nov 28 2009
Alla ricerca dell’Identità perduta
Da anni la Lega Nord sta ottenendo importanti risultati elettorali soprattutto al nord e in particolare nelle nostre zone. Oltre a proposte, magari efficaci, ma di difficile comprensione nelle loro concrete ricadute, quali il federalismo, la vera motivazione del suo successo sta nella “richiesta di sicurezza”, che i cittadini avvertono come problema reale, ma che, grazie ad una martellante campagna mediatica, viene percepito come unico vero problema.Così non passa giorno senza che il termine sicurezza non compaia sulle prime pagine dei giornali, nei provvedimenti legislativi, nelle iniziative assunte dai sindaci. A furia di parlare di “emergenza sicurezza”,” pacchetto sicurezza”, “patto per la sicurezza”, ormai si sentono tutti più sicuri, forse.
Viene infatti da chiedersi se davvero i provvedimenti assunti abbiano determinato una maggiore sicurezza per i cittadini o piuttosto non abbiano finito per individuare negli stranieri gli unici responsabili della nostra insicurezza.
A livello locale dovremmo sentirci più sicuri perchè sono state tolte le panchine dalla piazza, perché è stato chiuso il parco dell’asilo, perché viene resa più difficile la possibilità per gli stranieri di costruirsi una vita dignitosa, o piuttosto accettiamo che vengano contrabbandate come incremento della nostra sicurezza l’insicurezza degli stranieri che, sempre più, vengono concepiti come la causa di tutti i nostri problemi?
Se solo volessimo ragionarci sopra dovremmo constatare che rispetto a 10 anni fa i flussi migratori si sono alleggeriti, anzi negli ultimi mesi, a causa della crisi economica, stiamo assistendo a migrazioni di ritorno, che sempre maggiore è la presenza di nuclei famigliari, quindi del numero di donne e bambini, il che rende il fenomeno certamente meno “pericolosi” rispetto all’inizio, quando i migranti erano uomini soli, richiamati dalla prospettiva del lavoro.
Eppure l’avversione nei confronti degli stranieri aumenta, assumendo connotazioni fino ad ieri sconosciute, da guerra di civiltà o da difesa delle nostre radici, fino a sfociare in vere e proprie forme di razzismo.
Sono purtroppo frequenti gli episodi di piccola e grande criminalità che coinvolgono stranieri, ma ancora maggiore è la percezione che ne ha la gente. Proprio per questo è necessario che chi detiene il potere, sia politico che amministrativo, agisca con moderazione, perseguendo con durezza i colpevoli, ma stando bene attenti a non sparare nel mucchio, trasformando un problema di ordine pubblico e di sicurezza in un problema etnico.
Purtroppo questo non succede e la Lega, che amministra molti comuni, la provincia, la Regione e lo stato, sta soffiando sul fuoco del razzismo, che oggi porta consenso, della necessità di difendere le nostre radici, la nostra identità di popolo cristiano, impadronendosi, in modo strumentale e nel quasi totale silenzio, di simboli religiosi, che nulla hanno a che fare con la politica.
Si fa paladina della difesa del crocifisso nelle aule scolastiche, come se altri volessero toglierlo, istituisce concorsi sul miglior presepio, come se gli altri volessero distruggere la tradizione, attribuisce nomi natalizi a spettacolari iniziative di controllo dell’immigrazione.
E’ di questi giorni il nome White Christmas attribuito dal Sindaco di Coccaglio all’azione finalizzata al controllo, casa per casa, degli extracomunitari ed a togliere la residenza a chi non è in regola con il rinnovo del permesso di soggiorno.
Operazione certo legittima, anche se eccessiva, ma che bisogno c’era di collegarla al Natale e poi giustificarla, come ha fatto il Sindaco di Coccaglio con la necessità di “iniziare a fare pulizia” o teorizzando, come ha fatto l’assessore di quel comune, che “il Natale non è la festa dell’accoglienza ma della difesa delle nostre radici cristiane”?!
O forse è solo un problema di simboli, di un partito politico, la Lega, alla ricerca di una non meglio precisata identità padana, che trova comodo appropriarsi di simboli cristiani, dal crocefisso al presepio, dal Natale alla festa del Santo Patrono, molte volta senza comprenderne il significato o stravolgendolo.
Forse dovremmo tutti ricordarci che Baldassarre era nero e che il 25 dicembre, a Betlemme, Palestina, in una mangiatoia, il Bambin Gesù non è venuto al mondo per inaugurare la festa delle radici cristiane e della nostra identità, quasi fosse una sagra paesana a base di canunsei e vin brulè !







