mag 22 2010
Un colpo all’arroganza
Riceviamo e volentieri pubblichiamo:
Rendiconto di una esperienza bella e coinvolgente
Quando decidemmo di organizzare un corso di lingua italiana per le numerose donne albanesi presenti nel nostro territorio, non immaginavamo certo che il Sindaco, seppur di fede leghista, avesse motivo di ostacolarci. Non lo pensavamo perché convinte che un’iniziativa simile andasse a beneficio di tutta la comunità e soprattutto non disturbasse nessuno, ma evidentemente eravamo in errore. Infatti, con pretesti via via più assurdi, ci è stato negato l’uso del Centro civico e velatamente suggerito di lasciar perdere. Ma grazie prima alla sensibilità del parroco e del curato, che ci hanno permesso di tenere le prime due lezioni in un’aula dell’oratorio e prestato poi i tavoli, poi alla generosità di un privato, che ha messo a disposizione alcuni locali abbiamo potuto far decollare il nostro progetto che sta volgendo al termine con successo.
Fin dall’inizio abbiamo avuto un buon numero di partecipanti che è progressivamente aumentato sino a raggiungere le 27 iscrizioni, cosa che ci ha rassicurate circa le qualità e la bontà del nostro impegno; essendo infatti alla nostra prima esperienza in questo campo avevamo un po’ di timore di non saperla gestire in maniera proficua. Invece eccoci qua con un’allegra e numerosa classe di donne desiderose di imparare la nostra lingua per integrarsi più facilmente nel paese in cui le varie circostanze della vita le hanno condotte a vivere.
Ogni mercoledì sera arrivano puntuali a piccoli gruppi, alcune accompagnate dai figli, e, dopo i saluti di rito, si da il via ai lavori. I bambini presenti si riuniscono a giocare in una saletta attigua insieme ad un paio di noi volontarie, mentre le “allieve” si concentrano sulla lezione. La cosa divertente è che i figli ogni tanto le controllano attraverso una piccola vetrata che separa le due stanze, come se i ruoli fossero momentaneamente invertiti, consentendogli di essere loro, una volta tanto, a vigilare e tenere sott’occhio le mamme.
Come in ogni classe che si rispetti anche nella nostra sono presenti le varie tipologie di studenti: c’è il gruppetto delle chiacchierone, che approfitta di ogni occasione per mettersi a cicalare, ci sono le timide, che arrossiscono ogni qual volta le interpelli, quelle coscienziose e serie che seguono la lezione senza mai distrarsi e anche, giustamente, le “suggeritrici”.
Le cose che però colpiscono di più sono l’atmosfera di serenità che si respira e la facilità con cui queste donne semplici ma determinate sanno sorridere e creare allegria. Ricordano un po’ come eravamo anche noi solo pochi anni fa, quando ancora non era indispensabile tutto il superfluo di cui abbiamo esigenza oggi, ma era più forte il senso della solidarietà umana e della comprensione reciproca. Senza voler fare della retorica inutile possiamo affermare che questa esperienza sta dando, dal punto di vista umano, molto più a noi maestre e volontarie che alle nostre allieve, che dovevano esserne le principali beneficiarie.
Il corso terminerà, purtroppo, il 26 maggio, serata in cui faremo la festa di chiusura della nostra scuola provvisoria, aperta alla partecipazione di chiunque condivida lo spirito della nostra iniziativae durante la quale si potranno degustare i dolci preparati da noi e dalle nostre “neodiplomate”.
Siamo intenzionate ad organizzare in futuro altre iniziative analoghe e vorremmo poterle svolgere negli spazi pubblici che amministratori previdenti hanno messo a disposizione della comunità.
Per questo abbiamo presentato un esposto alla Magistratura perché si valuti se il continuo diniego del centro civico opposto con varie motivazioni dal Sindaco alle nostre richieste, oltre ad essere un ingiustificato arbitrio, non costituisca anche un reato penale.
Partito Democratico - Circolo di Castelcovati
Rassegna stampa
Bresciaoggi del 24 maggio 2010
Giornale di Brescia del 25 maggio 2010


22 maggio 2010, ore 17:19
Confermiamo che, in data odierna, abbiamo presentato un esposto alla Procura della Repubblica in merito alla negazione del centro civico per lo svolgimento dei corsi di lingua e cultura italiana per donne albanesi.
Ci ha mosso la volontà di ristabilire a Castelcovati il principio per il quale le iniziative dei gruppi e delle associazioni non devono sottostare alle imposizioni del sindaco e possono usufruire degli spazi e dei locali pubblici, nel rispetto delle leggi e dei regolamenti.
L’esposto, dopo una dettagliata ricostruzione della vicenda, si conclude così :
Considerato.
-L’utilizzo della c.d. sala civica del Comune di Castelcovati è dettagliatamente disciplinato da apposito Regolamento deliberato dal Consiglio Comunale;
-il rilascio dell’autorizzazione per l’utilizzo della sala civica è riservato dalla legge ai dirigenti, o ai responsabili degli uffici, e non compete al sindaco;
-nel caso specifico, non trattandosi di manifestazione artistica (art.3 reg.), non vi era la necessità di “concordare” alcunchè con l’assessore alla cultura o con il sindaco;
-quella promossa, con altri volontari, dalle sottoscritte era una iniziativa indubbiamente finalizzata alla crescita culturale e civile della Comunità (art.1 Reg.), certamente non in contrasto con l’utilizzo previsto dal Regolamento;
-l’operato del sindaco, in disparte ogni considerazione sul “silenzio” di chi era competente a pronunciarsi sulle istanze presentate, pare intenzionalmente volto unicamente ad impedire, al di là di ogni discrezionalità amministrativa, l’uso di una struttura pubblica e quindi a procurare al gruppo promotore dell’iniziativa un danno ingiusto, in violazione di specifica normativa dettata dal Regolamento comunale nonché della normativa statale sul riparto delle competenze tra dirigenza e organi politici.
Di tutto quanto sopra premesso ed esposto le sottoscritte portano a conoscenza codesta Procura, affinchè voglia verificare se nella condotta del sindaco, o di altri, siano ravvisabili profili di responsabilità penale, per abuso d’ufficio o per altri reati.”