set 08 2009
Bresciaoggi del 06 settembre sul parco chiuso
Bresciaoggi di Domenica 06 Settembre 2009 PROVINCIA, pagina 20
Castelcovati. Nel mirino dell’Amministrazione uno striscione che chiedeva la riapertura dello spazio verde inagibile da oltre un anno.
Parco chiuso, il Comune multa il sit-in di protesta
di Massimiliano Magli
«Codice della strada violato» Ma le minoranze insorgono «Un precedente pericoloso contro il diritto di opinione»
Si inasprisce a castelcovati la vertenza sul parco di via Indipendenza. L’ultimo sit-in è costato una multa salata ai gruppi di minoranze e alle famiglie che da mesi si battono per la riapertura dell’area verde chiusa dal Comune per non meglio precisati motivi di sicurezza, da oltre un anno.
LUCIANO ONGER, ESPONENTE del gruppo di opposizione «Proposta per castelcovati» si è visto recapitare una contravvenzione da 394,60 euro per violazione del codice della strada.
Nel mirino del Comune sono finiti i cartelli di protesta esposti sulla rete di cinta del parco. «Si tratta di una multa alla libertà di opinione e di pensiero - osserva Paolo Olivini di Proposta per castelcovati - un gesto arrogante che conferma la volontà di questa Giunta di perseguitare chiunque non la pensi allo stesso modo e di cancellare ogni spazio di svago per le famiglie socialmente più deboli come gli extracomunitari».
Le minoranze impugneranno la contravvenzione «davanti ogni ordine di giustizia» e chissà «che - osservano -anche la partita del parco «non finisca in un’aula di tribunale».
NONOSTANTE LA SANZIONE, la protesta avanza e pochi giorni fa sulla cinta dell’oasi è comparso l’ennesimo cartellone con la scritta: «Parco chiuso, che vergogna!».
Uno slogan che sintetizza il nodo del contendere. «Il parco è stato chiuso in vista di una manutenzione mai avviata - spiega Paolo Olivini -. Il sindaco non può pensare che i cittadini di castelcovati subiscano ingenuamente provvedimenti senza alcuna reale motivazione, se non quella di scoraggiare la frequenza di spazi pubblici da parte di bambini e famiglie di immigrati».
È questo infatti il sospetto della minoranza che ha accusato il primo cittadino Camilla Gritti Marini di «ostacolare il prezioso processo di integrazione delle nuove generazioni di immigrati».
Lo spazio verde deserto e privo di manutenzione è sempre più aggredito dal degrado.
LA MULTA RISCHIA di far precipitare i rapporti già difficili fra maggioranza e minoranza. Ultimo motivo di attrito la decisione del sindaco di porre sub iudice il budget di 133 mila euro messo a disposizione con il nuovo Piano per il diritto allo studio. «O i soldi ci sono - ha affermato in Consiglio comunale Luciano Onger - oppure è meglio ridurre le disponibilità e comunicare alle scuole almeno le cifre certe. Il clima di incertezza impedisce una adeguata programmazione agli istituti».
Una richiesta che non è stata accolta e che ora rischia di pregiudicare l’implementazione dell’offerta formativa e persino la conferma degli standard assicurati negli scorsi anni.
