mar 27 2010

La piazza che non c’e /2

Tag , scritto da: Proposta per Castelcovati alle 11:33

Ebbene sì, si torna a parlare di piazza. Questa idea, questo desiderio che da anni aleggia in paese ma che mai si era concretizzato torna ad essere oggetto di interesse e discussione.

Questa piazza ideale, tanto sognata da pochi, si è di fatto concretizzata diventando patrimonio di tutti. Infatti con la demolizione del vecchio Municipio il centro storico si è come “alleggerito” diventando più vivibile e piacevole, regalando alla comunità nuove prospettive.
Edifici storici un tempo schiacciati dalla mole del vecchio comune hanno ripreso aria e luce; spazi un tempo chiusi come l’aia del “Loc del Sul” si sono aperti alla vista di tutti arricchendo il nostro centro storico.
Chiunque si trovi a passare percepisce positivamente questi nuovi spazi liberi e queste vedute che sono una grande, quanto unica occasione per la nostra comunità.

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  1. Palazzo Avogadri da Via Caduti: il progetto presentato ne nasconderà la vista.
  2. Incrocio Via  Antico Castello: anche questo scorcio verrebbe sottratto alla vista.
  3. Vista dell’ambito di intervento da sud: anche questo scorcio verrebbe coperto.
  4. Vista dall’alto dell’ambito di intervento da nord: si notano il condominio a 4 piani che verrebbe valorizzato e l’acquedotto che invece verebbe demolito
  5. La tipica tipologia di cascinale lombardo del Loc del Sul: l’intervento proposto ne cancellerebbe persino la memoria.
  6. Vista dell’ambito di intervento da est: in primo piano il condominio che farebbe da cornice alla “nuova piazza”

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La gente del paese osserva con attenzione ed ottimismo questi nuovi spazi già immaginando che bella piazza si potrebbe realizzare. Un luogo di incontro e di vita che essendo bene comune dovrebbe nascere da un progetto aperto al confronto con le minoranze ed i cittadini in modo che tutti possano dare un contributo di idee e suggerimenti, facendo diventare la piazza un’opera pubblica sentita e condivisa da tutti, disegnata a misura delle esigenze della comunità.
Purtroppo però a causa dell’ottusità dell’amministrazione Gritti questa occasione rischia di essere perduta per sempre.
Derubando la cittadinanza della possibilità di esprimersi la giunta leghista all’insaputa di tutti ha sviluppato un progetto piuttosto discutibile, presentandolo all’ultimo momento e forzando la mano per farlo approvare in un clima di grande frenesia ed ansia che lascia quanto meno perplessi.
Sorge grande amarezza da questo comportamento antidemocratico e prepotente, ma ancor più sorge grande preoccupazione perché il progetto presentato è in realtà la negazione della piazza; si rinuncia infatti a soddisfare il bisogno del paese di spazi pubblici aperti per piegarsi alla logica privata del metro cubo, intasando il centro con nuovi enormi edifici, riducendo la piazza a una piccola corte interna di nessuna utilità pubblica che va a beneficio solo dei futuri negozi privati circostanti.
Il Gruppo di Proposta per Castelcovati in maniera ferma e risoluta si opporrà a questo progetto che nonostante sia stato pagato dal Comune non ha nessuna finalità pubblica, ma è stato ritagliato su misura all’ennesimo speculatore privato.
Infatti il progetto riguardante l’area dell’ex Municipio e del “Loc del Sul” non solo non è finalizzato alla realizzazione della piazza, ma nemmeno è pensato per migliorare la situazione attuale, che anzi peggiorerà pesantemente poiché:

  • Dagli 8000 mc esistenti di municipio e cascina si passerà a 12.240,37 mc di nuovi edifici commerciali e residenziali disposti in una maniera che “schiacceranno” nuovamente il centro storico ricreando un’atmosfera soffocante;
  • Nonostante il notevole aumento di popolazione insediata il numero di parcheggi reperiti sono solo una dozzina in più degli esistenti;
  • Le aree pedonali individuate, compresa la finta piazza, non hanno valore dal punto di vista del pubblico utilizzo, ma servono solo al privato per pagare meno oneri e valorizzare i propri negozi al pian terreno.
  • Lo stesso calcolo degli oneri dovuti dal privato è quantomeno “strano” visto che essi vengono notevolmente ridotti cedendo al Comune delle aree a verde pubblico, a parcheggi, a strade e marciapiedi che sono già esistenti e di proprietà comunale!

Davanti a questo progetto sconsiderato in cui il Comune svende tutto, ma soprattutto compromette tutta l’urbanistica del centro storico, chiediamo all’amministrazione Gritti di fermarsi e ripensare al BENE COLLETTIVO.
Invece di avallare la solita speculazione edilizia il Comune dovrebbe mettersi in campo in prima fila realizzando un progetto di pubblico interesse.
Proponiamo dunque al Comune di :

  • Impegnarsi direttamente nell’acquisto dell’area del “Loc del Sul”, in modo da disporre della libertà operativa di un progetto finalizzato all’interesse pubblico;
  • Promuovere un concorso di architettura finalizzato alla scelta del progetto urbanistico in grado di valorizzare e arricchire il centro storico con la realizzazione della nuova piazza, la sistemazione e l’integrazione degli edifici storici o la riconversione di edifici particolari come l’acquedotto;
  • Coinvolgere il paese in questo progetto dando ampia informazione con assemblee pubbliche e mostre.

Una risposta a “La piazza che non c’e /2”

  1. Mario ha scritto:

    Ritorno sull’argomento piazza, cercando di essere un poco più costruttivo, perché ritengo questo argomento di massima importanza: qui si decide per Castelcovati la possibilità di avere una piazza degna di tale nome.

    Sono convinto che la richiesta, avanzata all’amministrazione comunale dal gruppo di Proposta, di acquisire la proprietà Turrini sia la miglior strada che una amministrazione saggia e competente possa intraprendere.

    Basta guardare al passato di Castelcovati e vedere come la mancata acquisizione a patrimonio pubblico di importanti edifici, quali il palazzo Avogadri, o di aree strategiche, quali la Masna, abbiano precluso in maniera definitiva o difficilmente percorribile la possibilità di realizzare importanti obbiettivi compresi nel piano regolatore generale.

    In altri casi buone amministrazioni non si sono lasciate sfuggire l’occasione di acquisire beni strategici come la Casa Cadei o il Loc del Pio, affrontando il problema non indifferente del reperimento dei fondi e non usandolo, come spesso sento ultimamente dire, come buona scusa per non fare.

    L’acquisizione di questi due ultimi siti ha permesso all’amministrazione Orlandi, sottraendo quell’area di pregio alla speculazione privata, di completare il polo della terza età, interamente dedicato agli anziani ed alle associazioni, come previsto in quella zona dagli obbiettivi indicati, da oltre un decennio, nel piano regolatore generale.

    E qui l’amministrazione ha correttamente costruito rispettando tutti i vincoli che anche il cittadino privato deve rispettare in un piano di recupero.

    Aimè chi è arrivato dopo ha invece deciso di abolire un arco per destinare un locale, che non aveva tale destinazione, a deposito per l’ambulanza !!

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