ago 01 2009

Torniamo a parlare di scuola

Tag , scritto da: Proposta per Castelcovati alle 10:12

Sono trascorsi quasi tre anni da quando per la prima volta in Consiglio Comunale è stata presenta l’ipotesi di realizzazione del nuovo polo scolastico. A nostro parere sono stati tre anni inutilmente persi. Quasi un anno se ne è andato per le discussioni interne alla maggioranza di Proposta, un anno si è perso per il commissariamento del comune e più di un anno se ne è gia andato dall’insediamento della nuova amministrazione leghista.
Riteniamo necessario che se ne torni a parlare in modo serio e approfondito, ora che una amministrazione effettivamente in carica si trova nelle condizioni di poter dare risposte concrete.
Purtroppo occorre evidenziare come ad oggi la nuova giunta su questo tema navighi a vista: prima ipotizza il referendum tra i cittadini perchè possano scegliere tra la ristrutturazione delle vecchie scuole e la costruzione di scuole nuove, poi presentano richiesta di finanziamento per la ristrutturazione completamente sprovviste di documentazione e che pertanto vengono regolarmente bocciate, non contenti inseriscono nel bilancio comunale la previsione di interventi sull’edilizia scolastica per oltre 1,3 milioni di euro, senza alcuna plausibile copertura economica. Il risultato concreto di questo modo schizofrenico di procedere è che anche la seconda estate se ne va senza che si sia operato il minimo intervento sugli edifici scolastici e neppure si intraveda l’ombra di una decisione sensata.

 

Invitiamo caldamente la maggioranza a prendere in mano il tema dell’edilizia scolastica e a produrre proposte che siano risolutive in termini di qualità, quantità e sicurezza. Perché questo possa avvenire è indispensabile conoscere i fatti e per questo motivo abbiamo deciso di ripubblicare la ricostruzione cronologica degli atti amministrativi che si sono succeduti.

 

  • 01 febbraio 2006 La Giunta all’unanimità ha affidato l’incarico per la redazione del “Documento di inquadramento delle politiche urbanistiche (art. 25 comma 7 LR 12/2005)”, che rappresenta il primo passo verso la stesura del Piano di Governo del Territorio.
  • 05 luglio 2006 La Giunta all’unanimità ha affidato l’incarico per la “Predisposizione dello studio di fattibilità, relativamente alla realizzazione del polo scolastico a completamento delle strutture scolastiche e sportive esistenti presso l’attuale scuola media”, da finanziarsi dando “in permuta il suolo su cui insiste l’attuale scuola elementare, oggetto di dismissione per inadeguatezza fisica e normativa”.
  • 29 novembre 2006 Il Consiglio Comunale ha approvato a maggioranza il “Documento di inquadramento delle politiche urbanistiche” che individua come temi fondamentali il polo scolastico, il polo socio assistenziale (casa di riposo, casa Cadei, alloggi per anziani), il polo relazionale (nuova piazza nel Loc del Sul) ed il polo delle attività culturali e giovanili (intervento sulla struttura dell’oratorio e canonica, recupero della macina). Nello stesso Consiglio per la prima volta sono stati presentati i risultati dello studio di fattibilità che, per quanto riguarda il polo scolastico, prendeva in considerazione due ipotesi alternative, la prima consistente nella costruzione di un edificio unico che comprendesse elementari e medie, la seconda che prevedeva la costruzione in prossimità delle scuole medie, che sarebbero state ristrutturate, della sola scuola elementare e la ristrutturazione delle medie.
  • 19 febbraio 2007 Il Consiglio Comunale ha deliberato la realizzazione del polo scolastico limitatamente all’edificio della scuola elementare, da costruirsi nell’area attigua agli impianti sportivi, con la procedura della “finanza di progetto” e con la cessione, in parziale pagamento, dell’area di via De Gasperi, riservandosi ulteriori valutazioni sulle necessità dell’attuale edificio della scuola media. Si tratta di un edificio disposto su due piani della superficie complessiva di 5.650 mq. con segreteria, mensa a servizio anche delle medie, aula magna, palestra, 20 aule, 7 laboratori, la biblioteca oltre a 5 blocchi di servizi igienici. Il costo complessivo dell’intervento è di € 5.070.000,00 di cui una parte, pari a  € 1.950.000,00 finanziata attraverso la cessione a lavori ultimati dell’attuale edificio della scuola elementare ed il resto a canone ventennale con decorrenza dalla data di consegna dell’edificio ultimato, di cui abbiamo simulato l’importo in € 270.000,00 all’anno oltre all’ IVA.

  • 27 aprile 2007 Il Consiglio Comunale bocciava per la prima volta il Bilancio di previsione, da tutti giudicato un bilancio solido, flessibile,che ricorreva al credito in misura molto limitata, soprattutto con buona capacità di autofinanziamento, che sapeva garantire l’alta qualità dei servizi offerti, in particolare quelli rivolti alla persona, senza ricorrere ad alcun aumento di tasse per i cittadini, nonostante lo stesso non contenesse la previsione di realizzazione del polo scolastico, e l’amministrazione si fosse impegnata a far eseguire un approfondito studio di fattibilità relativo all’ampliamento e ristrutturazione dell’attuale scuola elementare, i cui risultati sarebbero stati illustrati agli organismi scolastici e portati all’attenzione del Consiglio Comunale entro la fine de settembre perché lo stesso potesse ulteriormente esprimersi.
  • 21 maggio 2007 Il Bilancio viene bocciato per la seconda volta in Consiglio Comunale, nonostante in corso di seduta fosse stato presentato da un consigliere di maggioranza dissidente un documento (vedi Estratto del Consiglio Comunale del 21 maggio 2007), che avrebbe garantito la continuità amministrativa ma che viene respinto con il voto determinante dello stesso presentatore. La seconda bocciatura del Bilancio ha comportato lo scioglimento del Consiglio Comunale e la nomina del Commissario.

Fa piacere constatare, in realtà spiace molto constatare, come tanti fermi avversari del progetto della scuola con motivazioni assurde e calunniose siano scomparsi dalla scena politica e come altri, magari senza particolare enfasi, comincino a rendersi conto di aver preso un colossale granchio e di aver compromesso pesantemente la possibilità che anche Castelcovati avesse finalmente scuole degne di questo nome

2 risposte a “Torniamo a parlare di scuola”

  1. Luciano Onger ha scritto:

    Il tragico episodio di Torino, dove uno studente è morto e molti altri sono rimasti feriti in modo anche grave per il crollo di un soffitto, forse a causa del forte vento, obbliga tutti ad una seria riflessione sullo stato dell’edilizia scolastica. Invio pertanto un articolo che illustra uno studio di Leganbiente in proposito.

    Il rapporto di Legambiente: scuole vecchie e insicure, a rischio 2 su 3

    Vecchie, prive di manutenzione, costruite in zone ad alto rischio sismico, e con impianti elettrici non sempre a norma, per non parlare del certificato prevenzione incendi e dell’agibilità statica. Le scuole italiane sono insicure, e la tragedia di Torino, profondo nord, dove il crollo del tetto di una scuola ha causato la morte di uno studente di 18 anni, non fa altro che confermare un drammatico trend.

    Circa 10.000 edifici scolastici italiani (il 24% del totale) necessitano di interventi di manutenzione urgenti. Il 42% degli edifici è privo del certificato di agibilità statica. I dati emergono dal rapporto ‘Ecosistema scuola 2008′ di Legambiente, che ha indagato sulla qualità dei 42.000 edifici scolastici presenti su tutto il territorio nazionale, in cui vivono ben 9 milioni di cittadini.

    Uno studente che entra oggi nel mondo della scuola ha grosse probabilità di trovarsi in un edificio vecchio e fatiscente (il 52,8% è stato costruito prima del 1974, cioè prima che entrassero in vigore gli attuali criteri di edilizia antisismica), e privo di manutenzione.

    Appena il 6,26% degli edifici sono stati costruiti in tempi recenti, dal 1990 al 2006, e resiste un 4,49% che risale addirittura all’800 se non prima. Meno della metà delle scuole, il 47,11%, ha goduto di qualche intervento di cura straordinaria negli ultimi 5 anni, e il 23,62% necessiterebbe di interventi urgenti. Senza contare le strutture sportive, che spesso sono un optional (il 36,57% delle nostre scuole ne è completamente sprovvista) e il rischio sismico: tre scuole su quattro sono costruite proprio in zone ad alto rischio, ma il 40% non ha il certificato di agibilità statica.

    E il Piemonte, teatro della tragedia di oggi, spicca per l’età delle sue scuole: quasi metà (il 47,7%) è stato costruito prima del 1974, e il 41,4% (tra cui il liceo di Rivoli) è ospitata in edifici storici. «La tragedia di oggi - denuncia Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente - mette in risalto la necessità e l’urgenza di adeguate politiche di gestione del patrimonio scolastico. Sono numerose ancora le scuole italiane che non raggiungono gli standard minimi di sicurezza, prive dei certificati di agibilità statica o di prevenzione degli incendi, ospitate in strutture inadatte, nate per altri usi e mai modificate, oppure come in questo caso, alloggiate in strutture vecchissime. Il fatto che nel decreto del Ministro Gelmini siano previsti fondi per l’edilizia scolastica va quindi valutato positivamente ma risulta quanto mai urgente completare l’unico strumento utile a fotografare la qualità edilizia degli istituti: l’anagrafe degli edifici scolastici avviata nel 1996 e mai conclusa».

  2. roberto ha scritto:

    Il ministro Gelmini, in visita a Rivoli, ha dichiarato che quanto è lì accaduto è incomprensibile. Credo che questo aggettivo si riferisca all’impossibilità di comprendere il dolore di chi ha perso il figlio in un modo tanto assurdo, di chi ha subito gravi ferite con rischio addirittura di paralisi, di chi – sepolto dalle macerie oppure per sua fortuna solo testimone oculare del fatto - ha passato momenti di paura, di vero terrore, e che si porterà lo shock di questa tragedia per il resto della vita.
    Abbastanza comprensibile mi pare invece la causa dell’accaduto: l’incuria, la scarsa attenzione verso le condizioni di sicurezza in cui versano moltissimi edifici pubblici, in modo particolare gli edifici scolastici.
    E questa è davvero una cosa incomprensibile, perché in questi edifici ci vanno proprio i nostri figli. Non fanno eccezione gli edifici scolastici del nostro paese, e qui parlo in particolare delle scuole elementari, la cui struttura – come dovrebbe essere ormai noto a tutti – non risponde alle vigenti norme antisismiche.
    Abitiamo in una zona a sensibile rischio sismico; per costruire una casa privata, o anche solo un garage, dobbiamo presentare ed eseguire un progetto che dia elevate garanzie di resistenza a scosse sismiche, creando una struttura ingabbiata e vincolata in un tutt’uno fra fondazioni, muri, travi e solai. Ed è giusto, perché poi lì dentro ci andiamo ad abitare noi, o comunque gente.
    Poi, come fosse la cosa più normale del mondo, mandiamo i nostri quasi quattrocento bambini in una struttura che non offre nessuna garanzia di resistenza ai sismi.
    Qualcuno ce l’ha pure fatto notare, ma a quanto pare la tendenza è sempre a sottovalutare lo stato delle cose.
    Ogni tanto, però, disgraziatamente, suonano campanelli di allarme come questo di Rivoli, che sembra arrivato apposta per dire: Che cosa si aspetta per darsi da fare? Servono proprio fatti come questi? Tragedie incomprensibili?

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