Recentemente Brescia è balzata all’onore della cronaca locale e nazionale per il presunto caso di tangenti avvenuto nel comune di Castel Mella, volto a favorire la realizzazione dell’ennesimo centro commerciale in una zona con vincolo paesaggistico-ambientale, che ha portato all’arresto per corruzione di un imprenditore, un progettista e due assessori.
Leggendo questa notizia non ho potuto non pensare che la legalità oggi è ancora una ferita aperta, dolorosa e sanguinante; e non riguarda solo alcune realtà locali o politiche, ma in modo ironicamente “democratico” coinvolge trasversalmente l’intera società italiana.
Nonostante tangentopoli che nel bene o nel male aveva comunque rappresentato un periodo positivo di trasformazione in cui si era respirato il desiderio di cambiamento e di rinnovamento della società; oggi a pochi anni di distanza da tali eventi si percepisce invece un clima negativo, come di rassegnazione davanti agli inevitabili “vizi italiani” della raccomandazione, della tangente, della connivenza fra politica ed affari o dell’abuso del potere amministrativo a fini personali.
Nonostante la battaglia della legalità sembri una lotta contro i mulini a vento, sono sinceramente convinto che se l’Italia vuole veramente risorgere economicamente e socialmente deve riuscire a superare questo fardello del suo malcostume storico che uccide la libera concorrenza, crea lobby di potere ed ingiustizie, bruciando risorse territoriali, economiche ed umane.
Sono altresì convinto che il cuore di questa battaglia, con tutto il rispetto per la magistratura e la polizia, non si combatta di fatto nelle aule dei tribunali, ma nella mente della gente perché alla cultura dell’illegalità va sostituita la cultura della legalità; investendo sulla scuola, la cultura e l’educazione delle generazioni future. Bisogna altresì che anche il singolo cittadino riscopra l’importanza dell’impegno civico, dell’attenzione per la res publica, perché la gestione delle risorse e dei patrimoni pubblici non è qualcosa che riguarda pochi, ma è una questione che primo o poi coinvolge tutti, anche chi è indifferente. Ovunque infatti ci può essere una “Linea del Piave” della legalità da difendere, anche nelle piccole realtà locali.
Marco Delpanno
Rassegna stampa
Bresciaoggi del 21 aprile 2011
Giornale di Brescia del 21 aprile 2011
— scritto da: Proposta per Castelcovati alle 20:20
Non si era ancora spenta l’eco della trasmissione di Rai 3 Report, dal titolo “La banda del buco” nella quale si denunciava il massacro del territorio attraverso il proliferare di cave, che troppo spesso si trasformano in discariche, quando lunedì ci è capitato di imbatterci in una valanga di camion carichi di ghiaia che, provenendo dal cantiere della Bre.Be.Mi., si immetteva sulla Provinciale 17 in direzione Castelcovati, arrivava sulla rotatoria di Via Chiari e poi risaliva a nord, con destinazione sconosciuta.
Incuriositi abbiamo cercato di capire da dove provenissero ed abbiamo scoperto tre enormi crateri, a profondità variabile, compresi tra Via Tagliate, Via Sandella e la Provinciale 17.
L’articolo del BresciaOggi che segue riporta le spiegazioni del Comune di Chiari: si tratterebbe dello sbancamento delle aree interessate dalle future stazioni si servizio della nuova Autostrada.
Questa spiegazione ci convince poco, ricorda molto i laghetti per la pesca sportiva o gli allevamenti di storioni, spesso alibi per escavazioni improprie.
Ci permettiamo alcune semplici domande e osservazioni:
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chi controlla che estensione e profondità dello scavo, cioè le quantità scavate, siano conformi alle autorizzazioni;
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chi verifica che il sedime interessato allo scavo coincida con il progetto esecutivo delle stazioni di servizio;
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come è possibile che, non essendoci ancora la sede autostradale, si proceda con gli scavi per le stazioni;
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chi ci assicura che queste stazioni di servizio verranno poi realizzate;
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come è possibile eseguire uno scavo di sbancamento senza avere presentato un progetto, come si dovrebbe fare di solito;
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sono stati pagate gli oneri al Comune di Chiari;
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sono state pagate le indennità di escavazione?
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infine, il Comune di Castelcovati, al solito il più vicino al sito dove si sta verificando l’ennesimo scempio ambientale, non ha nulla da dire?
Attendiamo risposte anche se temiamo che, anche stavolta, prevalga la logica leghista del “non disturbate il Senatore”!
— scritto da: Proposta per Castelcovati alle 20:15
Dal Bresciaoggi di oggi Martedì 05 Aprile 2011 - Pagina 21 Provincia
CHIARI. Il Comune: «L’area dovrà ospitare due autogrill, comunque faremo delle verifiche»
Polemiche e sospetti sulla cava autostradale
di Massimiliano Magli
Nel mirino delle minoranze finisce lo scavo BreBeMi in via Sandella «Aperto un cratere spropositato» L’Idv: «Ora faccia luce la procura»
L´escavazione finita sotto il fuoco incrociato di sospetti e polemicheFuoco incrociato sui presunti abusi commessi nelle operazioni di scavo collegate alla costruzione dell’autostrada BreBeMi. Il caso è stato sollevato dalle opposizioni di Chiari e castelcovati. Nel mirino le opere di sbancamento del cantiere aperto al confine fra i due paesi.
Paolo Olivini leader di Proposta per castelcovati parla «di un cratere esagerato per dimensioni e profondità».
Il sito finito sotto la lente delle minoranze è quello di via Sandella, dove a est e a ovest i bulldozer e gli scavatori hanno creato enormi spianate con scarpate di circa dieci metri.
Perplesso è preoccupato anche il consigliere di opposizione clarense Ermanno Pederzoli. «Ho l’impressione che sia stato superato ogni limite - afferma -. L’Italia dei valori valuterà la possibilità di un esposto alla procura, ma qui il primo a vigilare dovrebbe essere il Comune, mentre è vergognoso che da anni non venga nemmeno convocato l’Osservatorio per le grandi infrastrutture che aveva il compito di informare la cittadinanza e i consiglieri sull’andamento dei lavori e sulle situazioni più critiche. Invece solo per vie traverse emergono notizie su escavazioni così impattanti».
ANCHE L’UDC, con il consigliere Massimo Vizzardi, ha annunciato un sopralluogo in via Sandella, dopo le polemiche già sollevate sul sito dell’ormai insediato polo logistico Sma-Auchan.
Progetto alla mano l’assessore all’Urbanistica Davide Piantoni, ricorda che «in quella zona sorgeranno i due autogrill come previsto dal progetto di BreBeMi per cui già questo giustifica un impatto superiore, ma non è tutto: va ricordato che in quel tratto l’autostrada si abbassa per procedere in trincea come espressamente richiesto dal nostro Comune per ridurre l’impatto per cui è chiaro che tutta l’area va ribassata in modo adeguato».
RISPOSTE CHE NON soddisfano il consigliere Idv che chiede controlli e accertamenti anche sui diritti di escavazione, «poiché va assolutamente verificato il regolarmente pagamento degli importi dovuti al metro cubo». L’assessore Piantoni garantisce un sopralluogo, ma ricorda anche che, «come previsto dagli accordi collaterali al progetto, è il Ministero dell’ambiente a sorvegliare sui siti di escavazione, pur restando possibile per il Comune segnalare eventuali situazioni sospette».
A margine una nota è doverosa: la segnaletica di cantiere dovrebbe essere aggiornata, con indicazioni che avvertono pedoni e ciclisti di queste strade di campagna della pericolosità del transito in questi tratti, anche per le difficoltà a respirare dovuta alle enormi polveri che si accumulano nell’aria, miste a calce idrata utilizzata per ottimizzare la posa del manto stradale.