONOMICHE: si parla a sproposito di ingenti benefici economici per i nostri comuni: in realtà l’unica certezza riguarda 4 milioni di euro, da ripartirsi tra 5 comuni, tra cui Chiari, e destinati esclusivamente al potenziamento della viabilità di servizio al polo logistico: dove siano i vantaggi per i cittadini si fatica a vederlo!
OPERE VIABILISTICHE: si racconta che verranno realizzate con i soldi dell’Auchan le seguenti opere:
- bretella nord di Chiari costo previsto € 4.000.000,00
- tangenziale di Urago costo previsto € 5.000.000,00
- bretella nord di Castelcovati costo previsto € 3.000.000,00
- tangenziale di Roccafranca costo previsto € 1.500.000,00
Se consideriamo che in base agli accordi delle risorse introitate il 50% verrà destinato alla viabilità provinciale ed il restante 50% alle opere sopra elencate e alle ciclabili di collegamento con il polo logistico, è evidente che serviranno almeno 32.000.000,00 di euro.
I casi sono due: o i nostri amministratori ci stanno prendendo in giro, parlando di opere che non verranno mai realizzate, oppure hanno in mente di realizzarle con i soldi dei cittadini, a svantaggio delle proprie comunità e a vantaggio dei promotori dell’iniziativa.
A MENO CHE QUALCUNO NON PENSI DI TRASFORMARE CASTELCOVATI NELLA NUOVA ZONA INDUSTRIALE DI CHIARI !!!
LA POSIZIONE DELL’ASSESSORE PROVINCIALE AL TERRITORIO FRANCESCO MAZZOLI
Il 26 ottobre l’Assessore provinciale al Territorio, in una lettera al Bresciaoggi, richiamando il Piano territoriale di coordinamento provinciale, metteva in evidenza che:
• insediamenti a carattere sovracomunale devono essere posti “in poche e ben ubicate aree in situazioni ottimali dal punto di vista trasportistico ed ambientale, in ciò minimizzando la compromissione di suolo agricolo e l’impatto paesistico”;
• “tali zone sono sempre di rilevanza sovralocale e come tali soggette a pianificazione intermedia oltre che a valutazione di impatto ambientale“;
• questo tipo di insediamenti devono essere “oggetto di intesa tra la Provincia e il Comune o i Comuni interessati”.
E concludeva sottolineando che la Provincia non può essere “organo certificatore di decisioni già prese” da altri.
IL TESTO DELLA PETIZIONE
SALVAGUARDIAMO IL NOSTRO TERRITORIO
I sottoscritti cittadini di Castelcovati, informati del fatto che:
1. è in corso, presso il Comune di Chiari, la procedura per il rilascio dell’autorizzazione per la costruzione in fregio alla SP 18 (Castelcovati-Urago d’Oglio) di un polo di logistica della grande distribuzione, che interesserà un’area di 180.000 mq., a ridosso della Roggia Castellana e della storica cascina Fenil Novo, con un’uscita prevista sulla stessa SP 18, una strada molto pericolosa, dalla sezione assolutamente inadeguata e di difficile ampliamento;
2. è prevista nello stesso ambito la localizzazione di ulteriori attività di logistica per una superficie complessiva di 360.000 mq, attraverso una procedura di Sportello Unico, che non garantisce un uso razionale del territorio;
3. è prevista la realizzazione della cosiddetta “bretella nord” del Comune di Castelcovati, che taglierà fertile campagna, devastando le “Cascine Tagliate”, costerà milioni di euro, ed accorcerà il percorso di soli 200 metri;
4. queste operazioni non porteranno alcun concreto beneficio al nostro paese, che anzi vedrà notevolmente peggiorata la viabilità e la qualità dell’ambiente;
5. i presunti vantaggi economici verranno interamente destinati a potenziare la viabilità ad esclusivo servizio degli insediamenti di logistica, senza alcun reale beneficio per i comuni interessati;
6. l’occupazione prevalente dei nuovi insediamenti sarà costituita da lavoratori precari con contratti atipici e a termine o da dipendenti di cooperative, e quindi rappresentata in gran parte da extracomunitari, con il rischio di peggiorare ulteriormente le condizioni di “sicurezza” del nostro paese, senza reali assicurazioni per l’occupazione di lavoratori locali;
7. che in nessuna parte del programma elettorale della Lega Nord, vincitrice delle elezioni dello scorso anno, era prevista la realizzazione di poli di logistica e della bretella nord
chiedono:
1. che non vengano realizzate nel nostro territorio opere viabilistiche inutili ed invasive, quali la bretella nord, che pare essere un’opera funzionale solo alla viabilità clarense e preludio ad ulteriori insediamenti produttivi, che rischiano di far diventare Castelcovati la zona industriale di Chiari;
2. che non vengano realizzati centri di logistica attraverso la procedura semplificata di sportello unico, ma si prendano in considerazione solo interventi inseriti in piani attuativi a reale valenza sovraccomunale;
3. che in ogni caso, prima di procedere, la materia venga sottoposta, su iniziativa dell’Amministrazione, a referendum popolare, non avendo i cittadini di Castelcovati conferito alla Lega Nord mandato per la realizzazione di tali opere.









