mar 31 2010
Le mani nella marmellata
Alcuni giorni fa abbiamo pubblicato sul sito due interventi critici sulla piazza che non c’è, basandoci su documenti ufficiali forniti dall’Amministrazione Comunale e firmati dai due progettisti. Abbiamo parlato di un intervento di 12.240,37 metri cubi dei quali 7.097,61 privati. Oltre a muovere critiche nel merito, che rimangono invariate e che riprenderemo più avanti, abbiamo scritto e riconfermiamo che quell’eccesso di volumetria deriva dalla falsificazione di documenti ufficiali. Pubblichiamo di seguito l’articolo comparso oggi sul Giornale di Brescia nel quale, mantenendo inalterati i prospetti, i volumi come d’incanto si riducono a 9.200,00 metri cubi, dei quali 5520si privati. Evidentemente abbiamo ottenuto un primo risultato che però non alleggerisce la posizione dei responsabili, come la restituzione di un portafoglio sottratto furtivamente non annulla il furto. Pare inoltre di capire che questa iniziativa che sembrava tanto urgente viene ricondotta nel libro dei sogni, assomigliando sempre più ad operazioni che hanno meritato gli onori della cronaca in quel di Chiari, come quella del cinema.
A noi interessa veramente che si realizzi la piazza, mentre non ci interessa affatto che attorno ad interessi privati vengano costruiti pacchetti maldestramente confezionati.
Se quello che il Sindaco sostiene nell’articolo è vero e cioè che il prezzo richiesto dalla proprietà attuale è definito , ribadiamo la richiesta che quel bene venga acquistato dal Comune e studiato con i tempi ed i modi necessari a far si che quanto verrà realizzato corrisponda alle esigenze del nostro paese.
Si, perché il Sindaco può anche essere entusiasta per la nuova grande piazza, ma a noi 483 metri quadri (dati desunti dal progetto) fanno pensare più ad un cortiletto!
Quanto ai soldi necessari per l’acquisto ci sono molti modi per farvi fronte, purché si abbiano fantasia e capacità!
Dal Giornale di Brescia del 31 marzo 2010, pag. 18 bassa bresciana
Castelcovati Ecco la piazza Disco verde dalla Giunta al piano di recupero per l’area del vecchio municipio Sorgerà anche un immobile con spazi per appartamenti ed esercizi commerciali
di Barbara Bertocchi
CASTELCOVATI Una piazza per Castelcovati. Il nuovo piano di recupero del «Loc del Sul», licenziato in questi giorni dalla Giunta comunale, prevede di dotare il paese della piazza «che non ha mai avuto», commenta il sindaco Camilla Gritti: «Un’arena da oltre mille metri quadrati solo in parte pensata per ospitare parcheggi pubblici».
L’area interessata è quella dell’ex municipio recentemente abbattuto che, a due passi dal centro, confina a nord con via De Gasperi, a est con via Chiari, a ovest con il viale Dei Caduti e a sud con via Capitanio. Al piano di recupero in oggetto, che verrà sottoposto nel mese di aprile per la prima volta al Consiglio comunale, l’Amministrazione è giunta per mezzo di una trattativa con i privati coproprietari (Turrini).
Nel dettaglio esso prevede la trasformazione dei volumi prima esistenti (si tratta, ci spiega il sindaco, di 8.367 metri cubi derivanti dalla somma delle cubature di ex municipio, ex cascina e acquedotto, da svuotare o abbattere) aumentati, con variante urbanistica al Prg, del 10% (per un totale quindi di 9.200 metri cubi), in un edificio residenziale-commerciale con forma ad «L» dotato di spazi da cedere al Comune. Stando al progetto, al momento solo abbozzato da un tecnico comunale e da uno individuato dai privati, l’immobile, che darà le spalle alle vie De Gasperi e Chiari, ospiterà al pian terreno esercizi di vicinato, nell’ala est, e spazi comunali (circa 350 metri quadrati da adibire in parte, per esempio, a sala consigliare), nell’ala nord, e negli altri due piani (primo e secondo) appartamenti. Il 40% del volume totale dell’edificio spetta infatti al Comune, mentre il restante 60% verrà messo a disposizione dei privati. A realizzare concretamente il progetto sarà un terzo soggetto: «Il piano - spiega il sindaco - sarà oggetto di gara, con importo definito solo per la porzione dei Turrini. Per la parte dell’ente pubblico lo scambio sarà tra il 40% della volumetria, da cedere all’investitore, e gli spazi pubblici, come la sala. Questo significa che l’opera - evidenzia - verrà realizzata senza che il Comune sborsi un soldo». Entusiasta è quindi la Gritti: «Dopo tanti anni di tentativi è stato fatto un passo avanti in forma condivisa con i privati. In un momento economicamente difficile come quello attuale speriamo di trovare un investitore».
Un progetto per l’ex segheria
Sull’operazione piovono però già delle critiche: «Il progetto presentato è in realtà la negazione della piazza - leggiamo nel sito internet del gruppo di minoranza “Proposta per Castelcovati” -. Esso prevede infatti di rinunciare a soddisfare il bisogno del paese di spazi pubblici aperti per piegarsi alla logica privata del metro cubo, intasando il centro con nuovi enormi edifici, riducendo la piazza a una piccola corte interna di nessuna utilità pubblica che va a beneficio solo dei futuri negozi privati circostanti». Oltre a quello sopracitato, tra i progetti di recupero di aree proposti dall’Amministrazione spicca quello dell’ex segheria. Adottato lunedì sera dal Consiglio comunale, questo progetto, che rappresenta la modifica di un vecchio piano mai attuato, comporterà la realizzazione - nel sito a due passi dalla casa di riposo oggi occupato dal capannone di una vecchia segheria - di due edifici da 7mila metri cubi a destinazione commerciale (500 metri quadrati) e residenziale, oltre, ci spiega il sindaco, «alla messa in comunicazione di via Marconi e via Dell’Isola, alla creazione di una pista ciclopedonale collegante via Marconi alla Casa di riposo e alla realizzazione di stalli per auto». Questo in parallelo alla costruzione di alloggi da affittare agli anziani a un prezzo convenzionato in un’area da quasi 700 metri quadrati adiacente al complesso sopracitato. Il tema è stato affrontato, come dicevamo, nell’ultimo Consiglio comunale insieme ad una serie di interrogazioni presentate da Marco Bertoldi (lista di opposizione «Castelcovati al centro»). L’assemblea si riunirà anche stasera alle scuole medie alle 20.30 per discutere il suo nuovo regolamento.

6 aprile 2010, ore 18:21
Non comprendo molto, ma da quello che ho potuto vedre la Domenica di Pasqua sotto il campanile mi ha un poco stupito.
Se si parla di piazza credo che si debba fare un poco di chiarezza, ma soprattutto di spazio. Lo spazio mi sembra molto risicato, e soffocato dalla struttura che si vuole costruire cingendo la “piazza” in una sorta di anfitreato a due livelli.
Pochi gli spazi destinati a piazza, poco verde, pochi parcheggi, e poche idee nuove sulla relizazione cose vecchie, cose già viste. Sicuramente è vero quello spiegato dalla Sindachessa, che si tratta di coniugare il 60% diprivato e il 40% di pubblico, ma se il pubblico deve sepre inchinarsi al privato questo mi sembra strano.
Non entro volutamente nelle disquisizioni relative ai metri cubi, ma forse un numero che fa scopa con altri numeri ogni tanto non farebbe male almeno per far capire ai cittadini con chiarezza di che cifre si parla.
Sicuramente Castelcovati avrebbe bisogno di una piazza con la P maiuscola. A me sembra che questa Amministrazione, più che programmare con la testa, agisca con la pancia, pare che voglia dimostrare di essere più capace nel raggiungere ed elaborare piani rispetto alle vecchie amministrazioni, sembra che la Sindachessa, abbia a fare a gara con chissà quali fantasmi o che intraveda in tutte le cose che propone una sorta di gara a tempo.
Facendo così si sbaglia, su un argomento così importante bisogna riflettere bene e visto che ne passerà di acqua sotto i ponti prima di vedere realzzato il progetto definitivo, sarrebbe cosa più opportuna che l’amministrazione rendesse fruibile ai cittadini il cratere derivante dall’abbattimento del vecchio comune.
Questo sarebbe usare il buon senso, basaterebbe poco e poco tempo.
Poi vedremo se quanto proposto dall’amministrazione troverà il gradimento nei cittadini. Se mi è consentito dire, ho trovato di cattivo gusto che nella giornata della Pasqua qualcuno speculasse sull’afflusso alla Messa per promuovere il proprio interesse. Almeno a Pasqua, Natale e qualche altra giornata comandata, che la politica si faccia da parte, un poco di creanza non guasterebbe.
Pepito lo Straniero.