dic 24 2009
Chi ha tirato il freno a mano?
Il tempo vola… ma se attorno a noi tutto rimane immobile la nostra percezione dello scorrere dei giorni risulta molto falsata.
Non sembra vero, ma sono passati venti mesi da quando l’Amministrazione guidata da Camilla Gritti si è insediata in municipio. Qualcuno se ne è accorto? E da cosa mai un cittadino comune potrebbe capire che da oltre un anno e mezzo qualcuno di nuovo sta amministrando il nostro paese? Dai numerosi cantieri aperti per realizzare opere pubbliche? Da scelte più oculate in campo urbanistico? Da una assistenza sociale più attenta? Dalle iniziative culturali messe in campo? Dalla maggiore autorevolezza acquisita da Castelcovati a livello sovraccomunale? Dalla minor presenza di extracomunitari? Dalla maggior sicurezza del nostro territorio? Dal clima più disteso con le opposizioni, con le associazioni, con i cittadini?
Provi ciascun cittadino a rispondere, lo faccia onestamente, pensandoci su qualche secondo, dando una risposta non per partito preso (”Ho votato Lega alle comunali, dunque secondo me stanno amministrando bene!”), ma una risposta sincera…
Spesso qualcuno chiede: “Ci sono novità in comune?”. La risposta è sempre negativa, perché in pratica non si muove mai niente. Le scelte più significative attuate dall’Amministrazione riguardano il sostegno al polo di logistica in quel di Chiari, ma a ridosso del nostro confine, con il nostro Sindaco piegato ai voleri di quello clarense, e due interventi urbanistici (Piano di lottizazione in via Fontanone e Piano di recupero capannoni dismessi in via Matteotti - vecchia sede Reti Gritti). Questi interventi che potevano essere l’occasione il primo per dotare di adeguata viabilità i comparti sud e la Sgraffignana, completando le previsioni del nostro piano regolatore, e il secondo per dotare di parcheggi adeguati, marciapiedi, ciclabili e verde una zona particolarmente congestionata, fornendo un esempio per i futuri interventi in quell’ambito, sono stati gestiti, nonostante i richiami delle opposizioni, in maniera non adeguata in municipio, caricando le zone in cui si inseriscono di problemi.
Giorni fa un cittadino originario di Castelcovati, che non abita più qui da una quindicina d’anni ma frequenta il paese mi diceva: “Certo che Castel è rimasto indietro parecchio rispetto ad altri comuni vicini…”. Non ho potuto che confermare, facendo osservare che gli interventi più significativi nel tessuto urbanistico e sociale del paese si sono avuti con le amministrazioni espresse da Proposta per Castelcovati; per il resto quasi nulla (eccetto il rifacimento di via Chiari). E c’è stato pure il commissariamento (e si sa chi ringraziare…). Aggiungevo: “Con questa Amministrazione il paese rischia seriamente di perdere altri cinque anni… “.
E’ proprio così: se questa Amministrazione continuerà a mantenere i ritmi sin qui dimostrati questi anni saranno veramente sprecati e Castelcovati anziché fare passi in avanti, andrà indietro!
Finora la Giunta Gritti ha solo saputo portare avanti (con grande fatica in termini di tempo e di risultati), ma non ancora a termine, opere e progetti già avviati in precedenza, come la sede delle associazioni nell’ala rustica di casa Cadei, il parco della casa di riposo e il parcheggio retrostante. Di suo ha solo saputo chiudere, cedere, disfare.
Prima vittima della sua incapacità amministrativa è stata la CAST srl, la municipalizzata locale che è stata messa in liquidazione (e i conti li faremo alla fine e vedremo chi aveva ragione…), anziché venire valorizzata (come fanno tanti altri comuni con le loro società, sfruttate a beneficio dei propri cittadini e non certo chiuse, chissà perché…). In un periodo di grave crisi economica in generale e dell’edilizia in particolare, la CAST avrebbe potuto rappresentare un volano non indifferente per l’economia locale, attraverso la realizzazione di via De Gasperi, dell’ampliamento del cimitero e di una nuova palazzina residenziale da destinare alle giovani coppie, opere per alcuni milioni di euro. Ma si sa, per fare le cose bisogna anche essere capaci. Poi è caduto sotto la scure della mancanza di idee e di progettualità il parco giochi di via Indipendenza. Quindi la casa di riposo, gestita per decenni dal Comune con elevati standard qualitativi ed in sostanziale pareggio economico e che i nuovi amministratori hanno pensato bene di scaricarsi di dosso affidandola ad una fondazione, vedremo in futuro con che risultati. Il prossimo a cadere - letteralmente - sarà (così dicono) l’ex municipio di via Quinto Capitanio. Nulla da eccepire su questo abbattimento (resterà un po’ di nostalgia per questo edificio vicino al mezzo secolo di vita, ma certo non bello a vedersi), che anche Proposta aveva in programma. Il problema è il dopo: al suo posto verrà creato un parcheggio, ma tutto si fermerà lì. Bene i posti auto, ma per il momento (vale a dire molti anni) addio realizzazione della nuova piazza per la quale la precedente Amministrazione era già in trattative avanzate con la proprietà del Loc del sul. Morale della vicenda: facile distruggere, molto più difficile avere le competenze e l’autorevolezza necessarie per realizzare opere significative per il paese.
Nel frattempo la Giunta fotocopia da un anno all’altro un Piano triennale delle opere pubbliche che è e resta un bel libro dei sogni, pieno di opere utili, alcune urgenti, senza che ne venga mai realizzata una, con l’Assessore al Bilancio in attesa che dall’alto fiocchino finanziamenti improbabili. Così, scuole (basta la parola…), via De Gasperi (l’avete presente?!), S.P. 17, ampliamento del cimitero, ecc. che aspettino pure: evidentemente questi amministratori non hanno fretta…
Il nostro paese, certo, vorrebbe fare uno scatto in avanti, ma qualcuno si ostina a tenere tirato il freno a mano…
