mar 15 2009

Conservare l’ambiente per conservare il futuro

Tag , scritto da: Proposta per Castelcovati alle 14:30

Una corretta informazione è alla base di una consapevole presa di coscienza . Ma per aver efficacia sugli eventi, per cambiarne il corso, l’informazione deve anche essere diffusa, accessibile a una platea più vasta possibile.
Constatata una carenza in tal senso, ecco allora l’esigenza di moltiplicare gli sforzi per intensificare le occasioni tese,appunto, a informare.
Da qui la necessità di organizzare una nuova assemblea, che si è tenuta come sempre al centro civico la sera di giovedì 12 marzo. Di nuovo la sala si è riempita, questa volta prevalentemente di nostri concittadini. Anche il tavolo della presidenza stavolta era tutto made in “Proposta”, ad esso stavano seduti Paolo Olivini, Marco Delpanno e Giancarlo Aceti; di fronte a loro, in prima fila, seduto a una sorta di estemporanea cabina di regia, stava Daniele Calabria, incaricato della gestione via computer di un proiettore d’immagini.
I nostri tre si sono prodotti in una intensa , articolata relazione sulla questione polo logistico, sviscerando a fondo i vari aspetti della vicenda avanti a un pubblico attentissimo.
Hanno iniziato con un accenno alla nascita della storia, partendo dalla lettera che ha originato la richiesta di Sportello Unico (aprile 2008), richiesta approvata dalla giunta Clarense dopo un percorso sotterraneo, ignoto persino al consiglio comunale fino al giorno della pubblicazione su Bresciaoggi (settembre 2008).
Hanno poi mostrato la zona di localizzazione dell’insediamento soggetta a Sportello Unico, accennando brevemente anche alla funzione di quest’ultimo, che può diventare strumento di urbanizzazione straordinaria, e che, di norma , viene concesso prevalentemente ad imprese del luogo che si trovano nella necessità di ampliare i loro insediamenti produttivi; anche - ancora più eccezionalmente e dietro determinate garanzie - in aree a destinazione agricola, ancorché in prossimità di insediamenti industriali.
Strumento da usare quindi in casi eccezionali, ma pare che a Chiari questi casi siano diventati la norma.
Qui addirittura si avalla un impianto di logistica enorme su cui opererà una ditta straniera, altro che imprenditoria locale. Con l’aiuto di alcune efficaci fotografie è stato poi posto in rilievo il problema rappresentato dal traffico generato dal polo (300 camion al giorno, in partenza e in arrivo), problema ulteriormente aggravato dal fatto che nel progetto si prevede l’ingresso sulla sp. 18. Tutti conosciamo le dimensioni di questa strada, tristemente nota per gli incidenti, anche mortali, che spesso la funestano.

 

Altre immagini ci hanno mostrato quanto sarà edificato in quell’area, ed è una cosa che ha fatto impressione a tutti: si tratta di due enormi capannoni, uno di 310 m. per 140, l’altro, un po’ più “piccolo”, da 210 m. per 110. Nelle tavole mostrate, salta all’occhio la differenza di proporzione fra i due capannoni-monstre e le cascine confinanti, che letteralmente scompaiono al confronto.
Questo ha aperto il collegamento all’aspetto del deleterio impatto ambientale e del dissennato scempio e consumo di territorio agricolo, peraltro sottoposto proprio in quel luogo a prescrizioni di vincolo paesistico, vincoli rientranti proprio nel piano paesistico approntato dall’amministrazione di Chiari nel 2006 e come tale da salvaguardare.
Ma gli amministratori di Chiari, che non si fanno problemi a porre deroghe su leggi nazionali (vedi sportello unico), figurarsi quanto ci mettono a farlo su norme poste da loro stessi!
Però, a volte, può capitare di fare i conti senza oste. Infatti qualche mese fa, anche a causa di alcuni articoli apparsi sulla stampa locale grazie all’azione di denuncia di “Proposta”, l’assessore provinciale al territorio ha cominciato a interessarsi della vicenda, e non ci ha messo molto a far sapere che non sarebbe stato semplice spettatore. Visto il carattere chiaramente sovraccomunale di un insediamento che, pur rientrando nel territorio di Chiari, avrà ricadute negative sui comuni limitrofi, auspicava un coinvolgimento di più comuni, costringendo il comune di Chiari a mettere da parte l’idea di trattare la vicenda come un affare interno.
È iniziato così un rapido correre ai ripari, cercando di coinvolgere nell’affare polo logistico anche i comuni a confine tramite promesse di fruizione di oneri derivanti dalla sua costruzione e impegni di interventi per opere di contorno (piste ciclabili, migliorie alla circolazione, ecc.).
L’opera di convincimento non ha richiesto neppure un grande sforzo, solo Rudiano ha messo qualche paletto, Urago e Roccafranca si sono accontentati di promesse e forse hanno anche altro cui pensare (elezioni), mentre a Castelcovati, in quanto amministrazione gemella, si è trovata la porta spalancata.
La rincorsa a un frettoloso coinvolgimento ha anche prodotto, oltre a un documento di intesa fra i 5 comuni da sottoscrivere e presentare in provincia, uno studio mirato al nostro territorio che mette in luce , tra le altre cose, le mirabolanti opportunità derivanti dall’arrivo di BREBEMI, opportunità produttive e opportunità di sviluppo turistico, creando un indotto attorno allo sfruttamento delle bellezze naturali del parco Oglio Nord. Si chiama Piano di Area Vasta, anche se l’area presa in considerazione (Chiari, Castelcovati, Rudiano, Urago, Roccafranca) non è poi così vasta. Lo studio in questione è anche interessante, ma al momento poco praticabile. Propone una serie di interventi tesi a migliorare i centri urbani in questione, e una incredibile serie di strutture e infrastrutture pensate per creare ricezione e attrazione turistica.
Ne è stato fatto elenco di queste opere, e la gente all’ascolto ha espresso moti di stupore prima e incredulità poi, individuando subito il vero carattere di questo studio: pura e semplice propaganda, il tentativo di dare una veste dignitosa all’unica cosa concreta che il piano contiene; cioè la costruzione del polo logistico di Auchan.
Tanto ci sarebbe ancora da dire su quanto è stato evidenziato: dalla bretella di Castelcovati che si prefigura come preludio a nuovi insediamenti alle promesse di potenziamento viabilistico ai comuni vicini; da un insediamento che abbisogna di strutture viabiliste solide e che arriva proprio in un posto carente di tali strutture - addirittura molto prima dell’arrivo di BREBEMI - a delle promesse di occupazione con andamento ad elastico: si va da cifre sparate sui giornali di 250 - 300 persone, a cifre individuate in documenti trasmessi all’a.s.l. di Chiari, dove a fronte di una richiesta di impianto di depurazione si dichiara che tale impianto non serve, perché nel polo saranno impiegate 144 persone distribuite su tre turni, per cui non saranno mai presenti più di 50 persone per volta e, in base a una legge regionale, al di sotto di questa soglia non serve depurazione (si scaricherà in roggia?). Anche qui fumo, insomma.
I relatori hanno informato delle numerose iniziative già organizzate o in programma, dall’incontro avuto dai rappresentanti dei vari comuni con l’assessore provinciale all’ambiente Mazzoli, che ha promesso di vigilare sulla vicenda; all’interessamento del presidente provinciale della Coldiretti Ettore Prandini, preoccupato del consumo di territorio agricolo e che si è detto disponibile ad intervenire al più presto presso la Provincia di Brescia ( Mazzoli e Parolini) e Bettoni ( di BREBEMI) per discutere la faccenda, dall’iniziativa assunta dal gruppo dei Verdi, che ha presentato una interrogazione in Regione Lombardia, al gruppo consiliare del PD in Provincia, che ha chiesto la convocazione congiunta delle Commissioni Territorio e Lavori Pubblici.
Ci sarebbe da dire sugli interventi del pubblico, soprattutto di due rappresentanti dei Verdi, che hanno messo in guardia sul consumo di territorio che ricadrà sulle generazioni future, sull’inquinamento delle falde e la sottrazione di acqua che sempre praticano questi insediamenti tramite i loro pozzi.
La serata è stata lunga e molte cose sono state mostrate e dette in un clima di attenzione generale, ricordare tutto sarebbe troppo lungo.
Vale la pena ricordare comunque una riflessione di Giancarlo Aceti: “Attenzione alla cementificazione selvaggia del territorio, si potrebbe presto raggiungere un punto di non ritorno. Quando un’azienda agricola chiude il territorio da essa usato rimane ancora fruibile alla comunità, ed è un bene prezioso al benessere delle generazioni a venire. Quando un insediamento industriale chiude, cosa rimane?”
Credo sia una riflessione molto condivisibile , su cui meditare. Senza ambiente sano non c’è futuro, per il futuro del nostro ambiente bisogna combattere qui, ora.

Proprio per questo in chiusura si è parlato della raccolta di firme che si sta svolgendo nel nostro paese e si è dato appuntamento a tutti in Piazza Martiri Domenica mattina, dove sono proseguite l’azione di informazione ai cittadini e la raccolta di firme.

A mezzogiorno di Domenica abbiamo superato le 350 firme in calce ad una petizione articolata, che non dice solo no ma formula proposte alternative. Il risultato raggiunto in una settimana ci pare molto significativo, se consideriamo che si tratta di un argomento poco conosciuto, che riguarda il futuro e non fa leva sulle paure inconsce ma chiede ai firmatari di ragionare. E davvero la gente vuole capire, nessuno firma per partito preso e davvero pochi sono quelli contrari alla nostra iniziativa. Particolarmente interessati gli agricoltori, per motivi comprensibili, ma anche i giovani, che dimostrano una spiccata attenzione ai temi dell’ambiente.
Ancora uno sforzo, l’ambizioso obiettivo delle 500 firme non è più così lontano!

2 risposte a “Conservare l’ambiente per conservare il futuro”

  1. roberto ha scritto:

    Informazione all’ombra del campanile.

    Altro giorno altra iniziativa. La nostra attività a contrasto del polo logistico non conosce sosta nelle ultime settimane. Si passa da una riunione di aggiornamento con gruppi interessati alla vicenda – sia interni che esterni al nostro paese – all’incontro di nostri rappresentanti con autorità istituzionali (assessore provinciale al territorio) o di settore (presidente provinciale coldiretti, presidente consorzio delle rogge, ecc.); da incontri di coordinamento per la stesura di materiale informativo a quelli per la preparazione delle assemblee; per arrivare infine alla celebrazione delle assemblee stesse come momento più alto di informazione diretta. In mezzo ci sta il lavoro che ognuno, nei suoi limiti, si porta a casa: preparazione di testi, reperimento e preparazione di immagini e materiale illustrativo lavorati al computer, ecc., ecc. Nei ritagli di tempo visite a conoscenti e amici per la raccolta di firme a sostegno della nostra petizione contro il Polo Logistico.
    Ed è proprio questa l’ultima iniziativa in ordine di tempo messa in campo quest’oggi: in una luminosa mattina di festa ci siamo installati con tavolino e tabelloni informativi– previo permesso gentilmente rilasciatoci dalle autorità preposte - all’ombra del nostro campanile, per passare da una fase di raccolta porta a porta a una fase di raccolta di firme sulla pubblica piazza, con contestuale momento di informazione capillare, addirittura personalizzata per tutti coloro che hanno deciso di fermarsi un momento e ragionare insieme a noi su quale futuro si prospetta per il nostro ambiente e per il benessere nostro e delle future generazioni.
    Perché alla fine, gira gira, lo si capisce più o meno tutti che il nostro futuro non può prescindere dall’ambiente, dal verde, dalle nostre campagne, dalla cura delle acque e dell’aria, da quanto insomma sapremo preservare questi beni che devono essere nella disponibilità di tutti, e non alla mercè di pochi privilegiati che dopo aver installato ecomostri se ne fregano altamente, tanto loro abitano in lussuose magioni con ampio parco a corredo, e magari, quando si debbono rilassare, si rifugiano senza esitazioni nella beauty farm immersa nelle bellezze del Trentino piuttosto che sulle alpi svizzere.
    A noi poveri villani, una volta scippataci la campagna non ci resta che passeggiare fra inquietanti paesaggi di poli logistici o industriali a base di capannoni e centri commerciali tre per due, che continuamente ci spacciano per giusto prezzo da immolare al dio progresso & sviluppo, convincendoci pure che dobbiamo essere grati e devoti ai sacerdoti del culto di San Polo. Scusate lo sfogo.
    Mi premeva invece dire di quanto utile sia stata l’iniziativa di questa mattina, di quanto sia stata gradita dalla gente che a lungo sostava davanti ai cartelli informativi e chiedeva spesso lumi su quanto stava osservando. E ognuno di noi ha fatto la sua parte con entusiasmo, mettendoci del suo per cercare di coinvolgere più persone possibile a visitare la estemporanea mostra e a guidarli lungo il percorso informativo. Al di là delle firme raccolte, che sono state comunque numerose, la risposta in gradimento ottenuta dalla gente è stato il premio più ambito, il riconoscimento per il lavoro fin qui svolto. Risposta che ci dà la forza per continuare ancora più motivati lungo questo percorso di conoscenza e divulgazione dei fatti, che è il miglior servizio che al momento possiamo rendere alla nostra comunità.

  2. orietta ha scritto:

    Salve, pur non intervenendo ho seguito con molto interesse tutta la vicenda polo logistico. Oggi leggendo il Bresciaoggi ho trovato 2 articoli legati indirettamente a questo argomento: uno cita il polo logistico e il suo legame presunto con la Brebemi, mentre l’altro parla della nuova autorizzazione partorita dallo sportello Unico di Chiari, ovvero l’autorizzazione per un nuovo complesso commerciale su richiesta di Conad e Coop dietro il cimitero di Chiari e in zona approssimativa della Brebemi.Collegando tutti i vari fili mi sono detta:” Ma che scenario ci si prospetta per il futuro?”.Cascine rase al suolo, terreni divorati, poli, uffici,negozi,centri commerciali ect….in nome di cosa? di quale futuro? Premesso che si sta progettando uno scempio vero e proprio ai danni di persone, aziende e patrimonio ambientale mi chiedo perchè a subire tutto questo debbano essere i comuni vicini. Il traffico del Polo sappiamo dove ricadrà………bretella o no…ma se il Sindaco di Chiari e tutto il suo staff credono in questo futuro commerciale, perchè non se lo costruiscono al loro interno? non sui confini degli altri paesi. Una volta in un forum un membro della nostra giunta comunale, parlando di cultura, ha chiesto se a qualcuno fosse mai capitato di essere trattato con inferiorità culturale dai cittadini di Chiari,la maggior parte ha risposto no me compresa, adesso memore di quel dibattito vorrei dire di potermi considerare fortunata a non avere una cultura superiore come quella dei cittadini di Chiari, perchè se poi i risultati sono quelli prospettati…………..

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