set 18 2009

Bresciaoggi del 18 settembre sul balletto della multa

Tag , , , scritto da: Proposta per Castelcovati alle 18:07

Bresciaoggi di Venerdì 18 Settembre 2009 PROVINCIA, pagina 25

Castelcovati. I vigili chiedono al prefetto di cancellare la contravvenzione elevata per l’affissione di uno striscione contro la prolungata chiusura dell’area verde.

Protesta al parco, annullata la multa

E le minoranze fanno una scoperta clamorosa: «Quell’area non appartiene neppure al Comune»

Di Massimiliano Magli

18_25_bso_f1_541Dopo la contravvenzione ai protagonisti del sit-in di protesta che chiedeva la riapertura del parco chiuso da oltre un anno s’infiamma a Castelcovati la polemica sull’area verde di via Indipendenza.
Dalle minoranze è partito ora un doppio affondo. «Anzitutto - spiega Paolo Olivini, consigliere comunale di Proposta per castelcovati - abbiamo scoperto che il Comune non ha mai effettuato nessuna ordinanza, ma ha semplicemente messo a verbale la chiusura del parco. L’aspetto che ci ha lasciato più stupefatti è apprendere che l’area verde è di proprieta della materna Capitanio che la ha semplicemente ceduta in uso temporaneo al Comune. L’Amministrazione civica sta insomma facendo il bello e il cattivo tempo su un immobile che non è nemmeno suo. A questo punto auspichiamo un intervento del Consiglio di amministrazione dell’asilo».
Ma c’è di più: anche la multa di 394 euro elevata dal Comune per uno striscione di protesta esposto all’ingresso del parco sembra avere una serie di vizi di forma.
Il primo riguarda il destinatario della contravvenzione notificata a Luciano Onger che da oltre un anno non è più capo gruppo di Proposta. «In secondo luogo - spiega Olivini - il verbale, per stessa ammissione del Comandante della Polizia locale, cita in modo errato gli articoli oggetto della presunta violazione. Per questo i vigili hanno inviato al Prefetto istanza di annullamento della contravvenzione in sede di autotutela, meccanismo che non funziona esattamente così».
In effetti l’annullamento dovrebbe essere promosso in autonomia dall’Amministrazione civica, poiché il ricorso al Prefetto è una pratica che spetta esclusivamente al trasgressore. «Fino a che punto un’iniziativa di protesta contro la chiusura è inquadrabile in base a codici e regolamenti che disciplinano circolazione e pubblicità, quando invece sarebbe più logico pensare a una legittima e civile manifestazione di dissenso?» è l’interrogativo polemico lanciato da Paolo Olivini.

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