giu 22 2011

Dal Giornale di Brescia del 31 maggio 2011

scritto da: Proposta per Castelcovati alle 22:05

Giornale di Brescia edizione del  31/05/2011 sezione:LA PROVINCIA

«La Provincia fermi gli scavi alla Macogna»

I sindaci di Berlingo, Cazzago, Rovato e Travagliato schierati contro gli abusi

di Francesco Alberti

Nemmeno il più inguaribile pessimista avrebbe potuto pensare ad un percorso così pieno di ostacoli e trabocchetti.
Invece il cammino che dovrebbe portare alla nascita del Plis Macogna (parco locale di interesse sovracomunale) riserva sorprese a getto continuo.
Certo, quando i Comuni di Berlingo, Cazzago San Martino, Rovato e Travagliato hanno pensato di creare un mega parco da 402 ettari nell’Ateg 14 - un’area ricca di ghiaia (e quindi di interessi economici, legittimi per carità), a cui si aggiunge il business del «ritombamento» delle gigantesche buche con rifiuti - non pensavano certo di partire per
una spensierata scampagnata; ma neppure immaginavano di dover scalare l’Everest.
L’ultimo colpo di scena risale alla scorsa settimana, quando (anche in seguito a ripetute segnalazioni dei Comuni di Berlingo e Travagliato) la Guardia di Finanza ha sequestrato un parte del bacino sud, rilevando episodi di escavazione abusiva e riporto (sempre abusivo) di rifiuti: si parla di 54mila mc provenienti da un cantiere occupato da una ditta di idrocarburi.
Un affare di notevolissime dimensione, basti dire che la bonifica della cava Montini, in centro a Berlingo, costò nel 1996 alla Regione Lombardia, per l’asportazione e il collocamento in discariche autorizzate di 45mila mc di rifiuti tossico-nocivi, l’ingente somma (allora ovviamente in lire) di 6,7 milioni di euro. L’ultimo abuso in ordine di tempo ha fatto però traboccare il vaso della pazienza dei quattro Comuni.
«Nonostante tutto quello che è accaduto negli anni - hanno spiegato ieri mattina i rappresentanti dei quattro paesi -, Provincia di Brescia e Regione Lombardia continuano a intrattenere rapporti istituzionali con operatori economici responsabili di questa incredibile situazione. Cosa deve succedere ancora perché sia dichiarata l’inaffidabilità di imprese che realizzano grandi profitti e lasciano dietro di sé enormi costi economici e sociali dovuti ad
abusi, illeciti ed inadempienze di ogni genere?». I sindaci chiedono quindi decisioni immediate e concrete. Alla Provincia di Brescia - hanno continuato - chiediamo la sospensione immediata di tutte le autorizzazioni all’escavazione relative all’Ateg 14, in attesa che si chiarisca il quadro delle indagini attualmente in corso. Alla Regione Lombardia chiediamo l’archiviazione delle domande di discarica relative sempre all’Ateg 14 (una di rifiuti
inerti ed una di speciali); di discariche in quest’ambito ce ne sono già tre abusive: bastano e avanzano».
Gli amministratori si augurano infine di conoscere quanto prima gli esiti delle indagini in corso, per sapere se gli ultimi conferimenti abusivi possano aver inquinato la falda acquifera. I sindaci, quindi, non ne possono più di una situazione che, ad essere sinceri, è davvero  insostenibile e non sono per l’ambiente.