Il tema dell’ICI, o meglio di come l’Amministrazione in carica abbia deciso di gestire gli accertamenti relativi all’ICI, sta suscitando negli ultimi tempi l’interesse di molti in paese, chi perché direttamente colpito da una richiesta di pagamento, chi perché - da “politico” - si pone alcune domande circa la correttezza e l’opportunità delle scelte fatte dalla Giunta Gritti, che tanto si è vantata sui fogli distribuiti nel periodo natalizio di aver intrapreso una caccia all’evasore proprio sull’ICI.
Anche questo sito è diventato luogo di confronto su questo tema. Il neo-nato circolo del PD di Castelcovati ha “approfittato” di questo strumento per far maggiormente conoscere il testo di un volantino diffuso nei giorni scorsi, primo intervento pubblico sul tema ICI. Alcuni utenti hanno quindi espresso le loro considerazioni in merito.
Vorrei sottolineare alcuni aspetti:
- Proposta per Castelcovati non ha ancora preso una posizione pubblica sulla questione, ma non è che non si sia accorta del problema; anzi ci sta ragionando con serietà, trattandosi di una tematica complessa che richiede di essere approfondita con attenzione;
- ho appurato che anche gli altri gruppi di opposizione consiliare ritengono meritevole di essere affrontato “politicamente” il tema ICI, e confido che si possa intraprendere un’azione comune;
- ho notato come negli interventi dell’utente “Pepito”, accanto a considerazioni del tutto condivisibili, ci sia l’insinuazione che l’”azienda di famiglia” del Sindaco sia stata favorita da questo provvedimento sull’ICI. A parte il fatto che non vedo come ciò sarebbe stato possibile, non avendo basi sulle quali esprimere un giudizio, mi limito a ritenere che i comportamenti corretti o meno della ditta in questione saranno valutati da chi sta compiendo gli accertamenti con professionalità e obbiettività. Qualora “Pepito” avesse elementi che dimostrassero il contrario, avrebbe il dovere di renderli pubblici.
Proposta per Castelcovati ed alcuni suoi elementi in particolare sono stati vittime, nel tempo, di insinuazioni del tutto infondate, diffuse ad arte per screditare le persone e l’azione amministrativa che veniva portata avanti; anche per questo motivo, il nostro gruppo non ritiene siano questi gli strumenti e gli argomenti (che creano solo confusione e tensione inutili) da utilizzare per contrastare politicamente un avversario.
Paolo Olivini
Bresciaoggi di Sabato 16 Gennaio 2010, pagina 17 Provincia
IL CASO. I Comuni alla prese con la scarsità di risorse finanziarie
Ici, stangata preventiva sui terreni edificabili
Urago anticipa le destinazioni del piano di governo E castelcovati aggiorna le cartelle esattoriali
di Massimiliano Magli
Che non si tratti di cartelle pazze è sicuro, ma che diano alla testa dei cittadini che le ricevono è probabile. Accade a Urago e castelcovati, dove i Comuni hanno messo gli occhi sull’Ici consentita, ricorrendo a soluzioni differenti quanto analoghe per filosofia: colpire chi ha molto di più o chi non ha mai pagato.
A Urago le esigenze di cassa sono ben visibili dalla decisione di mettere in atto la riscossione sulle superfici Ici che il nuovo Piano di governo del territorio prevede possano diventare edificabili. Già la precedente giunta aveva disposto che con il nuovo Pgt le aree in «odore» di edificabilità sarebbero state colpite da una parte dell’aliquota.
Il tutto, salvo poi restituire le somme percepite qualora, con la pubblicazione ufficiale sul Bollettino ufficiale della Regione Lombardia, fossero state stralciate aree precedentemente inquadrate come edificabili. Se questa operazione è in corso con la Giunta leghista di Antonella Podavitte è altrettanto vero, come ammette il sindaco Guido Madona, «che fummo noi a prevedere tale imposizione».
Del resto, l’unica variante rispetto al solito è che in questo caso si chiedono in anticipo i soldi sulle potenziali aree anziché attendere la loro determinazione.
Le percentuali crescono dal 30 al 60% in base alla natura della superfici: da quelle residenziali si sale progressivamente verso le artigianali e industriali, passando prima per le commerciali. Per dare un’idea, una superficie di 18 mila metri quadrati a destinazione artigianale paga un’Ici di circa 13 mila euro a Urago.
A castelcovati il caso è diverso. Il Comune ha aggiornato i valori delle aree edificabili, come previsto dalla legge, e su questa base inviato cartelle per decine di migliaia di euro. La minoranza Proposta per castelcovati accusa: «Un danno per l’edilizia, già provata dalla crisi». Inoltre viene contestata l’esazione (si parla di circa 250 mila euro) affidata alla coop Fraternità di Ospitaletto, con percentuali di compenso in relazione a quanto riscosso. «Ciò - spiega il consigliere comunale Paolo Olivini - finirà per gravare pesantemente sui compratori e sui costruttori di case». «Sono tutte bugie - ha commentato il sindaco Camilla Marini Gritti - a pagare certe somme tanto suggestive saranno soltanto gli evasori, per relative mora e sanzione, mentre chi ha beneficiato di un lascito continuerà a pagare i valori che ha sempre pagato». La Gritti ha inoltre definito «impossibile il rischio di speculazione delle cooperative di riscossione, perché il Comune ha la possibilità di autotutela definendo somme più basse laddove non sia convinta del valore indicato dalla coop». Ha infine ricordato che questa prassi è diffusa nei Comuni dei dintorni e che peraltro applicano il 7 per mille contrariamente al 6 di castelcovati.