feb 07 2010

Dall’ICI all’edilizia scolastica, ovvero quando di lombardo nel cervello c’è solo la nebbia

Tag , , , scritto da: Proposta per Castelcovati alle 12:19

L’intervento di Giulia, che prende le mosse dalla vicenda dell’ICI ma che si concentra sulla questione edilizia scolastica, conferma cose note ed aggiunge particolari che meritano di essere approfonditi.

Partendo dalle cose consolidate è ormai chiaro a tutti che un’amministrazione che sulla problematica scuole aveva promesso un referendum si sta invece movendo per la realizzazione di una nuova scuola materna, di cui nessuno avverte la necessità, trattandosi dell’edificio che dal punto di vista strutturale e degli spazi a disposizione meglio risponde alle esigenze per le quali è stato costruito e più volte ampliato ed adeguato alle normative.E questo per poter poi intervenire sull’attuale edificio della scuola materna per ristrutturare ed ampliare l’attuale sede della scuola elementare.

  • Tutto questo avviene in contrasto come già detto col programma elettorale sul quale la Lega ha ottenuto i voti, col documento di inquadramento delle politiche urbanistiche e con il piano triennale delle opere pubbliche.
  • Tutto questo avviene senza alcun coinvolgimento del Consiglio Comunale, delle commissioni, dei gruppi di lavoro, del dirigente scolastico, del consiglio di istituto e dei cittadini.
  • Tutto questo avviene senza che vi sia alcuna indicazione, tantomeno alcuna certezza su procedure, tempi, costi e copertura finanziaria.
  • Tutto questo avviene nell’assordante silenzio di tutti coloro, consiglieri, istituzioni scolastiche e gruppi politici, che tanto si sono dannati per mandare a casa la precedente amministrazione consegnando il Paese alla Lega, al punto da far legittimamente sospettare che a costoro non interessasse tanto la problematica della scuola, quanto piuttosto portare avanti rivincite personali, relegando i comitati, all’epoca sorti come funghi, al ruolo di strumenti di una battaglia di cui non conoscevano i reali obbiettivi.

La novità che emerge dall’intervento di Giulia è rappresentata invece dall’arroganza con la quale gli attuali amministratori trattano i loro cittadini e dal ricorso frequente alla minaccia e all’intimidazione. E’ molto grave il fatto che il Sindaco e la Giunta, incapaci, forse addirittura non interessati, a costruire reale consenso intorno ai loro progetti, minaccino di ricorrere a procedure espropriative che nel nostro paese, a memoria d’uomo, non sono mai state utilizzate.

Ma la loro arroganza è seconda solo alla loro totale incompetenza.

Infatti non esistono ad oggi le condizioni per cui quei terreni possano essere interessati da una procedura espropriativa, in quanto su di essi non è mai stato posto il vincolo preordinato all’esproprio.
Tale vincolo potrebbe essere posto con il Piano di Governo del Territorio, ma questo significa una procedura lunga, assoggettata alle osservazioni dei cittadini interessati e che comunque incrementerebbe di molto il valore di quei terreni, attualmente con destinazione agricola, cui verrebbe conferita capacità edificatoria.
Quando anche ne venisse mutata la destinazione, non esisterebbero ancora le condizioni per poter avviare la procedura espropriativa (basti pensare a quanti terreni nel piano regolatore vigente hanno destinazione ad edilizia scolastica, senza che mai siano stati acquisiti con procedura espropriativa o accordo bonario da tutte le amministrazioni comunali precedenti).
Infatti, per avviare una procedura espropriativa è indispensabile esista il vincolo preordinato all’esproprio, ma questo non è sufficiente. E’ infatti necessario che avvenga anche la dichiarazione di pubblica utilità.
Per questa dichiarazione servono il progetto definitivo dell’opera e la copertura finanziaria dell’intervento. Solo a quel  punto ed in presenza di questi elementi può essere avviata una procedura molto complessa e densa di incognite, dove la possibilità di errore è in agguato in ogni fase, tesa all’accordo bonario con i proprietari delle aree interessate all’intervento, offrendo loro un valore congruo rispetto alla nuova destinazione urbanistica. Solo dopo il fallimento di questo tentativo, che, giova ripetere, richiede cose ad oggi inesistenti quali il vincolo preordinato all’esproprio, la dichiarazione di pubblica utilità, il progetto definitivo dell’opera e la totale copertura dei costi, può avere inizio la procedura espropriativa.
Tradotto in soldoni, senza l’accordo preventivo dei privati, di questa vicenda se ne parlerà con la prossima amministrazione.
Se questo può tranquillizzare i privati, preoccupa invece molto noi la prospettiva che, dopo la fine anticipata dell’amministrazione precedente, il commissariamento del comune e cinque anni di amministrazione leghista, la questione dell’inadeguatezza dell’edilizia scolastica non sia ancora stata affrontata!

2 risposte a “Dall’ICI all’edilizia scolastica, ovvero quando di lombardo nel cervello c’è solo la nebbia”

  1. Mario ha scritto:

    Cara giulia credo che i proprietari minacciati di esproprio possano dormire sonni tranquilli ancora per un po’.

    La procedura di esproprio, come puoi leggere qui è lunga e complicata. Se pensi che gli attuali amministratori nel tempo di sono vantati di:

    - Non eseguire i lavori di via de Gasperi per la mancanza del “nullaosta della provincia”, quando questo documento da mesi era al protocollo del comune ma che non hanno visto, capito o trovato;

    - aver “vinto” il ricorso TAR, presentato da alcuni genitori contro l’obbligatorietà dei corsi per ottenere l’abbattimento della retta dell’asilo, di aver, in questo caso il Sindaco, diffuso la notizia alla stampa per poi scoprire che il ricorso era stato pienamente accolto dal tribunale;

    - negare l’utilizzo del centro civico ad un gruppo che vuole organizzare corsi di lingua italiana, dimenticandosi di aver rilasciato la medesima autorizzazione ai commercianti per un corso per creare confezioni originali;

    è evidente la “confusione” nelle loro parole e nel loro operato.

    Dubito che possano percorrere indenni la tortuosa strada che prospettano.

  2. Mario ha scritto:

    Ho bisogno di capirci qualcosa:

    - leggo dall’intervento di Giulia: “è il Comune che vuole trasformarle in aree edificabili per poter realizzare un progetto ( asilo nuovo, parcheggi, case comunali….)”; evidentemente Giulia ha informazioni di prima mano ;

    - leggo il commento di Pepito, che evidentemente non è così addentro nelle vicende, il quale si dimostra non a conoscenza della vicenda, ma in ogni caso se ne dichiara molto stupito, ritenendola pertanto attendibile;

    - leggo il commento del vostro sito che interviene sull’argomento fornendo ulteriori elementi di conoscenza, oltre a chiarimenti sulle procedure;

    - leggo l’ulteriore intervento di Giulia che, oltre a ringraziare, conferma nella sostanza le intenzioni dell’amministrazione comunale.

    Poi oggi leggo questo articolo sul Bresciaoggi:

    CASTELCOVATI. A proposito di un esproprio

    Il gruppo Proposta apre una polemica sulle scuole locali
    Ma il sindaco contrattacca: «Sulla materna nessun progetto»

    E’ polemica a Castelcovati sulla politica scolastica dell’Amministrazione comunale.
    Ad attaccare la maggioranza è il gruppo di «Proposta per castelcovati» con il consigliere Paolo Olivini e la militante del gruppo stesso, Alessia Festa.
    NEL MIRINO dell’opposizione sarebbe la decisione di mettere mano anzitutto alla scuola materna e di procedere con un esproprio in un’area a ovest dell’abitato di castelcovati.
    «Se c’è un progetto che ha meno urgenza - spiega il consigliere Paolo Olivini - è proprio quello della scuola materna, mentre invece le scuole elementari e la scuola media avrebbero da tempo bisogno di un intervento radicale…».
    «Anzitutto, dunque, perché non prevedere quest’opera - sottolinea Olivini - e pensare alla scuola materna soltanto successivamente, magari lasciandola dov’è. Inoltre è molto anomalo che il Comune proceda con un esproprio, non contemplato per ragioni di edilizia scolastica. Infine, ci chiediamo che fine abbia fatto il referendum consultivo, annunciato da questa maggioranza a tutti i cittadini di castelcovati durante la campagna elettorale».
    Parole che sono state rispedite in blocco al mittente dal sindaco, Camilla Marini Gritti, che ha detto di cadere dalle nuvole in fatto di edilizia scolastica: «Prima mi dovrebbero dire dove hanno visto il progetto, visto che non ne esiste uno simile, nemmeno di massima. Abbiamo semmai messo mano al Pgt e di questo parleremo e discuteremo in Consiglio comunale. Ma da qui alle deduzioni del gruppo di Proposta ci passa una bella differenza». M.MA.

    Qualcuno è in grado di spiegarmi chi racconta bugie o mezze verità?

    grazie

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