lug 16 2010
La piazza che non c’è / 5: esposto alla Procura
Iniziata in sordina molti mesi orsono, a lungo tenuta nascosta al Consiglio comunale ed ai gruppi di minorana, la vicenda del piano di recupero del Loc del Sul rischia di complicarsi ulteriormente e potrebbe creare non pochi problemi alla giunta leghista di Camilla Gritti Marini.
In data odierna infatti Proposta per Castelcovati, a firma di Paolo Olivini, Luciano Onger e Marco Delpanno, ha presentato un corposo esposto di oltre 60 pagine alla Procura della Repubblica perché verifichi se nella condotta del Sindaco o di altri siano ravvisabili profili di responsabilità penale per tentato abuso d’ufficio o altri eventuali reati.
L’esposto ripercorre in modo minuzioso i fatti a partire dal 25 febbraio 2010, quando il progettista incaricato dai privati deposita presso il Comune di Castelcovati un progetto di Piano di Recupero del comparto denominato “Loc del Sul” (di proprietà privata per il 59,27% e comunale per il restante 40,73%) in variante al Piano Regolatore vigente con procedura ai sensi dell’ art. 2 della Legge Regionale n.23/1997, fino alla delibera di adozione del provvedimento, nel frattempo modificato, da parte del Consiglio Comunale.
Si evidenzia nell’esposto come, dalla lettura combinata delle tavole e della relazione tecnico-illustrativa del progetto in questione, il progetto di Piano di Recupero comporti una variante al PRG del Comune di Castelcovati, inquadrata nelle casistiche previste dall’articolo 2 LR 23 del 23/06/1997 lettere c), d), f), e i): tale progetto prevede infatti la totale demolizione degli edifici e la loro ricostruzione con diverso sedime, e con volumi superiori rispetto a quelli demoliti, che vengono desunti attraverso una “interpretazione autentica” della scheda progettuale allegata al vigente PRG, come si evince dalla tavola 4 di rilievo denominata “Elaborato di traduzione dei parametri urbanistici del PRG vigente“.
Attraverso tale “Elaborato di traduzione”, a fronte di volumetria esistente pari a 8.367,85 mc, viene indicato un “Volume complessivo inserito nel P.R” pari a 11.267,64 mc, volume che, incrementato del 10% in forza della proposta variante al PRG, aumenta fino a 12.394,40 mc.
Fin dal 27 marzo 2010 (vedi articolo) sul sito di Proposta per Castelcovati compare un articolo dal titolo “La piazza che non c’è/1″ nel quale, a proposito del progetto così come presentato, si fa cenno a furto di volumetrie, che vengono incrementate di 4.000,00 mc rispetto all’esistente.
L’adozione, nel Consiglio comunale del 27 aprile 2010, di un progetto con volumetria conforme al Piano Regolatore ha rappresentato un successo per l’iniziativa intrapresa da Proposta per Castelcovati e poi condivisa da tutti i gruppi di minorana, che congiuntamente hanno assunto iniziative pubbliche.
Non di meno il tentativo messo in atto di incrementare di oltre 4.000 metri cubi il volume esistente pone seri interrogativi sulle responsabilità in capo ai soggetti che a vario titolo hanno proposto e condotto l’operazione, Sindaco, Assessore all’urbanitica, Giunta, privati proprietari e progettisti.
Il gruppo di Proposta per Castelcovati si sarebbe aspettato che il Sindaco chiarisse fino in fondo nelle sedi proprie. Invece ha preferito querelare coloro che si erano permessi di criticare il suo operato, rei a suo dire di calunnia.
Di fronte alla reiterata volontà di non fare chiarezza ed alla annunciata querela al gruppo di Proposta non è rimasta altra strada che l’esposto.
Dopo l’esposizione cronologica dei fatti, l’esposto si concentra sulle alterazioni dei documenti del PRG, tese ad incrementare in modo artificioso i volumi.
“Proposta da tempo ha contestato all’amministrazione comunale di Castelcovati il sostanziale travisamento delle disposizioni previste dal PRG del comune di Castelcovati per il piano di recupero del Loc del Sul, sia con riferimento alle NTA che alla scheda progettuale: rispetto a quest’ultima hanno sempre preso a riferimento la scheda riprodotta sul sito in data 7 aprile (vedi allegato 1), nella sostanza identica a quella allegata al piano regolatore (vedi allegato 2), difforme in minima parte e comunque tale da non far venir meno alcuna delle censure mosse al progetto di Piano di Recupero, le cui ragioni di seguito si illustrano.
Il Comune di Castelcovati non è ancora dotato di PGT e pertanto il documento urbanistico di riferimento rimane il Piano Regolatore Generale (PRG), approvato con Delibera Giunta Regionale della Lombardia n.7/3381 del 9 febbraio 2001e pubblicato sul BURL, Serie Inserzioni, n. 20 del 16 maggio 2001: questo disciplina in maniera esauriente, all’interno delle Norme Tecniche di Attuazione (NTA), il Piano di Recupero del “Loc del Sul”. In particolare all’articolo 30.3 - PIANI URBANISTICI ATTUATIVI vengono evidenziati i piani di recupero obbligatori ai sensi della legge 457/78, e tra questi, al comma c), è dettagliatamente normato anche l’intervento del complesso edilizio “Loc del Sul”; in particolare l’intervento è disciplinato, senza necessità di “traduzione”, ove viene precisato che:
-
il corpo agricolo esistente posto a nord è soggetto a ristrutturazione di tipo A e quindi al mantenimento della posizione, della tipologia e dei volumi;
-
i volumi demoliti (quindi solo quelli, che certamente non possono essere superiori a quelli esistenti prima della demolizione), possono essere recuperati attraverso la realizzazione di due nuovi corpi di fabbrica, il primo in aderenza ad ovest del corpo agricolo, il secondo sull’area pertinenziale, allineato alla recinzione esistente.
La scheda progettuale allegata alle NTA non aggiunge nulla in ordine ai volumi ma si limita ad evidenziare con apposito retino l’edificio agricolo da sottoporre a ristrutturazione di tipo A, gli immobili da demolire e posizione ed ingombro massimo dei due nuovi edifici da realizzare in sostituzione dei volumi demoliti; la scheda progettuale ha pertanto le caratteristiche di scheda tipologica e non volumetrica con le sezioni che meglio aiutano a comprendere il numero dei piani dei singoli edifici, sia quello da ristrutturare, che rimane a due piani con antistante porticato, che quelli aggiuntivi entrambe a 3 piani.
Di contro, la “traduzione” o “interpretazione autentica” (vedi allegato 3) proposta nel progetto di Piano di Recupero, presentato dall’Amministrazione comunale anche ai componenti il Gruppo di lavoro nelle sedute dell’8.3 e del 15.3.2010, evidenzia alcune modifiche.
La prima è volta a fare in modo che il corpo agricolo esistente, cioè quello soggetto a ristrutturazione di tipo A e con la maggior area di sedime, possa essere considerato edificio di tre piani e non di due; sottolineato che trattandosi di ristrutturazione il numero dei piani non può essere che quello dell’edificio originario, vengono di fatto introdotte, con l’ “elaborato di traduzione dei parametri urbanistici del PRG vigente” alcune modifiche sostanziali, e infatti:
-
vengono tolti dalla scheda progettuale i retini che evidenziano il corpo agricolo esistente soggetto a ristrutturazione di tipo A, rendendo così la posizione dell’edificio non più chiaramente identificabile dalla scheda;
-
viene alterata la sezione B-B, ribaltando in modo speculare solo la parte sinistra della stessa, con conseguente confusione delle sezioni degli edifici, facendo risultare a nord la porzione a tre piani e a sud la porzione a due;
-
viene alterata la sezione A-A, quella che interseca corpo agricolo esistente e nuovo corpo in aderenza ad ovest, togliendo la parte di minore altezza relativa al corpo agricolo, come se l’intero corpo a nord, cioè il corpo agricolo soggetto a ristrutturazione di tipo A, fosse previsto tutto a tre piani;
-
vengono infine tolte dalle sezioni le sagome delle vetture che rendevano evidente la posizione della strada e quindi il nord.
L’insieme degli artifici ottiene il risultato che il corpo agricolo soggetto a ristrutturazione acquisisca di colpo un piano in più.
Pare difficile credere che un insieme così sistematico di interventi su una tavola del piano regolatore possa essere frutto di un semplice errore interpretativo: pare piuttosto riconducibile ad una precisa volontà di ottenere ad arte un incremento significativo dei volumi.
Gli estensori del progetto, non paghi dell’incremento volumetrico così ottenuto, hanno provveduto anche a far comparire, nelle sezioni dell’elaborato di “traduzione” le quote relative all’altezza dei piani che non risultano nella scheda progettuale allegata al PRG.
Tale intervento di quotatura non è solo ingiustificato dal punto di vista concettuale, trattandosi di scheda tipologica e non volumetrica, ma viene effettuato manomettendo le altezze in maniera che ai sottoscritti appare dolosa in quanto, in presenza di una scheda progettuale disponibile non solo su supporto cartaceo ma anche su supporto informatico in formato dwg, non è possibile prospettare errore: a mero titolo esemplificativo, l’altezza del piano terra del corpo agricolo che, rilevata dalla scheda progettuale, risulta essere di metri 3,00, diventa di metri 3,70, lo stesso dicasi per l’altezza del piano terra del corpo aggiunto in lato ovest del fabbricato agricolo che da metri 3,00 passa a metri 3,70. Si ottiene in tal modo, ad esempio, che il corpo agricolo soggetto a ristrutturazione di tipo A passi dall’altezza di metri 6,39, che si desume dalla scheda progettuale del PRG in formato dwg, a metri 9,90.
L’insieme degli interventi portati avanti attraverso la proposta “traduzione dei parametri del PRG vigente” consegue miracolosamente il risultato di ottenere un “Volume complessivo inserito nel P.R.” pari a 11.267,64 mc., ben superiore al volume esistente (oggetto, solo parte ex art.30.3 NTA, di eventuale demolizione) pari a 8.367,85 mc. -tale è d’altronde dichiarato dagli stessi estensori alla pagina 3 della relazione tecnico illustrativa-, con ulteriore potenziale incremento del 10%, e pertanto un volume totale di 12.394,40 mc, cioè oltre 4.000 mc. rispetto al volume effettivamente esistente, con un incremento di valore di circa un milione di euro.
Riteniamo che attraverso una artificiosa “traduzione dei parametri urbanistici del PRG vigente” si sia tentato di introdurre un consistente aumento della volumetria, che si sia cioè voluto creare un insussistente e pretestuoso contrasto tra le NTA del PRG vigente e la scheda progettuale che lo accompagna in modo che, avvalendosi del comma i) della LR 23/97, si potesse dichiarare come prevalente quanto previsto nella nuova tavola “tradotta” rispetto alla norma vigente: il vantaggio patrimoniale che con l’indebito e consistente aumento della volumetria sarebbe stato procurato anche al privato proprietario è di tutta evidenza.
Dalle documentate circostanze, e dal susseguirsi temporale delle stesse, pare altresì potersi dedurre che la tentata “operazione” sia verosimilmente andata in fumo (come risulta dalla delibera di adozione del C.C. del 27.4.2010 che infatti nulla ha “tradotto” o “interpretato” riguardo ai volumi) unicamente per la reiterata, e resa pubblica, opposizione dei gruppi di minoranza.
Siamo consapevoli del fatto che non si faccia politica attraverso il ricorso alla magistratura, ma altrettanto convinti che il rispetto rigoroso della Legge sia una condizione imprescindibile per una corretta amministrazione. Questa semplice considerazione ci ha ulteriormente convinti della necessità di presentare l’esposto.
Rassegna stampa del 17 luglio 2010
Bresciaoggi Giornale di Brescia

