ago 01 2009
La bella addormentata
E’ passato oltre un anno da quando l’Amministrazione del Sindaco Camilla Gritti ha preso in mano la guida del nostro paese. Abbiamo aspettato, come è giusto che fosse, che i nuovi amministratori avessero il tempo necessario per ambientarsi, ma purtroppo siamo ancora in attesa che comincino a fare qualcosa di concreto.
L’elenco delle cose che questa Amministrazione avrebbe potuto già aver concluso, perché ereditate, è veramente lungo. La riqualificazione di via De Gasperi, già progettata e finanziata dall’Amministrazione precedente ed approvata dalla Provincia nel marzo 2008, poteva già essere cosa fatta, invece la via (soprattutto i marciapiedi, ma pensiamo anche alla carenza di parcheggi e di ciclabili) versa in uno stato pietoso.
- Scuola Materna: il parco abbandonato
- Ingresso abitato a ovest: lavori in corso
- Parco di Casa Cadei: terra di nessuno
Il parco del polo della terza età e delle associazioni solo in questi ultimi giorni ha assunto un aspetto accettabile, dopo essere stato per mesi terra di nessuno (anche per quest’opera c’erano già sia il progetto che i soldi).
Peccato manchi ancora l’arredo necessario: se ne sono accorti gli spettatori del concerto della banda, che nel parco non hanno trovato né una panchina, né un cestino per i rifiuti. E, francamente, va bene risparmiare, ma lampioni più squallidi - tipo zona industriale - non potevano essere scelti! Ci fa piacere sapere che il progetto ipotizzato dall’Amministrazione Orlandi (che prevedeva l’arredo completo del parco, con tavoli, panchine e gazebo e la messa a dimora di giochi per i più piccoli), inizialmente giudicato troppo costoso dalla Giunta sia stato riesumato per richiedere un finanziamento alla Provincia e quindi verrà, probabilmente, attuato. Anche l’intervento sulla parte rurale di casa Cadei è ancora incompiuto: i gruppi e le associazioni attendono ancora l’assegnazione delle nuovi sedi lì ricavate. Singolare è stato l’atteggiamento della Lega che nel dicembre 2008 ha preso le distanze da questo intervento intrapreso dall’Amministrazione espressione di Proposta per Castelcovati (indubbiamente il più significativo dal punto di vista urbanistico e sociale almeno degli ultimi dieci anni), dicendo che è costato troppo, tra l’altro barando sui conti reali, salvo poi appropriarsene a lavori conclusi. Infatti a gennaio ha approvato il regolamento per l’assegnazione dei locali. In aprile ha emanato uno pseudo bando ad invito, sollecitando gruppi ed associazioni a presentare nel giro di pochi giorni - pena l’esclusione - la domanda per poter accedere alle nuove sedi. Ma siamo a luglio e gli interessati non hanno più saputo nulla.
Rispetto all’edilizia scolastica, la compagine leghista ha avuto un atteggiamento schizofrenico. In campagna elettorale ha promesso un referendum fra i cittadini per la scelta della soluzione fra ristrutturazione delle attuali elementari o la costruzione di un nuovo edificio, consultazione da attuare dopo aver analizzato il problema con il coinvolgimento delle istituzioni scolastiche. Poi, senza neppure coinvolgere il Consiglio Comunale, ha proposto interventi di adeguamento e ristrutturazione per centinaia di migliaia di euro su entrambi gli edifici scolastici (che non possono certo essere considerati di ordinaria manutenzione), che peraltro non risolverebbero alla radice i gravi problemi presenti e rappresenterebbero un enorme spreco di denaro nel caso in futuro si scegliesse di realizzare nuovi edifici, come raccomandato persino dall’ex ministro leghista Roberto Castelli. Questi interventi sono inoltre virtuali, in quanto si basano esclusivamente su finanziamenti da Regione e INAIL, che forse non arriveranno mai. Dunque ci troviamo di fronte ad interventi ritenuti necessari e urgenti, che sarebbero comunque non risolutivi, e che vengono affidati solo alla “generosità” esterna, non basata su mezzi propri e sulla propria capacità amministrativa, anche dal punto di vista finanziario.
Per quanto riguarda le nuove opere pubbliche, quello scritto dall’Amministrazione Gritti sembra un bel libro dei sogni. Per il 2009 prevede, infatti, oltre agli ingenti interventi su scuola elementare (485.000 euro) e media (870.000 euro), anche la riqualificazione di via De Gasperi e della SP 17 e la realizzazione della nuova bretella a nord. Tralasciando di evidenziare in questa sede gli errori procedurali e le contraddizioni fra cifre, fonti di finanziamento, e quant’altro, vogliamo scommettere quante di queste opere verranno effettivamente realizzate? Allo stato attuale le vacanze estive sono cominciate e nessuno degli interventi previsti sulle scuole è nemmeno all’orizzonte…
E sul tema dell’immigrazione, i cittadini si sono forse accorti che qualcosa è cambiato? No? Effettivamente gli extracomunitari presenti a Castelcovati non sono diminuiti, anzi sono aumentati. Chi aveva votato questa compagine perché “così li cacciano via tutti” si è dovuto ricredere. Basta girare per il paese per incontrare tante facce nuove. Ma ecco i dati ufficiali. Nel corso del 2008 gli stranieri nuovi residenti sono stati 228. A questi vanno aggiunte le dichiarazioni di ospitalità (175). A quanto pare, inoltre, anche a Castelcovati viene applicato un metodo caro a tanti sindaci leghisti che, per non far aumentare troppo il numero degli stranieri ufficialmente iscritti all’anagrafe, ritardano artificiosamente il rilascio del certificato di residenza. Di ciò si sono accorti tanti extracomunitari, ma anche cittadini castelcovatesi che hanno richiesto ai propri dipendenti o inquilini stranieri detto certificato. Ciò ha comportato anche per i cittadini nostrani disguidi e perdite economiche, cui sono da aggiungere quelle derivanti dalla soppressione dello “Sportello affitti”, che ha messo in difficoltà gli inquilini con i pagamenti. Quindi neppure la Lega fa miracoli di fronte all’immigrazione, anzi spesso si abbandona a scelte propagandistiche: riaprire la piazza alla circolazione delle auto la domenica per “disperdere” gli extracomunitari, togliere le panchine dalla piazza perché utilizzate soprattutto da stranieri, chiudere un parco perché luogo di ritrovo anche di piccoli immigrati. Dall’altro lato vengono effettuati numerosi controlli sugli appartamenti affittati agli stranieri. Cosa doverosa, ma che viene utilizzata (applicando norme flessibili in modo assolutamente rigido e quindi illegittimo) come arma impropria senza alcun buon senso (e nemmeno senso di umanità) contro persone immigrate regolarmente, che lavorano, pagano le tasse, mandano i figli a scuola. Al punto che basta la mancanza di un solo metro quadro di superficie per revocare ad una famiglia il permesso di risiedere in quell’alloggio, magari perché ne sono aumentati i componenti in seguito ad una nascita. Gli stranieri da tenere “sotto pressione” non sono certo questi, ma gli irregolari e i criminali. Gli extracomunitari “buoni” sono una realtà presente e futura, la cui presenza in Italia e nel mondo occidentale è originata da fenomeni economici di portata mondiale: siamo di fronte ad un fenomeno epocale che nessun paese, né regione, né nazione può o potrà fermare. L’importante è governarlo e non subirlo passivamente. Ma è anche doveroso attuare politiche che abbrevino i tempi di integrazione degli stranieri. Perché, volenti o nolenti, questa integrazione sarà inevitabile. Meglio, allora, che non sia troppo lunga e traumatica. La Lega, sia a livello nazionale che locale, sta cavalcando le problematiche legate all’immigrazione solo per sfruttare le paure viscerali della gente, al solo scopo di conquistare più voti. In questo senso, paradossalmente, gli stranieri fanno comodo alla Lega…



