ott 20 2010

Un ricordo di Giulio Scarpulì

scritto da: Proposta per Castelcovati alle 18:16

Vogliamo ricordare Giulio Festa quale concittadino sempre impegnato su più fronti a servizio della nostra comunità. Una delle figure più caratteristiche di Castelcovati negli ultimi decenni, che ha rivestito anche incarichi amministrativi pubblici, non è stata in alcun modo ricordata dall’Amministrazione leghista, che a parole vorrebbe difendere radici e tradizioni locali, ma si dimentica vergognosamente di chi rappresenta un pezzetto della nostra storia recente: in occasione dei funerali nemmeno un manifesto per condividere il lutto della famiglia né il gonfalone comunale listato a lutto alla cerimonia!

  1. 1964: Giulio al pianoforte
  2. Fine anni 50: Giulio, il primo a destra, con gli amici a Iseo
  3. 31 dicembre 1968: Giulio, in basso al centro, con i suoi amici, reduci da una “spedizione punitiva” contro il pino di Angelo Massenza, reo di coprire l’insegna Fina del distributore di Italo Ribola
  4. Fine anni 50: Giulio con Angelo e Italo, cambiati a festa, forse per un matrimonio
  5. Scuola di canto
  6. Gennaio 75: matrimonio

GIULIO FESTA

Il 4 settembre scorso è morto Giulio Festa. Aveva 87 anni, essendo nato il 10 luglio del 1923.
Con lui è scomparso uno tra i più caratteristici e significativi “personaggi” castelcovatesi, cioè una di quelle persone che, pur non essendo grandiose o famose personalità, sono però figure che non passano inosservate, sono conosciute da tutti in paese e lasciano un segno, magari piccolo ma incisivo, in qualche settore della vita comunitaria.
Era conosciuto come Giulio Scarpulì, appartenendo alla casata dei Festa che da generazioni ha una bottega di calzolaio proprio di fronte alla chiesa parrocchiale, sulla via principale di Castelcovati, con alle spalle la propria abitazione, collocata in una delle nostre cascine che meglio ha conservato le caratteristiche dell’edificio rurale, pur trovandosi nel cuore del centro storico.
In qualche (molto) vecchia fotografia lo si vede bambino vestito da chierichetto; in altre (comunque ben datate), fra i componenti della filodrammatica dell’oratorio.
Parlare di Giulio Festa vuol dire, prima di tutto, parlare di musica.
Sin da giovane, sulla scia di una tradizione musicale vissuta in famiglia grazie al nonno e allo zio, iniziò studi in campo musicale, approfondendo la propria formazione sotto la guida del clarense maestro Carlo Capra.
Nella metà degli anni quaranta del novecento divenne organista della nostra chiesa, compito portato avanti fino a che la salute glielo ha permesso, nel giugno 2005, vale a dire per oltre sessant’anni. Durante i giorni feriali, alla mattina (magari portandosi al “luogo di lavoro” in ciabatte, dovendo solo attraversare la strada e considerando la chiesa - dopo tanti anni - la sua seconda casa) e alla sera, suonava ufficio per i defunti. La domenica era impegnato soprattutto per mes’alta, alle 11, specie nelle solennità o nelle occasioni di rilievo comunitario, come la commemorazione dei Caduti a novembre. E poi, i funerali, i matrimoni; anche qualche battesimo.
Chi non ne ricorda la testolina sbucare dalla balaustra del balcone dell’organo, per seguire, attraverso uno specchietto appeso alla cantoria, i movimenti del celebrante per attaccare al giusto momento con le note adeguate, ma anche per spiare verso la navata chi si trovava nei banchi?!
Il suo abbandono del servizio in chiesa è coinciso - vedi a volte il caso che combina… - con lo spegnersi della voce dell’organo, a causa dei troppi problemi legati al passare degli anni, acutizzati dalla condotta del riscaldamento che passa nella stanza dei mantici, dai topi ghiotti del materiale di cui sono fatte canne e somiere, dalla polvere, ecc.
Quante volte Giulio ha tamponato le ferite del “suo” strumento, insinuandosi fra le canne alla ricerca della fonte del difetto sonoro che si manifestava in quel momento, chiudendo le falle che spifferavano aria e suoni non desiderati con fogli di giornale accartocciati, pur di poter suonare!
Si può dire che l’appellativo di “maestro” se lo fosse guadagnato sul campo, dedicandosi senza risparmio di tempo e fatiche alla condecorazione musicale delle celebrazioni liturgiche.
Per decenni ha seguito la preparazione del coro parrocchiale, specie in collaborazione con suor Giuseppina, dagli anni settanta fino alla metà degli anni novanta del secolo scorso.
Le sue capacità e il suo repertorio da organista, ampliatisi nel corso degli anni attraverso il continuo esercizio, Giulio li metteva volentieri a disposizione anche delle parrocchie del circondario: a cavallo della sua inseparabile Vespina, con ogni condizione atmosferica si recava a Rudiano, Ludriano, Roccafranca, presso la casa di riposo di Castrezzato o la cappella dell’ospedale di Chiari. Anche in questi paesi (dove era conosciuto come il maestrì de Castel) ha lasciato un buon ricordo, testimoniato, ad esempio, dal saluto portato da un signore di Rudiano al suo funerale e ribadito sul bollettino parrocchiale della stessa comunità.
Altro suo impegno legato alla musica suonata era profuso per la preparazione dei saggi di fine anno della scuola materna, anche qui in collaborazione con le suore. Chi, tra coloro che hanno concluso l’asilo negli anni settanta o ottanta, non ha almeno una foto della propria esibizione nella quale non spunti la testa ingrigita del maestro Giulio ripreso di spalle, intento ad eseguire al pianoforte o all’armonium le musiche di accompagnamento di balletti e poesie?
Giulio Festa ha anche avvicinato alla musica diverse persone attraverso l’attività didattica, sia nelle scuole che con lezioni private.
Ma ci sono anche altri aspetti della vita di Giulio Festa che è doveroso ricordare. Egli si spese, infatti, anche in molteplici attività di carattere sociale e politico.
Per molti anni fu attivo sulla scena amministrativa locale: fu consigliere comunale della DC dal 1960 al 1980 e assessore (supplente dal 1970 al ‘75 e poi effettivo fino al 1980).
Uomo di fiducia del Sindaco Morandini, vivendo a stretto contatto con la gente del paese, ne sapeva cogliere umori e necessità, portandoli all’attenzione dell’intera compagine amministrativa.
Viene ricordato, in particolare, come delegato per seguire il funzionamento della piscina (struttura di proprietà parrocchiale data in gestione al Comune), occupandosi della biglietteria e della cassa.
Altro suo campo d’azione, il Consiglio di amministrazione della scuola materna “Capitanio”.
Tra i soci fondatori della locale cassa rurale ed artigiana nel 1962, Giulio Festa sedette nel relativo consiglio per 22 anni, devolvendo (insieme ad altri) il proprio compenso per l’acquisto di macchinari ospedalieri inviati nei paesi in via di sviluppo.
All’apparenza a volte scontroso, poteva sembrava un tipo dal carattere difficile, pungente; ma si trattava solo di una maschera: chi lo ha conosciuto da vicino può testimoniare di un animo allegro e generoso (dedito a gesti di carità concreta e non sbandierata).
Dotato di una vivace curiosità, non perdeva occasione di muovere a chi di dovere osservazioni e critiche, non per creare polemiche, ma spinto da un sincero desiderio che le cose (ad esempio in parrocchia, o nel paese) fossero gestite al meglio.
Si può ben dire che, con la morte di Giulio Festa, Castelcovati ha trasferito un pezzo significativo della propria storia dalla vita vissuta quotidianamente all’archivio della memoria comunitaria.

Paolo Olivini


ott 12 2010

Un nuovo patto per Castelcovati

scritto da: Proposta per Castelcovati alle 21:18

13 aprile 2008, elezioni comunali. Un risultato elettorale tondo e indiscutibile consegna Castelcovati alla Lega Nord e manda all’opposizione gli altri tre contendenti, ognuno con circa il 20% dei consensi. I cittadini hanno evidentemente scelto la novità e bocciato coloro che, in ruoli diversi, rappresentavano quella litigiosità che aveva consegnato il nostro Comune nelle mani di un commissario del Prefetto.

16 settembre 2010, centro civico. Un pubblico numeroso, eterogeneo ed attento partecipa all’assemblea pubblica che i tre gruppi di minoranza congiuntamente hanno organizzato sul tema del Loc del Sul e della nuova piazza. La gestione collegiale ed il modo organico con il quale viene trattato l’argomento sono la manifestazione, anche plastica, di come a Castelcovati l’aria stia girando.

Sono neppure trenta i mesi intercorsi, siamo alla metà del mandato della non più nuova amministrazione, ma molto diverse sono le percezioni: deluse molte aspettative del nuovo, la gente si guarda intorno e sembra aspettare che qualcuno si decida a declinare un progetto amministrativo di lungo respiro.

Sono molteplici i fattori che hanno determinato questo nuovo clima.

Da un lato la constatazione alla prova dei fatti, dopo l’ubriacatura della propaganda, della pochezza amministrativa dei nuovi e della scarsità dei risultati ottenuti.
Dall’altro l’arroganza di chi comanda, che ha svilito la partecipazione dei cittadini, relegati a spettatori, quando non a sudditi di un modo di amministrare sordo alle loro reali esigenze e molto attento a mettere loro le mani in tasca, atteggiamento questo che ha avuto nella vicenda dell’ICI il punto apicale, svelando ai castelcovatesi il vero volto della Lega come partito delle tasse.
Infine un nuovo modo di porsi dei tre gruppi di minoranza che, superati via via i pregiudizi, sono riusciti a parlare un linguaggio comune, prima in maniera episodica e poi su temi complessi e di grande impatto sui cittadini, come l’ICI, per arrivare insieme all’assemblea sulla piazza, punto di arrivo di un percorso tribolato e lungo, ma anche, si spera, punto di partenza per offrire alla comunità di Castelcovati una concreta e valida alternativa amministrativa.

Sì, perché, anche se può sembrare molto lontano, mancano solo due anni, che in ambito amministrativo sono poco più di un soffio, alle elezioni comunali.
A questo appuntamento certo si presenterà la Lega Nord, debole di concreti risultati amministrativi, ma con una dote sicura di voti che deriva dal consenso indubbio di cui gode a livello di partito.
Nessuno dei tre gruppi di minoranza, liste civiche senza una precisa collocazione politica e quindi senza rendita di posizione, può seriamente pensare di competere.

Da questa semplice constatazione è necessario partire per costruire un nuovo patto per Castelcovati, una aggregazione civica in grado di rappresentare una concreta e credibile alternativa alla Lega.

Ma perché questo nuovo soggetto non sia la somma di debolezza e non abbia come unico collante il contrapporsi a chi oggi comanda, è necessario iniziare alla svelta un percorso che, partendo dalle collaborazioni importanti già realizzate e dai risultati conseguiti sul versante della partecipazione dei cittadini, persegua i seguenti obiettivi:

  • forte rinnovamento, che deve avvenire attraverso il ricambio generazionale, che porti i giovani ad avvicinarsi da protagonisti alla vita amministrativa, ed un nuovo modo di coinvolgere i cittadini nelle scelte;
  • competenza amministrativa, che si forma offrendo ai giovani occasioni di approfondimento e di confronto con diverse esperienze sui vari temi che interessano la vita della comunità, dall’urbanistica ai servizi alla persona, dal bilancio alle imposte;
  • valido programma amministrativo, costruito partendo dall’analisi dei bisogni ed in grado di fornire ai cittadini risposte rapide, praticabili e compatibili con le risorse economiche a disposizione.

Siamo fiduciosi che esistano le condizioni perché questo patto possa diventare realtà. Noi faremo la nostra parte e, ne siamo certi, anche gli altri non si tireranno indietro.

Castelcovati si merita un futuro migliore.


ott 02 2010

Vergogna

scritto da: Proposta per Castelcovati alle 18:02

Di fronte alle iniziative intraprese dai tre gruppi di minoranza, che pongono questioni e proposte concrete, l’amministrazione non trova di meglio che diffondere un documento dal quale emerge l’assoluta mancanza di argomenti in risposta ai temi sollevati sul piano di recupero del Löc del Sul.

La nostra contrarietà all’iniziativa dell’amministrazione nasce dalla volontà di operare per il bene del paese e non dal mettersi a priori in contrapposizione con chi amministra.

Alle nostre richieste, puntuali e precise, con rammarico vediamo che l’amministrazione anziché confrontarsi sul tema della piazza decide di non risponde nel merito delle nostre questioni ma alimenta confusione, da enfasi a chiacchiere ed insinuazioni, e non trova di meglio che attaccare, come sua abitudine, chi ha amministrato in passato, colpendo in modo vergognoso anche chi è lontano dalle vicende amministrative.

Dichiarandoci disgustati ed estranei a questo modo becero di concepire la contesa politica, intendiamo esprimere la totale solidarietà a coloro che sono ingiustamente colpiti da insinuazioni che li vorrebbero coinvolti in vicende a loro assolutamente estranee, oltre che a Luciano Onger e a Oliviero Busetti.
Riteniamo il comportamento degli Amministratori leghisti, sindaco, giunta e consiglieri comunali, vergognoso ed infame nel momento in cui, a corto di argomenti sensati, si riducono ad infangare persone innocenti, che hanno la sola colpa di essere figlio e nuora di Luciano Onger, alle quali viene arrecato un danno ingiusto e gratuito.
Questo atteggiamento ci ricorda tempi bui, come quando i fascisti marchiavano con la stella di David i negozi degli ebrei, o quando i brigatisti teorizzavano il colpirne uno per educarne cento, e sappiamo tutti come sono finite in tragedia quelle vicende.

I signori della Lega, difensori della famiglia, evidentemente solo la loro, e paladini dei crocefissi dovrebbero vergognarsi.