set 29 2010

Gli alloggi per anziani sommersi dalle chiacchiere

Tag , scritto da: Proposta per Castelcovati alle 17:38

La casa è un bisogno primario al quale le amministrazioni di Castelcovati hanno da sempre prestato una particolare attenzione. Così nel tempo, a partire dagli anni ‘60 con Giuseppe Morandini Sindaco, il Comune ha realizzato sia alloggi da concedere in affitto a canone agevolato ai nuclei famigliari bisognosi e a persone anziane, che alloggi a riscatto destinati alle famiglie di lavoratori e alle giovani coppie. In anni più recenti queste iniziative tese a favorire la casa in proprietà si sono esplicate attraverso l’ urbanizzazione delle aree PEEP e con la realizzazione di alloggi da parte della CAST, assegnati in proprietà a cittadini di Castelcovati.

Il completamento di questa attività del Comune sul tema della casa doveva essere rappresentato dalla costruzione di nuovi e moderni alloggi per anziani e famiglie con disabili, realizzati con le più avanzate tecnologie per il risparmio energetico e ubicati in posizione centrale, al Loc del Pio, già di proprietà comunale e per i quali esisteva un progetto approvato dalla precedente amministrazione.
Non è che il comune disponesse di uno scarso numero di alloggi (anzi, sono più di 60), ma la vetustà di molte palazzine, i costi eccessivi delle manutenzioni, l’inadeguatezza energetica e la loro ubicazione, spesso periferica, rendeva necessario che si provvedesse ad una loro “rottamazione”, sostituendoli con tipologie meglio rispondenti per confort e ubicazione alle esigenze delle persone anziane.

Siamo stati quindi contenti quando, oltre un anno fa, la nuova amministrazione, ponendosi in apparente continuità con le precedenti, ha annunciato di voler costruire alloggi per gli anziani, ma anche piuttosto preoccupati per l’ubicazione scelta che, oltre a non considerare la disponibilità del centralissimo Loc del Pio, collocava la costruzione in una zona molto periferica e tagliava a metà un parco pubblico.
Siamo rimasti invece proprio allibiti quando il Sindaco, solo poche settimana dopo l’annuncio, paventava il rischio che gli alloggi non potessero essere realizzati nella zona scelta per la presenza di una presunta discarica. Ci saremmo aspettati che a queste dichiarazioni seguissero i fatti e da subito si scegliesse una ubicazione alternativa e migliore tra le molte opportunità che il nostro Comune offre.
A oltre un anno di distanza ci troviamo con l’ipotesi dei nuovi alloggi per anziani scomparsa dalle priorità dell’amministrazione e con un presunto problema ambientale ancora indefinito per consistenza e totalmente irrisolto.

Ribadiamo con forza la richiesta al Comune di procedere alla costruzione di nuovi alloggi per anziani, riprendendo il nostro progetto, che prevedeva la realizzazione di 13 alloggi nel Loc del Pio, di proprietà comunale, che è indubbiamente l’ubicazione più adatta per un’opera che costituisce il completamento naturale degli interventi sulla casa di riposo, su casa Cadei e sul parco adiacente e che porterebbe gli anziani nel cuore di Castelcovati, vicino al Centro dei pensionati, alla Casa di riposo, alla Chiesa e ai negozi.

A meno che, anche stavolta, al nostro Sindaco non interessi nulla degli alloggi per gli anziani, ma semplicemente, in perfetto stile leghista, viva e sopravviva di proclami e di annunci mai realizzati, nella convinzione che tanto la gente non se ne accorge.

Un esempio eclatante di questo modo di fare è rappresentato dalla riqualificazione di via de Gasperi, un progetto pronto da anni, completamente finanziato dal Comune attraverso la Cast, con la disponibilità della AOB2 e della Provincia di Brescia a concorrere economicamente e già in possesso del nullaosta per l’esecuzione dei lavori.
Un’ opera che interessa una via centralissima, di grande transito, sulla quale insistono le scuole elementari e la materna, che conduce al cimitero e alla farmacia e che giace ancora oggi in uno stato fatiscente e pericoloso per ciclisti e pedoni.

Ormai è un ritornello di questa amministrazione l’annunciare e il non fare, tanto una scusa pronta c’è sempre -vorrei, ma non posso-, perché mancano i soldi, oppure per il patto di stabilità, oppure perché in Italia ci sono le leggi, oppure per colpa di altri, oppure bla..bla..bla… E anche gli alloggi per gli anziani non sfuggono a questo andazzo.

Basta ripercorrere un attimo i fatti: erano i primi giorni della scorsa estate quando l”amministrazione Gritti ha annunciato di volerli costruire e solo di pochi giorni dopo l’allarmante dichiarazione del Sindaco di aver trovato proprio sull’area destinata alla costruzione degli alloggi una discarica abusiva. E’ trascorso ormai più di un anno e della reale situazione di quel fondo nulla di più si sa, se non quanto abbiamo appreso dai giornali in varie puntate, e cioè che quell’area sarebbe stata oggetto di escavazione abusiva per poi essere riempita con materiali di risulta, forse pericolosi, e che lì di conseguenza non si potevano più costruire.
Dopo quindici mesi non sappiamo ancora con certezza cosa sia depositato in quel terreno. Se vi siano sostanze nocive, come sembra insinuare il Sindaco, ed in questo caso ci meravigliamo di come egli, responsabile della pubblica sicurezza e della salute dei suoi cittadini e proprietario del terreno, abbia potuto tollerare per tutto questo tempo un pericolo potenzialmente grave per la salute, oppure se in quel terreno non vi sia nulla di pericoloso, nel qual caso viene da chiedersi come abbia potuto, sempre il Sindaco, seminare per mesi e in modo totalmente irresponsabile il dubbio e l’incertezza, procurando di fatto falso allarme alla popolazione.
Ma forse più semplicemente fa comodo al Sindaco non sapere la verità, lasciare tutto nell’ambiguità ed utilizzare questo pretesto per cercare di attaccare gratuitamente chi in passato ha ben amministrato ed è stato davvero protagonista della politica del fare.

Tanto l’importante per il Sindaco è avere sempre pronto un alibi per la propria inconsistenza amministrativa. Fin che dura!


set 28 2010

La piazza che non c’è / 12 : domenica si firma in piazza

Tag , scritto da: Proposta per Castelcovati alle 17:47

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set 20 2010

La piazza che non c’è / 11: l’assemblea del sul

Tag , scritto da: Proposta per Castelcovati alle 18:52

Giovedì sedici settembre, ore 20,45 via Marconi. È una serata nuvolosa, fresca e umida, preludio all’incombente autunno. C’è animazione davanti alla sala civica, la gente parla , scherza, scambia battute in un’atmosfera molto sciolta, in attesa che si dia inizio alla prima assemblea pubblica dedicata alla questione Löc del Sul, argomento che ormai da alcuni mesi è diventato oggetto di contesa fra maggioranza e opposizioni e materia di dibattito che coinvolge sempre più persone in paese.
L’assemblea è l’ennesima tappa di un percorso informativo che - dopo le esperienze relative alla questione rette della materna e a quella dell’ICI - vede di nuovo unite le tre opposizioni attorno a un tema condiviso, intrapreso già da Aprile con la diffusione di volantini, articoli di giornale, manifestazioni in piazza, ecc., che si affianca alle iniziative contemporaneamente portate avanti nelle sedi istituzionali.
È l’occasione che molti aspettano per capire meglio cosa bolle nella pentola del comune, e per sentire le obiezioni al menu della giunta Gritti da parte dei consiglieri delle liste di minoranza.
Così si va a incominciare. Al tavolo dei relatori siedono Marco Bertoldi, Giovanni Alghisi, e Marco Delpanno, rappresentanti di Castelcovati al Centro, Insieme per Castelcovati, Proposta per Castelcovati; di fronte a loro una sala gremita di una folla ben assortita per età (molti giovani, sorpresa!), genere (e quante donne!) e per orientamento; ed è soprattutto questo aspetto che balza agli occhi di chi fa spesso assemblee di lista, dove il target di pubblico è spesso noto e omologato. Il paese è piccolo, ci si conosce tutti, simpatie politiche incluse, e la composizione del pubblico che ci si para davanti stasera ci dice di un interesse trasversale all’argomento.

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Apre gli interventi Marco Bertoldi che, nonostante sia veterano di tante assemblee, tradisce comunque un filino di tensione. Ma è un attimo, in poche battute entra in sintonia con l’evento e si produce in una breve e puntuale genesi dell’affaire Löc del Sul, agevolato da alcune diapositive sul tema.
Sgombra subito il campo da eventuali equivoci: i tre gruppi, dice, sono favorevoli a un progetto di riqualificazione dell’area del Löc del Sul, ma un progetto che porti con sé miglioramenti urbanistici e vantaggi sociali, che individui già da subito la destinazione d’uso dei locali di pertinenza del comune che si ricaveranno nel nuovo edificio, e che soprattutto porti con sé una bella, vera piazza, centro di aggregazione per antonomasia. E questo non è certo il progetto del comune che al momento ha ancora idee confuse sull’utilizzo dei locali a uso della comunità che si dovranno ricavare a piano terra, e che a corredo di una sostanziosa operazione immobiliare (9200 metri cubi) ricava una piazzetta di appena 480 metri quadri, e per di più rialzata di 60 - 70 centimetri dal piano stradale, che sarà forse molto trendy per gli eventuali servizi commerciali che si ricaveranno a piano terra (bar..) ma assolutamente non fruibile per fini aggregativi importanti come quelli prevedibili per una vera piazza (manifestazioni, feste, cerimonie, e perché no, mercato).
Dice che da mesi le opposizioni stanno cercando di convincere la giunta a ripensare il progetto, di avviare un vero percorso di condivisione con la comunità, di prendersi tempo, che non c’è alcuna emergenza, il progetto è nei discorsi da anni e anni, non casca il mondo se per fare cose più ragionate passa altro tempo.
Ma è come parlare ai muri, loro tirano dritto, e nel frattempo hanno già adottato la variante urbanistica per la realizzazione del loro progetto, ignorando bellamente che un confronto con le opposizioni e con la comunità è non solo auspicabile ma imprescindibile, visto che nel bene o nel male un progetto di tale portata è destinato a cambiare per sempre la fisionomia e la fruibilità sociale dell’intero centro storico del paese.
La parola passa poi a Marco Delpanno, anche in lui si nota una certa emozione, non ha certo ancora l’esperienza di chi lo ha appena preceduto, ma questo non gli impedisce comunque di lanciarsi, col supporto di suggestive dia 3-D, in una limpida analisi tecnica-urbanistica sulle problematiche insite nel progetto dell’amministrazione, dando sfoggio di competenze che sono parte del suo lavoro e soprattutto di passione per l’argomento che sta seguendo. Commentando le immagini elenca una lista di negatività derivanti dal progetto approvato, che vanno dall’eccesso di metri cubi da edificare rispetto allo spazio disponibile, alla carenza di parcheggi; perora la necessità del recupero dei volumi e delle architetture esistenti (prescritta dalle norme regionali) in contrasto alla scelta effettuata dalla giunta di applicare impropriamente norme per incrementare i volumi e di imporre un edificio di dimensioni abnormi e dalle caratteristiche estetiche completamente estranee al contesto su cui si affaccia. Suggerisce un intervento edificatorio di dimensioni più ridotte e in linea con le caratteristiche estetiche del cascinale lombardo, per lasciar spazio a una piazza più grande, a una vera piazza; un progetto che dia respiro, aria, luce, sobrietà ed identità.
A seguire è la volta di Giovanni Alghisi, che sottolineando come l’operazione Löc del Sul rappresenti una occasione forse unica per dare una nuova impronta al centro storico, ripercorre le varie occasioni colte dalle precedenti amministrazioni, tipo la ristrutturazione dell’edificio della biblioteca, la riqualificazione di via Chiari (a proposito, a quando la riqualificazione di via De Gasperi?), la realizzazione del complesso Casa Cadei- ampliamento casa di Riposo- acquisto del Löc del Pio, ecc., facendo notare che tutte queste opere sono state pensate non già per prestigio personale, ma tenendo come stella polare il bene comune, mentre in questo caso sembra con tutta evidenza che l’amministrazione si voglia muovere a vantaggio di qualcosa di ben diverso che il bene della comunità, alla quale si nega informazione e condivisione.
Questo dà il destro a Marco Bertoldi per lanciare le prossime iniziative messe in campo dalle liste, a partire dalla raccolta di firme, con presenza di presidi informativi e di raccolta in piazza nelle mattinate di domenica 3 e 10 Ottobre. Si augura che con ciò si formi una coscienza collettiva che dia avvio a un movimento di opinione tale da indurre l’amministrazione a tornare sui suoi passi, a rivedere le modalità di progetto. Ed espone alcune idee da sottoporre alla giunta: trovare il modo di acquistare l’area; rispettare il piano regolatore, elaborare un piano di recupero rispettoso delle norme e compatibile con la situazione esistente, muoversi in modo trasparente; promuovere un concorso di architettura per scegliere un progetto che valorizzi al meglio la piazza, il centro, gli edifici storici prospicienti; coinvolgere la popolazione nella scelta del progetto.
Bertoldi ormai è lanciato, disinvolto, padrone di una efficace oratoria fa esempi di utilizzo pubblico dell’edificio, tenendo d’occhio i bisogni del paese: posta, biblioteca, sala civica, farmacia comunale…tutte cose che sarebbero più agevolmente realizzabili se l’operazione fosse condotta direttamente dal comune, invece che soggiacere ai desiderata di un eventuale privato. Precisando poi che non è certo sbagliato per il comune scegliere un partner privato, ma alla condizione che deve essere quest’ultimo ad adattarsi alle necessità del comune, non il contrario.
Marco Delpanno interviene di nuovo, e chiede attenzione a che si costruisca un luogo che abbia un’anima, non una operazione commerciale utile solo a un operatore immobiliare, scongiurando il rischio della nascita di zone socialmente morte, dormitori, tipo piazza Europa a Cizzago ( a cui il progetto approvato somiglia in modo impressionante) o la zona consorzio a Chiari. Anche lui rimarca il fatto che deve essere il comune a dettare le linee guida, non un eventuale operatore privato. È un intervento preciso e accorato, immediatamente capito e calorosamente applaudito dal pubblico.
Segue un breve dibattito per dare conto-a un interessato fra il pubblico- delle tre osservazioni presentate in consiglio dalle opposizioni, osservazioni piuttosto tecniche e spiegate ancora da Delpanno in modo comprensibile a un pubblico concentratissimo.
L’assemblea volge al termine, un’assemblea svoltasi in modo civile, con tono sobrio e pacato, che ha soddisfatto chi vi ha assistito (grazie alle informazioni apprese) e gratificato chi l’ha condotta , che ha visti premiati gli sforzi organizzativi e le tensioni della vigilia con l’attenzione e il gradimento del pubblico. Ed è ancora Marco Bertoldi, con consumata perizia, a condurla verso le battute conclusive, accennando ancora agli impegni di “persuasione” che le opposizioni, con splendida sintonia di intenti, stanno portando avanti sul piano istituzionale e congedando il pubblico, non prima di aver ricordato gli appuntamenti “in piazza per la piazza.”


set 17 2010

La piazza che non c’è /10: resoconto dell’Assemblea

Tag , scritto da: Proposta per Castelcovati alle 16:05

Si è tenuta ieri sera presso il Centro civico una assemblea pubblica sul tema della piazza. La presenza numera di cittadini e l’attenzione con la quale sono stati ascoltati i relatori è una prova edivente di quanto l’argomento stia a cuore alla stragrande maggioranza dei castelcovatesi
Al tavolo della presidenza Marco Bertoldi, Marco Delpanno e Giovanni Alghisi, in rappresentanza dei gruppi che hanno organizzato la serata, hanno illustrato ai presenti, con il supporto di proiezioni, il loro punto di vista sull’iniziativa intrapresa dal Comune, hanno espresso le loro critiche ed hanno formulato proposte alternative nel metodo e negli obbiettivi, traendo spunto da precedenti positive esperienze.
E apparso chiaro a tutti come questa iniziativa fosse stata preceduta da un importante lavoro di approfondimento. Pur nella diversità di lunguaggio, gli interventi sono apparsi molto coordinati tra di loro ed indirizzati sullo stesso obbiettivo.
Marco Bertoldi ha intodotto i lavori sviluppando i seguenti argomenti:

  • Il Comune di Castelcovati ha iniziato la procedura per l’approvazione del Piano di recupero del Loc del Sul.
  • Si tratta di un progetto che prevede la demolizione del vecchio municipio, già avvenuta nei mesi scorsi, dell’acquedotto e della vecchia cascina posta all’incrocio tra via Chiari e via De Gasperi.
  • Nello spazio così ricavato il Comune prevede di realizzare un voluminoso edificio, di circa 9.200 mc, con forma ad L rovesciata, prospiciente le vie De Gasperi e Chiari, da destinarsi prevalentemente ad uffici, negozi e residenza e, in forma residuale, a funzioni pubbliche non meglio definite.
  • All’interno della corte così determinata, chiusa a sud da via Capitanio ed a ovest dal condominio Turrini e da viale dei Caduti, verrebbe ricavata una piazzetta di 483 mq oltre a circa 40 parcheggi, uno in meno di quelli esistenti ad oggi.
  • Senza entrare nel merito architettonico del progetto, che comunque appare avulso dal contesto urbano e presenta caratteristiche moderne che nulla hanno a che vedere con la struttura dell’antico cascinale lombardo, i tre gruppi di minoranza hanno manifestato da tempo, sin dal consiglio comunale dell’aprile scorso, le proprie critiche.

Questi ragionamenti sono stati accompagnati dalla proiezione di diapositive ed in particolare da ricostruzioni al computer tese ad evidenziare l’impatto del nuovo intervento sull’assetto urbano di Castelcovati.

E’ toccato a Marco Delpanno evidenziare le critiche al progetto, già espresse in Consiglio Comunale ed oggetto di un volantino diffuso nello scorso mese di guigno. In particolare è stato evidenziato come l’intervento adottato dall’amministrazione:

  • non tiene conto delle esigenze connesse con l’interesse pubblico, privilegiando invece l’aspetto economico e l’interesse di eventuale operatore privato;
  • non ricava all’interno del perimetro una piazza di adeguate dimensioni, ma piuttosto una piazzetta interna, rialzata e poco fruibile, schiacciata dal nuovo ingombrante edificio previsto sulle Vie Chiari e De Gasperi;
  • prevede la costruzione, in fregio a Via Chiari, di un nuovo voluminoso corpo di fabbrica, che soffoca e sottrae alla vista gli edifici di pregio prospicienti;
  • prevede la realizzazione di un numero minimo di parcheggi aggiuntivi rispetto a quelli esistenti al momento dell’adozione ed irrisorio rispetto a quelli realizzati attraverso la demolizione del vecchio municipio;
  • prevede un numero di parcheggi comunque esiguo ed insufficiente a far fronte alle necessità degli insediamenti residenziali, direzionali e commerciali previsti dal piano di recupero;
  • non consegue alcun miglioramento delle condizioni complessive del centro storico, che già si presenta sottodimensionato per parcheggi, finendo col pregiudicare ulteriormente le attività commerciali esistenti e la vivibilità complessiva del centro di Castelcovati.

Giovanni Alghisi è partito dalla constatazione che raramente si presenti al Comune la possibilità di realizzare interventi che concorrano in modo significativo a migliorare la qualità complessiva dei centri urbani e la loro conseguente vivibilità e dalla convinzione che, quando si presentano, queste occasioni vadano assolutamente colte, come molte volte è avvenuto in passato, con risultati positivi ancora evidenti ai giorni nostri.
Ha quindi presentato alcuni esempi :

  • Intervento di ristrutturazione dell’edificio scolastico di via Marconi.
    Realizzato a metà degli anni 80, con Giuseppe Morandini Sindaco, ha restituito ad un uso pubblico un vecchio edificio scolastico, da tempo non in uso, consentendo la realizzazione di importanti funzioni pubbliche quali la biblioteca comunale, il centro civico e l’ufficio postale oltre ad appartamenti di edilizia convenzionata ed un significativo numero di parcheggi in posizione strategica.
  • Sistemazione di Via Chiari
    Realizzata negli anni 2003/2004 con Aldo Onger Sindaco, l’intervento ha migliorato in modo significativo l’immagine del nostro Comune per chi proviene da nord, principale direttiva di traffico, consentendo anche di ricavare un buon numero di parcheggi, la pista ciclabile e porzioni a verde alberato. Questo intervento ha anche rappresentato il completamento di iniziative intraprese negli anni precedenti, che avevano portato alla realizzazione del PEEP e della variante alla strada provinciale 17.
  • Complesso di Casa Cadei
    Si tratta di un insieme organico di interventi realizzati nel periodo 2004/2007, con Roberto Orlandi Sindaco, che hanno visto la radicale ristrutturazione con ampliamento della nostra casa di riposo, l’acquisizione e ristrutturazione di un fabbricato adiacente per realizzarvi la sede di gruppi e associazioni e la costruzione di un parco pubblico centrale.
    Tale intervento è stato realizzato sottraendo l’immobile ad un privato ed interamente finanziato dal Comune, senza significativo indebitamento. Ha inoltre consentito di acquisire, praticamente senza costi, la proprietà del Loc del Pio.
  • Ristrutturazione dell’oratorio
    Si tratta di un intervento, in parte già realizzato e in parte in fase di realizzazione, portato avanti dalla Parrocchia con il convinto sostegno del Comune. Tale intervento, oltre a perseguire le finalità proprie di chi lo ha realizzato, ha consentito un miglioramento dell’intera zona con una buona dotazione di parcheggi aggiuntivi.

Gli esempi illustrati rendono evidenti le seguenti considerazioni:

  • vi è un filo logico che li collega, a prescindere da chi li ha realizzati e dal periodo. Questo filo è l’obbiettivo evidente di perseguire il miglioramento del nostro paese;
  • anche dal punto di vista urbanistico questi interventi hanno in comune l’attenzione agli spazi pubblici, alla loro vivibilità ed ai collegamenti tra le varie zone del paese, in buona sostanza un paese più unito.

Concludento i lavori Marco Bertoldi ha puntualizzato che l’iniziativa dei tre gruppi è finalizzata a far si che si prosegua su questa strada e proprio per questo, in presenza di uno spazio strategico quale il Loc del Sul, è stata lanciata una raccolta di firme affinchè sia l’interesse pubblico prevalente nel guidare gli interventi e non quello privato. Per dirla con uno slogan:

Meno metri cubi e più servizi!


set 09 2010

La piazza che non c’è / 9 : iniziative delle minoranze

Tag , scritto da: Proposta per Castelcovati alle 11:33

I tre gruppi di minoranza presenti in Consiglio comunale, che hanno conteso nelle precedenti elezioni amministrative alla Lega Nord la guida del paese e che insieme rappresentano più del 55% dell’elettorato, hanno via via trovato sempre maggiori punti di convergenza. Così, dopo aver dapprima contrastato l’introduzione dei corsi obbligatori per i genitori degli alunni della scuola materna ai fini dell’ottenimento del contributo del comune per l’abbattimento delle rette di frequenza ed aver ottenuto il pronunciamento del TAR con la sospensiva della delibera del Consiglio comunale sul piano diritto allo studio e dei provvedimenti conseguenti, successivamente assunto iniziative comuni contro l’azione dell’Amministrazione leghista che imponeva il pagamento retroattivo dell’ICI sulle aree edificabili a ignari cittadini che già avevano versato il dovuto, i tre gruppi hanno trovato l’intesa sulla posizione comune da assumere nei confronti del Piano di recupero del Loc del Sul, già adottato dal Consiglio comunale e che verrà sottoposto all’approvazione definitiva nelle prossime settimane.

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Tale progetto, che prevede la totale demolizione di un antico cascinale posto in centro al paese e del vecchio municipio adiacente e la loro sostituzione con un nuovo edificio di oltre 9.000 mc a destinazione commerciale direzionale residenziale, che dovrebbe essere realizzato da privati, completamente avulso dal contesto urbanistico e per nulla attento alle esigenze pubbliche, tra l’altro normate dal piano regolatore vigente, è già stato aspramente criticato dai 3 gruppi attraverso un volantino dal titolo “Perché sia una vera piazza” distribuito in paese nel giugno scorso.

I motivi di contrarietà al progetto sono conseguenti al fatto che l’intervento adottato:

  • non tiene conto delle esigenze connesse con l’interesse pubblico, previlegiando invece l’aspetto economico e l’interesse di eventuale operatore privato;
  • non ricava all’interno del perimetro una piazza di adeguate dimensioni, ma piuttosto una piazzetta interna, rialzata e poco fruibile, schiacciata dal nuovo ingombrante edificio previsto sulle Vie Chiari e De Gasperi;
  • prevede la costruzione, in fregio a Via Chiari, di un nuovo voluminoso corpo di fabbrica, che soffoca e sottrae alla vista gli edifici di pregio prospicienti;
  • prevede la realizzazione di un numero minimo di parcheggi aggiuntivi rispetto a quelli esistenti al momento dell’adozione ed irrisorio rispetto a quelli realizzati attraverso la demolizione del vecchio municipio;
  • prevede un numero di parcheggi comunque esiguo ed insufficiente a far fronte alle necessità degli insediamenti residenziali, direzionali e commerciali previsti dal piano di recupero;
  • non consegue pertanto alcun miglioramento delle condizioni complessive del centro storico, che già si presenta sottodimensionato per parcheggi, finendo col pregiudicare ulteriormente le attività commerciali esistenti e la vivibilità complessiva del centro di Castelcovati;

Con l’approssimarsi del Consiglio comunale che dovrebbe rappresentare il via libera definitivo all’iniziativa, i gruppi di minoranza hanno deciso di intraprendere ulteriori passi ed in particolare:

  1. la presentazione congiunta di 3 osservazioni alla delibera di adozione, a firma di Marco Bertoldi (Castelcovati al Centro), Angiolino Agosti (Impegno per Castelcovati) e Marco Delpanno (Proposta per Castelcovati), che saranno sottoposte all’esame del Consiglio Comunale. La prima di queste osservazioni articolata in otto punti contesta l’eccesso di volumi, la posizione dei corpi di fabbrica, l’assenza nel progetto di una vera piazza pubblica, la scarsità dei parcheggi, l’errato computo degli standard urbanistici ed il ricorso alla monetizzazione per quelli non reperiti. Le altre due sostengono invece l’illegittimità del ricorso alla procedura semplificata, normata dalla legge regionale 23/97, in presenza di un intervento che configura ristrutturazione urbanistica e variante normativa, essendo entrambe le cose espressamente vietate dalla norma;
  2. oltre a questi rilievi presentati in sede istituzionale i tre gruppi hanno deciso di:

• indire un’assemblea pubblica presso il centro civico di via Marconi per giovedì 16 settembre 2010 alle ore 20.45 nella quale verranno illustrati alla cittadinanza i motivi della nostra contrarietà al progetto dell’amministrazione comunale, le nostre proposte alternative e le ulteriori iniziative che intendiamo assumere, tra le quali
• organizzare una raccolta di firme tra i cittadini di Castelcovati in calce ad un documento che recita

Davanti all’occasione unica e irripetibile di dare una vera piazza a Castelcovati, l’Amministrazione Comunale ha presentato un progetto che invece è la negazione della piazza stessa, riducendola ad una piccola corte interna che sarà più a uso degli edifici, commerciali e residenziali, costruitogli attorno piuttosto che una vera piazza al servizio della comunità.

I sottoscritti cittadini di Castelcovati invitano pertanto i nostri amministratori a rivedere le scelte sin qui operate e chiedono di:

1. Ritirare il progetto inizialmente presentato in quanto discordante con le previsioni del Piano Regolatore Generale vigente e non i grado di raggiungere significativi obiettivi di interesse pubblico;

2. Studiare un metodo che permetta al Comune di avere la piena disponibilità dell’area del Loc del Sul;

3. Rispettare il Piano Regolatore Generale attualmente in vigore elaborando un Piano di Recupero di vera iniziativa pubblica tenendo conto di tutte le ricadute urbanistiche e sociali sulla comunità;

4. Promuovere un concorso di architettura finalizzato alla scelta del progetto in modo da valorizzare la nuova piazza e il centro storico e di ottenere l’incremento dei parcheggi pubblici e l’integrazione degli edifici storici;

5. Coinvolgere la popolazione nella scelta del progetto, dando ampia ed esaustiva informazione tramite assemblee e mostre pubbliche.

La raccolta di firme, che avrà inizio al termine dell’assemblea si concluderà il 31 ottobre, sarà accompagnata da mostre in piazza e da banchetti al mercato. L’obbiettivo degli organizzatori è quello di raggiungere le mille firme, che verranno successivamente consegnate al Sindaco.

Marco Bertoldi (Castelcovati al centro)

Oliviero Busetti (Impegno per Castelcovati)

Marco Delpanno (Proposta per Castelcovati)

Rassegna stampa

Bresciaoggi del 10 settembre 2010

Giornale di Brescia del 10 settembre 2010


set 09 2010

La piazza che non c’è /8: Assemblea Pubblica

Tag , scritto da: Proposta per Castelcovati alle 11:29

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set 03 2010

La piazza che non c’è / 7 : una proposta concreta

Tag scritto da: Proposta per Castelcovati alle 20:04

Nei Piani Regolatori Generali (P.R.G.) che normano lo sviluppo urbanistico dei Comuni sono previste aree edificabili prive di vincoli in cui il privato cittadino può liberamente intervenire ed aree edificabili vincolate a problematiche d’interesse pubblico in cui il privato può intervenire solo con il consenso dell’amministrazione comunale.

Tali aree vincolate possono essere interessate da un Piano di Edilizia Economico Popolare (P.E.E.P), da un Piano d’Insediamento Produttivo (P.I.P.) oppure da un Piano di Recupero di iniziativa pubblica finalizzato a miglioramenti urbanistici.

A causa di tali vincoli spesso il privato cittadino non ha interesse a realizzare l’operazione, di fatto bloccando lo sviluppo di un paese intero.

Ecco perché amministrazioni capaci e lungimiranti spesso si sono impegnate direttamente in tali operazioni immobiliari, sostituendosi alle legittime proprietà e realizzando progetti di ampio respiro volti soprattutto al bene comune.

Queste amministrazioni, invece di nascondersi dietro la facile e banale scusa di mancanza di fondi, si sono impegnate a fondo realizzando progetti anche milionari senza indebitare affatto il Comune, anzi incrementando spesso il suo patrimonio.

Il Comune, proprio in forza dei vincoli d’interesse pubblico posti sulle aree strategiche, può aprire una trattativa con i legittimi proprietari fino alla stesura di un atto unilaterale d’obbligo (procedura ampiamente normata) in base al quale i privati proprietari si impegnano a cedere la proprietà al Comune per un periodo concordato.
Il Comune, entro tale periodo, si impegna a realizzare un progetto d’interesse collettivo e pagare un prezzo adeguato e concordato con i proprietari iniziali, altrimenti l’atto unilaterale d’obbligo decadràalla scadenza ed i proprietari rientreranno nella piena disponibilità delle aree interessate.

Grazie a questa procedura legale i Comuni possono avere temporaneamente nella propria disponibilità tali immobili, senza il bisogno di indebitarsi direttamente, ma avendo comunque la possibilità di sviluppare progetti adeguati.

A Castelcovati questa procedura è già stata più volte utilizzata nel passato con ottimi risultati.

Nel 1996 grazie a un atto unilaterale d’obbligo il Comune entrò in possesso di un’area in cui realizzò direttamente la prima parte della zona industriale a nord-est di Castelcovati dando finalmente risposta alle esigenze delle nostre attività artigianali e industriali che presentarono numerose domande d’acquisto superiori all’offerta.

Grazie agli acconti dei contratti di promessa di vendita il Comune trovò immediatamente la liquidità per pagare i proprietari originali. Alla fine della lottizzazione industriale il Comune non solo aveva permesso la nascita di nuovi posti di lavoro, ma anche migliorato l’assetto urbano separando le zone produttive da quelle residenziali, creando nuove strade di servizio e rotonde ed aveva anche aumentato le proprie entrate grazie agli oneri di urbanizzazione.

Poco tempo dopo sempre grazie a un atto unilaterale d’obbligo il Comune eseguiva un’operazione analoga realizzando la zona di edilizia convenzionata (P.E.E.P.) compresa fra Via Chiari e la Bretella Est. Anche in questo caso grazie agli acconti dei contratti di promessa di vendita e a delle permute il Comune trovò immediatamente la liquidità per pagare i proprietari originali e completare le opere.

Alla fine della lottizzazione residenziale il Comune non aveva solo soddisfatto la fame di case della gente fermando l’emigrazione verso Cizzago, ma aveva nuovamente migliorato l’assetto urbano completando la viabilità esistente con la Bretella Est e aumentato le proprie entrate grazie agli oneri di urbanizzazione.

Ritornando purtroppo all’attualità, considerando:

  • l’importanza strategica della cascina Loc del Sul posta nel centro di vita del nostro paese;
  • che il PRG ha da molti anni vincolato tale area ad un Piano di Recupero di iniziativa pubblica, volto a migliorare o sanare le problematiche del centro storico;
  • che la proprietà ha di fatto già firmato un atto unilaterale d’obbligo con il Comune;

Non si capisce perché il comune non intervenga direttamente con un progetto di ampie vedute volto al bene della Comunità ed invece rinuncia a questa occasione unica, con il rischio di cedere tutto alla speculazione immobiliare privata.

Marco Delpanno


set 02 2010

Sacro e profano

Tag scritto da: Proposta per Castelcovati alle 21:29

E’ comparsa oggi sul Giornale di Brescia (vedi articolo) la notizia, annunciata dal Sindaco di Castelcovati, che lo spiedo più lungo del mondo finanzierà il rimpatrio delle salme di tre nostri soldati morti dopo l’otto settembre 1943 nei campi di concentramento nazisti in Germania.

monumento

Se da un lato non possiamo che condividere l’intenzione di rimpatriare con tutti gli onori le spoglie di Giovanni Brescianelli, Battista Lupatini e Paolo Nodari, iniziativa alla quale daremo tutto il nostro sostegno, dall’altro ci troviamo in totale disaccordo sulla scelta del nostro Sindaco di legare in modo quasi indissolubile, con il rischio evidente di farla passare in secondo piano, una iniziativa che ha un grande significato di riconoscenza morale e storica ad un evento con caratteristiche di sagra paesana.

Quello che chiediamo è molto semplice:

  • il rientro delle spoglie dei soldati avvenga a prescindere dallo spiedo più lungo del mondo e sia garantito con tutti gli onori dall’Amministrazione comunale, che è espressione di tutti i cittadini e non di una parte politica;
  • l’evento sia preceduto ed accompagnato, attraverso il coinvolgimento delle istituzioni scolastiche, delle associazioni d’arma, dei gruppi culturali e dell’intera comunità, da iniziative di approfondimento e di conoscenza, affinchè diventi l’occasione per riflettere su quegli eventi sconosciuti alle nuove generazioni, sul loro significato e sulla loro attualità.

Crediamo si tratti di una questione di dignità e rispetto che non sfugga ai più!