ott 20 2010
Un ricordo di Giulio Scarpulì
Vogliamo ricordare Giulio Festa quale concittadino sempre impegnato su più fronti a servizio della nostra comunità. Una delle figure più caratteristiche di Castelcovati negli ultimi decenni, che ha rivestito anche incarichi amministrativi pubblici, non è stata in alcun modo ricordata dall’Amministrazione leghista, che a parole vorrebbe difendere radici e tradizioni locali, ma si dimentica vergognosamente di chi rappresenta un pezzetto della nostra storia recente: in occasione dei funerali nemmeno un manifesto per condividere il lutto della famiglia né il gonfalone comunale listato a lutto alla cerimonia!
- 1964: Giulio al pianoforte
- Fine anni 50: Giulio, il primo a destra, con gli amici a Iseo
- 31 dicembre 1968: Giulio, in basso al centro, con i suoi amici, reduci da una “spedizione punitiva” contro il pino di Angelo Massenza, reo di coprire l’insegna Fina del distributore di Italo Ribola
- Fine anni 50: Giulio con Angelo e Italo, cambiati a festa, forse per un matrimonio
- Scuola di canto
- Gennaio 75: matrimonio
GIULIO FESTA
Il 4 settembre scorso è morto Giulio Festa. Aveva 87 anni, essendo nato il 10 luglio del 1923.
Con lui è scomparso uno tra i più caratteristici e significativi “personaggi” castelcovatesi, cioè una di quelle persone che, pur non essendo grandiose o famose personalità, sono però figure che non passano inosservate, sono conosciute da tutti in paese e lasciano un segno, magari piccolo ma incisivo, in qualche settore della vita comunitaria.
Era conosciuto come Giulio Scarpulì, appartenendo alla casata dei Festa che da generazioni ha una bottega di calzolaio proprio di fronte alla chiesa parrocchiale, sulla via principale di Castelcovati, con alle spalle la propria abitazione, collocata in una delle nostre cascine che meglio ha conservato le caratteristiche dell’edificio rurale, pur trovandosi nel cuore del centro storico.
In qualche (molto) vecchia fotografia lo si vede bambino vestito da chierichetto; in altre (comunque ben datate), fra i componenti della filodrammatica dell’oratorio.
Parlare di Giulio Festa vuol dire, prima di tutto, parlare di musica.
Sin da giovane, sulla scia di una tradizione musicale vissuta in famiglia grazie al nonno e allo zio, iniziò studi in campo musicale, approfondendo la propria formazione sotto la guida del clarense maestro Carlo Capra.
Nella metà degli anni quaranta del novecento divenne organista della nostra chiesa, compito portato avanti fino a che la salute glielo ha permesso, nel giugno 2005, vale a dire per oltre sessant’anni. Durante i giorni feriali, alla mattina (magari portandosi al “luogo di lavoro” in ciabatte, dovendo solo attraversare la strada e considerando la chiesa - dopo tanti anni - la sua seconda casa) e alla sera, suonava ufficio per i defunti. La domenica era impegnato soprattutto per mes’alta, alle 11, specie nelle solennità o nelle occasioni di rilievo comunitario, come la commemorazione dei Caduti a novembre. E poi, i funerali, i matrimoni; anche qualche battesimo.
Chi non ne ricorda la testolina sbucare dalla balaustra del balcone dell’organo, per seguire, attraverso uno specchietto appeso alla cantoria, i movimenti del celebrante per attaccare al giusto momento con le note adeguate, ma anche per spiare verso la navata chi si trovava nei banchi?!
Il suo abbandono del servizio in chiesa è coinciso - vedi a volte il caso che combina… - con lo spegnersi della voce dell’organo, a causa dei troppi problemi legati al passare degli anni, acutizzati dalla condotta del riscaldamento che passa nella stanza dei mantici, dai topi ghiotti del materiale di cui sono fatte canne e somiere, dalla polvere, ecc.
Quante volte Giulio ha tamponato le ferite del “suo” strumento, insinuandosi fra le canne alla ricerca della fonte del difetto sonoro che si manifestava in quel momento, chiudendo le falle che spifferavano aria e suoni non desiderati con fogli di giornale accartocciati, pur di poter suonare!
Si può dire che l’appellativo di “maestro” se lo fosse guadagnato sul campo, dedicandosi senza risparmio di tempo e fatiche alla condecorazione musicale delle celebrazioni liturgiche.
Per decenni ha seguito la preparazione del coro parrocchiale, specie in collaborazione con suor Giuseppina, dagli anni settanta fino alla metà degli anni novanta del secolo scorso.
Le sue capacità e il suo repertorio da organista, ampliatisi nel corso degli anni attraverso il continuo esercizio, Giulio li metteva volentieri a disposizione anche delle parrocchie del circondario: a cavallo della sua inseparabile Vespina, con ogni condizione atmosferica si recava a Rudiano, Ludriano, Roccafranca, presso la casa di riposo di Castrezzato o la cappella dell’ospedale di Chiari. Anche in questi paesi (dove era conosciuto come il maestrì de Castel) ha lasciato un buon ricordo, testimoniato, ad esempio, dal saluto portato da un signore di Rudiano al suo funerale e ribadito sul bollettino parrocchiale della stessa comunità.
Altro suo impegno legato alla musica suonata era profuso per la preparazione dei saggi di fine anno della scuola materna, anche qui in collaborazione con le suore. Chi, tra coloro che hanno concluso l’asilo negli anni settanta o ottanta, non ha almeno una foto della propria esibizione nella quale non spunti la testa ingrigita del maestro Giulio ripreso di spalle, intento ad eseguire al pianoforte o all’armonium le musiche di accompagnamento di balletti e poesie?
Giulio Festa ha anche avvicinato alla musica diverse persone attraverso l’attività didattica, sia nelle scuole che con lezioni private.
Ma ci sono anche altri aspetti della vita di Giulio Festa che è doveroso ricordare. Egli si spese, infatti, anche in molteplici attività di carattere sociale e politico.
Per molti anni fu attivo sulla scena amministrativa locale: fu consigliere comunale della DC dal 1960 al 1980 e assessore (supplente dal 1970 al ‘75 e poi effettivo fino al 1980).
Uomo di fiducia del Sindaco Morandini, vivendo a stretto contatto con la gente del paese, ne sapeva cogliere umori e necessità, portandoli all’attenzione dell’intera compagine amministrativa.
Viene ricordato, in particolare, come delegato per seguire il funzionamento della piscina (struttura di proprietà parrocchiale data in gestione al Comune), occupandosi della biglietteria e della cassa.
Altro suo campo d’azione, il Consiglio di amministrazione della scuola materna “Capitanio”.
Tra i soci fondatori della locale cassa rurale ed artigiana nel 1962, Giulio Festa sedette nel relativo consiglio per 22 anni, devolvendo (insieme ad altri) il proprio compenso per l’acquisto di macchinari ospedalieri inviati nei paesi in via di sviluppo.
All’apparenza a volte scontroso, poteva sembrava un tipo dal carattere difficile, pungente; ma si trattava solo di una maschera: chi lo ha conosciuto da vicino può testimoniare di un animo allegro e generoso (dedito a gesti di carità concreta e non sbandierata).
Dotato di una vivace curiosità, non perdeva occasione di muovere a chi di dovere osservazioni e critiche, non per creare polemiche, ma spinto da un sincero desiderio che le cose (ad esempio in parrocchia, o nel paese) fossero gestite al meglio.
Si può ben dire che, con la morte di Giulio Festa, Castelcovati ha trasferito un pezzo significativo della propria storia dalla vita vissuta quotidianamente all’archivio della memoria comunitaria.
Paolo Olivini






