apr 09 2009
Notizie dai nostri ragazzi in Abruzzo
Chi ha dormito nelle tende della protezione civile si guarda intorno, incredulo. Il risveglio, il primo risveglio dopo la tragedia è amaro per la gente d’Abruzzo. Di notte si è sentito freddo, all’Aquila le temperature non sono proprio miti e di stufette non ce ne sono ancora a sufficienza. È un nuovo giorno anche per i soccorritori bresciani - vigili del fuoco e protezione civile - che stanno mettendo in campo ogni mezzo, ogni risorsa per aiutare, scavare, portare sostegno e uno spiraglio di normalità alle migliaia di senza tetto. Dopo due giorni e due notti di lavoro ininterrotto, senza quasi nemmeno mangiare e riposare, i vigili del fuoco bresciani che per primi sono scesi in Abruzzo riceveranno oggi nel pomeriggio il cambio da una seconda squadra da Brescia. Nella piana del terremoto, alle porte dell’Aquila, i volontari bresciani sono conosciuti già come eroi gentili. Del coraggio sapevamo abbondantemente, è nella natura ruvidamente esperta e portata al soccorso dei lombardi bresciani. Della gentilezza accentuata, invece, registriamo nell’aquilano terremotato, costanti plausi, una breve sorpresa.
- 9 aprile, ore 10.34
Ciao, qua tutto bene, Matteo dorme ancora, perchè ha fatto il turno di notte.
Queste sono alcune delle foto di Onna che abbiamo scattato ieri pomeriggio mentre eravamo in esplorazione della zona. Come vedi il disastro è grande.
La gente, dopo i primi giorni passati in silenzio, comincia ad aprirsi un pò e a parlare, e una signora mi ha raccontato che è da almeno 10 giorni che tutte le notti sentivano delle piccole scosse, sempre tra le 3 e le 5 del mattino, ma erano stati rassicurati dalle autorità che era una cosa normale… Però si sono sbagliati!! Infatti anche da quando siamo qui a quelle ore ci sono sempre 2-3 scosse che ci svegliano tutti.
Dopo la confusione del primo momento e le discussioni, adesso le cose vanno meglio, i carabinieri sono stati mandati via e la gente passa normalmente, però adesso tocca noi fare i turni e controllare il campo di notte.
Dovremmo venire a casa sabato.
Ciao Marco
- nel campo
- per le vie di Onna
- i segni del disastro



