nov 30 2010

Dall’assemblea sul P.G.T.

Tag scritto da: Proposta per Castelcovati alle 19:39

Si è tenuta nelle scorse settimane una assemblea pubblica congiunta dei tre gruppi di minoranza, che ha affrontato le questioni della nuova piazza, degli accertamenti ICI e del PGT fantasma.
Pubblichiamo di seguito le considerazioni più interessanti uscite in merito al Piano di Governo del Territorio (P.G.T) e, scaricabile in pdf, il testo dell‘interrogazione presentata in Consiglio Comunale.

Cosa è il Piano di Governo del Territorio

Il Piano di Governo del Territorio (abbreviato in PGT) è un nuovo strumento urbanistico introdotto in Lombardia dalla legge regionale n.12 dell’11 marzo 2005. Il PGT ha sostituito il Piano Regolatore Generale (abbreviato in PRG) come strumento di pianificazione urbanistica a livello comunale e ha lo scopo di definire l’assetto dell’intero territorio comunale.
La legge prevedeva che tutti i comuni lombardi si dotassero di un PGT entro marzo 2009, a quella data solo il 5% dei 1.546 Comuni lombardi ha adottato il PGT, quindi Il Consiglio regionale, preso atto della situazione, ha prorogato il termine al 31 marzo 2010 e successivamente al 31 marzo 2011.

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Atti che compongono il PGT

Il PGT si compone di 3 atti distinti:

  • documento di piano;
  • piano dei servizi;
  • piano delle regole.

Documento di Piano

Il documento di piano definisce il quadro generale della programmazione urbanistica anche in base a proposte pervenute da cittadini o da associazioni di cittadini. Questo significa che i cittadini sono chiamati a partecipare già nelle prime fasi del processo di elaborazione del PGT.
Il documento di piano deve anche prevedere un lavoro di analisi del territorio comunale da tutti i punti di vista, inclusi quello geologico, ambientale, urbanistico, viabilistico, infrastrutturale, economico, sociale e culturale.
Questo documento deve anche evidenziare eventuali beni storici o ambientali di particolare interesse. Il documento di piano ha anche lo scopo di definire e pianificare lo sviluppo della popolazione residente nel comune.
Tipicamente il documento di piano è il primo atto nella stesura del PGT.

Piano dei Servizi

Il piano dei servizi definisce le strutture pubbliche o di interesse pubblico di cui il comune necessita. Il piano dei servizi deve tenere conto della popolazione residente nel comune o che gravita in esso e di quella prevista in futuro dal documento di piano.
Il piano dei servizi tiene conto dei costi operativi delle strutture pubbliche esistenti e dei costi di realizzazione di quelle previste, si preoccupa della loro fattibilità e definisce la modalità di realizzazione dei servizi.
Le indicazioni contenute nel piano dei servizi circa le aree identificate come di interesse pubblico sono prescrittive e vincolanti per 5 anni dall’entrata in vigore del PGT e decadono qualora il servizio non sia inserito entro questo termine nel programma triennale delle opere pubbliche.
La Legge regionale lombarda n.12 del 11 marzo 2005 prevede che, per comuni inferiori a 20.000 abitanti, sia possibile redigere un piano dei servizi intercomunale.

Piano delle regole

Il piano delle regole definisce la destinazione delle aree del territorio comunale e in questo assomiglia un po’ al Piano regolatore generale. In particolare individua le aree destinate all’agricoltura, le aree di interesse paesaggistico, storico o ambientale e le aree che non saranno soggette a trasformazione urbanistica.
Il piano delle regole definisce anche le modalità degli interventi urbanistici sia sugli edifici esistenti che di quelli di nuova realizzazione. Questo significa che viene stabilito quanto costruire, come costruire e quali sono le destinazioni non ammissibili.

Novità introdotte dal PGT

Le principali novità concettuali introdotte dal Piano del governo del territorio riguardano:

  • la partecipazione dei cittadini;
  • la compensazione;
  • la perequazione;
  • l’incentivazione urbanistica.

Progettazione partecipata

Trascurando momentaneamente le questioni tecniche (compensazione, perequazione e incentivazione urbanistica) e concentrandosi invece sulle questioni sociali e politiche emerge che il primo DOVERE dell’amministrazione comunale quando decide di iniziare la stesura del PGT è informare la cittadinanza che il processo è iniziato e COINVOLGERE i cittadini, le associazioni di cittadini, le componenti sociali ed economiche a formulare proposte e partecipare attivamente alla stesura del PGT.
Dunque la differenza fondamentale rispetto al Piano regolatore generale sta nel fatto che in quel caso i cittadini erano chiamati ad esprimersi solo dopo la prima adozione sotto forma di osservazioni al PRG già adottato.

Punto della situazione a Castelcovati

Seppure il nostro Comune abbia conferito da tempo l’incarico della stesura del PGT attualmente Castelcovati è uno dei comuni in netto ritardo sui tempi previsti dalla legge istitutiva del PGT.
Nonostante l’approssimarsi della scadenza dell’ultima proroga (31 marzo 2011) ad oggi poco si sa dello stato di sviluppo del PGT anche a causa di una grave mancanza da parte dell’amministrazione in carica di pubblicità, informazione, trasparenza e coinvolgimento.
Il nostro Comune infatti ha ritenuto di gestire il tutto in sordina, evitando non solo di coinvolgere cittadini e associazioni, ma anche di far conoscere le linee di sviluppo che si intendono perseguire e che costituiscono appunto il Documento di Piano.
Questo documento, che fissa lo sviluppo urbanistico del paese per i prossimi 5 anni ed individua gli obiettivi pubblici che l’amministrazione intende perseguire, non è stato ancora presentato, nonostante da tempo siano in corso trattative tra Comune e singoli privati su possibili aree di espansione.

Proposta per Castelcovati si chiede, in assenza di tale documento, su quali basi e per quali fini si tengano questi incontri.

Ci si chiede inoltre:

  • se il Documento di Piano esiste perché l’amministrazione ha gravemente omesso la sua pubblicizzazione?
  • se il Documento di Piano non esiste, non è avviata neppure la procedura del PGT ed allora cosa aspettano ad iniziare?


nov 26 2010

Dall’assemblea sull’ICI

Tag scritto da: Proposta per Castelcovati alle 18:24

Si è tenuta nelle scorse settimane una assemblea pubblica congiunta dei tre gruppi di minoranza, che ha affrontato le questioni della nuova piazza, degli accertamenti ICI e del PGT fantasma.
Pubblichiamo di seguito le considerazioni più interessanti uscite in merito all’ICI e, scaricabile in pdf, il volantino distribuito in paese.

Con la Lega in comune aumentano le tasse:

si paga più ICI sull’area edificabile che sull’area costruita!

Con i nuovi valori ICI decisi dalla giunta in carica si è raggiunto l’assurdo che si pagano più tasse sulle aree edificabili che sulle aree edificate con la pesante conseguenza di creare serie difficoltà economiche ai proprietari.

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Consideriamo, per esempio, un terreno agricolo di 2500 mq ricadente in Zona C avente un potenziale edificatorio di 3000 mc.

Con tale volumetria, una volta affrontati i pesanti costi di urbanizzazione e di costruzione, è possibile realizzare un complesso residenziale con 8 appartamenti di pregio di circa 100 mq ciascuno, a cui il Catasto assegnerebbe una rendita catastale variabile fra i 270 e i 300 Euro.

Confrontiamo ora per i vari casi l’ICI che il proprietario dovrebbe versare:

1) Terreno Agricolo non ancora urbanizzato:
2500 mq x 148,50 €/mq x 6‰ = 2230 €;

2) Terreno urbanizzato:
1700 mq x 237,60 €/mq x 6‰ = 2425 €;

3) 8 appartamenti in affitto:
8 x 285 € x 105 x 6‰ = 1436 €;

Come si può facilmente verificare la differenza di ICI fra il mantenimento della destinazione agricola dell’area o la sua edificazione è quasi il doppio, con l’aggravante ulteriore che 8 appartamenti in affitto danno un cospicuo reddito reale, mentre un terreno agricolo di 2500 mq da un reddito reale forse di 200-250 € all’anno.

Dunque si cade nell’assurdo che un tributo che dovrebbe essere una piccola percentuale del reddito creato da un bene, per la aree edificabili risulta essere 8-9 volte superiore al reddito reale prodotto.

Le conseguenze sociali ed urbanistiche dell’aumento dell’ICI

Con le imposte locali sui beni immobili in continuo aumento emergono una serie di criticità che si ripercuotono negativamente sui cittadini e sul territorio:

  • i cittadini di medio reddito proprietari di piccole o grandi aree edificabili, non potendosi permettere il pagamento delle tasse si trovano nelle condizioni di fatto di essere obbligati a vendere le aree stesse;
  • i cittadini che si trovano in queste condizioni subiscono un danno economico considerevole perché, sfruttando la necessità della vendita, i possibili acquirenti riconoscono un valore inferiore al prezzo di mercato ufficiale;
  • i cittadini in difficoltà che vendono i terreni a un valore inferiore al prezzo di mercato ufficiale rischiano oltre al danno la beffa perché saranno quasi sicuramente soggetti ad accertamenti fiscali e conseguenti sanzioni da parte dell’Agenzia delle Entrate;
  • gli operatori economici che invece si possono permettere di sostenere questi oneri fiscali, quando finalmente costruiranno e venderanno le abitazioni molto semplicemente scaricheranno sull’acquirente finale tutte le tasse pagate, quindi si assisterà ad un aumento del costo degli immobili;
  • il settore economico dell’edilizia già in grave difficoltà rischia di essere ulteriormente penalizzato dalle conseguenze nell’economia reale delle decisioni amministrative-burocratiche e fiscali;
  • lo sviluppo urbano di un paese non verrebbe più realizzato in funzione delle reali necessità della comunità, ma in funzione degli oneri fiscali poiché si incentiva a costruire prima possibile per pagare meno tasse;
  • i Piani Regolatori (PRG) o di Governo del Territorio (PGT) rischiano di perdere il loro indirizzo di pianificazione dello sviluppo di fronte alla rinuncia all’edificabilità dei suoli da parte di quei proprietari che non voglio né vendere né pagare tasse improprie, causando uno sviluppo a “macchia di leopardo” del tessuto urbano.

Le nostre proposte sulla questione ICI

Di fronte all’aumento sproporzionato del tributo ICI, dei valori e delle modalità degli accertamenti ICI in atto, considerando inoltre che sulla perizia estimativa di parte alla base dei nuovi valori ICI stanno sorgendo seri dubbi sulla correttezza dei calcoli eseguiti (con un RADDOPPIO del valore stimato di base), sarebbe responsabile da parte dell’amministrazione Gritti, in autotutela del Comune stesso e a difesa dei diritti del cittadino, di:

  • annullare tutti gli accertamenti in essere e chiarire la situazione in quanto se tali accertamenti si basano su una stima errata sono di fatto ILLEGITTIMI e insistere nel procedere porterebbe una pesante prevaricazione dell’amministrazione nei confronti dei propri cittadini e rischia di esporre il Comune a enormi risarcimenti economici e legali;
  • accertare le eventuali responsabilità amministrative di questa gravissima situazione e procedere di conseguenza con la revoca dei mandati, le dimissioni dei responsabili e l’accertamento dell’eventuale danno erariale;
  • ridefinire i valori ICI del 2010, rinunciando alla stima redatta dalla cooperativa incaricata degli accertamenti e riferendosi ai valori ufficiali della Camera di Commercio di Brescia;
  • deprezzare adeguatamente il valore delle aree edificabili che sono ancora allo stato di terreno agricolo;
  • ridefinire le modalità di accertamento evitando di fare leva su cavilli burocratici di dubbia interpretazione a danno dei cittadini che giustificano la possibilità di:

a) effettuare gli accertamenti in modo retroattivo per 6 anni invece che per 5;

b) Trasformare d’ufficio aree pertinenziali (giardini!) o inedificabili in aree edificabili e quindi tassabili solo perché presentano ancora delle volumetrie edificabili;

c) Aumentare il periodo d’imposta sulle aree edificabili dovute a sopralzi, recupero abitativo dei sottotetti o demolizione e ricostruzione utilizzando il giorno di deposito delle pratiche edilizie invece del giorno in cui il progetto viene approvato da parte dell’autorità competente.

Sperando in un po’ di buonsenso…..

Rassegna stampa

Giornale di Brescia del 24.11.2010

Bresciaoggi del 28.11.2010




nov 17 2010

19/11/2010: “L’arcobaleno” di Gianbattista Olivini

scritto da: Proposta per Castelcovati alle 20:55

Venerdì 19 novembre alle ore 20.45, presso il teatro parrocchiale, si svolgerà la presentazione del volume autobiografico “L’arcobaleno” di Gianbattista Olivini.

Introdurrà la serata il curatore dell’edizione Paolo Olivini.

Presenterà l’opera Tonino Zana del Giornale di Brescia

L’intero ricavato sarà devoluto in favore della ristrutturazione dell’oratorio.

dal Giornale di Brescia del 17 novembre 2010

Castelcovati «L’Arcobaleno» di chi è umile
Venerdì presentazione del libro al Teatro parrocchiale aspettando Cesare Prandelli

di Tonino Zana

thumb_brescia_388CASTELCOVATI L’Arcobaleno per lui è un totem, un’idea salvifica, quasi l’annuncio di un segno religioso. Gianbattista Olivini scrive il diario delle sue stagioni, lo compone in un libro, intitolato «Arcobaleno». E la somma degli archi colorati viene tradotta da nonno Serafino con la saggezza che spiega il rapporto tra vita e natura: «Il giallo vuol dire farina, il verde tanta erba, il viola vino, il bianco pane».
La tempesta è appena passata via e la famiglia della campagna si industria a insegnare l’Arcobaleno e a ringraziare il Signore per il pericolo scampato dalla tempesta. I lampi e i tuoni, da piccoli, ci portano i lampi e i tuoni da grandi.
Tutti quei colori irraggiungibili, lontani e insieme vicini, alludono subito alla nostra natura moribonda, e, subito appresso, rinascente, cioè flessibile ad ogni uragano esistenziale.
Ci saremo, venerdì 19 novembre, alle 20,45, presso il teatro parrocchiale di Castelcovati per accompagnare Gianbattista Olivini nella serata che lui dedica ai cari e al paese, secondo l’idea che gli è stata accanto nella vita, l’idea fondamentale di vivere la comunità di Castelcovati come una famiglia allargata e di esportarne correttezza per guadagnare quella bella figura a cui ci raccomandarono sempre, le madri e i padri. E forse, venerdì sera, potrebbe esserci il ct della Nazionale Cesare Prandelli, legato a Olivini da una lontana amicizia.
«Se camperai, ne vedrai ancora di arcobaleni», gli dice il nonno e nel libro appaiono gli arcobaleni dell’infanzia, dell’adolescenza, della giovinezza sui campi di calcio e sulla bicicletta compagna del giorno e della notte: lo porterà a Roma dal Papa senza vedere il Papa quella bicicletta contro i malanni della vita, la bicicletta del Monte Guglielmo che lo conferma in un benessere di stampo antico.
Bella la presentazione di Paolo Olivini il quale ci spiega la forza evocativa del passato recente, il valore documentale del diario.
Senza fronzoli, con tanti arcobaleno. Un libro terapeutico. Per tutti.


nov 05 2010

11 novembre : assemblea pubblica su Piazza, ICI, P.G.T.

Tag , scritto da: Proposta per Castelcovati alle 19:25

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PIAZZA. Da tempo i gruppi di Impegno per Castelcovati, Castelcovati al Centro e Proposta per Castelcovati hanno intrapreso iniziative comuni contro il progetto di recupero del Loc del Sul, un edificio strategico nel centro del paese, che le minoranze chiedono venga acquisito dal Comune per un intervento pubblico che abbia come obiettivi la realizzazione di una nuova piazza, la piazza che non c’è, di importanti funzioni pubbliche e di numerosi parcheggi a servizio del centro storico. Durante l’Assemblea verranno illustrati i risultati della raccolta di firme iniziata il 16 settembre in calce ad una petizione, si parla di oltre 800 firme, e le ulteriori iniziative che i gruppi intendono assumere sul tema.

ICI. A partire dall’autunno 2009, poi ancora dal gennaio 2010 fino a ottobre, stanno arrivando ad ondate nelle case dei cittadini di Castelcovati accertamenti d’ufficio relativi ad ICI per gli anni dal 2003 al 2009.
In alcuni casi si tratta di richieste per poche decine di euro, per rendite catastali non corrette, in altri ancora di somme effettivamente dovute e che i contribuenti hanno omesso di versare. Fin qui nulla da eccepire: è normale che tutti debbano pagare e comprensibile che il Comune intervenga in presenza di errori e omissioni.
Ma non sono sicuramente queste due tipologie di contribuenti a costituire il grosso del gettito fiscale che il Comune di Castelcovati sta introitando in modo arbitrario, per un importo complessivo di alcune centinaia di migliaia di euro.
Infatti l’Amministrazione leghista di Castelcovati sì è inventata la nuova categoria del contribuente che, pur avendo pagato il dovuto, deve ora sottostare alle nuove disposizioni tributarie che prevedono la determinazione a posteriori del valore delle aree edificabili.
E così molti cittadini ignari, convinti di aver già assolto in modo corretto ai propri obblighi contributivi, non solo si sono visti recapitare cartelle per molte migliaia di euro, ma sono stati additati dal Sindaco all’opinione pubblica come incalliti evasori!
Ma le cose non stanno così, non siamo in presenza di evasione fiscale, ma piuttosto di un sopruso dell’amministrazione leghista, che sempre di più si presenta come l’amministrazione delle tasse.
Nel corso dell’Assemblea i gruppi daranno una informativa sui casi più frequenti di imposizione arbitraria, su come opporsi agli accertamenti e su ulteriori iniziative che intendono assumere sul tema (volantini, interpellanze).

PGT. Da tempo il nostro Comune ha conferito l’incarico per la stesura del PGT, il Piano di Governo del Territorio, che prenderà il posto del PRG, il Piano Regolatore Generale.
Nonostante la Legge Regionale 12 del 2005 preveda che il PGT venga costruito attraverso pubblicità, trasparenza delle attività di formazione e partecipazione dei cittadini e delle associazioni, il nostro Comune ha ritenuto di gestire il tutto in sordina, evitando non solo di coinvolgere cittadini e associazioni, ma anche di far conoscere le linee di sviluppo che si intendono perseguire e che costituiscono il documento di piano.
Questo documento, che fissa lo sviluppo urbanistico del paese per i prossimi 5 anni ed individua gli obiettivi pubblici che l’amministrazione intende perseguire, ad oggi non è ancora stato presentato, nonostante da tempo sia in corso trattative tra Comune e privati su possibili aree di espansione.
Le minoranze si chiedono, in assenza del documento di piano, su quali basi e per il raggiungimento di quali obiettivi si tengano questi incontri.

Rassegna stampa

Bresciaoggi 08 novembre 2010