ago 28 2009
Il parco della vergogna
Primo settembre, riprende la Scuola Materna. E mentre le aule si riempiono di nuovo di bimbe e bimbi, alcuni festanti ed eccitati, altri imbronciati ed impauriti, il parco giochi posto di fronte rimane desolatamente chiuso.
Ad oltre un anno dalla sua “provvisoria” chiusura le motivazioni addotte dal Sindaco e legate alla poca sicurezza dei giochi appaiono per quello che realmente sono, un ridicolo pretesto per sottrarre all’uso quotidiano uno spazio ben posizionato dove si incontravano a giocare i bimbi e a conversare genitori e nonni, senza distinzione di razza e di colore della pelle.
Del resto questo atteggiamento, sordo ad ogni appello al buon senso proveniente da genitori e gruppi politici di minoranza, è perfettamente coerente con altre discutibili scelte di questa amministrazione leghista, dalla rimozione delle panchine in piazza, ai corsi obbligatori per i genitori dei bimbi della Materna, clamorosamente bocciato dal TAR di Brescia, dalla chiusura dello sportello immigrati, alle incerte ed inutilmente vessatorie procedure burocratiche, alle quali sono sottoposti i cittadini stranieri regolari che chiedono la residenza nel nostro comune.
E’ desolante costatare come ci volesse un Sindaco donna, mamma e nonna, come le è piaciuto definirsi nel volantino che proponeva la sua candidatura alle recenti elezioni europee, per sottrarre un parco pubblico al gioco dei bambini.
Ma noi non ci arrendiamo a questo atteggiamento barbaro ed arrogante e continueremo a tenere alta l’attenzione dei cittadini, fino a quando il parco non sarà riaperto ed il problema dell’integrazione verrà affrontato in modo serio.
E per favore non ci raccontino come al solito che non ci sono i soldi.
Con le chiacchiere si possono anche vincere le elezioni, ma di sicuro non si amministra un paese!




29 agosto 2009, ore 20:20
Il parco di via Indipendenza è diventato il simbolo di un modo di amministrare rancoroso e sordo, di una amministrazione inesperta che oltre a non ascoltare le critiche ed i consigli costruttivi di chi ha un poco di esperienza in più, non ascolta nemmeno le richieste dei sui cittadini, a cui impone le proprie convinzioni, dimenticando che amministrare e farei il Sindaco significa porsi al servizio del proprio paese e non sottoporre il paese alle proprie rivalse.
31 agosto 2009, ore 19:34
La chiusura del parco rappresenta un’altra delle piccole torture quotidiane alle quali il sindaco leghista sottopone gli immigrati in quanto tali, senza alcuna distinzione tra regolari ed irregolari. Proprio per questo gli interventi paiono razzisti e punitivi, portati avanti da chi di sicurezza vera si interessa solo a parole e per il resto si limita a spandere nebbia.
Come meravigliarsi che questa sottocultura produca poi slogan come quello comparso sulla pagina Facebook della Lega Nord di Mirano, che dice “Immigrati clandestini: torturali! E’ legittima difesa” o il gioco idiota “Rimbalza il clandestino”, col quale si insegna alle giovani generazioni leghiste come affondare, per ora solo con un maligno click sul PC, i barconi pieni di migranti in avvicinamento all’Italia., messo su internet dal figlio di Umberto Bossi, Renzo, tre volte bocciato alla scuola dell’obbligo e per questo promosso a consulente per l’EXPO. Altro che Roma Ladrona !
Propongo il lancio di un’operazione umanitaria su larga scala, per aiutare questi dementi. Il “logo” potrebbe essere “NESSUNO SARA’ LASCIATO INDIETRO“, o, a scelta: “ADOTTIAMO UN CRETINO” !
5 settembre 2009, ore 18:24
Il fenomeno dell’immigrazione porta certamente problematiche di diversa natura dall’integrazione alla delinquenza e tutte di difficile soluzione.
In questo anno abbiamo visto molteplici provvedimenti: dalle panchine tolte in piazza, ai corsi obbligatori per i genitori, passando dalla chiusura dello sportello affitti; iniziative che visti nel loro complesso di fatto hanno un unico punto in comune : rendere difficile la vita nel nostro comune a chi di Castelcovati non è.
Ma con questi provvedimenti, che ricadono anche sui cittadini di Castelcovati, anziché colpire chi è qui illegalmente ricadono principalmente solo su coloro che proprio a Castelcovati hanno deciso di vivere nel rispetto della legge, pagando un affitto regolare e mandando i propri figli alla scuola materna.
Gli stessi che abitano le case di molti di noi, comprano nei nostri negozi e la mattina salgono sui nostri pulmini per andare a lavorare.
14 settembre 2009, ore 22:08
Valerio, nel suo commento, elenca una serie di provvedimenti presi dalla attuale amministrazione che hanno una caratteristica che li accomuna: tutti sono adottati per risolvere supposti problemi di sicurezza (sicurezza in senso lato: ambientale, sociale, igienico-sanitaria,ecc.).
Ma al realtà è ben diversa, ed è quella che ci indica Valerio, cioè rendere difficile la vita ai residenti stranieri.
Questa cosa loro non la diranno mai, non ci tengono a farsi passare per xenofobi, ma per saperla giusta basta parlare con qualche loro simpatizzante, la famosa “pancia” del movimento, serbatoio di consenso e termometro della situazione. Tutti ne abbiamo almeno uno in famiglia, io, fortunata, molti più di uno!
Così se tolgono le panchine dalla piazza e l’amministrazione si giustifica dicendo che ce n’era troppe e le metterà in casa di riposo perché ce n’è più bisogno, il fedele di turno ti da la traduzione esatta: “ma no, non vedi che ci stavano seduti tutti di loro?, han fatto bene a toglierle”; se si elimina l’isola pedonale della domenica e la spiegazione ufficiale è che tutti hanno diritto a circolare e non è giusto discriminare chi possiede una macchina (!), la versione reale è : “ era ora, son sempre li in mezzo alla strada tutta la domenica, sembrano loro i padroni, almeno con le macchine in giro si tirano da parte!” E via di questo passo.
Va da sé che se si chiude lo sportello affitti è per via di sospette dichiarazioni ISEE mendaci (ma i parametri isee si usano per molte altre cose, leviamo tutto?); se si tolgono tavoli e panchine dal parco di via Giotto è perché si sospetta che servano a bische clandestine di nonni albanesi che sperperano la pensione a domino; se si applicano norme stringenti(ssime) per l’uso di appartamenti in affitto lo si fa esclusivamente a tutela della sicurezza igienico –sanitaria (norme inflessibili con gli stranieri e lasche con gli italiani a quanto pare; forse che noi abbiamo meno diritto alla tutela igienico-sanitaria?); se si chiude il parchetto dell’asilo ancora si invoca la sicurezza, perché i giochi non sono più a norma, (ma l’ennesimo padano doc ti dice “ma quali giochi, quali norme, non vedi che ci sono solo loro ? è uno schifo, fanno fare i bisogni ai loro bambini i giro per il parco!”), ma non preoccupatevi, dicono, il parchetto sarà riaperto prima possibile.
Intanto è già passato un anno e il parco è ancora lì chiuso, tutto è stato rimosso, persino tavoli e panche, tabula rasa. Un anno e due calde estati in cui molti bambini hanno dovuto rinunciare ad uno spazio dedicato al gioco e alla socializzazione per rimanere più tempo ristretti in appartamenti spesso surriscaldati e in compagnia di se stessi, ma , grazie ad attenzioni da nonna premurosa , finalmente in sicurezza.