feb 10 2010
Bugie e mezze verità
Riceviamo e volentieri pubblichiamo:
A Proposta per Castelcovati
Pur essendo da mesi alle prese con un problema che toglie il sonno a me alla mia famiglia, cioè alle pressioni e alle intimidazioni del Sindaco e dei suoi collaboratori perché si acconsenta alla cessione di un’area, ho ritenuto fino ad oggi opportuno tenermi tutto dentro, anche sulla base della considerazione che della mia vicenda personale non interessasse nulla a nessuno.
La lettera di Giulia al vostro sito, la vostra chiara presa di posizione e, ancor di più, l’articolo di BresciaOggi, dove il Sindaco nega l’esistenza di una qualsiasi trattativa, mi hanno convinto a superare la mia naturale ritrosia e a raccontare i fatti.
Da settembre fino ad oggi, per almeno quattro volte, l’ultima a fine gennaio, i proprietari dei terreni ad est del cimitero, compresi tra la prosecuzione di Via Matteotti a nord, il parcheggio del cimitero a sud e Via Indipendenza, sono stati convocati a mezzo telefono dal Comune ad incontri che avevano per oggetto la cessione bonaria di aree.
Si tratta di terreni di complessivi 33.000 metri quadrati circa, ripartiti tra 9 proprietari diversi, dove il Comune ha intenzione di realizzare la nuova scuola materna, oltre a parcheggi, viabilità e residenza. In cambio della cessione gratuita ci è stata offerta volumetria edificabile, previo pagamento di una somma complessiva di oltre 1 milione di euro per le opere di urbanizzazione.
La destinazione a scuola materna è stata evidenziata dal Sindaco e confermata dalla presenza ad uno degli incontri del Presidente della Scuola Materna stessa.
Mi risulta pertanto incomprensibile il motivo per il quale il Sindaco senta la necessità di negare incontri svolti alla presenza di numerosi testimoni.
Non tocca a me sindacare sugli obiettivi del Comune di Castelcovati e sulla opportunità di realizzare una nuova scuola materna, anche se una opinione in merito me la sono fatta, tocca però sicuramente a me e alla mia famiglia decidere se risulti interessante perdere terreni per avere, a pagamento, metri cubi.
E noi abbiamo valutato che non ci interessa, ritenendo preferibile la destinazione agricola, perché agricoltori sono i miei nonni, perché mi piacciono la campagna e gli animali e non ho alcuna intenzione, anche se può apparire strano, di trasformarmi da grande in palazzinara.
Fino a qui si tratta di una normale vicenda amministrativa, nella quale ai cittadini vengono prospettate soluzioni, che non vengono ritenute interessanti.
Quello che invece non è per nulla normale è il metodo!
Siamo stati convocati sempre senza avvisi ufficiali ma semplicemente per telefono, non ci è mai stata fornita alcuna proposta ufficiale in modo da poterla sottoporre a persone competenti, non sono mai state ascoltate le nostre perplessità e in nessuna considerazione è stata tenuta la nostra volontà di mantenere il terreno nelle condizioni attuali. Anzi al minimo accenno da parte nostra che potesse lontanamente sembrare una contestazione, siamo stati minacciati di esproprio, un termine che alle nostre orecchie suonava foriero di chissà quali sventure.
Salvo poi scoprire che allo stato attuale parlare di esproprio è solo una vuota minaccia di persone arroganti che, non sapendo costruire il consenso, credono di cavarsela con la forza.
Francesca


11 febbraio 2010, ore 17:29
Ringrazio Francesca per la minuziosa ricostruzione dei fatti. Ora mi è tutto più chiaro!
Mi vengono però altre considerazioni ed altri dubbi:
1.Premesso che l’idea di una nuova scuola materna mi sembra una fesseria, che gente abbiamo ad amministrare il comune di Castelcovati?!
2. Se per una vicenda quasi normale, come è una trattativa con privati, il sindaco ricorre ai sotterfugi ed estromette il Consiglio Comunale, quante altre vicende vengono sottratte alla conoscenza?
3. E sul nuovo piano di governo del territorio quali altre operazioni i nostri solerti amministratori stanno gestendo, fuori da ogni controllo?
4. Chi comanda veramente a Castelcovati, gli eletti dai cittadini o piuttosto vi è una sorta di appalto del settore urbanistica ai leghisti di Chiari e ai loro amici immobiliaristi?
5. Le varie minoranze, che rappresentano quasi il 60% del paese, di fronte a vicende come questa, molto preoccupanti, o a questioni di totale ingiustizia, come quella dell’ICI, cosa aspettano a superare le vecchie divisioni e a mettersi d’accordo per iniziative comuni?
Attendo fiducioso risposte.
Grazie
12 febbraio 2010, ore 11:53
Mia mamma mi diceva sempre che le bugie hanno le gambe corte. E infatti. È durata solo un giorno quella messa in giro dal nostro sindaco.
Mi pare che la coraggiosa presa di posizione di Francesca dia una bella botta alla credibilità del nostro primo cittadino.
Avevo già sentore di cosa si stesse muovendo intorno a quei terreni, un primo anticipo era già apparso su questo sito e poi sull’ultimo giornalino di Proposta.
Ma ora lo sfogo di Francesca da corpo alle voci, apre uno squarcio inquietante sulle modalità di coinvolgimento, fatto di metodi piuttosto villani, di intimidazione, di ricorso alla minaccia dell’esproprio come arma di convinzione di massa.
Non erano una novità gli atteggiamenti insofferenti e arroganti. Ora si aggiunge anche il ricorso alla menzogna su una cosa ormai risaputa. E sinceramente non se ne capisce nemmeno il motivo.
Perchè una amministrazione ha il diritto di portare avanti orgogliosamente i progetti in cui crede, anche quelli non compresi nel suo programma se li ritiene importanti per la comunità, a patto che alla gente vengano ben spiegate le motivazioni delle loro scelte. E non mi pare sia questo il caso.
Non vorrei fare dietrologia, ma cosa si nasconde dietro la necessità di smentire una faccenda che coinvolge e sconvolge la vita e la serenità di tante famiglie? La Massoneria, la Gladio, la Cia, le coop rosse? O qualche altro potere forte?
E le altre opposizioni che pensano di tutta questa storia, possibile che siano all’oscuro di tutto? O non la ritengono cosa degna di nota?
Tutto questo pare prenda lo spunto dal desiderio di mettere mano, in modo piuttosto originale, al problema scuole, identificando la soluzione a partire dalla delocalizzazione della materna.
Ma nessuno ha ancora mostrato un piano per dire che tipo di intervento si vuol fare, in che modo, in quanto tempo, quanto costa, dove trova i soldi, in che modo intende attenuare i disagi arrecati al normale svolgimento delle lezioni.
E infine, posto che oramai tutti convengono sulla urgenza di dare risposte rapide alla situazione scuole elementari, cosa ne pensano in proposito tutti coloro che ai tempi si attivarono per contrastare il “polo scolastico” sostenendo fra l’altro che costava troppo (4 milioni), che non ce lo si poteva permettere, che ci saremmo riempiti di debiti? Credono che costi di meno questo? Nessuno si preoccupa più?
Sarebbe anche interessante capire che ne pensano quelli della scuola materna, sentire anche la loro voce dopo un paio d’anni di splendido silenzio.
16 febbraio 2010, ore 9:28
Signora Francesca, personalemnte le posso esprimere la mia solidarietà. Quanto da lei raccontato rasenta l’inverosimile. Queste cose, fotse retaggio di un modo di concepire il pubblico del passato, tornano quando gli amministratori non hanno il senso civico delle cose e la cultura per poter fare gli amministratori.
Mi sembra ancora più deprimente, vedere persone terze, come il Presidente della Scuola dell’Infanzia, prestarsi a questo gioco. Del resto i sintomi di una sua debolezza personale e gestionale, il paese li aveva avuti con la controversa vicenda dei corsi. Ma cosa dire dei mezzucci e della pochezza delle idee messi in campo politicamente dal Sindaco e dalla sua amministrazione. I commenti si sprecherebbero, e anche in questo in negativo. Il problema del plesso scolastico elementari deve essere trattato da tutti con molta intelligenza, e capacità di programmazione per il futuro.
Già azioni politiche su questo preciso problema hanno creato non poche turbolenze, proprio in casa di chi ospita i nostri commenti. La cosa migliore che si possa fare e promuovere un dibattito aperto, limpido con tutti i cittadini. Ma fare quello che questa amministrazione in modo così meschino persegue, mi sembra molto brutto e poco etico.
Saluti.
28 febbraio 2010, ore 16:31
Qualche tempo fà avevo fatto degli interventi, allacciandomi ad un discorso di PepitoLoStraniero, dove si parlava di edilizia scolastica,avrei voluto che le chiacchere non fossero vere, ma da quello che ho
letto, purtroppo, si è rivelato tutto giusto.La piena solidarietà alle persone coinvolte e soprattutto a Francesca che con la sua coerenza e schiettezza ha permesso di poter ragionare su dati certi.
Mi pare di aver capito che il problema non è il progetto in sè, tutto è discutibile, tuttto è verificabile, ma le modalità con cui è stato portato avanti. E’ normale voler programmare il futuro del paese e prevedere ampliamenti e servizi ma non in questo modo. Gli strumenti per farlo ci sono ma bisogna usarli in modo appropriato e legittimo,coinvolgendo tutti e con la massima trasparenza, non si può fare tutto nei meandri nascosti, ed avere la pretesa che si accetti tutto senza poter dire la propria opinione. E’ vero loro sono gli
amministratori, ma sono i cittadini che li hanno votati, e la fiducia va guadagnata non è un diritto che si acquisisce in automatico insieme alla poltrona.Tutta questa vicenda mi porta a fare delle riflessioni:”
Questo è stato solo un’episodio sporadico e magari sfuggito di mano,o è la fotografia reale del loro modo di amministrare quotidiano? Se cosi fosse quanti altri progetti o idee sono stati portati avanti cosi? Quanti ce ne sono ancora in discussione, senza che nessuno
sappia niente? Ad esempio penso alla prossima demolizione del Comune vecchio, resterà il progetto originale o anche questo sarà modificato ad uso e consumo? Sarà una piccola Piazza? Saranno parcheggi? e il
perimetro è sempre quello o sono state inserite aree nuove ( esempio cascine confinanti) per costruire magari ,nuovi edifici?”.
Sono abbastanza delusa da questi ultimi anni amministrativi di Castelcovati perchè a partire dal Commissariamento fino alla attuale
Amministrazione è stato un susseguirsi di perdite di tempo e risorse, di giochi politici, di un rimbalzarsi sempre le colpe e tutto ciò a
discapito delle reali e necessarie esigenze del paese che vengono sempre messe nell’angolino in attesa di non si sa che cosa.Sarebbe ora che si cominciasse a fare qualcosa di concreto, a Castelcovati servono
fatti e non parole, di quelle ne sono state già spese a sufficienza
9 marzo 2010, ore 20:22
Da quasi due anni il nostro comune sta sperimentando una amministrazione a guida Lega Nord.
Tra le note caratteristiche del nuovo corso si segnalano la scarsa attenzione alla democrazia, la totale chiusura al confronto con gli altri, la continua ricerca di presunte responsabilità altrui, nel vano tentativo di nascondere nel polverone la pochezza della propria azione amministrativa.
Temi importanti per il futuro della nostra collettività sono stati così sottratti al confronto nel Consiglio Comunale, dopo aver abolito le commissioni, da sempre importante strumento di partecipazione dei cittadini e di costruzione delle decisioni più significative.
Questo modo di agire chiuso in sé stesso determina una situazione paradossale per la quale tutto fila liscio se il volere del Sindaco e dei suoi più stretti collaboratori viene accettato supinamente, ma guai ad obiettare perché allora ci si imbatte in un atteggiamento monarchico, per il quale avere un’idea diversa costituisce reato di lesa maestà e chi si permette di pensare con la propria testa è partecipe di una congiura ordita da chissà quale mente diabolica e perversa.
Assistiamo così ad atteggiamenti del Sindaco ostinati e prepotenti, che a volte sfociano nel surreale, basti pensare all’arrancare alla ricerca di pretesti per non concederci il centro civico per i corsi di lingua italiana per donne straniere.
Ma se questa vicenda è stata portata alla conoscenza di tutti perché il PD non si lascia certo intimidire, ci sono molte altre situazioni alle quali si è tentato in tutti i modi di mettere la sordina e che con molta fatica, grazie al coraggio dei diretti interessati, sono venuti alla luce dopo molti mesi.
Esemplare è il caso del bizzarro progetto “nuova scuola materna”, che il Sindaco ha negato esistesse, salvo poi essere sbugiardata dalla lettera di Francesca, persona coinvolta nella vicenda.
Questa lettera, oltre ad aprire uno squarcio su una situazione insospettabile fino a pochi mesi fa, insinua grossi dubbi su cosa stia succedendo in Comune e su chi comandi veramente.
Soprattutto in previsione del nuovo Piano di Governo del Territorio non vorremmo trovarci con i giochi già fatti, salvo poi scoprire che le scelte urbanistiche del nostro paese, quelle che determineranno la qualità della vita nei prossimi anni, sono state assunte altrove!
Chiari docet!