ago 05 2010
Riportiamo a casa i nostri soldati morti nei lager nazisti
Il Brescia Oggi ha pubblicato il 12 luglio scorso l’elenco di 300 militari bresciani (ma anche di qualche prigioniero politico o lavoratore coatto), che dopo l’8 settembre 1943, sbandati e senza ordine, gli stati maggiori smobilitati, il re in fuga, finirono con l’essere internati nei campi di prigionia degli ex alleati tedeschi, i famigerati Stammlager/Stalag. Deceduti e poi sepolti nelle fosse dei lager o nei cimiteri dei paesi vicini, furono esumati sul finire degli anni ‘50 e quelli identificati trasferiti in sei cimiteri italiani d’onore di Austria, Germania e Polonia.
Il capitolo degli internati rappresenta certo una delle pagine più cupe della storia italiana, quando non meno di 700mila soldati italiani si trovarono nel settembre ‘43 in poche ore a passare dalla posizione di alleati a quella di nemici, chiusi nei lager tedeschi, e soltanto una piccola parte accettò di tornare in Italia per vestire la divisa della Repubblica sociale italiana di Salò.
Tra questi militari internati e poi deceduti nei campi di concentramento nazisti vi sono tre nostri concittadini:
BRESCIANELLI GIOVANNI, NATO IL 3 GENNAIO 1917 A CASTELCOVATI (BRESCIA) - DECEDUTO IL 10 GIUGNO 1945 - ATTUALMENTE SEPOLTO A FRANCOFORTE SUL MENO (GERMANIA) - CIMITERO MILITARE ITALIANO D’ONORE - POSIZIONE TOMBALE: RIQUADRO A - FILA 5 - TOMBA 22.
LUPATINI BATTISTA, NATO IL 16 SETTEMBRE 1922 A CASTELCOVATI (BRESCIA) - DECEDUTO IL 14 MARZO 1945 - ATTUALMENTE SEPOLTO AD AMBURGO (GERMANIA) - CIMITERO MILITARE ITALIANO D’ONORE - POSIZIONE TOMBALE: RIQUADRO 1 - FILA Q - TOMBA 22.
NODARI PAOLO, NATO IL 9 OTTOBRE 1915 A CASTELCOVATI (BRESCIA) - DECEDUTO IL 15 APRILE 1944 - ATTUALMENTE SEPOLTO A FRANCOFORTE SUL MENO (GERMANIA) - CIMITERO MILITARE ITALIANO D’ONORE - POSIZIONE TOMBALE: RIQUADRO M - FILA 9 - TOMBA 24.
Oggi vi è la possibilità di far rientrare a Castelcovati le salme dei nostri caduti, dopo che circa vent’anni fa erano rientrate quelli dei caduti sul fronte russo.
Chiediamo all’amministrazione comunale di farsi carico delle procedure e dei costi del rientro delle salme, una volta ottenuto il benestare dei famigliari, e di fare in modo che questa iniziativa diventi l’occasione per riflettere su quegli eventi e sul loro significato, coinvolgendo le scuole, le associazioni d’arma e dei combattenti, le associazioni del volontariato, le forze politiche e tutti i cittadini perché, nel ricordo del sacrificio dei nostri tre militari, si ritrovino le ragioni dell’unità nazionale.
Le notizie, le fotografie e le piante dei cimiteri sono tratte dal sito www.robertozamboni.com
Rassegna stampa


7 agosto 2010, ore 6:03
Sono Roberto Zamboni (www,robertozamboni.com), l’autore delle ricerche sui caduti italiani sepolti nei cimiteri militari italiani in Germania, Austria e Polonia. Già nel 2008 sono riuscito a far presentare due proposte di legge per addebitare allo Stato tutte le spese per le riesumazioni ed il rimpatrio dei nostri caduti. Purtroppo, visti i tempi di “vacche magre”, questi disegni di legge sono tuttora fermi in Commissione Difesa e temo che difficilmente potranno superare la Commissione Bilancio, visto che, facendo un calcolo approssimativo, per poter rimpatriare i nostri caduti sepolti nei sei principali cimiteri militari europei, servirebbero circa 32 milioni di euro.
L’alternativa (che tra l’altro io propongo sempre ai parenti dei caduti) è proprio di coinvolgere le amministrazioni locali. Pertanto ritengo che la vostra iniziativa sia veramente lodevole. Roberto Zamboni - Verona
7 agosto 2010, ore 12:11
Egregio Signor Zamboni,
la ringraziamo per il suo intervento.
E’ grazie al suo lavoro certosino, di ricerca e raccolta dati sulle storie dei soldati internati o deportati nei campi nazisti, che siamo venuti a conoscenza della sorte toccata a nostri tre concittadini, e della possibilità di riportarne a casa le spoglie.
Gliene siamo sinceramente grati.
Non mancheremo di tenerla aggiornata sul’esito delle iniziative che verranno assunte.