apr 07 2009
Terremoto in Abruzzo, Castelcovati è in prima linea
Non appena si è avuta la notizia del violento terremoto che ha colpito l’Aquila e l’Abruzzo si è messa in moto la macchina della solidarietà e dei soccorsi. Già ieri sera alle 22.30 è partita la prima colonna mobile bresciana composta da 26 mezzi e 50 volontari, dei quali ben 9 sono di Castelcovati. I primi soccorsi prevedono l’allestimento di tende e brande, dove ospitare gli sfollati, e di una cucina da campo in grado di garantire 500 pasti l’ora.
Siamo in costante contatto con i volontari di Castelcovati e non appena avremo da loro notizie vi terremo informati.
Il campo della Lombardia, con anche i nostri volontari, è stato allestito a Monticchio, una frazione de L’Aquila situata a 9,35 km dal capoluogo. Monticchio sorge a 590 metri sul livello del mare e vi risiedono 897 abitanti. Il campo Lombardia è compsto da 35 tende, riscaldate e con brande in grado di dare riparo a 300 sfollati, due tendoni da 140 metri quadrati utilizzati come area pasti, la cucina da campo e una tenda da 40 metri quadri per la segreteria del campo.
- ore 20.39 riceviamo da Matteo Sarabelli e Marco Guerrini queste brevi note:
siamo partiti ieri sera alle 8.30 e siamo giunti a destinazione questa mattina alle 11. Abbiamo avvertito pochissimi minuti fa una scossa di terremoto molto forte che, documentandoci su internet, abbiamo scoperto essere del grado 5,7 della scala Richter. La situazione è sicuramente ansiosa e piena di timore soprattutto guardando le facce degli sfollati che giungono al campo dove siamo noi a Monticchio vicino a l’Aquila .
I volontari di Castelcovati presenti sono: Sarabelli Matteo, Savoldi Roberto, Ghidetti Vittorio, Paruta Edio, Parma Giovanni, Olivini Fiorenzo, Bertocchi Lorenzo, Goffi Francesco e Guerrini Marco.
- La Chiesa di Monticchio
- la zona del sisma
- panorama di Monticchio




8 aprile 2009, ore 23:13
Lunedì sera verso le nove stavo scendendo in bicicletta da via Chiari, ero all’altezza del ponte sulla Castellana quando ho visto, anticipata dal bagliore giallo dei lampeggianti, la colonna dei nostri ragazzi della Protezione Civile che attraversava il semaforo per salire lungo la via e portasi al punto di raccolta dei soccorritori bresciani.
Quando li ho incrociati era già buio e non vedevo chi era a bordo dei mezzi, non si capiva se c’era qualcuno di mia conoscenza; lo stesso mi è venuto l’impulso di alzare forte il braccio in segno di saluto e riconoscenza, perchè chiunque si offra in aiuto in momenti come questi merita tutto il nostro riconoscimento e la nostra stima.
Alla vista del mio saluto tutti e tre i mezzi hanno risposto con un colpo di clacson, e io in quel momento ho provato una sensazione strana, un misto di commozione, di gratitudine e di orgoglio per questi miei paesani che si accingono ad attraversare mezza Italia per portare aiuto e speranza a chi ha perso tutto in un istante.
Finchè esisteranno persone come queste, che fanno della gratuità e dell’aiuto al prossimo un pilastro della loro vita, ci sarà ancora speranza in questo martoriato paese.
Grazie a tutti voi ragazzi, che Dio vi benedica.