mag 05 2010

La piazza che non c’e / 4: pretendiamo chiarezza

Tag , scritto da: Proposta per Castelcovati alle 22:05

Riportiamo di seguito l’articolo comparso oggi sul Giornale di Brescia in merito alla vicenda Loc del Sul e nel quale il Sindaco Camilla Gritti Marini annuncia di aver presentato ai carabinieri una querela contro Proposta per Castelcovati e L’altra Campana in quanto sostiene “mi hanno accusato di aver ritoccato una tavola del piano regolatore”.
Riteniamo necessarie alcune precisazioni in merito al contenuto e ai destinatari delle nostre critiche, che, sia chiaro, ribadiamo parola per parola.

  • Sul piano politico: continuiamo a sostenere che la scelta operata dall’amministrazione non tiene nel dovuto conto gli interessi dei cittadini di Castelcovati, preferendo privilegiare l’appetibilità economica dell’operazione. Dovrebbe far riflettere il fatto che su questa posizione, inizialmente sostenuta solo da Proposta per Castelcovati, abbiano convenuto anche tutti gli altri gruppi di minoranza che non a caso hanno compattamente votato contro il provvedimento. Insieme agli altri gruppi contiamo di assumere iniziative di informazione ai cittadini idonee ad evitare quello che a nostro modo di vedere è uno scempio urbanistico.
  • Nel merito della trasparenza: in data 25 febbraio 2010 l’ingegner Diego Belpietro trasmette al comune di Castelcovati il Piano di Recupero del Loc del Sul, facendo riferimento nella lettera di trasmissione agli incontri avuti in proposito, lo stesso giorno la Giunta assume la delibera n. 25 con la quale assegna l’incarico per la relazione dello stesso piano. Tale delibera alla data del 23 aprile non era ancora stata pubblicata. A noi pare evidente come un piano di recupero espressamente previsto di iniziativa pubblica sia stato gestito con procedure poco trasparenti, che non hanno messo i consiglieri comunali di minoranza nelle condizioni di esercitare pienamente il mandato ricevuto dai cittadini. Il fatto che la singolarità degli eventi (incarico contestuale al deposito e pubblicazione tardiva della delibera) possa trovare una qualche giustificazione sul piano giuridico nulla toglie al fatto che sul piano politico questo configuri un atteggiamento di poca trasparenza del Sindaco.
  • Sul piano della correttezza istituzionale: In due successive sedute del gruppo di lavoro dell’urbanistica, surrogato in versione leghista delle commissioni, che si sono tenute in data 8 e 15 marzo è stato presentato un progetto di piano di recupero per una volumetria di 12.240,37 metri cubi, frutto di valutazioni e di interpretazioni dello strumento urbanistico quantomeno arbitrarie. Il Sindaco, invece che convocare il gruppo di lavoro e renderlo edotto degli “errori” presenti in quel documento, ha preferito informare il Giornale di Brescia del progetto di un piano di recupero diverso, con riduzione del volume, e di presentarlo in piazza la domenica mattina, senza neppure informare i consiglieri di minoranza. Non tocca a noi spiegare come sia avvenuta la riduzione dei volumi, ma sicuramente abbiamo pieno diritto di denunciare un atteggiamento di scarsa correttezza istituzionale.
  • Sul dovere di informare i cittadini: Proposta per Castelcovati e L’altra campana, in possesso di documenti forniti dallo stesso Sindaco in occasione del gruppo di lavoro, ha ritenuto doveroso informare i cittadini delle “incongruenze” contenute nei documenti e chiedere con forza che si facesse chiarezza sulle responsabilità perché, se evidente erano la forzata interpretazione delle norme e delle tavole del piano regolatore e la manomissione della tavola di piano attraverso l’arbitraria apposizione di quote finalizzata ad incrementare il volume di oltre 3.000 metri cubi, non altrettanto chiara ne era l’origine.
    Ci saremmo aspettati dal Sindaco doverosi chiarimenti in ordine alle responsabilità. Prendiamo atto che si è preferito presentare querela con lo scopo di sollevare un polverone per evitare di rispondere.

Di fronte a questo atteggiamento poco responsabile Proposta per Castelcovati, che non si lascia di certo intimidire dalle minacce del Sindaco, non solo si difenderà dalla querela ma chiederà che siano altri a fornire le necessarie risposte e a valutare se in quanto è accaduto non sussistano gli estremi di reato.

Dal Giornale di Brescia di martedi 05 maggio pag. 20 bassa bresciana

Castelcovati «Sono diffamata» Il sindaco querela l’opposizione

CASTELCOVATIÈ polemica anche a colpi di carte bollate a Castelcovati fra l’Amministrazione comunale e l’opposizione. Sulla questione «Löc del Sul» il sindaco Camilla Gritti ha deciso di rivolgersi agli avvocati. Le critiche di «Proposta per Castelcovati» (lista di minoranza) al piano di recupero dell’area dell’ex municipio l’hanno spinta a prendere una decisione clamorosa: «Mi hanno accusato di aver ritoccato una tavola del Piano regolatore» dice. Nei giorni scorsi la Gritti si è recata dai carabinieri per presentare una querela.
L’accusa è quella di diffamazione: «Sul sito internet di Proposta per Castelcovati (www.propostapercastelcovati.org) e sul periodico “L’Altra Campana”, pubblicato dalla stessa lista, si sostiene che l’Amministrazione in carica abbia ritoccato la tavola del Prg che riguarda il piano di recupero del Löc del Sul. Come possono affermare una cosa del genere? Per tutelare l’onorabilità della mia persona - continua il sindaco - e della mia Giunta, composta da giovani slegati da interessi economici, ho quindi presentato una querela per diffamazione».
Paolo Olivini, unico consigliere comunale della lista, ha appreso da noi la notizia: «Non sapevo nulla. Se le cose stanno così faremo le nostre controdeduzioni», commenta. Entrando nel merito della questione, Olivini illustra così quanto a loro avviso è successo: «Secondo noi esistono due versioni della tavola. Una originale. L’altra contenente forzature in termini di altezze e volumi. Volumi nuovi, più consistenti di quelli originali, che possono rendere più appetibile agli occhi dei privati l’intervento».
Ricordiamo che la tavola oggetto delle polemiche concerne il piano di recupero del «Löc del Sul», l’area compresa tra le vie Chiari e De Gasperi, fino a qualche mese fa occupata dall’immobile del vecchio municipio che l’Amministrazione Gritti ha intenzione di trasformare in una piazza circondata su due lati da un edificio a destinazione residenziale e commerciale contenente anche spazi comunali (350 metri quadrati). Un progetto, licenziato anche dal Consiglio comunale, che vedrà operare l’ente pubblico a fianco di privati.
Come detto, il sindaco respinge ogni accusa e ha deciso di non limitarsi alla difesa politica, presentando denuncia ai carabinieri.

Una risposta a “La piazza che non c’e / 4: pretendiamo chiarezza”

  1. vania ha scritto:

    Il sindaco s’indigna e sente il dovere di difendere la sua giunta.
    Ma che bisogno ce n’è? Non si deve preoccupare.
    Tutti ormai conoscono e apprezzano la correttezza,
    la trasparenza, l’onesta, il limpido spirito di sola abnegazione che permea questi “giovani slegati da interessi economici”.
    O no?

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