lug 10 2009
Bresciaoggi del 10 luglio 2009 sugli alloggi per anziani
Bresciaoggi di Venerdì 10 Luglio 2009 PROVINCIA, pagina 21
CASTELCOVATI. L’operazione edilizia promossa in partnership con l’Aler comporterà il trasferimento delle famiglie oggi ospitate nella palazzina di via De Gasperi
«Quel quartiere sociale isola anziani e disabili»
di Massimiliano Magli
Per le minoranze i nuovi alloggi sono troppo periferici Nel mirino anche l’eccessivo consumo di verde pubblico
Architettonicamente funzionali, socialmente utili ma troppo onerose per la comunità e decisamente fuori mano. A Castelcovati è stato investito da una pioggia di critiche il progetto residenziale a favore delle famiglie svantaggiate.
La proposta approvata dal Consiglio comunale a maggioranza leghista è quella di realizzare nuovi alloggi in edilizia convenzionata in partnership dell’Aler. Si tratta di 8 bilocali e due trilocali che verranno assegnati in locazione con un canone proporzionato al reddito degli inquilini.
NELLA GRADUATORIA di assegnazione saranno ammesse soltanto le famiglie che versano in condizioni economiche disagiate a partire dai pensionati che occupano attualmente la palazzina comunale di via De Gasperi e a altri due nuclei con portatori di handicap. Sull’opportunità dell’intervento il gruppo di minoranza Proposta per Castelcovati si è detto in linea generale d’accordo,
«L’OPERA - OSSERVA il consigliere comunale Paolo Olivini - rappresenta un ulteriore risposta alla domanda di alloggi di cittadini in difficoltà».
Ma il sostegno delle minoranze al progetto messo a punto dall’esecutivo si ferma qua. Proposta ha infatti attaccato duramente la localizzazione dell’intervento, previsto a sud dell’abitato, in una zona di recente espansione. «Ci sembra assurdo - spiega Olivini - collocare il nuovo edificio in una zona priva di una propria fisionomia e di qualsiasi servizio o polo aggregante, lontana 500 metri dal primo negozio di alimentari, 700 metri dalle chiese e dal centro pensionati e 800 metri dalla piazza. È illogico trasferire dei cittadini deboli da una collocazione storicizzata e comunque vicina al mercato, ai negozi, al cimitero e sulla via dove si trova la farmacia».
Oltre alla distanza, l’opposizione ha criticato la scelta del parco di via don Lino Toninelli come sito per l’edificazione: «In questo modo - ha argomenta Olivini - si taglierà a metà l’area verde, pregiudicando in modo definitivo la fruizione di uno spazio che è stato concepito nel Piano regolatore come strategica per legare con percorsi pedonali e ciclabili le diverse lottizzazioni già attuate o di futura realizzazione».
E infine non mancano le polemiche per il prezzo di cessione all’Aler, pari a 42,50 euro al metro quadrato, ossia di 23,84 euro al metro cubo. «Se pensiamo - aggiunge Olivini - che recentemente aree di fatto non edificabili sono state valutate a 120 euro al metro quadro i conti sono presto fatti. All’Aler si finirà col “regalare” circa 150 mila euro di proprietà pubblica senza alcuna giusta causa». Proposta ha invece suggerito di riprendere in mano il progetto relativo al cosiddetto Loc del Pio, in un’area di 1330 metri quadrati interamente di proprietà comunale, «sia per la posizione migliore che le per la possibilità di cedere all’Aler la superficie a prezzi realistici. Diversamente - conclude il leader di minoranza - anche in questo caso l’Amministrazione civica dimostrerà la propria incapacità di tutelare gli interessi della comunità preferendo percorrere la strada più comoda ma meno utile in fatto di pubblici interessi».

10 luglio 2009, ore 23:29
Sono totalmente d’accordo con quanto sostenuto da Proposta e riportato su questo articolo.E’ assurdo portare persone anziane in un posto così fuori mano e privo di servizi; può certo andar bene per persone giovani che non hanno problemi a prender su una bici o a farsi una camminata, ma per persone di una certa età, insomma…non è certo il massimo. Il posto più giusto è sicuramente il löc del Pio, lì vicino ci stà la casa di riposo con tutti i suoi servizi, la Chiesa, negozi a volontà, il centro pensionati, un bel giro di gente…il terreno è già proprietà del comune e non si andrebbe di nuovo a intaccare verde pubblico. Insomma, la collocazione ideale sta lì, non nascosti in fondo al paese, non ci vuole una scienza per capirlo, basta solo buon senso. C’è poi una cosa che mi ha colpito nell’articolo: il giornalista parla di “opposizione” e “minoranze”, , ma alla fine cita solo il pensiero di Proposta e le parole di Paolo Olivini, come se in consiglio ci fosse una sola lista di opposizione, mentre invece sappiamo tutti che sono tre le liste di opposizione…..O no?