feb 20 2010

ICI : confronto negato

Tag , , scritto da: Proposta per Castelcovati alle 10:42

Rappresentanti dei tre gruppi consiliari di minoranza, Impegno per Castelcovati, Castelcovati al centro e Proposta per Castelcovati, si sono incontrati più volte nel corso dell’ultimo mese per approfondire, anche con l’ausilio di tecnici, la tematica dell’ICI, ovvero di come l’Amministrazione Gritti ha gestito gli accertamenti relativi a questa imposta comunale.

I gruppi di minoranza hanno trovato sul tema in oggetto una posizione comune e hanno chiesto al Sindaco, con lettera protocollata il 12 febbraio e nella Conferenza dei capigruppo che si è svolta la sera di quello stesso giorno, di inserire un punto specifico sul tema ICI nell’ordine del giorno del Consiglio comunale del 17 febbraio.
Il Sindaco ha risposto negativamente, affermando che la richiesta, per come formulata, non consentiva di istruire un punto su cui deliberare. Ha così evitato che ci fosse un confronto nella sede pubblica istituzionale più appropriata, quale è il Consiglio comunale, per una motivazione formale, non volendo cogliere la sostanza politica sottesa ad una richiesta congiunta dei tre gruppi consiliari.
In alternativa il Sindaco ha proposto un “gruppo di lavoro” (non esistono ancora le commissioni consiliari!), vale a dire una sede non istituzionale né formale, e soprattutto che si svolgerebbe tra il chiuso delle mura del municipio. Tra l’altro, il Sindaco ha sostenuto durante la Conferenza dei capigruppo l’utilità di tenere un confronto in un “gruppo di lavoro”, perché ogni giorno si impara qualcosa su questo tema, data la sua complessità (non ho usato le virgolette perché le parole usate non erano esattamente le stesse, ma non si discostavano molto da quelle che ho riportato): alla faccia delle certezze che l’Amministrazione sembrava avere su questo tema, date le scelte che ha attuato e le modalità secondo le quali ha agito nei confronti dei cittadini!

Impegno per Castelcovati, Castelcovati al centro e Proposta per Castelcovati sono convinti che la problematica dell’ICI sia importante per molti cittadini e, quindi, per prima cosa, hanno voluto informare la cittadinanza del fatto che si stanno interessando alla questione e, per contro, dell’atteggiamento assunto dal Sindaco. (vedi volantino) E si riservano di agire in diverse sedi, sia istituzionali che informali, ma sempre pubbliche, perché si giunga ad un chiarimento dei tanti dubbi che la vicenda degli accertamenti ha sollevato, a tutela dei cittadini.
Con due precisazioni: le minoranze consiliari non si sono mosse per difendere gli evasori (perché chi ha sbagliato - in buona o cattiva fede - deve pagare), né per tutelare gli interessi di grandi proprietari: le scelte dell’Amministrazione sull’ICI avranno ricadute anche sui piccoli proprietari di terreni e, in prospettiva, anche sul mercato immobiliare (aumento dei costi delle case per recuperare i costi sostenuti per pagare l’ICI sulle aree edificabili).

Secondo i tre gruppi l’Amministrazione Gritti ha commesso molti gravi errori, sia di natura tecnico-formale che politica.
La prima richiesta è quella di un serio confronto aperto al pubblico. Poi si vedrà…

Paolo Olivini


feb 20 2010

Dal Giornale di Brescia sull’ICI

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Giornale di Brescia del 20 febbraio 2010 pag 18 La Provincia

Castelcovati «Botta e risposta» sull’Ici

Le minoranze contestano le modalità con cui viene realizzata la verifica sull’imposta dovuta nel 2003

di Barbara Bertocchi

CASTELCOVATISugli accertamenti Ici, è scontro in questi giorni tra maggioranza e opposizione. I tre gruppi di minoranza consigliare - «Impegno per Castelcovati», «Castelcovati al centro» e «Proposta per Castelcovati» - contestano le modalità con le quali l’Amministrazione del sindaco Camilla Gritti sta gestendo l’operazione di verifica dei pagamenti dell’Imposta comunale sugli immobili che i cittadini avrebbero dovuto eseguire dal 2003. Numerose sono infatti, a loro avviso, le irregolarità compiute dal Comune (il cui braccio operativo è la comunità Fraternità) in fase di accertamento.
In particolare circa le aree edificabili due sono i punti sui quali i consiglieri insistono: «Il fatto che - spiega Paolo Olivini di Proposta per Castelcovati - la perizia relativa ai valori delle aree stesse sia stata redatta da un ingegnere incaricato dalla cooperativa e non direttamente dal Comune e sia stata approvata dalla Giunta e non dal Consiglio. Ma soprattutto la scelta di attribuire alle aree edificabili ai fini del calcolo dell’Ici valori all’incirca doppi rispetto a quelli, indicati dall’Amministrazione, che sono stati di riferimento per chi ha pagato correttamente». Olivini commenta quindi: «È giusto che chi ha sbagliato debba pagare. Ciò deve comunque avvenire entro un certo limite. Anche perché così facendo il Comune rischia di indurre i piccoli proprietari terrieri a svendere i loro appezzamenti edificabili, ma coltivati perché troppo gravati dal peso dell’Ici. A nostro avviso appare illogico sovraccaricare così il settore immobiliare in un momento di crisi come quello attuale». Dal canto suo ecco il parere dell’Amministrazione: «Siamo stupiti - commenta la Gritti - che le minoranze contestino il controllo da noi avviato sull’Ici, invece di scandalizzarsi del fatto che gli accertamenti non fossero correttamente eseguiti sin dal 1992».
Circa la situazione dei proprietari di aree edificabili, continua: «Nei riguardi di questa categoria, corrispondente al 3-4% dei contribuenti, le precedenti Amministrazioni hanno tenuto un atteggiamento di privilegio generando iniquità fiscale ed un mancato introito nei bilanci comunali. Risponderemo - conclude il sindaco - ai consiglieri nel corso del tavolo di lavoro programmato per il prossimo il 25 f ebbraio».


feb 10 2010

Bugie e mezze verità

Tag , , , scritto da: Proposta per Castelcovati alle 21:51

Riceviamo e volentieri pubblichiamo:

A Proposta per Castelcovati

Pur essendo da mesi alle prese con un problema che toglie il sonno a me alla mia famiglia, cioè alle pressioni e alle intimidazioni del Sindaco e dei suoi collaboratori perché si acconsenta alla cessione di un’area, ho ritenuto fino ad oggi opportuno tenermi tutto dentro, anche sulla base della considerazione che della mia vicenda personale non interessasse nulla a nessuno.
La lettera di Giulia al vostro sito, la vostra chiara presa di posizione e, ancor di più, l’articolo di BresciaOggi, dove il Sindaco nega l’esistenza di una qualsiasi trattativa, mi hanno convinto a superare la mia naturale ritrosia e a raccontare i fatti.

Da settembre fino ad oggi, per almeno quattro volte, l’ultima a fine gennaio, i proprietari dei terreni ad est del cimitero, compresi tra la prosecuzione di Via Matteotti a nord, il parcheggio del cimitero a sud e Via Indipendenza, sono stati convocati a mezzo telefono dal Comune ad incontri che avevano per oggetto la cessione bonaria di aree.

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Si tratta di terreni di complessivi 33.000 metri quadrati circa, ripartiti tra 9 proprietari diversi, dove il Comune ha intenzione di realizzare la nuova scuola materna, oltre a parcheggi, viabilità e residenza. In cambio della cessione gratuita ci è stata offerta volumetria edificabile, previo pagamento di una somma complessiva di oltre 1 milione di euro per le opere di urbanizzazione.

La destinazione a scuola materna è stata evidenziata dal Sindaco e confermata dalla presenza ad uno degli incontri del Presidente della Scuola Materna stessa.
Mi risulta pertanto incomprensibile il motivo per il quale il Sindaco senta la necessità di negare incontri svolti alla presenza di numerosi testimoni.
Non tocca a me sindacare sugli obiettivi del Comune di Castelcovati e sulla opportunità di realizzare una nuova scuola materna, anche se una opinione in merito me la sono fatta, tocca però sicuramente a me e alla mia famiglia decidere se risulti interessante perdere terreni per avere, a pagamento, metri cubi.
E noi abbiamo valutato che non ci interessa, ritenendo preferibile la destinazione agricola, perché agricoltori sono i miei nonni, perché mi piacciono la campagna e gli animali e non ho alcuna intenzione, anche se può apparire strano, di trasformarmi da grande in palazzinara.
Fino a qui si tratta di una normale vicenda amministrativa, nella quale ai cittadini vengono prospettate soluzioni, che non vengono ritenute interessanti.
Quello che invece non è per nulla normale è il metodo!
Siamo stati convocati sempre senza avvisi ufficiali ma semplicemente per telefono, non ci è mai stata fornita alcuna proposta ufficiale in modo da poterla sottoporre a persone competenti, non sono mai state ascoltate le nostre perplessità e in nessuna considerazione è stata tenuta la nostra volontà di mantenere il terreno nelle condizioni attuali. Anzi al minimo accenno da parte nostra che potesse lontanamente sembrare una contestazione, siamo stati minacciati di esproprio, un termine che alle nostre orecchie suonava foriero di chissà quali sventure.
Salvo poi scoprire che allo stato attuale parlare di esproprio è solo una vuota minaccia di persone arroganti che, non sapendo costruire il consenso, credono di cavarsela con la forza.

Francesca


feb 07 2010

Dall’ICI all’edilizia scolastica, ovvero quando di lombardo nel cervello c’è solo la nebbia

Tag , , , scritto da: Proposta per Castelcovati alle 12:19

L’intervento di Giulia, che prende le mosse dalla vicenda dell’ICI ma che si concentra sulla questione edilizia scolastica, conferma cose note ed aggiunge particolari che meritano di essere approfonditi.

Partendo dalle cose consolidate è ormai chiaro a tutti che un’amministrazione che sulla problematica scuole aveva promesso un referendum si sta invece movendo per la realizzazione di una nuova scuola materna, di cui nessuno avverte la necessità, trattandosi dell’edificio che dal punto di vista strutturale e degli spazi a disposizione meglio risponde alle esigenze per le quali è stato costruito e più volte ampliato ed adeguato alle normative.E questo per poter poi intervenire sull’attuale edificio della scuola materna per ristrutturare ed ampliare l’attuale sede della scuola elementare.

  • Tutto questo avviene in contrasto come già detto col programma elettorale sul quale la Lega ha ottenuto i voti, col documento di inquadramento delle politiche urbanistiche e con il piano triennale delle opere pubbliche.
  • Tutto questo avviene senza alcun coinvolgimento del Consiglio Comunale, delle commissioni, dei gruppi di lavoro, del dirigente scolastico, del consiglio di istituto e dei cittadini.
  • Tutto questo avviene senza che vi sia alcuna indicazione, tantomeno alcuna certezza su procedure, tempi, costi e copertura finanziaria.
  • Tutto questo avviene nell’assordante silenzio di tutti coloro, consiglieri, istituzioni scolastiche e gruppi politici, che tanto si sono dannati per mandare a casa la precedente amministrazione consegnando il Paese alla Lega, al punto da far legittimamente sospettare che a costoro non interessasse tanto la problematica della scuola, quanto piuttosto portare avanti rivincite personali, relegando i comitati, all’epoca sorti come funghi, al ruolo di strumenti di una battaglia di cui non conoscevano i reali obbiettivi.

La novità che emerge dall’intervento di Giulia è rappresentata invece dall’arroganza con la quale gli attuali amministratori trattano i loro cittadini e dal ricorso frequente alla minaccia e all’intimidazione. E’ molto grave il fatto che il Sindaco e la Giunta, incapaci, forse addirittura non interessati, a costruire reale consenso intorno ai loro progetti, minaccino di ricorrere a procedure espropriative che nel nostro paese, a memoria d’uomo, non sono mai state utilizzate.

Ma la loro arroganza è seconda solo alla loro totale incompetenza.

Infatti non esistono ad oggi le condizioni per cui quei terreni possano essere interessati da una procedura espropriativa, in quanto su di essi non è mai stato posto il vincolo preordinato all’esproprio.
Tale vincolo potrebbe essere posto con il Piano di Governo del Territorio, ma questo significa una procedura lunga, assoggettata alle osservazioni dei cittadini interessati e che comunque incrementerebbe di molto il valore di quei terreni, attualmente con destinazione agricola, cui verrebbe conferita capacità edificatoria.
Quando anche ne venisse mutata la destinazione, non esisterebbero ancora le condizioni per poter avviare la procedura espropriativa (basti pensare a quanti terreni nel piano regolatore vigente hanno destinazione ad edilizia scolastica, senza che mai siano stati acquisiti con procedura espropriativa o accordo bonario da tutte le amministrazioni comunali precedenti).
Infatti, per avviare una procedura espropriativa è indispensabile esista il vincolo preordinato all’esproprio, ma questo non è sufficiente. E’ infatti necessario che avvenga anche la dichiarazione di pubblica utilità.
Per questa dichiarazione servono il progetto definitivo dell’opera e la copertura finanziaria dell’intervento. Solo a quel  punto ed in presenza di questi elementi può essere avviata una procedura molto complessa e densa di incognite, dove la possibilità di errore è in agguato in ogni fase, tesa all’accordo bonario con i proprietari delle aree interessate all’intervento, offrendo loro un valore congruo rispetto alla nuova destinazione urbanistica. Solo dopo il fallimento di questo tentativo, che, giova ripetere, richiede cose ad oggi inesistenti quali il vincolo preordinato all’esproprio, la dichiarazione di pubblica utilità, il progetto definitivo dell’opera e la totale copertura dei costi, può avere inizio la procedura espropriativa.
Tradotto in soldoni, senza l’accordo preventivo dei privati, di questa vicenda se ne parlerà con la prossima amministrazione.
Se questo può tranquillizzare i privati, preoccupa invece molto noi la prospettiva che, dopo la fine anticipata dell’amministrazione precedente, il commissariamento del comune e cinque anni di amministrazione leghista, la questione dell’inadeguatezza dell’edilizia scolastica non sia ancora stata affrontata!